Roma - Quasi in contemporanea gli organi antitrust
statunitensi e quelli europei
hanno approvato l'
acquisizione di Motorola da parte di Google. Ma i due via libera non hanno tolto il monito di cautela dalle spalle di Mountain View: anche perché le assicurazioni espresse da Big G non sembrano aver convinto le autorità.
L'attesa approvazione dell'operazione da 12 miliardi e mezzo di dollari da parte delle istituzioni europee arriva con delle indicazioni di cautela e senza togliere i dubbi che in fase preliminare le autorità di entrambi i continenti avevano
sollevato: le assicurazioni date da Mountain View non hanno affatto convinto le autorità che
continueranno a vigilare sulle operazioni condotte da Google anche sul fronte telefonia.
Dal punto di vista sostanziale
si tratta comunque di un via libera fondamentale per Google, che
può concludere in questo modo le operazioni di acquisizione e fusione con Motorola Mobility e il suo portafoglio brevettuale di 17mila titoli.
Per questo Google
ha espresso la propria soddisfazione per l'approvazione, considerata "una pietra miliare per la conclusione del nostro affare. Per cui manca ora solo la decisione di poche altre giurisdizioni prima di poterla considerare definitivamente conclusa".
Tuttavia, dal punto di vista formale questo tipo di via libera non ha fugato tutti i dubbi e anzi ha lasciata aperta la possibilità di nuove indaghi antitrust: i brevetti sono l'argomento che scotta maggiormente, in particolare perché tra i migliaia in mano a Motorola ve ne sono anche numerosi essenziali per standard tecnologici.
In pratica, pur rimanendo dubbiose circa l'operazione, le autorità non hanno trovato sufficienti prove per bloccare l'acquisizione. Il commissario europeo alla competizione Joaquin Almunia
ha riferito che "l'approvazione della fusione non significa che non siamo preoccupati delle possibili conseguenze", in particolar modo legate al fatto che
Google possa abusare del portafoglio brevettuale legandolo ai suoi dispositivi Android.
A non convincere in particolare le
autorità statunitensi, poi, le
assicurazioni di Google per quanto riguarda l'utilizzo di quei brevetti essenziali per standard tecnologici, non ritenute buone e precise quanto quelle fatte da Apple e Microsoft in occasione di acquisizioni della stessa rilevanza, come la recente approvazione dei brevetti Nortel e Novell. Mountain View ha infatti
parlato genericamente di impegno a mantenere le promesse di Motorola, senza schierarsi apertamente sulla questione delle licenze
FRAND (
Fair, Reasonable And Non-Discriminatory), recentemente
rilanciata da Apple come materia da rivedere all'insegna della trasparenza.
Claudio Tamburrino