Luca Annunziata

Asus: addio Eee Pad, benvenuto Transformer

Cambio di nomenclatura, e il debutto di nuovi modelli. L'azienda taiwanese sfrutta il palcoscenico del MWC per mostrare le sue proposte in fatto di tablet. E, finalmente, anche PadFone è pronto

l'asus padfone Roma - Non più Eee Pad, i tablet di Asus saranno tutti accomunati dal marchio Transformer Pad. I successori dell'originale e del suo discepolo Prime saranno tutti riconoscibili dal nome che ricorda serie TV animate degli anni '80, e ci sono già nuovi prodotti in rampa di lancio. Compreso il tanto atteso PadFone. Da oggi in avanti, dunque, Eee Pad Transformer Prime diventerà Transformer Pad Prime, seguito da una nuova incarnazione denominata Transformer Pad Infinity e da un fratello minore Transformer Pad 300.

Giusto per complicare un po' la faccenda, sotto il marchio Infinity ci saranno due varianti: una WiFi con SoC Tegra 3 quad-core da 1,6GHz, l'altra LTE con Snapdragon S4 dual-core da 1,5GHz (analogamente a quanto visto con gli smartphone HTC, questione di chipset per la connettività). Entrambi comunque dispongono di uno schermo da 1920x1200 10 pollici con tecnologia IPS (il formato passa da 16:9 a 16:10), fotocamera da 2MPx sul frontale e da 8 sul posteriore, spazio d'archiviazione nei tagli da 16, 32 o 64GB. Autonomia da 10 ore, 16 con la tastiera esterna opzionale. Da notare come i nuovi Infinity facciano bella mostra di una placca di plastica nel coperchio, onde evitare le spiacevoli questioni di interferenze descritte da alcuni acquirenti del Prime.


Il modello più economico, il Pad 300, incorpora invece uno schermo da 10 pollici con una risoluzione di 1280x800 (niente full HD quindi). La fotocamera frontale è da 1,2MPx, quella posteriore da 8, e anche in questo caso ci sono a disposizione versioni WiFi o 4G/LTE. Tutti i Transformer, da sempre, dispongono come detto anche di una tastiera QWERTY esterna opzionale, che oltre a fornire accesso diretto alla scrittura garantisce anche un aumento dell'autonomia (in questo caso si parla di 5 ore in più rispetto alle 10 di base del solo tablet). Per nessuno dei modelli fin qui descritti è stato chiarito prezzo o finestra di disponibilità: è comunque ipotizzabile che gli Infinity andranno a piazzarsi un gradino sopra la fascia di mercato fin qui occupata dal Prime, mentre la serie 300 sarà il punto di partenza con il prezzo più invitante. Tutti montano Ice Cream Sandwich (Android 4.0).
Ma la vera star che ha fatto il suo debutto in Spagna è senza ombra di dubbio il PadFone. Di questo prodotto si parlava da quasi un anno, e finalmente Asus ha annunciato che è pronto per la vendita: uscirà in aprile, prezzo ancora da definire, e per questo incrocio tra netbook, tablet e smartphone l'azienda taiwanese parla di approccio "3in1". Il PadFone è infatti prima di tutto un telefono, con schermo da 4,3 pollici (960x540 pixel di risoluzione), SoC Qualcomm Snapdragon S4 dual-core, fotocamera da 8 megapixel (con processore di immagini Fuji) e sistema operativo Android 4.0 (Ice Cream Sandwich): fin qui nulla di particolare, si tratterebbe di un buono smartphone di fascia medio-alta a cui manca solo la compatibilità con LTE. La differenza la fanno gli accessori, che comprendono un tablet-dock chiamato PadFone Station, una tastiera QWERTY chiamata PadFone Station Dock, e uno stilo denominato PadFone Stylus Headset.


Riuniti assieme, questi accessori consentono di sfruttare l'hardware di PadFone in molti modi: agganciando il telefono in un vano ricavato nel posteriore del tablet si può sfruttarne la batteria interna per prolungare l'autonomia. Naturalmente, se il telefono è dentro la PadFone Station diventa complicato rispondere alle telefonate: qui entra in gioco lo stilo, che oltre a fungere da penna per l'input sullo schermo (come già visto col Galaxy Note) può essere anche utilizzato come auricolare Bluetooth. La tastiera, infine, funziona in modo analogo a quanto visto sugli altri Eee Pad Transformer Pad: vi si aggancia il tablet, che già ospita il telefono, ed ecco che uno smartphone si è trasformato in un netbook Android.



La strategia "tutto in uno" di Asus convincerà i clienti? Difficile dirlo: le premesse del successo degli smartphone sono state la portabilità e la capacità di elaborazione crescente, in grado di farli competere in piccoli compiti con i PC. I tablet hanno portato in dote più spazio e più autonomia soprattutto per quanto riguarda la fruizione dei contenuti. I netbook, da parte loro, sono stati scalzati dal loro ruolo di successo dai nuovi venuti. Il PadFone tenta di riunire tutte e tre le categorie sotto un'unica bandiera (e ci aggiunge pure la penna/auricolare): di sicuro sarà un'ottima soluzione per gli indecisi, ma il peso, l'ingombro e il prezzo aggiuntivi potrebbero scoraggiare qualcuno.

Luca Annunziata

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22 Commenti alla Notizia Asus: addio Eee Pad, benvenuto Transformer
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  • Correggere "teconologia" in "tecnologia"
    non+autenticato
  • La pressoché totale assenza di software.

    Seguono la frammentazione hardware, il malware, la dipendenza da due soggetti per gli aggiornamenti (Google e costruttore hardware) e un sistema operativo inadatto a dispositivi touch (mi riferisco non tanto alle versioni per smartphone con cui sono stati gabbati i clienti, ma al problema del lag durante il touching).

    E poi qualcuno si meraviglia se i tablet androidi hanno fatto flop...
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > La pressoché totale assenza di software CLOSED e A PAGAMENTO

    Fixed. Ficoso
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: ruppolo
    > > La pressoché totale assenza di software
    > CLOSED e A PAGAMENTO
    >
    >
    > Fixed. Ficoso

    è vero manca anche quello, è che a volte per molti, soprattutto per le aziende il SW a pagamento è una garanzia, garanzia di continuità, di supporto, di costante aggiornamento, di una azienda di riferimento con cui dialogare, di serietà e di responsabilità, tutte cose che i SW free non danno.
    In pratica se dietro a un sw c'è un'azienda che ha un business consolidato il sw viene considerato più affidabile di quando dietro ci sono un paio di programmatori improvvisati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pietro
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: ruppolo
    > > > La pressoché totale assenza di software
    > > CLOSED e A PAGAMENTO
    > >
    > >
    > > Fixed. Ficoso

    > è vero manca anche quello, è che a volte per
    > molti, soprattutto per le aziende il SW a
    > pagamento è una garanzia, garanzia di continuità,
    > di supporto, di costante aggiornamento, di una
    > azienda di riferimento con cui dialogare, di
    > serietà e di responsabilità, tutte cose che i SW
    > free non
    > danno.
    > In pratica se dietro a un sw c'è un'azienda che
    > ha un business consolidato il sw viene
    > considerato più affidabile di quando dietro ci
    > sono un paio di programmatori improvvisati.

    Ed il bello e' che e' ampiamente dimostrato che:
    A) un software mantenuto da un consorzio di aziende non scompare alla scomparsa di una delle aziende.

    B) i principali software oper non sono certo mantenuti da un paio di programmatori improvvisati.

    Rotola dal ridere
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: Pietro
    > > - Scritto da: panda rossa
    > > > - Scritto da: ruppolo
    > > > > La pressoché totale assenza di
    > software
    >
    > > > CLOSED e A PAGAMENTO
    >

    > > >
    > > >
    > > > Fixed. Ficoso
    >
    > > è vero manca anche quello, è che a volte per
    > > molti, soprattutto per le aziende il SW a
    > > pagamento è una garanzia, garanzia di
    > continuità,
    > > di supporto, di costante aggiornamento, di
    > una
    > > azienda di riferimento con cui dialogare, di
    > > serietà e di responsabilità, tutte cose che
    > i
    > SW
    > > free non
    > > danno.
    > > In pratica se dietro a un sw c'è un'azienda
    > che
    > > ha un business consolidato il sw viene
    > > considerato più affidabile di quando dietro
    > ci
    > > sono un paio di programmatori improvvisati.
    >
    > Ed il bello e' che e' ampiamente dimostrato che:
    > A) un software mantenuto da un consorzio di
    > aziende non scompare alla scomparsa di una delle
    > aziende.
    >
    > B) i principali software oper non sono certo
    > mantenuti da un paio di programmatori
    > improvvisati.
    >
    > Rotola dal ridere

    Ed e' anche ampiamente dimostrato che l'unica categoria che continua a spargere FUD dicendo che solo il closed fornisce garanzie e che l'open e' roba da quattro cantinari, sono ex zappaterra, che si sono riciclati nel marketing, e campano solo vendendo software closed.

    Per loro l'open e' una minaccia e quindi denigrano.

    Ma dovranno tornare a zappare.

    Nella societa' del terzo millennio non c'e' posto per inutili intermediari.
  • - Scritto da: panda rossa

    >
    > Ed e' anche ampiamente dimostrato che l'unica
    > categoria che continua a spargere FUD dicendo che
    > solo il closed fornisce garanzie e che l'open e'
    > roba da quattro cantinari, sono ex zappaterra,
    > che si sono riciclati nel marketing, e campano
    > solo vendendo software
    > closed.
    >
    > Per loro l'open e' una minaccia e quindi
    > denigrano.
    >
    > Ma dovranno tornare a zappare.
    >
    > Nella societa' del terzo millennio non c'e' posto
    > per inutili
    > intermediari.
    non c'è mica da prendersela con i venditori, quelli fanno il loro lavoro, piuttosto bisogna convincere i manager dei dipartimenti IT e gli uffici acquisti delle aziende.
    Per esempio, nella scelta tra free office e simphony (IBM) entrambi gratuiti indovinate quale scelgono le aziende?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > La pressoché totale assenza di software.
    ti sei fuso il cervello

    > Seguono la frammentazione hardware,
    la possibilità di scelta è un bene e fa la differenza perché la gente spende meno

    > il malware,
    haha: nega pure l'evidenza
    http://www.ispazio.net/264350/ios-e-vulnerabile-ad...

    > la dipendenza da due soggetti per gli
    > aggiornamenti (Google e costruttore hardware)
    la gente non aggiorna lo hardware manco i portatili figuriamoci i tablet

    > e un sistema operativo inadatto a dispositivi touch
    e
    ti tocchi troppo e hai le idee confuse, l'interfaccia touch dei tablet made in Apple potrà anche essere migliore, ma le differenze sono minime

    > (mi riferisco non tanto alle versioni per
    > smartphone con cui sono stati gabbati i clienti,
    > ma al problema del lag durante il touching).

    tu hai provato dei tablet da 100 € made in china: il Tasformer 201 è melgio del tuo caro iPad 2.
    Poi essendo uscito dopo fa presto, e l'iPad 3 sarà melgio, ma questo è il mercato

    > E poi qualcuno si meraviglia se i tablet androidi
    > hanno fatto flop...

    Ha è per quello che qui si parla di 40% http://androidcommunity.com/low-prices-boost-andro.../.
    Allora ceh dire dei PC mac che esistono da 30 anni non sono mai arrivati ad uno share di queste proporzioni?
    Un flop teenternnale?
    non+autenticato
  • tutte palle
    Funz
    12988
  • - Scritto da: ruppolo
    > La pressoché totale assenza di software.

    A-ha.
    Proprio così Ruppolo.
    Ora l'hai sparata, puoi andare...A bocca aperta
  • - Scritto da: ruppolo
    > La pressoché totale assenza di software.

    uno dei motivi per cui non passo ad iPhone è la totale assenza di Swype A bocca aperta
  • - Scritto da: ruppolo
    > La pressoché totale assenza di software.
    >
    > Seguono la frammentazione hardware, il malware,
    > la dipendenza da due soggetti per gli
    > aggiornamenti (Google e costruttore hardware) e
    > un sistema operativo inadatto a dispositivi touch
    > (mi riferisco non tanto alle versioni per
    > smartphone con cui sono stati gabbati i clienti,
    > ma al problema del lag durante il touching).
    >
    >
    > E poi qualcuno si meraviglia se i tablet androidi
    > hanno fatto
    > flop...

    non hai la più pallida idea di ciò di cui stai parlando...ma chissà com'è non mi stupisce leggere questa sequela di luoghi comuni su Android scritta da te!
  • Asus è da tenere d'occhio. Sta facendo grandi cose (in realtà le ha sempre fatte) e sta innovando a vista d'occhio.
  • Qualche ca%%atone con il Transformer Prime l'ha fatto però
    non+autenticato
  • 20 a 1 che quelli dei Trasformer "cartoni animati" partiranno all'attacco sul nome.
    non+autenticato
  • Hasbro (l'azienda che detiene i diritti legati ai robottoni) ha già denunciato Asus per colpa del transformer prime!
  • - Scritto da: barra78
    > Hasbro (l'azienda che detiene i diritti legati ai
    > robottoni) ha già denunciato Asus per colpa del
    > transformer
    > prime!

    Dilettanti.
    In quanto a denunce per ridicole violazioni, apple e' avanti anni luce.
  • differenza tra
    trasformer e traNsoromer non basta ?
    cioe se io per esempio vendo borse Arnani o borse Fucci mica mi possono
    denunciare..giusto?
    non+autenticato
  • - Scritto da: riccardo stalliere
    > differenza tra
    > trasformer e traNsoromer non basta ?

    traNsoromer?!?
    non+autenticato
  • Si, possono. Se usi un nome simile per vendere prodotti completamente diversi (come fa asus) probabilmente la fai franca. Ma se usi nomi simili per prodotti simili, con il preciso intento quindi di ingannare la clientela, allora rischi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco Perna
    > Si, possono. Se usi un nome simile per vendere
    > prodotti completamente diversi (come fa asus)
    > probabilmente la fai franca. Ma se usi nomi
    > simili per prodotti simili, con il preciso
    > intento quindi di ingannare la clientela, allora
    > rischi.

    Quindi dovranno dimostrare che i robottoni transformer all'interno non hanno computer ?
    krane
    22544
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