Roma - Nessun perdono per Alan Turing, il brillante matematico britannico che cambiò le sorti del secondo conflitto mondiale decifrando i codici sfruttati dai nazisti.
Nessuna indulgenza per quelle accuse formulate nel lontano 1952:
oltraggio al pudore per aver intrapreso una relazione sessuale con un uomo.
A negare la grazia è stato il ministro alla Giustizia Lord McNally,
respingendo la petizione presentata a Downing Street dal programmatore John Graham-Cumming. Le scuse postume non sarebbero affatto appropriate, dal momento che Alan Turing venne condannato per un comportamento allora considerato "criminoso".
In sostanza, il governo d'Albione
non potrebbe perdonare a distanza di 60 anni una condotta illecita secondo un sistema giudiziario ormai vetusto. Era stato il premier Gordon Brown a porgere le scuse ufficiali al celebre pioniere dell'informatica, trattato in maniera "mostruosamente ingiusta".
(M.V.)