Roma - Una fine più volte
annunciata, dopo un'avventura di business durata 133 anni. Ma il colosso della fotografia Eastman Kodak non sembra volersi arrendere così facilmente, al di là degli scarsi risultati finora registrati nella grande asta del suo ricco portafoglio brevettuale.
La storica multinazionale ha ora
messo in soffitta macchine compatte, videocamere e pellicole digitali. Quei prodotti che negli anni erano diventati sinonimo di fotografia, ora schiacciati dagli smartphone e dalle nuove opportunità
mobile. Il business di Kodak si prepara così ad una
cruciale rivoluzione.
E infatti gli sforzi verranno ora concentrati
sulla stampa delle foto, ovvero sulla vendita di stampanti desktop. Niente più fotocamere e videocamere, Kodak si
preoccuperà soltanto di soddisfare eventuali richieste nel periodo di validità della garanzia relativa ai prodotti già venduti.
La
mossa dovrebbe garantire ai vertici di Eastman Kodak un
risparmio di circa 100 milioni di dollari all'anno. L'azienda aveva già chiuso 13 centri di produzione con il
taglio di quasi 50mila posti di lavoro. Lo stop alla produzione sarà effettivo entro la prima metà di quest'anno.
Mauro Vecchio