Sulla legge dell'editoria e la protesta

di Massimo Mantellini. Alziamo bandiera bianca nei confronti di un potere tanto più becero quanto più da noi abbandonato a se stesso. Basta andarsi a leggere cosa dice il senatore Stefano Passigli

Roma - Nei giorni scorsi qualche lettore di Punto Informatico, all'interno del forum sulla nuova disciplina sull'editoria, osservava che, dopo l'approvazione della nuova legge nel silenzio generale, la protesta civile che si sta scatenando in rete ha il sapore amaro dell'inutilità. E ' difficile non essere almeno in parte daccordo.

Altri sono i tempi e la costanza di impegno richiesti a ciascuno di noi perché leggi come questa non vedano più la luce. Altra attenzione sarebbe necessaria ogni giorno per far sentire la nostra voce nelle sedi, ma soprattutto nei tempi opportuni. Non è un mistero che la qualità del legiferare dei nostri rappresentanti politici sia in stretta relazione con questo "scollegamento" e che tale distanza sia utilizzata sovente come alibi. "Se non eravate daccordo - sembrano giustificarsi - perché non lo avete fatto sapere?"

Conosciamo tutti la prevedibile risposta a questa affermazione: ha a che fare con la disillusione verso un mondo nel quale non crediamo più. Lo ha scritto bene Michele Serra qualche giorno fa
riferendosi alle disillusione dei militanti di sinistra tentati dall'astensionismo, ma le parole potrebbero valere anche per l'argomento di cui ci stiamo occupando:"L'effetto è quello di un normale narciso trenta/cinquantenne che non ha saputo fare neanche mezzo conto con i suoi personali rattoppi e cedimenti, ma trova culturalmente brillante, e psicologicamente compensatorio, imputare alla politica ciò che non oserebbe mai imputare a se stesso. Il suo lamento ricalca, appena più algido e documentato (ha letto dei libri) l'albertosordismo di «a me m'ha rovinato la guera». A lui lo ha rovinato la politica, che gli ha spremuto le meglio energie e illusioni della gioventù dandogli in cambio Mastella."
Al grido di "tanto sono tutti uguali" (e spesso davvero lo sono, vista la continua tendenza sia a destra che a sinistra a rispondere in maniera egualmente affermativa alle sollecitazioni delle corporazioni) svendiamo un controllo che nessuno per ora ci ha tolto. Alziamo bandiera bianca nei confronti di un potere tanto più becero quanto più "da noi" abbandonato a se stesso. Basta andarsi a leggere cosa dice il senatore Stefano Passigli rispondendo a Manlio Cammarata al recente incontro con Rutelli organizzato da Interlex e Puntoit in occasione di SMAU Mediterraneo, proprio sulla legge sull'editoria per capire in quale abisso intellettuale i nostri rappresentanti siano caduti, rimpallati da poteri forti più o meno costituiti.

In poche battute, Passigli liquida candidamente la nuova legge sull'editoria come il risultato delle pressioni dell'Ordine dei Giornalisti appena salvatosi dal referendum abrogativo quando afferma:" Questa legge( quella di liberalizzazione dell'Ordine n.d.a.) sotto referendum era sembrata buona a tutti; passato il referendum con la sconfitta della tesi dell'abolizione dell'Ordine, improvvisamente l'Ordine nazionale chiese a tutti i capigruppo del Senato di fermare l'iter. "

Lo capite l'abisso? Più che legiferare nell'interesse dei cittadini, optional inutile e dagli scarsi ritorni, i nostri politici trovano banalmente normale eseguire le indicazioni di questo o di quello, quasi che esse fossero rappresentative dell'interesse generale. E così il contenuto della legge in discussione può magicamente passare da nero a bianco senza che nessuno accusi il minimo mal di pancia etico. Questo è il sottofondo in cui nascono normative come quelle che abbiamo visto negli ultimi tempi e che ci riguardano tanto da vicino.

La mia personale speranza è che la petizione proposta da Punto Informatico ci serva almeno a ragionare per il futuro. Che ci aiuti a comprendere la necessità ormai ineludibile di anticipare i tempi, sia nel senso di una maggiore attenzione a quanto ci accade intorno sia nell'ottica di una nuova organizzazione di quella lobby potentissima ma dispersa che prende il nome di "opinione pubblica". La quale oggi trova normale scendere in campo dopo che la squadra avversaria ha già segnato due reti. E, come sa chi qualche volta ha dato un calcio ad un pallone, tanto normale non è.

Massimo Mantellini
TAG: italia
25 Commenti alla Notizia Sulla legge dell'editoria e la protesta
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  • COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA all?ITALIANA

    PRINCIPI FONDAMENTALI

    1.     L?Italia e? una Repubblica plirupartitica, fondata sul lavoro dei cittadini ad esclusivo e totale beneficio dello Stato.
        La sovranita? appartiene allo Stato, che la esercita nelle forme ed oltre i limiti della Costituzione.

    2.    La Repubblica garantisce i diritti inviolabili dello Stato, sia come entita? singola sia nelle sue istituzioni pubbliche ove si svolge la sua personalita? e richiede l?adempimento dei doveri inderogabili di solidarieta? politica, economica e sociale da parte di tutti i cittadini.

    3.    Nessun cittadino possiede pari dignita? sociale o eguaglianza di fronte allo Stato. Nell?applicazione della legge, lo Stato tiene conto della distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

        E? compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, limitando, di fatto la liberta? e l?uguaglianza dei cittadini che impediscono il pieno sviluppo della personalita? giuridica dello Stato, favorendo l?effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all?organizzazione politica, economica e sociale dello Stato.

    4.    La Repubblica ha la facolta? di riconoscere a tutti i cittadini il privilegio al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo privilegio.
        Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilita? e la propria scelta, un?attivita? o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale dello Stato.

    5.    La Repubblica, e? una e indivisibile, ed ha la facolta? o meno di riconoscere le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il suo piu? ampio concentramento amministrativo del potere, adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell?autonomia e dell?accentramento del potere.

    6.    La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche, a condizione che queste ultime siano adibite al servizio ed al progresso dello Stato.

    7.    Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel propiro ordine, indipendenti e sovrani.
        I loro rapporti sono regolati da accordi politici. Le modificazione degli accordi, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

    8.    Le confessioni religiose, con esclusione di quella cattolica, non godono di liberta? di fronte alla legge.
        Le confessioni religiose diverse dalla cattolica non hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, poiche? esse contrastano con l?ordinamento dello Stato italiano.
        I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

    9.    La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica i cui fini ultimi consentano il progresso ed il benessere dello Stato.
        Tutela a sua discrezione il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della Nazione.

    10.    L?ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto dello Stato generalmente riconosciute.
        La condizione giuridica dello straniero e? regolata dagli accordi tra lo Stato, i partiti, le organizzazioni sindacali ed i patronati.
        Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l?effettivo esercizio delle liberta? democratiche dalla Costituzione italiana, ha il diritto d?asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni previste dagli accordi intervenuti tra lo straniero ed il partito politico che provvedera? alla concessione di asilo sul territorio della Repubblica.
        L?estradizione dello straniero per reati politici e? concordata con i rappresentanti dei vari governi riconosciuti dalla Repubblica italiana.

    12.    L?Italia ripudia la guerra qualora la stessa non arrechi benefici allo Stato ed alle organizzazioni pubbliche e private demandate alla produzione di armamenti. Lo Stato predispone la costruzione ed il commercio di strumenti di offesa verso altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, senza consultazione con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranita? di altri popoli, necessarie a giudizio dello Stato, ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni italiane rivolte a tale scopo con apposite leggi emulgate sotto l?egida dello Sviluppo alla Cooperazione, la cui giurisdizione viene affidata al Ministero degli Affari Esteri.

    Parte I
    DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI
    Titolo I
    RAPPORTI CIVILI

    13.    Nei confronti dello Stato, e del Regime che lo rappresenta, il cittadino non gode di liberta? personale.
        Lo Stato istruisce l?autorita? giudiziaria alla detenzione, ispezione o perquisizione personale e qualsiasi altra restrizione della liberta? personale con o senza atto motivato, nei riguardi del cittadino.
        A propria discrezione, l?autorita? di pubblica sicurezza adotta provvedimenti di detenzione.
        La violenza fisica e morale sulle persone sottoposte a restrizioni di liberta viene amministrata dall?autorita? di pubblica sicurezza, nei casi di retinenza alla confessione dei reati ascritti.
        I limiti minimi e massimi della carcerazione preventiva sono discrezionali.

    14.    La violazione del domicilio del cittadino, per la salvaguadia dello Stato, e? effettuata dall?autorita? di pubblica sicurezza sia fisicamente che con mezzi elettronici istallati nel domicilio, ad insaputa del cittadino.
        L?autorita? di pubblica sicurezza provvede ad eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, anche senza l?intervento dell?autorita? giudiziaria.
        Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanita? e di incolumita? pubblica o a fini economici e fiscali possono in qualsiasi momento essere iniziati dall?autorita? giudiziaria o dall?autorita? di pubblica sicurezza per la salvaguardia dello Stato.

    15.    La Repubblica vieta la liberta?, la segretezza e la consegna della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione non previamente autorizzata dall?autorita? giudiziaria.

    16.    Ogni cittadino puo? circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanita? o di sicurezza. Il cittadino che circola nel territorio della Repubblica e? soggetto ai controlli dell?autorita? di pubblica sicurezza, che ne determina o meno la restrizione qualora le ragioni politiche del cittadino non siano in conformita? con quelle dello Stato e del Regime che lo rappresenta.
        L?uscita e l?entrata del cittadino dal territorio della Repubblica e? regolata e controllata dall?autorita? di pubblica sicurezza. Tale privilegio e? sospeso nei casi in cui il cittadino non abbia soddisfatto il requisito di imposta sul documento di identita?.

    17.    I cittadini hanno il privilegio di riunirsi pacificamente senz?armi.
        Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico e? richiesto preavviso.
        Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorita
    non+autenticato
  • Non mi stupirei se le modifiche che proponi fossero fatte proprie da qualche on. T.d.C. ed approvate (trasversalmente s'intente) con maggioranza di 4/4.

    - Scritto da: Antonio Cannard
    > COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA all?ITALIANA
    >
    > PRINCIPI FONDAMENTALI
    >
    > 1.     L?Italia e? una Repubblica
    > plirupartitica, fondata sul lavoro dei
    > cittadini ad esclusivo e totale beneficio
    > dello Stato.
    >     La sovranita? appartiene allo Stato, che la
    > esercita nelle forme ed oltre i limiti della
    > Costituzione.
    >
    > 2.    La Repubblica garantisce i diritti
    > inviolabili dello Stato, sia come entita?
    > singola sia nelle sue istituzioni pubbliche
    > ove si svolge la sua personalita? e richiede
    > l?adempimento dei doveri inderogabili di
    > solidarieta? politica, economica e sociale
    > da parte di tutti i cittadini.
    >
    > 3.    Nessun cittadino possiede pari dignita?
    > sociale o eguaglianza di fronte allo Stato.
    > Nell?applicazione della legge, lo Stato
    > tiene conto della distinzione di sesso, di
    > razza, di lingua, di religione, di opinioni
    > politiche, di condizioni personali e
    > sociali.
    >
    >     E? compito della Repubblica rimuovere gli
    > ostacoli di ordine economico e sociale,
    > limitando, di fatto la liberta? e
    > l?uguaglianza dei cittadini che impediscono
    > il pieno sviluppo della personalita?
    > giuridica dello Stato, favorendo
    > l?effettiva partecipazione di tutti i
    > lavoratori all?organizzazione politica,
    > economica e sociale dello Stato.
    >
    > 4.    La Repubblica ha la facolta? di
    > riconoscere a tutti i cittadini il
    > privilegio al lavoro e promuove le
    > condizioni che rendano effettivo questo
    > privilegio.
    >     Ogni cittadino ha il dovere di svolgere,
    > secondo le proprie possibilita? e la propria
    > scelta, un?attivita? o una funzione che
    > concorra al progresso materiale o spirituale
    > dello Stato.
    >
    > 5.    La Repubblica, e? una e indivisibile, ed
    > ha la facolta? o meno di riconoscere le
    > autonomie locali; attua nei servizi che
    > dipendono dallo Stato il suo piu? ampio
    > concentramento amministrativo del potere,
    > adegua i principi ed i metodi della sua
    > legislazione alle esigenze dell?autonomia e
    > dell?accentramento del potere.
    >
    > 6.    La Repubblica tutela con apposite norme
    > le minoranze linguistiche, a condizione che
    > queste ultime siano adibite al servizio ed
    > al progresso dello Stato.
    >
    > 7.    Lo Stato e la Chiesa cattolica sono,
    > ciascuno nel propiro ordine, indipendenti e
    > sovrani.
    >     I loro rapporti sono regolati da accordi
    > politici. Le modificazione degli accordi,
    > accettate dalle due parti, non richiedono
    > procedimento di revisione costituzionale.
    >
    > 8.    Le confessioni religiose, con esclusione
    > di quella cattolica, non godono di liberta?
    > di fronte alla legge.
    >     Le confessioni religiose diverse dalla
    > cattolica non hanno diritto di organizzarsi
    > secondo i propri statuti, poiche? esse
    > contrastano con l?ordinamento dello Stato
    > italiano.
    >     I loro rapporti con lo Stato sono regolati
    > per legge sulla base di intese con le
    > relative rappresentanze.
    >
    > 9.    La Repubblica promuove lo sviluppo della
    > cultura e la ricerca scientifica e tecnica i
    > cui fini ultimi consentano il progresso ed
    > il benessere dello Stato.
    >     Tutela a sua discrezione il paesaggio ed il
    > patrimonio storico ed artistico della
    > Nazione.
    >
    > 10.    L?ordinamento giuridico italiano si
    > conforma alle norme del diritto dello Stato
    > generalmente riconosciute.
    >     La condizione giuridica dello straniero e?
    > regolata dagli accordi tra lo Stato, i
    > partiti, le organizzazioni sindacali ed i
    > patronati.
    >     Lo straniero, al quale sia impedito nel suo
    > paese l?effettivo esercizio delle liberta?
    > democratiche dalla Costituzione italiana, ha
    > il diritto d?asilo nel territorio della
    > Repubblica, secondo le condizioni previste
    > dagli accordi intervenuti tra lo straniero
    > ed il partito politico che provvedera? alla
    > concessione di asilo sul territorio della
    > Repubblica.
    >     L?estradizione dello straniero per reati
    > politici e? concordata con i rappresentanti
    > dei vari governi riconosciuti dalla
    > Repubblica italiana.
    >
    > 12.    L?Italia ripudia la guerra qualora la
    > stessa non arrechi benefici allo Stato ed
    > alle organizzazioni pubbliche e private
    > demandate alla produzione di armamenti. Lo
    > Stato predispone la costruzione ed il
    > commercio di strumenti di offesa verso altri
    > popoli e come mezzo di risoluzione delle
    > controversie internazionali; consente, senza
    >   consultazione con gli altri Stati, alle
    > limitazioni di sovranita? di altri popoli,
    > necessarie a giudizio dello Stato, ad un
    > ordinamento che assicuri la pace e la
    > giustizia fra le Nazioni; promuove e
    > favorisce le organizzazioni italiane rivolte
    > a tale scopo con apposite leggi emulgate
    > sotto l?egida dello Sviluppo alla
    > Cooperazione, la cui giurisdizione viene
    > affidata al Ministero degli Affari Esteri.
    >
    > Parte I
    > DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI
    > Titolo I
    > RAPPORTI CIVILI
    >
    > 13.    Nei confronti dello Stato, e del Regime
    > che lo rappresenta, il cittadino non gode
    > di liberta? personale.
    >     Lo Stato istruisce l?autorita? giudiziaria
    > alla detenzione, ispezione o perquisizione
    > personale e qualsiasi altra restrizione
    > della liberta? personale con o senza atto
    > motivato, nei riguardi del cittadino.
    >     A propria discrezione, l?autorita? di
    > pubblica sicurezza adotta provvedimenti di
    > detenzione.
    >     La violenza fisica e morale sulle persone
    > sottoposte a restrizioni di liberta viene
    > amministrata dall?autorita? di pubblica
    > sicurezza, nei casi di retinenza alla
    > confessione dei reati ascritti.
    >     I limiti minimi e massimi della
    > carcerazione preventiva sono discrezionali.
    >
    > 14.    La violazione del domicilio del
    > cittadino, per la salvaguadia dello Stato,
    > e? effettuata dall?autorita? di pubblica
    > sicurezza sia fisicamente che con mezzi
    > elettronici istallati nel domicilio, ad
    > insaputa del cittadino.
    >     L?autorita? di pubblica sicurezza provvede
    > ad eseguire ispezioni o perquisizioni o
    > sequestri, anche senza l?intervento
    > dell?autorita? giudiziaria.
    >     Gli accertamenti e le ispezioni per motivi
    > di sanita? e di incolumita? pubblica o a
    > fini economici e fiscali possono in
    > qualsiasi momento essere iniziati
    > dall?autorita? giudiziaria o dall?autorita?
    > di pubblica sicurezza per la salvaguardia
    > dello Stato.
    >
    > 15.    La Repubblica vieta la liberta?, la
    > segretezza e la consegna della
    > corrispondenza e di ogni altra forma di
    > comunicazione non previamente autorizzata
    > dall?autorita? giudiziaria.
    >
    > 16.    Ogni cittadino puo? circolare e
    > soggiornare liberamente in qualsiasi parte
    > del territorio nazionale, salvo le
    >
    non+autenticato
  • Non propongo modifiche, mi attengo alla realta'. La Costituzione e' scritta in un modo, ma l'interpetazione dei legiferatori e delle autorita' e' identica al nuovo testo. Basta leggere le notizie quotidiane sui giornali e paragonare le decisioni dei magistrati con il testo della Costituzione. Nel paniere delle banane della UE l'Italia ha il casco piu' grande.
    Saluti.

    - Scritto da: CGC
    > Non mi stupirei se le modifiche che proponi
    > fossero fatte proprie da qualche on. T.d.C.
    > ed approvate (trasversalmente s'intente) con
    > maggioranza di 4/4.
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    > - Scritto da: Antonio Cannard
    > > COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA all?ITALIANA
    > >
    > > PRINCIPI FONDAMENTALI
    > >
    > > 1.     L?Italia e? una Repubblica
    > > plirupartitica, fondata sul lavoro dei
    > > cittadini ad esclusivo e totale beneficio
    > > dello Stato.
    > >     La sovranita? appartiene allo Stato, che
    > la
    > > esercita nelle forme ed oltre i limiti
    > della
    > > Costituzione.
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    > > 2.    La Repubblica garantisce i diritti
    > > inviolabili dello Stato, sia come entita?
    > > singola sia nelle sue istituzioni
    > pubbliche
    > > ove si svolge la sua personalita? e
    > richiede
    > > l?adempimento dei doveri inderogabili di
    > > solidarieta? politica, economica e sociale
    > > da parte di tutti i cittadini.
    > >
    > > 3.    Nessun cittadino possiede pari dignita?
    > > sociale o eguaglianza di fronte allo
    > Stato.
    > > Nell?applicazione della legge, lo Stato
    > > tiene conto della distinzione di sesso, di
    > > razza, di lingua, di religione, di
    > opinioni
    > > politiche, di condizioni personali e
    > > sociali.
    > >
    > >     E? compito della Repubblica rimuovere gli
    > > ostacoli di ordine economico e sociale,
    > > limitando, di fatto la liberta? e
    > > l?uguaglianza dei cittadini che
    > impediscono
    > > il pieno sviluppo della personalita?
    > > giuridica dello Stato, favorendo
    > > l?effettiva partecipazione di tutti i
    > > lavoratori all?organizzazione politica,
    > > economica e sociale dello Stato.
    > >
    > > 4.    La Repubblica ha la facolta? di
    > > riconoscere a tutti i cittadini il
    > > privilegio al lavoro e promuove le
    > > condizioni che rendano effettivo questo
    > > privilegio.
    > >     Ogni cittadino ha il dovere di svolgere,
    > > secondo le proprie possibilita? e la
    > propria
    > > scelta, un?attivita? o una funzione che
    > > concorra al progresso materiale o
    > spirituale
    > > dello Stato.
    > >
    > > 5.    La Repubblica, e? una e indivisibile,
    > ed
    > > ha la facolta? o meno di riconoscere le
    > > autonomie locali; attua nei servizi che
    > > dipendono dallo Stato il suo piu? ampio
    > > concentramento amministrativo del potere,
    > > adegua i principi ed i metodi della sua
    > > legislazione alle esigenze dell?autonomia
    > e
    > > dell?accentramento del potere.
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    > > 6.    La Repubblica tutela con apposite norme
    > > le minoranze linguistiche, a condizione
    > che
    > > queste ultime siano adibite al servizio ed
    > > al progresso dello Stato.
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    > > 7.    Lo Stato e la Chiesa cattolica sono,
    > > ciascuno nel propiro ordine, indipendenti
    > e
    > > sovrani.
    > >     I loro rapporti sono regolati da accordi
    > > politici. Le modificazione degli accordi,
    > > accettate dalle due parti, non richiedono
    > > procedimento di revisione costituzionale.
    > >
    > > 8.    Le confessioni religiose, con
    > esclusione
    > > di quella cattolica, non godono di
    > liberta?
    > > di fronte alla legge.
    > >     Le confessioni religiose diverse dalla
    > > cattolica non hanno diritto di
    > organizzarsi
    > > secondo i propri statuti, poiche? esse
    > > contrastano con l?ordinamento dello Stato
    > > italiano.
    > >     I loro rapporti con lo Stato sono
    > regolati
    > > per legge sulla base di intese con le
    > > relative rappresentanze.
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    > > 9.    La Repubblica promuove lo sviluppo
    > della
    > > cultura e la ricerca scientifica e
    > tecnica i
    > > cui fini ultimi consentano il progresso ed
    > > il benessere dello Stato.
    > >     Tutela a sua discrezione il paesaggio ed
    > il
    > > patrimonio storico ed artistico della
    > > Nazione.
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    > > 10.    L?ordinamento giuridico italiano si
    > > conforma alle norme del diritto dello
    > Stato
    > > generalmente riconosciute.
    > >     La condizione giuridica dello straniero
    > e?
    > > regolata dagli accordi tra lo Stato, i
    > > partiti, le organizzazioni sindacali ed i
    > > patronati.
    > >     Lo straniero, al quale sia impedito nel
    > suo
    > > paese l?effettivo esercizio delle liberta?
    > > democratiche dalla Costituzione italiana,
    > ha
    > > il diritto d?asilo nel territorio della
    > > Repubblica, secondo le condizioni previste
    > > dagli accordi intervenuti tra lo straniero
    > > ed il partito politico che provvedera?
    > alla
    > > concessione di asilo sul territorio della
    > > Repubblica.
    > >     L?estradizione dello straniero per reati
    > > politici e? concordata con i
    > rappresentanti
    > > dei vari governi riconosciuti dalla
    > > Repubblica italiana.
    > >
    > > 12.    L?Italia ripudia la guerra qualora la
    > > stessa non arrechi benefici allo Stato ed
    > > alle organizzazioni pubbliche e private
    > > demandate alla produzione di armamenti. Lo
    > > Stato predispone la costruzione ed il
    > > commercio di strumenti di offesa verso
    > altri
    > > popoli e come mezzo di risoluzione delle
    > > controversie internazionali; consente,
    > senza
    > >   consultazione con gli altri Stati, alle
    > > limitazioni di sovranita? di altri popoli,
    > > necessarie a giudizio dello Stato, ad un
    > > ordinamento che assicuri la pace e la
    > > giustizia fra le Nazioni; promuove e
    > > favorisce le organizzazioni italiane
    > rivolte
    > > a tale scopo con apposite leggi emulgate
    > > sotto l?egida dello Sviluppo alla
    > > Cooperazione, la cui giurisdizione viene
    > > affidata al Ministero degli Affari Esteri.
    > >
    > > Parte I
    > > DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI
    > > Titolo I
    > > RAPPORTI CIVILI
    > >
    > > 13.    Nei confronti dello Stato, e del
    > Regime
    > > che lo rappresenta, il cittadino non gode
    > > di liberta? personale.
    > >     Lo Stato istruisce l?autorita?
    > giudiziaria
    > > alla detenzione, ispezione o perquisizione
    > > personale e qualsiasi altra restrizione
    > > della liberta? personale con o senza atto
    > > motivato, nei riguardi del cittadino.
    > >     A propria discrezione, l?autorita? di
    > > pubblica sicurezza adotta provvedimenti di
    > > detenzione.
    > >     La violenza fisica e morale sulle persone
    > > sottoposte a restrizioni di liberta viene
    > > amministrata dall?autorita? di pubblica
    > > sicurezza, nei casi di retinenza alla
    > > confessione dei reati ascritti.
    > >     I limiti minimi e massimi della
    > > carcerazione preventiva sono
    > discrezionali.
    > >
    > > 14.    La violazione del
    non+autenticato
  • E' vero. Purtroppo!

    - Scritto da: Antonio Cannard
    > Non propongo modifiche, mi attengo alla
    > realta'. La Costituzione e' scritta in un
    > modo, ma l'interpetazione dei legiferatori e
    > delle autorita' e' identica al nuovo testo.
    > Basta leggere le notizie quotidiane sui
    > giornali e paragonare le decisioni dei
    > magistrati con il testo della Costituzione.
    > Nel paniere delle banane della UE l'Italia
    > ha il casco piu' grande.
    > Saluti.
    >
    non+autenticato
  • non se ne parla in tv per una precisa politica dei giornalisti. Tutti i giornalisti on line sono iscritti all'ordine, sollevare un polverone su questa legge vuol dire pubblicizzarla, farlo sapere in giro. Tutta pubblicità che è preferibile evitare.
    Non è facile, affrontare la legge, ma è sbagliato alzare bandiera bianca. Mobilitare invece tutti i semplici utenti, questo è difficile ma non impossibile.
    non+autenticato
  • Ragazzi, vi siete chiesti perchè in televisione e per radio non se ne parla?
    perchè nessuna testata giornalistica (tranne PI e qualcun'altra) si interessa dell'accaduto?
    Riflettete gente... riflettete...

    E poi dicono che l'informazione è raggiunge tutti! e chi non ha internet?

    Penso siamo in paese di m....
    ma PER COLPA NOSTRA!!!!
    siamo NOI CHE VOTIAMO
    siamo NOI CHE DECIDIAMO DA CHI FARCI RAPPRESENTARE

    e quindi non posso che conludere con:
    Viva L'Italia, viva i politici, viva l'attuale governo, viva chi l'ha votato e soprattutto... VIVA CHI LO RIVOTERA'
    non+autenticato

  • PERCHE STIAMO ANDANDO IN 1 PAESE FASCISTA E ANTIDEMOCRATICO E ILLIBERALE
    ORA INCOMINCERANNO A CENSURARE LIBRI SCOMODI DELLA STORIA... VEDRETE E DARAN LA COLPA AGLI EMIGRANTI (!??!?!?!)

    - Scritto da: Giuseppe Di Rienzo
    > Ragazzi, vi siete chiesti perchè in
    > televisione e per radio non se ne parla?
    > perchè nessuna testata giornalistica (tranne
    > PI e qualcun'altra) si interessa
    > dell'accaduto?
    > Riflettete gente... riflettete...
    >
    > E poi dicono che l'informazione è raggiunge
    > tutti! e chi non ha internet?
    >
    > Penso siamo in paese di m....
    > ma PER COLPA NOSTRA!!!!
    > siamo NOI CHE VOTIAMO
    > siamo NOI CHE DECIDIAMO DA CHI FARCI
    > RAPPRESENTARE
    >
    > e quindi non posso che conludere con:
    > Viva L'Italia, viva i politici, viva
    > l'attuale governo, viva chi l'ha votato e
    > soprattutto... VIVA CHI LO RIVOTERA'
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giuseppe Di Rienzo
    > Ragazzi, vi siete chiesti perchè in
    > televisione e per radio non se ne parla?

    Perchè fa più notizia "il napster" e la pedofilia che "con l'internet si diffonde molto di più"...

    Mass media / internet = disinformazione

    Saluti
    non+autenticato

  • chiedilo al viscido, bavoso della porta, il primo fra tutti, nel medioevo gli avrebbero inchiodato la lingua (e qualcosa d'altro) sul suo portone di palazzo
    i giornalisti sono sciacalli, loro non hanno il diritto d'informazione, finiamoli, mai piu' un loro giornale, ne servizio televisivo, ne opinione, comprato, ascoltato o visto ne riportato. Azzeriamo il loro share, ed oscuriamo i loro online. Allora niente, chi si credono di essere?

    Recita un antico saggio, non ascoltare o discutere con un cretino, la gente non potrebbe cogliere la differenza.
    non+autenticato
  • Salve.
    Chi - come il sottoscritto - frequenta la rete da prima ancora che nascesse (via BBS) si sarà ormai reso conto che internet non è più quella di una volta. Non è più il luogo della libertà per eccellenza, non è più l'hyde park virtuale dove chiunque può dire la sua, non è più il posto dove conoscenza e sapere venivano condivisi (insieme alle immagini porno).
    Internet ai bei tempi era un posto frequentato da gente che "sapeva quello che faceva", che aveva quel minimo di know how necessario per collegarsi e per far funzionare la navigazione. Se non eravamo tutti nerds, poco ci mancava. Era il paradiso degli universitari americani (quelli italiani erano ancora troppo idioti) e degli appasionati di informatica o di fantascienza (gli unici con quel tanto di mente aperta da capire e saper cogliere la novità).

    Da allora sono passati meno di 10 anni e forse sarebbe corretto dire che "quantomeno ce la siamo spassata per quasi un decennio".

    E' successo infatti che, come per tutte le rivoluzioni tecnologiche di un certo livello (telefono, frigorifero, lavatrice, automobile) alla fine TUTTI si sono accorti della Rete e, fra questi, anche i politici e gli imprenditori.

    Ma soprattutto i politici. Una razza di "creature" parassite/simbionti che godono di una serie di privilegi e deroghe che non sono concesse ai semplici esseri umani. Creature che per prosperare e riprodursi hanno bisogno di imporre lacci e lacciuoli, esercitare controllo e soprattutto mantenere nell'ignoranza i loro ospiti, cioè noi.

    E' facile affermare che esiste la libertà di espressione del proprio pensiero in un sistema che - di fatto - impedisce la diffusione su larga scala dello stesso. Ecco quindi che quando si sono accorti che Internet invece permetteva proprio questo (oltre che lo scambio di immagini porno), immediatamente TUTTI i politici si sono mossi per chiudere la falla. E' singolare e sintomatico che siano stati davvero TUTTI d'accordo, non trovate?

    Ma ne andava della loro stessa sopravvivenza, per cui sono giustificati... Noi avremmo fatto lo stesso.

    Il bello verrà però tra brevissimo, quando finalmente capiranno che Internet può essere usato per esercitare il controllo sulla popolazione inesperta. Un tempo si diceva che una cosa era vera quando ne parlavano i giornali. Fra poco nulla sarà reale se non sarà anche su internet...

    Ma oltre a politici ed imprenditori, alla fine su internet sono giunte anche le persone normali, gli ingenui che credono che l'hard disk sia un sito porno e quelli che prima cercavano di fregarti la borsa col motorino ed ora invece si comprano lo stereo sul web con la tua carta di credito.

    Internet non è più un bel posto dove vivere, è diventato un posto come un altro, con i suoi idioti del villaggio globale, i suoi criminali, i suoi politici e con chi ha trovato il modo di guadagnarci su.

    Anche le banche ormai sono arrivate sulla rete. E una volta che hai le banche vicino... è meglio se cambi posto.

    E i posti ci sono, per fortuna. Il web è solo il più visibile dei servizi e dei luoghi della rete, quello più comprensibile ed accessibile. Gli altri sono ancora - per fortuna - fuori portata.
    E le comunità che per ora vi abitano sono, guarda caso, le stesse che abitavano il web in principio.

    Se sapete come entrarvi, sarete i benvenuti.

    --
    non+autenticato
  • Caro Deadbrain,
    condivido praticamente in pieno il tuo pensiero, però è triste pensare alla comunità "libera e vera" che vive la rete quasi in "clandestinità", come i Cristiani nelle Catacombe, o i Carbonari nelle segrete, o i Guerriglieri nella foresta.
    E' certamente vero che ormai da molti mesi l'attacco dei poteri costituiti alle libertà che la Rete ha consentito si fa sempre più forte e accerchiante.
    E' certo che l'obiettivo di questo attacco è piegare la rete alle logiche del profitto, con la violenza che deriva dalla potenza "economica" e politica di chi della rete vuol fare l'ennesima macchina da soldi.
    Chi riuscirà ad opporsi ?
    Non certo gli stessi uomini che hanno portato il pianeta sull'orlo di un collasso annunciato, che hanno reso veritiera la prospettiva per cui, se non si cambia rotta, entro 50 anni saremo più di 10 miliardi e avremo 2,5 miliardi di automobili, oltre che un pianeta invivibile.
    Non certo gli uomini che continuano a tollerare il mostruoso divario tra nord e sud del mondo.

    Non permettiamo che diventi invivibile anche la Rete !!!

    - Scritto da: Deadbrain
    > Salve.
    > Chi - come il sottoscritto - frequenta la
    > rete da prima ancora che nascesse (via BBS)
    > si sarà ormai reso conto che internet non è
    > più quella di una volta. Non è più il luogo
    > della libertà per eccellenza, non è più
    > l'hyde park virtuale dove chiunque può dire
    > la sua, non è più il posto dove conoscenza e
    > sapere venivano condivisi (insieme alle
    > immagini porno).
    > Internet ai bei tempi era un posto
    > frequentato da gente che "sapeva quello che
    > faceva", che aveva quel minimo di know how
    > necessario per collegarsi e per far
    > funzionare la navigazione. Se non eravamo
    > tutti nerds, poco ci mancava. Era il
    > paradiso degli universitari americani
    > (quelli italiani erano ancora troppo idioti)
    > e degli appasionati di informatica o di
    > fantascienza (gli unici con quel tanto di
    > mente aperta da capire e saper cogliere la
    > novità).
    >
    > Da allora sono passati meno di 10 anni e
    > forse sarebbe corretto dire che "quantomeno
    > ce la siamo spassata per quasi un decennio".
    >
    > E' successo infatti che, come per tutte le
    > rivoluzioni tecnologiche di un certo livello
    > (telefono, frigorifero, lavatrice,
    > automobile) alla fine TUTTI si sono accorti
    > della Rete e, fra questi, anche i politici e
    > gli imprenditori.
    >
    > Ma soprattutto i politici. Una razza di
    > "creature" parassite/simbionti che godono di
    > una serie di privilegi e deroghe che non
    > sono concesse ai semplici esseri umani.
    > Creature che per prosperare e riprodursi
    > hanno bisogno di imporre lacci e lacciuoli,
    > esercitare controllo e soprattutto mantenere
    > nell'ignoranza i loro ospiti, cioè noi.
    >
    > E' facile affermare che esiste la libertà di
    > espressione del proprio pensiero in un
    > sistema che - di fatto - impedisce la
    > diffusione su larga scala dello stesso. Ecco
    > quindi che quando si sono accorti che
    > Internet invece permetteva proprio questo
    > (oltre che lo scambio di immagini porno),
    > immediatamente TUTTI i politici si sono
    > mossi per chiudere la falla. E' singolare e
    > sintomatico che siano stati davvero TUTTI
    > d'accordo, non trovate?
    >
    > Ma ne andava della loro stessa
    > sopravvivenza, per cui sono giustificati...
    > Noi avremmo fatto lo stesso.
    >
    > Il bello verrà però tra brevissimo, quando
    > finalmente capiranno che Internet può essere
    > usato per esercitare il controllo sulla
    > popolazione inesperta. Un tempo si diceva
    > che una cosa era vera quando ne parlavano i
    > giornali. Fra poco nulla sarà reale se non
    > sarà anche su internet...
    >
    > Ma oltre a politici ed imprenditori, alla
    > fine su internet sono giunte anche le
    > persone normali, gli ingenui che credono che
    > l'hard disk sia un sito porno e quelli che
    > prima cercavano di fregarti la borsa col
    > motorino ed ora invece si comprano lo stereo
    > sul web con la tua carta di credito.
    >
    > Internet non è più un bel posto dove vivere,
    > è diventato un posto come un altro, con i
    > suoi idioti del villaggio globale, i suoi
    > criminali, i suoi politici e con chi ha
    > trovato il modo di guadagnarci su.
    >
    > Anche le banche ormai sono arrivate sulla
    > rete. E una volta che hai le banche
    > vicino... è meglio se cambi posto.
    >
    > E i posti ci sono, per fortuna. Il web è
    > solo il più visibile dei servizi e dei
    > luoghi della rete, quello più comprensibile
    > ed accessibile. Gli altri sono ancora - per
    > fortuna - fuori portata.
    > E le comunità che per ora vi abitano sono,
    > guarda caso, le stesse che abitavano il web
    > in principio.
    >
    > Se sapete come entrarvi, sarete i benvenuti.
    >
    > --
    non+autenticato
  • Le parole NON SERVONO A NULLA con i POLITICI,
    DESTRA o SINISTRA l'abbiamo ormai capito
    che SONO TUTTI DELLO STESSO STAMPO.

    Apprezzo la petizione di Punto Informatico ma anche se dovesse raccogliere 50.000 adesioni
    NON OTTERREBBE MAI NULLA.

    L'Italia non è un paese "libero" per chi ha IDEE
    MIGLIORI DEGLI ALTRI.

    L'INVIDIA PURTROPPO DILAGA fra la GENTE COMUNE con un cervello LIMITATO e per porre un argine alla loro IGNORANZA cercano di mettere in difficoltà CHI E' E SEMPRE SARA' MIGLIORE DI LORO.

    E mi sembra che lo si sia capito sin dai tempi del ddl Passigli, dell'ostilità nei confronti degli IMPRENDITORI della RETE.

    ABBANDONATE QUESTO PAESE FINCHE' SIETE IN TEMPO...
    ...VIA DALL'ITALIA,

    SE NON CON IL CORPO

    ALMENO CON LA PERSONALITA' GIURIDICA.

    A Buon Intenditore... POCHE PAROLE.

    PASSATE AI FATTI INVECE DI LAMENTARVI SEMPRE.

    Un Saluto
    non+autenticato
  • - Scritto da: MAX
    > IO NON CAPISCO PERCHE`VI ALLARMATE SEMPRE COSI`
    > Le parole NON SERVONO A NULLA con i POLITICI,
    > DESTRA o SINISTRA l'abbiamo ormai capito
    > che SONO TUTTI DELLO STESSO STAMPO.

    > Apprezzo la petizione di Punto Informatico
    > ma anche se dovesse raccogliere 50.000
    > adesioni
    > NON OTTERREBBE MAI NULLA.
    [...]
    > PASSATE AI FATTI INVECE DI LAMENTARVI SEMPRE.

    UE! DICO!
    O i politici che stanno al potere
    li abbiamo voluti noi
    oppure siamo cosi` imbecilli
    da astenerci durante le elezioni.

    Per esempio quando c'e` stato il referendum
    per abrogare l'ordine dei giornalisti
    la gente ha ascoltato Berlusconi
    e se ne` andata al mare invece di votare.

    Allora non state a rompere le
    balle a piangere sulle leggi inique ed
    antidemocratiche, perche` tutto sono
    tranne che antidemocratiche.

    Pino Silvestre
    non+autenticato
  • Whe' Piscehllino,
    guarda che io ho fatto un discorso completo,
    non puoi prendere un pezzo del post
    e dare "massime di vita"
    Con la lingua fuori

    Leggi e rispondi a tutto
    Occhiolino

    IO NON capisco perche' Vi allarmate SEMPRE cosi'.
       di MAX del 07/04/01 (11:49)

    Le parole NON SERVONO A NULLA con i POLITICI,
    DESTRA o SINISTRA l'abbiamo ormai capito
    che SONO TUTTI DELLO STESSO STAMPO.

    Apprezzo la petizione di Punto Informatico ma anche se dovesse raccogliere 50.000 adesioni
    NON OTTERREBBE MAI NULLA.

    L'Italia non è un paese "libero" per chi ha IDEE
    MIGLIORI DEGLI ALTRI.

    L'INVIDIA PURTROPPO DILAGA fra la GENTE COMUNE con un cervello LIMITATO e per porre un argine alla loro IGNORANZA cercano di mettere in difficoltà CHI E' E SEMPRE SARA' MIGLIORE DI LORO.

    E mi sembra che lo si sia capito sin dai tempi del ddl Passigli, dell'ostilità nei confronti degli IMPRENDITORI della RETE.

    ABBANDONATE QUESTO PAESE FINCHE' SIETE IN TEMPO...
    ...VIA DALL'ITALIA,

    SE NON CON IL CORPO

    ALMENO CON LA PERSONALITA' GIURIDICA.

    A Buon Intenditore... POCHE PAROLE.

    PASSATE AI FATTI INVECE DI LAMENTARVI SEMPRE.

    Un Saluto


    - Scritto da: Pino Silvestre
    > - Scritto da: MAX
    > > IO NON CAPISCO PERCHE`VI ALLARMATE SEMPRE
    > COSI`
    > > Le parole NON SERVONO A NULLA con i
    > POLITICI,
    > > DESTRA o SINISTRA l'abbiamo ormai capito
    > > che SONO TUTTI DELLO STESSO STAMPO.
    >
    > > Apprezzo la petizione di Punto Informatico
    > > ma anche se dovesse raccogliere 50.000
    > > adesioni
    > > NON OTTERREBBE MAI NULLA.
    > [...]
    > > PASSATE AI FATTI INVECE DI LAMENTARVI
    > SEMPRE.
    >
    > UE! DICO!
    > O i politici che stanno al potere
    > li abbiamo voluti noi
    > oppure siamo cosi` imbecilli
    > da astenerci durante le elezioni.
    >
    > Per esempio quando c'e` stato il referendum
    > per abrogare l'ordine dei giornalisti
    > la gente ha ascoltato Berlusconi
    > e se ne` andata al mare invece di votare.
    >
    > Allora non state a rompere le
    > balle a piangere sulle leggi inique ed
    > antidemocratiche, perche` tutto sono
    > tranne che antidemocratiche.
    >
    > Pino Silvestre
    non+autenticato
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