Claudio Tamburrino

Agenda Digitale e Open Data, la strada di Profumo

La nuova "cabina di regia" esordirÓ giovedý: in agenda il digital divide. Una rivoluzione culturale chiesta alla PA e ai cittadini. E un'idea per il supporto alle startup del Belpaese

Roma - Si concretizza l'idea di "cabina di regia" introdotta dal Governo Monti con il decreto Semplificazioni per guidare (o meglio rilanciare) l'Agenda Digitale italiana: la prima seduta è stata fissata per giovedì, e partirà dalla necessità di nuove infrastrutture e dell'alfabetizzazione informatica.

Secondo le statistiche da cui parte il Governo, infatti, circa il 40 per cento degli italiani si trova in una situazione di digital divide definito "volontario": in pratica non utilizza Internet perché non ne vede l'utilità. A questi bisogna poi sommare quel 6 per cento di italiani che ancora risultano del tutto sprovvisti di qualsiasi tipo di connessione. Questo dovrebbe però altresì significare che, per il momento, le priorità del Governo non saranno fibra e reti di nuova generazione.

Il piano in generale, poi, è stato definito "open data" in quanto prevede la realizzazione di un'amministrazione pubblica trasparente ed efficiente che sfrutti le risorse del cloud computing per la condivisione di dati e risorse e l'adozione di standard "aperti e interoperabili", come ha detto l'attuale ministro dell'Istruzione con delega per l'attuazione dell'Agenda Digitale Francesco Profumo.
Il ministro, in particolare, ha detto no alle soluzioni "chiuse, proprietarie e idiosincratiche a determinati ambienti tecnici o a dispositivi specifici". Si è preso il tempo per spiegare che il concetto di open data va oltre alla semplice intenzione di rendere disponibili i dati online: parte piuttosto dal principio che questi devono essere liberamente scaricabili in formati accessibili dagli utenti che in questo modo li possano "lavorare".

La nuova strada, annunciata ma che gli osservatori sperano si riveli più concreta di tutte quelle che l'hanno preceduta, verrà intrapresa a partire dalle scuole. A seguire saranno sanità e pubbliche amministrazioni.

Dal punto di vista finanziario Profumo elenca diverse modalità di finanziamento (a partire dalla Cassa Depositi e Prestiti), con obiettivi diversi per ogni regione e un primo bando da 200 milioni che parte da 8 regioni del Sud. Un ruolo fondamentale dovrà essere svolto poi dai privati, per cui il Governo parla di un supporto a tante startup tecnologiche che, dice, "nasceranno, se saremo bravi, con un po' di capitale di rischio che stiamo trovando": situazioni che si augura possano sfociare in aziende solide e nuovi distretti industriali.

Un punto su sui preme anche il consigliere del ministro Mario Calderini in una sua intervista al Corriere delle comunicazioni: "La vera novità consiste nel fatto che l'Agenda digitale è stata finalmente inserita in un contesto di sviluppo dei territori, pensato per rilanciare imprenditorialità e occupazione, organico allo sviluppo di tutto il sistema paese. Ovviamente questo non vuol dire che non verranno portate a compimento le iniziative avviate finora, ma solo che verranno rese organiche a una vision strategica che fa delle smart community uno dei pilastri della crescita".

"Anche qui - specifica Profumo tornando su un tasto caro al Governo Monti - serve una svolta culturale: il nostro ruolo è formare bravi cittadini del mondo che fra le altre cose siano capaci non di trovarsi un lavoro, ma di creare lavoro".

Claudio Tamburrino
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42 Commenti alla Notizia Agenda Digitale e Open Data, la strada di Profumo
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  • Le dichiarazioni sentite sono assolutamente condivisibili.
    Certo tutto dipenderà dalla concreta realizzazione che sia veramente in linea con quanto dichiarato.

    In ogni caso non fasciamoci la testa prima di essercela rotta.
    Lamentarsi ora non ha molto senso a mio parere, anzi ...
  • immagino già il formato open che verrà utilizzato.
    Office Open XML, tanto è standard ISO/IEC 29500.
    peccato che nemmeno l'implementazione M$ rispetta
    al 100% lo standard....
    non+autenticato
  • > immagino già il formato open che verrà utilizzato.
    > Office Open XML, tanto è standard ISO/IEC 29500.
    > peccato che nemmeno l'implementazione M$ rispetta
    > al 100% lo standard....

    beh M$ lavora sempre nella fascia grigia degli standard, mirando allo "standard de facto"
    non+autenticato
  • Intanto dateci una rete decente, che funzioni e sia veloce... Poi vedremo noi quali applicazioni farci andare su.

    In un altro post avevo messo quest'immagine, una media ADSL in Polonia, sfido chiunque in Italia ad avere questa banda. Notare anche il ping...

    Clicca per vedere le dimensioni originali

    Stiamo messi male in quanto ad Internet.
    Ma il mio sospetto è che tenere questo paese indietro sia non nell'agenda digitale dei nostri politici, ma dei loro padroni, che non siamo certo noi votanti.

    Questo paese ha sempre arrancato su tutto, è stato tartassato e taglieggiato per decenni come fosse una specie di colonia dell'Alleanza Atlantica anglofona...
    Con una Germania che ci vorrebbe completamente romanizzati (come la Romania), per poterci colonizzare, e sfruttare a proprio piacimento.

    Profumo non è che un altro cameriere dei poteri finanziari che hanno già un programma su questo paese.
    E se il programma sarà di dotarlo di reti valide, sarà forse solo per la futura colonizzazione industriale e finanziaria che avrà bisogno di questi servizi quando qui lo status sociale sarà distrutto e saremo tutti stati trasformati in gente affamata disposta a farsi sfruttare in condizioni di lavoro da cinesi!
    iRoby
    9377
  • - Scritto da: iRoby
    > In un altro post avevo messo quest'immagine, una
    > media ADSL in Polonia, sfido chiunque in Italia
    > ad avere questa banda. Notare anche il
    > ping...

    Sfidi?

    Fastweb:
    Fibra ottica (FTTH), solo per gli edifici coperti direttamente dalla rete in fibra Fastweb (15 città italiane). Velocità: 100 Mbit/s in downlink - 10 Mbit/s in uplink (configurabili a seconda del piano sottoscritto).
    non+autenticato
  • Parliamo di ADSL consumer...
    iRoby
    9377
  • - Scritto da: iRoby
    > Parliamo di ADSL consumer...

    Tu mi hai detto sfido ad avere questa banda, non sfido su ADSL consumer (fra l'altro l'importante è la banda che arriva non se ADSL o fibra o pincopallo) e comunque fastweb da tempo offre 100 megabit anche ai privati e non proprio a quattro gatti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: iRoby
    > > Parliamo di ADSL consumer...
    >
    > Tu mi hai detto sfido ad avere questa banda, non
    > sfido su ADSL consumer (fra l'altro l'importante
    > è la banda che arriva non se ADSL o fibra o
    > pincopallo) e comunque fastweb da tempo offre 100
    > megabit anche ai privati e non proprio a quattro
    > gatti.

    4 gatti, peccato che la sua fibra ottica non sia cosi capillare, che anche nelle grandi città ci sono aree scoperte.
    Per non parlare che fastweb ha dei fastidiosi problemi di nat.
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Sgabbio
    > - Scritto da: Dottor Stranamore
    > > - Scritto da: iRoby
    > > > Parliamo di ADSL consumer...
    > >
    > > Tu mi hai detto sfido ad avere questa banda, non
    > > sfido su ADSL consumer (fra l'altro l'importante
    > > è la banda che arriva non se ADSL o fibra o
    > > pincopallo) e comunque fastweb da tempo offre
    > 100
    > > megabit anche ai privati e non proprio a quattro
    > > gatti.
    >
    > 4 gatti, > peccato che la sua fibra ottica non sia
    > cosi capillare,

    Affatto gli abbonati in fibra sono tanti

    >che anche nelle grandi città ci
    > sono aree
    > scoperte.

    Grazie che scoperta. Lo sai che se vai a Londra, non in mezzo all'oceano, ci sono delle zone dove neanche se preghi in cinese ti danno una ADSL decente?

    > Per non parlare che fastweb ha dei fastidiosi
    > problemi di
    > nat.

    Se fai il passaggio alla 100 megabit o sei nuovo abbonato ti danno l'ip pubblico e a parte questo il "fastidioso problema" non lo sente nessuno a parte chi vuole usare il suo PC con contratto da privato come servizio di hosting.
    non+autenticato
  • mettila come vuoi, ma io fastweb non ce l'ho, perché non sono in una grande o media città, e londra non fa testo perché son messi solo un po' meglio di noi in GB, ma mica poi tanto (se bloccassero da noi come bloccano là ci sarebbe la rivoluzione..)
    non+autenticato
  • - Scritto da: pulce
    > mettila come vuoi, ma io fastweb non ce l'ho,
    > perché non sono in una grande o media città,

    Ok, ma l'argomento era: sfido chiunque in Italia ad avere questa banda
    non+autenticato
  • beh, nell'europa dell'est hanno adsl che viaggiano di più delle nostre connessioni a cavo da 10 mbit.. non ti fa un po' incacchiare la cosa?
    non+autenticato
  • - Scritto da: pulce
    > beh, nell'europa dell'est hanno adsl che
    > viaggiano di più delle nostre connessioni a cavo
    > da 10 mbit.. non ti fa un po' incacchiare la
    > cosa?

    Non tanto perché la mia zona è coperta dalla fibra ottica da 12 anni.
    Però non bisogna neanche fare gli esempi con nazioni completamente diverse dalla nostra per dimensioni, densità di popolazione, età della popolazione e tipo di economia.
    Prendi ad esempio la Svezia, metà della popolazione sta a Stoccolma, è anche più semplice darla alla maggior parte della popolazione.
    non+autenticato
  • Ah beh!
    Se sei a posto tu, siamo a posto tutti.

    Ma come razzo ragioni?
    non+autenticato
  • ci sono un paio di passaggi che non mi sono chiari:
    1) "realizzazione di un'amministrazione pubblica trasparente ed efficiente che sfrutti le risorse del cloud computing per la condivisione di dati e risorse e l'adozione di standard "aperti e interoperabili"

    Sembra quasi che senza cloud computing non si possano condividere dati ed adottare standard aperti ed interoperabili; mah!

    2) "Si è preso il tempo per spiegare che il concetto di open data va oltre alla semplice intenzione di rendere disponibili i dati online: parte piuttosto dal principio che questi devono essere liberamente scaricabili in formati accessibili dagli utenti che in questo modo li possano "lavorare".

    "rendere disponibili i dati on-line" non significa già "liberamente scaricabili in formati accessibili dagli utenti che in questo modo li possano "lavorare" ?

    quindi, di che si parla ?
  • - Scritto da: sfontana
    > "rendere disponibili i dati on-line" non
    > significa già "liberamente scaricabili in
    > formati accessibili dagli utenti che in questo
    > modo li possano "lavorare"
    > ?
    >
    > quindi, di che si parla ?

    No, non è proprio la stessa cosa.

    Un esempio: i dati di presenze turistiche in una Regione, possono essere "disponibili on-line" in una una relazione di resoconto, poniamo in formato pdf, scaricabile dal sito
    Ben altra cosa è pubblicare questi dati in un formato strutturato ed accessibile (niente di fantascientifico, pensiamo ad un .csv) così da renderli "liberamente scaricabili in formati accessibili dagli utenti che in questo modo li possano lavorare."
    non+autenticato
  • visto così hai ragione.

    Ero partito dall'idea che parlando di Open Data, di default i dati fossero ... puri dati.

    S
  • - Scritto da: sfontana
    > visto così hai ragione.
    > Ero partito dall'idea che parlando di Open Data,
    > di default i dati fossero ... puri
    > dati.

    :)

    Aggiungo che questa idea pur essendo la principale forza degli OpenData, ne risulta anche il limite: la nozione di dato "puro" è solo teorica, ogni dato porta con se uno strato di semantica che ne determina il significato.
    Quindi l'accessibilità al dato tenderà ad un limite teorico, che però non può venire raggiunto.
    non+autenticato
  • La priorità sarà... Quale?
    Visto che per loro [ LORO ] non è l'infrastuttura ma il fatto che il 40% non sappia cosa farsene, che faranno?
    Suggeriranno l'uso nel varietà del sabato?

    Vorrei anche capire quel 40% di autoesclusi da dove l'abbiano determinato e come.

    Il passaggio al cloud equivale ad un suicidio, almeno l'open ma bisogna valutare bene il supporto.

    In ogni caso, nella migliore delle ipotesi non cambia nulla.
    Bella innovazione.
  • - Scritto da: Valeren
    > Vorrei anche capire quel 40% di autoesclusi da
    > dove l'abbiano determinato e
    > come.

    Quel 40% è semplicemente la percentuale di Italiani che non ha accesso a Internet.
    Profumo sostiene che non sia perché le reti fanno cagare, perché l'ADSL non raggiunge nemmeno tutto il territorio nazionale, perché le Wi-Fi aperte siano una chimera, ma semplicemente perché il 40% degli Italiani (ovvero 20 milioni di persone circa) non sappia che farsene di quelle "ottime" infrastrutture che già ci sono...
    non+autenticato
  • In realtà il cloud è un'ottima soluzione per la PA. Sono anni che esistono suluzioni di questo tipo (ben prima che il marketing inventasse la parola cloud che non vuol dire nulla). Il grosso problema ora sono i costi e le infrastrutture. Le PA in particolare gli enti locali hanno troppi dati per metterli in un server remoto, i costi di noleggio sarebbero spropositati. Inoltre con le linee che abbiamo la latenza di accesso ai dati sarebbe imbarazzante...
    non+autenticato
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