Luca Annunziata

Se l'anonimo smentisce l'anonimo

di L. Annunziata - Hacktivisti contro hacktivisti. Ma Anonymous chi è? Ed esiste un Anonymous ufficiale e uno non ufficiale? Com'è difficile spiegare l'anarchia

Se l'anonimo smentisce l'anonimoRoma - Anonymous attacca il sito dell'On. Binetti. E Miss Padania. E pure il sito di un parlamentare UDC. No, contrordine: non è stato Anonymous, e lo dice Anonymous. Quello vero. Ma chi è Anonymous?

la pagina oggetto di defacement sul sito di miss padania

Bella domanda. Forse bisognerebbe spiegare o ricordare a tutti da dove viene Anonymous: nasce su 4chan, in particolare su /b/, e altro non è che la rappresentazione dell'utente che posta su quella bacheca senza inserire uno pseudonimo. Se non sei te stesso, sei anonymous: anonymous è chiunque, anonymous sono io, sei tu, anonymous è nessuno. Anonymous è un'intelligenza collettiva, anarchica, in perenne mutamento, senza capi, con i singoli che entrano e escono come e quando gli pare, con chiamate alle armi fortunate che si trasformano in azioni eclatanti, e altre che muoiono da sole vittime della loro scarsa popolarità senza che il grande pubblico ne sappia nulla.

Gli esordi del "movimento" Anonymous sono dunque su 4chan, e poi sbarcano nel resto della Rete quando inizia la fantastica storia di Anonymous contro Scientology (parliamo del 2008): ne abbiamo parlato a lungo su queste pagine, tra manifestazioni davanti alle sedi della confessione delle star e dimostrazioni simboliche online. Il tutto è finito (anche) a carte bollate. Poi la cosa si è andata un po' sgonfiando, e per un po' di Anonymous si è sentito parlare meno. Ma chi resta con le mani in mano, dopo aver scoperto che si può attirare l'attenzione della stampa e dell'opinione pubblica su un tema che gli sta a cuore, semplicemente imbastendo un po' di caos in Rete? Nessuno.
E venne il momento di Wikileaks, dei cablo diplomatici, di Assange e della stretta ai fondi al sito delle soffiate. E allora Anonymous riprese linfa e vitalità: operazione su operazioni (#op le chiamano), assalti a Visa, Mastercard, Paypal. Il cannone a ioni degli anonimi (LOIC) mieteva vittime, prima solo tra chi era direttamente coinvolto nella faccenda Wikileaks, poi allargando il cerchio ad aziende e istituzioni ritenute non in linea con le aspirazioni di volta in volta ecologiste, antiguerrafondaie, anticapitaliste di chi in quel momento si metteva la maschera di Guy Fawkes e utilizzava il vessillo di Anonymous per rivendicare le proprie azioni.

La scelta di Guy Fawkes come feticcio, riprendendo a piene mani l'iconografia di V per Vendetta (pane quotidiano per chi si ritrova nelle idee movimento, manifesto del movimento anarchico soprattuto nella versione graphic novel più che in quella hollywoodiana), non è un caso: nel fumetto e nel film c'è un collettivo fatto da persone di ogni sesso, razza, religione, convinzione politica, che si ritrova unita nella causa comune di rovesciare l'ordine costituito per riportare il potere in mano al popolo. E Anonymous punta a questo: usare la Rete come strumento in mano alla collettività per riportare un po' del potere in mano a pochi nelle mani dei più (se state pensando alla faccenda dell'1 per cento contro il 99 del movimento #occupy, state pensando bene).

Ma non finisce qui, eh: Antisec, LulzSec, la guerra ai Narcos messicani, il movimento #occupy, la primavera araba, la Grecia, ci sono decine di esempi di vicende che hanno attirato l'attenzione degli Anonymous. Gli hacktivisti, il termine coniato per descrivere la nuova forma di protesta che si svolge a cavallo tra dentro e fuori la Rete, sono una comunità variegata: Anonymous è un nome collettivo, dunque all'interno di un movimento magmatico e informe si muovono personaggi di ogni tipo. Ci sono quelli che vogliono combattere il signoraggio bancario, ci sono quelli che vogliono affermare l'importanza di una riforma del diritto d'autore, ci sono coloro che sostengono a spada tratta la libertà di espressione e di informazione. Ciascuno porta avanti la propria "crociata", a volte raccogliendo il plauso di tutto il collettivo, altre volte entrando addirittura in contrasto con altre fazioni e finendo per farsi la guerra tra Anonymous. Un'autentica democratizzazione polverizzata della protesta, bellissima e praticamente illeggibile.

Anonymous è tutto questo. Non ha un capo, un comitato direttivo, un portavoce, una linea politica, una linea editoriale, una linea di comando. Anonymous è una scatola vuota: chiunque può metterci dentro quello che vuole, ciascuno può affermare di essere un Anonymous. Certo, dentro (o dietro) Anonymous ci sono hacker molto in gamba, forse i migliori in circolazione: ma ci sono anche un sacco di script kiddies, neofiti che vengono teleguidati da chi è più esperto di loro o da semplici guide trovate online, che stanno lì per fare numero. E, tutto sommato, la linea che distingue un hack da un crack, una dimostrazione dal teppismo, si sta facendo sempre più sottile: in un epoca in cui ogni giorno vengono lanciati decine di attacchi verso i bersagli più disparati, tenere traccia e garantire l'identificazione delle proteste più significative diventa complicato. Gli Anonymous hanno una dote non comune che è innegabile: sono abilissimi a gestire le relazioni coi mezzi di informazione, sfruttandoli per fare da cassa di risonanza per le loro azioni.

La scena finale di V per Vendetta (solo un link, Youtube non permette l'embed, chissà perché), versione fratelli Wachowski, è il perfetto prototipo di quanto si sta qui sostenendo. "Chi era lui?" chiede l'ispettore. E Natalie Portman gli risponde: "Era Edmond Dantès. Ed era mio padre. E mia madre. Mio fratello. Un mio amico. Era lei. Ero io. Era tutti noi". Anonymous è chiunque, Anonymous sono io, sei tu, Anonymous è nessuno.

Sostenere che gli attivisti italiani smentiscano che a violare il sito dell'On. Binetti sia stato Anonymous è una sciocchezza. Occorre mettersi in testa che non sarà più possibile identificare un colpevole, un mandante per un'azione dimostrativa: Internet è anche questo, che piaccia o no. Ci sarà un esecutore materiale, forse, ma è davvero l'intelligenza collettiva ad essere madre e padre assieme di queste iniziative. Qualunque ricostruzione giornalistica che citi "fonti interne al movimento" è destinata a fallire, a essere smentita dai fatti: uno solo o cento, tutti possono essere Anonymous. Se è stato un singolo personaggio a compiere i gesti di oggi, ha tutto il diritto di firmarsi Anonymous: che agli altri hacktivisti piaccia oppure no, nessuno può smentire o confutare che un'azione come quella di oggi sia davvero o meno un'azione di Anonymous. We are Anonymous.

Luca Annunziata
Notizie collegate
46 Commenti alla Notizia Se l'anonimo smentisce l'anonimo
Ordina
  • Giusto per rimanere in tema, nulla oggi può essere anonimo, ci sarà sempre la corsa a nascondersi e la contromossa per scovare ma nascondersi può solo ritardare la cattura.

    Interpol, arrestati 25 Anonymous

    L'Interpol ha comunicato l'arresto di 25 Anonymous tra Sud America ed Europa: l'operazione "Unmask" ha fermato persone tra i 17 ed i 40 anni.

    29/02/2012 08:00
    Giacomo Dotta


    Secondo quanto indicato in un comunicato diramato dall’Interpol, una retata internazionale ha portato all’arresto di 25 individui ritenuti protagonisti delle iniziative firmate dagli Anonymous.

    La cosiddetta “Operation Unmask” è stata sviluppata tra Argentina, Cile, Colombia e Spagna ed è riferita a persone indicate di responsabilità dirette in precedenti attacchi contro autorità sudamericane e gruppi privati quali la cilena Endesa. L’Interpol comunica di aver sequestrato complessivamente 250 strumenti propri dell’equipaggiamento utilizzato dal gruppo: 15 le città coinvolte dalla retata, mentre l’età delle persone arrestate va dai 17 ai 40 anni.

    «Questa operazione dimostra che il crimine nel mondo virtuale ha conseguenze reali per chi è coinvolto e che Internet non può essere visto come un porto franco per le attività criminali, non importa dove siano originate e quali siano gli obiettivi»: così Bernd Rossbach, Acting INTERPOL Executive Director of Police Services, commenta l’operazione dando un significato all’impegno portato avanti lungo un arco temporale di circa un mese.

    segue.... http://www.webnews.it/2012/02/29/interp ... anonymous/
    non+autenticato
  • - Scritto da: Allibito
    > Giusto per rimanere in tema, nulla oggi può
    > essere anonimo, ci sarà sempre la corsa a
    > nascondersi e la contromossa per scovare ma
    > nascondersi può solo ritardare la cattura.

    Ovvio...

    > «Questa operazione dimostra che il crimine nel
    > mondo virtuale ha conseguenze reali per chi è
    > coinvolto e che Internet non può essere visto
    > come un porto franco per le attività criminali,
    > non importa dove siano originate e quali siano
    > gli obiettivi»

    Ovvio, perche' davvero c'e' chi e' cosi' ingenuo da non saperlo ??
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: Allibito
    > > Giusto per rimanere in tema, nulla oggi può
    > > essere anonimo, ci sarà sempre la corsa a
    > > nascondersi e la contromossa per scovare ma
    > > nascondersi può solo ritardare la cattura.
    >
    > Ovvio...
    >
    > > «Questa operazione dimostra che il
    > crimine
    > nel
    > > mondo virtuale ha conseguenze reali per chi è
    > > coinvolto e che Internet non può essere visto
    > > come un porto franco per le attività
    > criminali,
    > > non importa dove siano originate e quali
    > siano
    > > gli obiettivi»
    >
    > Ovvio, perche' davvero c'e' chi e' cosi' ingenuo
    > da non saperlo
    > ??
    Pare di si, molti credono che la rete sia terra di nessuno, ma lo è finchè vogliono che sia così, appena cambiano idea zot!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Allibito
    > - Scritto da: krane
    > > - Scritto da: Allibito
    > > > Giusto per rimanere in tema, nulla oggi può
    > > > essere anonimo, ci sarà sempre la corsa a
    > > > nascondersi e la contromossa per scovare ma
    > > > nascondersi può solo ritardare la cattura.

    > > Ovvio...

    > > > Questa operazione dimostra che il
    > > > crimine nel mondo virtuale ha conseguenze
    > > > reali per chi è coinvolto e che Internet
    > > > non può essere visto come un porto franco
    > > > per le attività criminali, non importa
    > > > dove siano originate e quali siano gli
    > > > obiettivi

    > > Ovvio, perche' davvero c'e' chi e' cosi'
    > > ingenuo da non saperlo ??

    > Pare di si, molti credono che la rete sia
    > terra di nessuno,

    Forse un videotechino puo' essere tanto ignorante in materia, non certo chi si scarica e usa il LOIC o i serial reliser o chi buca.

    > ma lo è finchè vogliono che sia
    > così, appena cambiano idea zot!!

    Ma "vogliono" chi ? Il grande fratello ? Gli spiriti della rete ?
    Se la metti giu' tanto mistica evidentemente non conosci la tecnica, come gli indiani che invece di fare la revisione dell'auto e del motorino vanno a farlo benedire (c'e' da dire che ho visto motorini benedetti tutti gli anni andare avanti piu' di tanti revisionati... )
    krane
    22544
  • Mi sei piaciuto, bell'articolo, preciso e senza le solite boiate che si leggono sull'argomento
    non+autenticato
  • L'articolo di Annunziata coglie nel segno.
    Oltre a essere in larga parte condivisibile raccoglie in modo corretto qualche notizia diciamo così... "storica".

    Il titolo è invece piuttosto discutibile...
    Ma non si può avere tutto dalla vita...
    non+autenticato
  • Soprattutto la parte che riguarda il prendere le distanze... l'idea che Anonymous, sia io, tu o nessuno senza filtri, capi o linee, non si può prendere le distanze da chi commette atti criminali celandosi dietro la maschera di V per vendetta. Anonymous è chiunque compia azioni in perfetto anonimato, nessuno è registrato e nessuno può essere escluso. Scelte di questo tipo hanno un rovescio della medaglia che non possono ignorare e di cui bisogna tener conto. Un pò come Grillo che predica la libertà della rete e della condivisione e denuncoa un utente E-bay che vendeva una copia del suo dvd.
    non+autenticato
  • Ebbene si, questa volta vi faccio i miei complimenti!

    Articolo ben scritto che coglie pienamente l'attuale situazione in Rete.

    Sorride
    non+autenticato
  • Trovo anch'io che sia un bell'articolo. Dice le cose come stanno, di chi di rete se ne intende.

    Il popolo, la gente che nn ha voce, noi che per il governo siamo solo numeri, anonimi, nostro malgrado siamo Anonymous!
    ...che noi vogliamo partecipare o meno ai disordini in rete...

    La Binetti ha risposto alle accuse di chiedere un dialogo su qualche giornale, peccato che sono tutti supportati da partiti politici e quindi di parte e quindi di governo.
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 9 discussioni)