massimo mantellini

Contrappunti/ L'era dell'oscurantismo

di M. Mantellini - Imparare a dosare diritto personale e diritto collettivo. Ovvero, come garantire l'oblio del singolo e la possibilità di tutti di informarsi. Il caso Vajont.info e cosa ci dice di Internet in Italia

Contrappunti/ L'era dell'oscurantismoRoma - La rete Internet è grande, sito web più o sito web meno cosa volete che cambi? Un retropensiero simile forse è passato nella mente del giudice bellunese Aldo Giancotti che nei giorni scorsi ha deciso una serie di misure insolitamente ampie per tutelare in via preventiva il buon nome dell'Onorevole Maurizio Paniz, avvocato bellunese e parlamentare del PDL che si è sentito diffamato da una frase comparsa sul sito vajont.info. Ne hanno parlato ampiamente le cronache di questi giorni, ieri persino la filiale italiana di Anonymous ha deciso di occuparsene defacciando la homepage di Paniz e creando così ulteriore attenzione sull'accaduto.

Non mi soffermerei troppo sui contenuti della querela: ognuno di noi ha il diritto di sentirsi diffamato da ciò che vuole e di ricorrere agli strumenti previsti dall'ordinamento perché sia fatta giustizia. Al riguardo mi permetto solo di osservare che, vista da fuori, la carica diffamante della frase in questione (composta aggiungendo la forma ipotetica ad una celebre frase di Peppino Impastato sulla mafia ed associandole i nomi dei parlamentari Paniz e Scilipoti) sembrerebbe piuttosto modesta.

In ogni caso la notizia è che il GIP la pensa assai diversamente da me sulla gravità del caso (o in alternativa è affetto dal retropensiero di cui dicevo all'inizio) e in attesa che una corte decida se Paniz è stato diffamato da Tiziano dal Farra, autore del sito di informazione sulla tragedia del Vajont, ha imposto la chiusura preventiva di tutto il sito e l'oscuramento dell'IP da parte di tutti i provider italiani. Sarebbe bastato imporre la cancellazione della pagina incriminata ma il giudice ha deciso diversamente. Le cronache non ci informano della ragione di una simile "potenza di fuoco", se non un accenno al fatto che si tratterebbe di diffamazioni recidive, del resto se anche il giudice Giancotti si fosse preso il disturbo di spiegarcelo temo che avremmo continuato a considerarla una decisione punitiva e fuori misura. Come se non bastasse molto probabilmente l'oscuramento imposto coinvolgerà centinaia di pagine del tutto estranee al sito in questione, visto che Vajont.info condivide l'IP virtuale con molti altri siti Web.
Si parla molto in questi mesi di diritto all'oblio, il tema è complesso e ricco di incognite: da un lato c'è la rete Internet che non dimentica, dall'altro il diritto dei cittadini che la utilizzano a mantenere il controllo, almeno in parte, sui propri dati messi in Rete. Nel mezzo un tema culturale di comprensione degli strumenti tecnologici che utilizziamo e di recupero del controllo delle nostre informazioni rispetto alle piattaforme di pubblicazione alle quali decidiamo di affidarli.

Tutto questo ha molto a che fare con la decisione del giudice Giancotti: accanto al diritto all'oblio, di cui si sta occupando da tempo anche la Commissione Europea, esiste un diritto alla memoria che in molti casi lo sovrasta. Internet è diventata in pochi anni la biblioteca digitale dell'intero pianeta, la sua capacità di trasformarsi in un caotico archivio che tutto comprende unisce il fascino dell'incrocio delle mille parole e dei mille idiomi di Borges ai pericoli legati alla possibilità di estrarne univoci riassunti. Ricostruire pensieri e immagini di perfetti sconosciuti dalle tracce che ritroviamo sui motori di ricerca è ormai una pratica tanto ampia quanto ingannevole e certamente una quota di restituzione del controllo sui nostri dati, specie quelli volontariamente immessi nelle reti sociali, dovrà in futuro essere prevista.

Contemporaneamente però la memoria archivistica della Rete è uno dei principali valori che Internet ha aggiunto alle nostre esistenze. Da Wikipedia agli archivi storici dei quotidiani, dai blog ad ogni altra pagina Web, la protezione di un simile valore dovrà essere compreso prima o poi da tutti. Una pagina non vale l'altra e la tutela della rispettabilità dell'onorevole Paniz è certamente importante ma porta sull'altro piatto della bilancia il diritto di milioni di cittadini di visitare le restanti pagine non ipoteticamente diffamatorie di Vajont.info. Si tratta di un sito Web che non ho mai visitato e che non conosco. In teoria potrebbe aggiungere pochissimo all'archivio borgesiano della Internet italiana, esattamente come accade a migliaia di altre pagine, ma non è questo il punto. Il punto è che non dovrei essere io, né il giudice Giancotti né nessun altro a poter decidere al riguardo. Ogni pagina Web è sacra fino a prova contraria, ogni singola pagina di Internet chiusa d'autorità senza solide ragioni è una lesione ampia di un diritto diffuso.

Massimo Mantellini
Manteblog
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91 Commenti alla Notizia Contrappunti/ L'era dell'oscurantismo
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  • Sarà l'ennesimo caso di ignoranza digitale da parte di un giudice che emettere provvedimenti senza sapere di cosa parla, invece di dare mandato alla polizia postale (che si spera competente) di intraprendere le misure necessarie alla cessazione temporanea della presunta diffamazione.
    non+autenticato
  • https://www.torrentfreak.com/a-responsible-citizen...
    A Responsible Citizen Not Only Shares Culture, But Destroys The Copyright Industries
    non+autenticato
  • Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    Muhahahaha!

    A forza di copiare non hai nemmeno opinioni! Devi linkare! Bleah!
  • - Scritto da: ThEnOra
    > Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    > Muhahahaha!
    >
    > A forza di copiare non hai nemmeno opinioni! Devi
    > linkare!
    > Bleah!


    Sarai mica per caso un videotechino amuffito in salamoia e perseguitato da Equitalia?
    non+autenticato
  • Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    Da quanto rosichi
    Clicca per vedere le dimensioni originali
    è evidente che Rick Falkvinge ha colpito nel vivo
    lasciandovi a balbettare ridicole giustificazioni.

    Comprati un antiacido per lo stomaco che tanto
    la Pirateria non la fermerete MAI.

    Pirata
    non+autenticato
  • - Scritto da: ThEnOra
    > Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    > Muhahahaha!
    >
    > A forza di copiare non hai nemmeno opinioni! Devi
    > linkare!
    > Bleah!

    Perchè, invece, le tue opinioni cosa avrebbero di originale?
  • Sono d'accordo con il giudizio di merito di Mantellini, cioè la sproporzione della punizione, ma non nel ragionamento di principio: "dosare diritto personale e diritto collettivo" è prerogativa di un giudice.
    E la stessa frase finale di Mantellini, implicitamente, afferma che debba esistere una autorità giudicante in quanto parla di prova: "Ogni pagina Web è sacra fino a prova contraria".
    non+autenticato
  • come ho già avuto modo di scrivere in un post su leggioggi.it il problema non mi sembra tano se è più o meno giusta la querela, quanto l'azione intrapresa sia fortemente sproporzionata rispetto al fatto.

    Se è pur vero che sussiste la denuncia per diffamazione attraverso un portale Internet, è anche vero che il giudice poteva, e a mio parere avrebbe dovuto, imporre la rimozione solo dei contenuti lesivi fino alla sentenza del procedimento.

    solo con la sentenza si sarebbe chiarito se il contenuti “lesivi” dovevano essere rimossi definitivamente o riportati online.

    In questo coso il blocco dell’indirizzo IP ha determinato danni non solo per il sito contestato ma per numerosi altri siti italiani e forse non solo italiani. E se qualcuno di questi avanzasse una richiesta danni?

    Cordialità
    Alessandro Fiorenzi
    www.alessandrofiorenzi.it
    non+autenticato
  • Ciò che fa Dal Farra è a un tempo lodevole e degno di considerazione, perché di sicuro ciò che accade ed è accaduto a Longarone e dintorni non è completamente pulito e si tende, come nel caso ad esempio delle foibe istriane a voler mettere la classica “pietra sopra” per quieto vivere. Ma quieto … per chi? Chi vive quietamente? Chi non vuole “rotture di scatole” ? Chi ha subito torti o lutti gravissimi?
    Se stuprano tua figlia , è probabile che lo stupratore, la sua famiglia, i suoi figli, i suoi amici e i suoi parenti dopo una decina d’anni pensino che sia meglio “metterci una pietra sopra” e dimenticare.
    Ma tua figlia? Tu? Chi le vuol bene?
    Possibile che chi subisce il torto possa sempre essere zittito e mai chi lo infligge?
    Ma eccoci al punto: se chi si sente offeso è – nel caso dell’articolo – un diffamato, ecco che la frase che ho appena scritto diventa valida per lui. Per questo non deve esserci censura preventiva, ma semmai, nel caso di internet questo è possibile, a posteriori.
    Ciò che non si può dire del sito di Dal Farra è che sia ordinato, che tutte le sue affermazioni siano fatti e non opinioni, che le frasi non siano per la maggior parte ingiuriose od offensive, perché al di là della polemica che sicuramente uno spirito critico e bellicoso, indomito, deve avere, si travalica il semplice giusto senso di indignazione ponendosi, come spesso fanno gli spiriti impetuosi (e NON a ragione, badate bene!) dalla parte del torto offendendo gratuitamente, esternando illazioni o discorsi da paese (chi viva nei dintorni magari farà si si con la testa alle affermazioni di Dal Farra, ma mai si permetterebbe di scriverle da qualche parte, per mancanza di prove).
    Alla fine quando sei troppo irruento la paghi. Se non ti sai contenere e controllare, paghi.
    Quando ci sono politici esperti, gente abituata a insinuare senza affermare, a far fare senza fare, a stringere accordi opportuni quando tu parli solo con quelli che ti sembrano davvero onesti – e basta, con nessun altro – allora tu con la tua onesta voce grossa, fai solo la figura del violento. E forse non a torto. Perché inizi a scaldarti per sacrosante ragioni… ma poi esageri.
    Ed è li che ti si attende.
    Un esempio supremo è il solito G8 di Genova e i “no global” che da quel che veramente sono, ovvero un movimento che difende la dignità umana, sono stati fatti passare per delle vere masse di violenti (mentre invece a questo proposito ricordo il film-commemorativo in uscita “Diaz – non lavate questo sangue” – http://www.cinema10.it/festival-berlino-2012-premi...).
    Dal Farra avrebbe fatto un ottimo lavoro se avesse moderato i toni e avesse seguito le classiche linee guida stile Wikipedia (NPOV, citare le fonti…). Chiaramente il suo NON può essere un punto di vista neutrale… ma per tenere botta avrebbe dovuto fare del suo meglio in questo senso.

    Auguri a tutti perché ogni tanto la Giustizia si faccia vedere, quella vera, non solo la Legge.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Teena Marleen
    > Ciò che fa Dal Farra è a un tempo lodevole e
    > degno di considerazione, perché di sicuro ciò che
    > accade ed è accaduto a Longarone e dintorni non è
    > completamente pulito

    Non è completamente pulito?

    Mi auto-censuro la risposta!
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: Teena Marleen
    > > Ciò che fa Dal Farra è a un tempo lodevole e
    > > degno di considerazione, perché di sicuro
    > ciò
    > che
    > > accade ed è accaduto a Longarone e dintorni
    > non
    > è
    > > completamente pulito
    >
    > Non è completamente pulito?
    >
    > Mi auto-censuro la risposta!
    Certo.... pulito!
    Si sanno nomi e cognomi e aziende e il più pulito ha la rogna!
    Con o senza auto censura.
    non+autenticato
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