Alfonso Maruccia

Fibra e silicio scoprono l'intimitÓ

Un nuovo processo produttivo permette la "fusione" tra l'estremitÓ della fibra e i circuiti integrati. Presto sarÓ possibile sviluppare infrastrutture pi¨ economiche?

Roma - Un gruppo di ricercatori statunitensi è riuscito a "fondere" idealmente circuiti elettronici e fibre ottiche realizzando una nuova giunzione capace di facilitare la comunicazione tra le due componenti. La promessa è di facilitare l'installazione di nuove infrastrutture per la connettività super-veloce.

Il lavoro degli scienziati della University of Southampton e della Penn State University deriva dalla complessità degli attuali collegamenti fibra-silicio, dove le comunicazioni luminose (praticamente istantanee) veicolate attraverso la fibra vanno convertite in elettroni dopo apposita (e laboriosa) operazione di allineamento tra fibra e ricevitore elettronico.

Servendosi invece della nuova giunzione creata dai ricercatori, questo processo di allineamento non è più necessario: la realizzazione della giunzione è di per sé un lavoro complesso che comprende l'impiego di processi chimici ad alta pressione, e il deposito di strati di materiale semiconduttore direttamente all'interno delle estremità della fibra ottica.
In attesa di conoscere i dettagli della ricerca dopo la sua pubblicazione sulla rivista Nature Photonics, i suoi autori sostengono che l'impiego delle giunture fibra-semiconduttore favorirà la realizzazione di "kit" per infrastrutture di telecomunicazioni più economiche e pratiche da adoperare.

Alfonso Maruccia
4 Commenti alla Notizia Fibra e silicio scoprono l'intimitÓ
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  • se tutte le invenzioni che vengono sbandierate da università e centri di ricerca a distanza di qualche anno avessero applicazioni pratiche nella vita dei comuni cittadini.
    Purtroppo dalle batterie di lunghissima durata al motore ad idrogeno per i veicoli ecc.. nulla ha cambiato la vita di tutti noi: o sono troppo costosi o sono difficili da produrre in serie o non sono immessi sul mercato ..
    non+autenticato
  • Il problema non è la difficoltà a realizzarle ma la non volonta delle varie fonderie di silicio di adottare queste tecniche è molto meglio usare il silicio o la tecnologia a litio, che buttare tutte le attrezzature fino ad oggi ingegnerizzate per realizzare il chip in grafene o la batteria grafene litio o altro.

    Quindi finche non si scoprira un qualcosa che con poche modifiche fara funzionare le fonderie attuali ve lo potete scordare il chip ultra veloce e denso o la batteria da una settimana di durata.

    Basta vedere intel con i transistor 3d
    non+autenticato
  • - Scritto da: mario
    > Il problema non è la difficoltà a realizzarle ma
    > la non volonta delle varie fonderie di silicio di
    > adottare queste tecniche è molto meglio usare il
    > silicio o la tecnologia a litio, che buttare
    > tutte le attrezzature fino ad oggi ingegnerizzate
    > per realizzare il chip in grafene o la batteria
    > grafene litio o
    > altro.
    >
    > Quindi finche non si scoprira un qualcosa che con
    > poche modifiche fara funzionare le fonderie
    > attuali ve lo potete scordare il chip ultra
    > veloce e denso o la batteria da una settimana di
    > durata.
    >
    > Basta vedere intel con i transistor 3d

    chip supeveloci e densi li abbiamo già... cazzo vuoi di più!Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • - Scritto da: mario
    > Il problema non è la difficoltà a realizzarle ma
    > la non volonta delle varie fonderie di silicio di
    > adottare queste tecniche è molto meglio usare il
    > silicio o la tecnologia a litio, che buttare
    > tutte le attrezzature fino ad oggi ingegnerizzate
    > per realizzare il chip in grafene o la batteria
    > grafene litio o
    > altro.
    >
    > Quindi finche non si scoprira un qualcosa che con
    > poche modifiche fara funzionare le fonderie
    > attuali ve lo potete scordare il chip ultra
    > veloce e denso o la batteria da una settimana di
    > durata.
    >
    > Basta vedere intel con i transistor 3d

    Alla fine i bellissimi esperimenti di laboratorio quando vogliono trasformarsi in prodotto si scontrano con il mondo reale: costi di ingegnerizzazione (soprattutto), difficoltà tecniche magari insormontabili a costi economicamente convenienti, tempi lunghi, resistenze, difficoltà legali/politiche/eccetera.

    La ricerca di base dà i suoi frutti nell'industria lentamente e gradualmente, ma senza di essa non ci sarebbe mai nessun progresso. Peccato che i nostri cari politicanti questa cosa non l'abbiano mai capita.
    Funz
    12989