massimo mantellini

Contrappunti/ Diritto d'autore: male, purché se ne parli

di M. Mantellini - Di pirateria, di copia abusiva e legale, parlano tutti. Non sempre centrando il punto, ma non tutto il male viene per nuocere. È ora che questi temi diventino agenda: il futuro non aspetta

Roma - Partiamo da un dato di fato: tutte le discussioni che riguardano il futuro della condivisione della conoscenza attraverso la tecnologia sono discussioni buone. Lo sono per una ragione molto semplice: i conservatori dell'esistente, i pochi potenti imbalsamatori della realtà all'anno zero della Rete, non hanno mai avuto alcuna passione per simili discussioni. Preferiscono un consolatorio "È così e basta" ed il ribaltamento di ogni possibile tavolo dialettico.

Così Contrappunti questa settimana dà conto di una discussione interessante che è nata sulla scia di un articolo dello scrittore Vincenzo Latronico pubblicato dall'inserto culturale domenicale del Corriere della Sera, La Lettura.

Scrive Latronico:
Vorrei parlare di pirateria. Avevo Napster quando è nato; tuttora scarico quello che posso, anche se la musica classica - che costituisce gran parte dei miei ascolti - è difficile da trovare, e in genere finisco per comprarla in versione digitale. Lo stesso vale per i film; vado al cinema spesso, ma tutto ciò che non è in sala lo vedo al computer. Le difficoltà di reperimento, o i problemi di connessione, mi spingerebbero ad abbonarmi a un servizio come Netflix (che negli Stati Uniti fornisce legalmente, dietro un piccolo pagamento, ciò che si può scaricare illegalmente), se in Italia ci fosse; ma forse per miopia legislativa, forse per mancanza di mercato, non c'è: e di comodità si fa vizio. È quasi naturale, si potrebbe quindi dire, che io scarichi i libri. C'è una ragione, però, per cui non sembra tanto naturale: ed è che coi libri io ci vivo, più o meno. In quest'ultimo anno i diritti d'autore hanno rappresentato una percentuale non irrisoria dei miei piuttosto irrisori guadagni. Il fatto che io calpesti un diritto altrui che pure spero nessuno calpesti ai miei danni può essere visto come una dissociazione, o una pia illusione, o un tentativo di free-riding, o un sepolcro imbiancato: poco importa. Lo faccio. So che non dovrei,ma lo faccio. E so, o credo di sapere, che prima o poi lo faranno tutti.
C'è molta carne al fuoco in queste poche righe (e anche nel resto del pezzo) e non ha molta importanza se l'autore abbia torto o ragione. L'importante è che se ne parli, che si confrontino posizioni differenti. Così come è importante che un inserto culturale di un grande quotidiano dia spazio ad argomenti del genere, anche fuori dalla connotazione curiosa dello scrittore autolesionista che sfavorisce se stesso.

Il pezzo di Latronico, che si occupa di molti temi importanti ai quali ci siamo in passato dedicati spesso, ha scatenato una ampia discussione in Rete, fortificata da una serie di coincidenze temporali quali la recente chiusura di Megaupload e di alcuni noti tracker torrent, le discussioni sulla normative americane (SOPA) e mondiali (ACTA) che sono in evidenza nelle cronache dei giornali in questi giorni. Nel piccolo della situazione italiana registriamo che, per la prima volta, girano timide voci di progetti per ridurre lo strapotere inefficace della SIAE, escono numeri molto eloquenti sul passaggio della musica verso il digitale, si aspetta pazientemente che gli editori di libri elettronici percorrano uno ad uno, minuziosamente, tutti gli errori che i loro colleghi discografici hanno commesso nell'ultimo decennio prima di capire, per esempio, che i DRM non sono la soluzione ad un rapporto di buon vicinato con i propri clienti (a meno non si offra loro come contropartita un ambiente complessivo molto ben strutturato ed amichevole come fa Amazon con Kindle).

Ben vengano le discussioni, magari partendo da alcuni punti fermi come quello ricordato da Giuseppe Granieri sul suo blog qualche giorno fa. La pirateria - scrive Granieri - è un fattore di sistema:
Se guardi le cose dal punto di vista del digitale (e non da quello del XX secolo), la pirateria è un fattore di sistema. È parte della natura intrinseca dei beni digitali e non trova una collocazione nella logica con cui siamo abituati a far funzionare il mercato.
Quindi, se devo scommettere la mia solita birra parlando del futuro, io credo che la soluzione non sia combatterla (cosa che assomiglierebbe a remare con un fiammifero) quanto capirla e cercare di immaginare un sistema - per l'intera industria culturale - che ridisegni valore e remunerazioni in modo coerente con il digitale.
Non va combattuta la pirateria (e magari va chiamata anche in un altro modo): vanno aggiornate alla modernità le regole e le categorie interpretative.
Il punto di vista del digitale non è più - da qualche anno ormai - lo sguardo esotico di una porzione residuale della società nei confronti di un mondo immobile. È invece il paradigma di una raggiunta normalità alla quale magari fatichiamo ad adattarci ma che non ha alcuna retroazione possibile. Essere digitali non è più l'angolo di visuale del nerd o la predisposizione sognante dell'innovatore, è invece il terreno di coltura della società contemporanea nel suo complesso. Discutere di come aggiornare il flusso delle idee e della conoscenza dentro questo nuovo network è oggi la vera priorità culturale per tutti noi. Quindi discutiamone.

Massimo Mantellini
Manteblog
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415 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Diritto d'autore: male, purché se ne parli
Ordina
  • Su questo forum direi che i vari ragionamenti dei vari "uno qualsiasi" e "panda rossa" "krane" ed altri, stavolta hanno preso sonore mazzate, tutti gli argomenti che hanno proposto sono stati smontati da evidenti prove di fatto. Mi piace questa discussione, anche se accesa a volte, e questa volta devo ammettere "pirati 0 - sostenitori del pagare il giusto 2".

    no, non ho partecipato anche io, ho solo letto, interessante la discussione su Blender e su Georges Méliès, dovrebbero riflettere tutti comunque su queste cose.

    la mia opinione personale è che, come al solito, principi corretti hanno poi avuto una deriva nell'applicazione. Trovo infatti giusto riconoscere il diritto di paternità ed un certo grado di sfruttamento dell'opera agli autori (faccio presente che questo vale anche con le CC e e la GPL dove rimane fermo il principio che c'è un autore/i ben riconosciuto, che poi voglia dare gratuitamente è un altro discorso e che comunque ha un altro tipo di ritorno), assolutamente grottesche però la cessione di diritti a major sanguisughe e copyright che valgono per decine di anni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sagace
    > Su questo forum direi che i vari ragionamenti dei
    > vari "uno qualsiasi" e "panda rossa" "krane" ed
    > altri, stavolta hanno preso sonore mazzate, tutti
    > gli argomenti che hanno proposto sono stati
    > smontati da evidenti prove di fatto. Mi piace
    > questa discussione, anche se accesa a volte, e
    > questa volta devo ammettere "pirati 0 -
    > sostenitori del pagare il giusto 2".

    Pirati ? Io parlavo di programmazione, che c'entrano i pirati ?
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: Sagace
    > > Su questo forum direi che i vari
    > ragionamenti
    > dei
    > > vari "uno qualsiasi" e "panda rossa" "krane"
    > ed
    > > altri, stavolta hanno preso sonore mazzate,
    > tutti
    > > gli argomenti che hanno proposto sono stati
    > > smontati da evidenti prove di fatto. Mi piace
    > > questa discussione, anche se accesa a volte,
    > e
    > > questa volta devo ammettere "pirati 0 -
    > > sostenitori del pagare il giusto 2".
    >
    > Pirati ? Io parlavo di programmazione, che
    > c'entrano i pirati
    > ?
    come se ne capissi qualcosaA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: brain
    > - Scritto da: krane
    > > - Scritto da: Sagace
    > > > Su questo forum direi che i vari
    > > > ragionamenti dei vari "uno
    > > > qualsiasi" e "panda rossa"
    > > > "krane" ed altri, stavolta hanno
    > > > preso sonore mazzate, tutti gli
    > > > argomenti che hanno proposto
    > > > sono stati smontati da evidenti
    > > > prove di fatto. Mi piace questa
    > > > discussione, anche se accesa a
    > > > volte, e questa volta devo
    > > > ammettere "pirati 0 - sostenitori
    > > > del pagare il giusto 2".

    > > Pirati ? Io parlavo di programmazione,
    > > che c'entrano i pirati ?

    > come se ne capissi qualcosaA bocca aperta

    Per fortuna che ci sei tu, su su dai c'e' il mondo da salvare, datti da fare tu che sei in gamba...
    krane
    22544
  • - Scritto da: Sagace
    > Su questo forum direi che i vari ragionamenti dei
    > vari "uno qualsiasi" e "panda rossa" "krane" ed
    > altri, stavolta hanno preso sonore mazzate, tutti
    > gli argomenti che hanno proposto sono stati
    > smontati da evidenti prove di fatto. Mi piace
    > questa discussione, anche se accesa a volte, e
    > questa volta devo ammettere "pirati 0 -
    > sostenitori del pagare il giusto
    > 2".
    >
    > no, non ho partecipato anche io, ho solo letto,
    > interessante la discussione su Blender e su
    > Georges Méliès, dovrebbero riflettere tutti
    > comunque su queste
    > cose.
    >
    > la mia opinione personale è che, come al solito,
    > principi corretti hanno poi avuto una deriva
    > nell'applicazione. Trovo infatti giusto
    > riconoscere il diritto di paternità ed un certo
    > grado di sfruttamento dell'opera agli autori
    > (faccio presente che questo vale anche con le CC
    > e e la GPL dove rimane fermo il principio che c'è
    > un autore/i ben riconosciuto, che poi voglia dare
    > gratuitamente è un altro discorso e che comunque
    > ha un altro tipo di ritorno), assolutamente
    > grottesche però la cessione di diritti a major
    > sanguisughe e copyright che valgono per decine di
    > anni.
    ottimo e condivisibile riassuntoOcchiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sagace
    > Su questo forum direi che i vari ragionamenti dei
    > vari "uno qualsiasi" e "panda rossa" "krane" ed
    > altri, stavolta hanno preso sonore mazzate, tutti
    > gli argomenti che hanno proposto sono stati
    > smontati da evidenti prove di fatto. Mi piace
    > questa discussione, anche se accesa a volte, e
    > questa volta devo ammettere "pirati 0 -
    > sostenitori del pagare il giusto
    > 2".

    Se anziche' presentare delle conclusioni sconclusionate totalmente al di fuori del contesto, avessi scritto quello che hai scritto QUOTANDO le situazioni in cui dici che i parassiti della rendita, che si battono per sopravvivere, hanno ragione, forse e' possibile proseguire nella discussione.
    Ma cosi'?
  • Sul copyright il discorso è complicato e le varie posizioni possono essere discusse, ma affermare che si possa commissionare un programma della complessità di Maya ad una sola persona, e che questa possa produrre un prodotto utilizzabile in un tempo ragionevole (senza che nel frattempo il mercato non si sia ulteriormente evoluto) non è assolutamente ragionevole, a meno di non partire da un altro programma open source tipo Blender e cambiare solamente le label...
    non+autenticato
  • - Scritto da: quasi anonimo
    > Sul copyright il discorso è complicato e le varie
    > posizioni possono essere discusse, ma affermare
    > che si possa commissionare un programma della
    > complessità di Maya ad una sola persona,

    Infatti panda ti aveva chiaramente scritto che ti avrebbe fatto uno studio e dato un prezzo definito, sei tu che hai parlato di farlo programmare ad una sola persona.
    Al piu' era panda che avrebbe dovuto trovarsi uno staff, ma questi son fatti suoi.
    krane
    22544
  • ribadisco, che una persona non è sufficiente nemmeno per completare la fase di "progettazione, la raccolta delle specifiche, la preanalisi e tutto quanto serve per produrre un preventivo di sviluppo" qualunque sia la metodologia utilizzata per un programma della complessità di Maya in un tempo ragionevole (con una modalità committente-cliente)...

    [quote]
    - Scritto da: Riciiaard Giear
    > Fammi Maya su commissione

    Perche'?
    C'e' gia'!

    Comunque se proprio ci tieni, mi dai 5000 euro di anticipo, per la progettazione, la raccolta delle specifiche, la preanalisi e tutto quanto
    serve per produrre un preventivo di sviluppo.
    [/quote]
    non+autenticato
  • - Scritto da: quasi anonimo
    > ribadisco, che una persona non è sufficiente
    > nemmeno per completare la fase di "progettazione,
    > la raccolta delle specifiche, la preanalisi e
    > tutto quanto serve per produrre un preventivo di
    > sviluppo" qualunque sia la metodologia utilizzata
    > per un programma della complessità di Maya in un
    > tempo ragionevole (con una modalità
    > committente-cliente)...

    E quindi ?
    Non capisco quale sia il problema ...

    > [quote]
    > - Scritto da: Riciiaard Giear
    > > Fammi Maya su commissione

    > Perche'?
    > C'e' gia'!

    > Comunque se proprio ci tieni, mi dai 5000 euro di
    > anticipo, per la progettazione, la raccolta delle
    > specifiche, la preanalisi e tutto quanto
    > serve per produrre un preventivo di sviluppo.
    > [/quote]

    Appunto, e' quello che ho detto io: nel preventivo ci saranno anche le ore/uomo necessarie, che poi si divideranno in programmatori a secondo di quanto il fretta il cliente vuole il prodotto.
    krane
    22544
  • > Appunto, e' quello che ho detto io: nel
    > preventivo ci saranno anche le ore/uomo
    > necessarie, che poi si divideranno in
    > programmatori a secondo di quanto il fretta il
    > cliente vuole il
    > prodotto.

    Scusa se te lo dico ma ingegneria del software e sviluppo di applicativi non sembrano essere il tuo campo. Raramente avviene che se invece di N programmatori si usano 10*N programmatori il programma lo si consegna in un decimo del tempo. Secondariamente, a seconda della complessità del programma, minimo ti servono anche un paio di esperti della materia, il cliente ti da le specifiche (es: programma per il calcolo della busta paga) ma non si mette a spiegarti per filo e per segno come calcolare ogni singolo risultato, soprattutto se gli algoritmi sono descritti nella normativa, o come strutturare la base dati di supporto all'applicazione.

    Secondariamente se il tuo preventivo dice: costo di sviluppo 500*N dove N=costo licenza software commerciale che compie più o meno le stesse cose...
    beh credo che la scelta del cliente sia prevedibile...
  • E anche i videotechini in naftalina.
    non+autenticato
  • <quote>
    Non hai che da mettere 5000 euro sul tavolo, e ti faccio l'analisi e il preventivo.
    Se poi accetterai il preventivo partiamo con gli sviluppi.</quote>

    E perchè mai dovrebbe pagartelo? Tu fallo che poi lo "condividiamo".
    Non è così che fai con i film e con la musica "altrui"?
    Dai su... datti da fare... facce ride....

    Enry
    non+autenticato
  • - Scritto da: Enry
    > <quote>
    > Non hai che da mettere 5000 euro sul tavolo, e ti
    > faccio l'analisi e il
    > preventivo.
    > Se poi accetterai il preventivo partiamo con gli
    > sviluppi. </quote>
    >
    > E perchè mai dovrebbe pagartelo? Tu fallo che poi
    > lo "condividiamo".

    Se vuoi, c'e' gia' qualcosa a disposizione.
    Se non ti basta quello che gia' c'e', allora finanzia uno sviluppo su misura.

    > Non è così che fai con i film e con la musica
    > "altrui"?

    Io non commissiono nulla a nessuno.

    > Dai su... datti da fare... facce ride....
    >
    > Enry

    Per adesso sono io quello che ride.
  • - Scritto da: Enry
    > <quote>
    > Non hai che da mettere 5000 euro sul tavolo, e ti
    > faccio l'analisi e il
    > preventivo.
    > Se poi accetterai il preventivo partiamo con gli
    > sviluppi.</quote>
    >
    > E perchè mai dovrebbe pagartelo? Tu fallo che poi
    > lo "condividiamo".
    Non funziona così.


    > Non è così che fai con i film e con la musica
    > "altrui"?
    Non proprio.


    > Dai su... datti da fare... facce ride....
    Allora ridiamo un po'.

    Hai bisogno del software "x", magari non esiste o quello che esiste non fa esattamente ciò che serve alla tua azienda.

    Paghi la consulenza del panda rossa di turno, questo ti dice che può fare il lavoro per xmila euro e ti, una volta pagato, consegna il programma che hai chiesto, più le eventuali modifiche (se incluse nel contratto).

    Poi lo può anche condividere, se nel contratto non erano compresi i sorgenti/diritti di sfruttamento economico o simili.


    In ogni caso il Panda Rossa di turno non si smuoverà se prima non lo paghi. OpenSource <> Gratis.

    GT
  • - Scritto da: Enry
    > <quote>
    > Non hai che da mettere 5000 euro sul tavolo, e ti
    > faccio l'analisi e il
    > preventivo.
    > Se poi accetterai il preventivo partiamo con gli
    > sviluppi. </quote>
    >
    > E perchè mai dovrebbe pagartelo?

    Forse perchè se non gli dai un anticipo lui non inizia nemmeno a realizzare l'opera. Perchè mai dovrebbe realizzarla?


    > Tu fallo che poi lo "condividiamo".

    Dopo che hai pagato, lui te la realizza, e poi tu condividi tutto quello che ti pare.

    >
    > Non è così che fai con i film e con la musica
    > "altrui"?

    Quelli sono già stati pagati.

    E poi... "altrui"... ma altrui di chi?
    non+autenticato
  • Avrai mica Equitalia in videoteca?
    non+autenticato
  • La pirateria cinematografica è vecchia quanto il cinema stesso.

    "Viaggio nella Luna è un film fantastico del 1902 realizzato da Georges Méliès. Assieme al Viaggio attraverso l'impossibile è uno dei suoi film più famosi, forse il capolavoro. Il film è una parodia basata liberamente sul romanzo di Jules Verne Dalla Terra alla Luna[1] e su quello di H. G. Wells I primi uomini sulla Luna.

    Una delle scene iniziali del film, la navicella spaziale che si schianta sull'occhio della Luna (che presenta un volto umano), è entrata nell'immaginario collettivoed è una delle sequenze che hanno fatto la storia del cinema.

    Il film venne girato nel 1902 negli studi della Star Film di Méliès presso Montreuil, vicino Parigi. Costò la considerevole cifra di 10.000 franchi, spesi soprattutto per i costumi dei Seleniti e per le ricche scenografie dipinte.

    Fu la prima opera di finzione cinematografica a conoscere un successo mondiale[2]. Il rovescio della medaglia fu anche la massiccia opera di pirataggio, operata innanzitutto da Thomas Edison che lo distribuì personalmente in America controtipando illegalmente una copia."

    http://bak11n.blogspot.com/2012/02/il-viaggio-nell...
    non+autenticato
  • - Scritto da: D3BO

    >
    > Fu la prima opera di finzione cinematografica a
    > conoscere un successo mondiale[2]. Il rovescio
    > della medaglia fu anche la massiccia opera di
    > pirataggio, operata innanzitutto da Thomas Edison
    > che lo distribuì personalmente in America
    > controtipando illegalmente una
    > copia."

    E questa copia illegalmente distribuita in america, che danno ha causato a Melies oltre a farlo conoscere ad un pubblico che altrimenti non ne avrebbe mai sentito parlare, e consegnarlo alla storia?

    E vogliamo parlare anche di questa perdita ?
    "Diresse più di 1500 film tra il 1896 e il 1914, di durata variabile tra uno e quaranta minuti, dei quali ci sono pervenuti poco più di cinquecento, alcuni frammentari."
    http://it.wikipedia.org/wiki/Georges_M%C3%A9li%C3%...

    Magari il Viaggio nella luna si sarebbe perduto pure lui se non fosse stato per la meritoria opera di Edison che lo ha conservato.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 13 febbraio 2012 14.25
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: D3BO
    >
    > >
    > > Fu la prima opera di finzione
    > cinematografica
    > a
    > > conoscere un successo mondiale[2]. Il
    > rovescio
    > > della medaglia fu anche la massiccia opera di
    > > pirataggio, operata innanzitutto da Thomas
    > Edison
    > > che lo distribuì personalmente in America
    > > controtipando illegalmente una
    > > copia."
    >
    > E questa copia illegalmente distribuita in
    > america, che danno ha causato a Melies oltre a
    > farlo conoscere ad un pubblico che altrimenti non
    > ne avrebbe mai sentito parlare, e consegnarlo
    > alla
    > storia?
    >
    > E vogliamo parlare anche di questa perdita ?
    > "Diresse più di 1500 film tra il 1896
    > e il 1914, di durata variabile tra uno e quaranta
    > minuti, dei quali ci sono pervenuti poco più di
    > cinquecento, alcuni frammentari."

    >
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Georges_M%C3%A9li%C3%
    >
    > Magari il Viaggio nella luna si sarebbe perduto
    > pure lui se non fosse stato per la meritoria
    > opera di Edison che lo ha
    > conservato.

    In quel caso non è stato Edison, ma il lavoro di tanti appassionati che avevano conservato copie dei suoi film.
    Melies finì in bolletta a gestire un chiosco di souvenirs, aperto vendendo le pellicole, riciclate per produrre tacchi per scarpe... la storia vera è raccontata in modo un po' romanzato dal recente (e ottimo) Hugo Cabret, se ti capita vai al cinema a guardarlo, ma evita il 3D: non serve.

    GT
  • Nel 1913 la Star Film, la compagnia cinematografica di Méliès, andò in bancarotta a causa delle politiche commerciali: Méliès vendeva le copie dei suoi film una per una, ma non percepiva nessun diritto d'autore per le singole proiezioni; per cui, paradossalmente, mentre i suoi film spopolavano in Europa e in America, era costretto a impegnarsi economicamente per creare continuamente nuove pellicole, che però iniziarono ad essere ripetitive, compassate, ridicole, perdendo l'interesse del mercato[2].
  • - Scritto da: shevathas
    > Nel 1913 la Star Film, la compagnia
    > cinematografica di Méliès, andò in bancarotta a
    > causa delle politiche commerciali: Méliès vendeva
    > le copie dei suoi film una per una, ma non
    > percepiva nessun diritto d'autore per le singole
    > proiezioni; per cui, paradossalmente, mentre i
    > suoi film spopolavano in Europa e in America,
    > era costretto a impegnarsi
    > economicamente per creare continuamente nuove
    > pellicole,
    che però iniziarono ad
    > essere ripetitive, compassate, ridicole, perdendo
    > l'interesse del
    > mercato[2].
    >



    Quale parte di "perdendo l'interesse del mercato" non e' chiara?

    E' giusto che finche' c'e' l'intreresse, le opere vengano prodotte, ma quando questo interesse vien meno, si va a lavorare al chioschetto e non si vive di rendita parassitaria. Anche se ti chiami Melies.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: shevathas
    > > Nel 1913 la Star Film, la
    > compagnia
    > > cinematografica di Méliès, andò in
    > bancarotta
    > a
    > > causa delle politiche commerciali: Méliès
    > vendeva
    > > le copie dei suoi film una per una, ma non
    > > percepiva nessun diritto d'autore per le
    > singole
    > > proiezioni; per cui, paradossalmente, mentre
    > i
    > > suoi film spopolavano in Europa e in
    > America,
    >
    > > era costretto a impegnarsi
    > > economicamente per creare continuamente nuove
    > > pellicole,
    che però iniziarono ad
    > > essere ripetitive, compassate, ridicole,
    > perdendo
    > > l'interesse del
    > > mercato[2].
    > >

    >
    >
    > Quale parte di "perdendo l'interesse del mercato"
    > non e'
    > chiara?
    >
    > E' giusto che finche' c'e' l'intreresse, le opere
    > vengano prodotte, ma quando questo interesse vien
    > meno, si va a lavorare al chioschetto e non si
    > vive di rendita parassitaria. Anche se ti chiami
    > Melies.

    Se avesse guadagnato il giusto avrebbe prodotto più lentamente e con maggiore qualità
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi

    > Se avesse guadagnato il giusto avrebbe prodotto
    > più lentamente e con maggiore
    > qualità

    Ha guadagnato il giusto!

    In ogni caso non ha senso produrre ghiaccio se la gente non e' piu' interessata al ghiaccio.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: uno qualsiasi
    >
    > > Se avesse guadagnato il giusto avrebbe
    > prodotto
    > > più lentamente e con maggiore
    > > qualità
    >
    > Ha guadagnato il giusto!
    >
    > In ogni caso non ha senso produrre ghiaccio se la
    > gente non e' piu' interessata al
    > ghiaccio.

    E da bravo imprenditore invece di stare a recriminare sull'ingratitudine umana, si è rimboccato le maniche.

    GT
  • > Se avesse guadagnato il giusto avrebbe prodotto
    > più lentamente e con maggiore
    > qualità

    E quindi avrebbe prodotto meno, e avrebbe preteso di più. Quindi, uno svantaggio per gli utenti.
    non+autenticato
  • Ah, è molto famoso! Ricordo che la scena della navetta che si schianta sulla Luna è presente anche nel video di "Tonight, tonight" degli Smashing Pumpkins!

    Comunque mi fa un po' tristezza vedere che un regista capace di produrre buoni film, debba ridursi a vedere le pellicole per fare tacchi di scarpe, mentre dall'altra parte dell'oceano le sale cinematografiche ingrassavano sui suoi film...
  • "Il fatto che io calpesti un diritto altrui che pure spero nessuno calpesti ai miei danni può essere visto come una dissociazione, o una pia illusione, o un tentativo di free-riding, o un sepolcro imbiancato"

    L'italiano ha un parola unica per tutto questo discorso: Ipocrisia.. Uno scrittore che non la conosce forse dovrebbe scaricare anche il Dizionario italiano (free-riding con il trattino è veramente orribile!)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > L'italiano ha un parola unica per tutto questo
    > discorso: Ipocrisia..

    Ineccepibile.
    ruppolo
    33147
  • due che se la cantano e se la suonano da soli
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Sgabbio
    > due che se la cantano e se la suonano da soli

    E che vorrebbero pure essere pagati per farlo.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Sgabbio
    > > due che se la cantano e se la suonano da soli
    >
    > E che vorrebbero pure essere pagati per farlo.
    io li suonerei gratis. entrambi. con un bastone nodosoSorride
    non+autenticato
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