Roma - È appena passata una settimana dal
rilascio su cauzione del
founder di Megaupload Kim Dotcom, stabilito dal giudice neozelandese in mancanza di fondi necessari a liberarsi dalla morsa legale delle autorità statunitensi. Il boss del file hosting era così tornato nella sua abitazione di Coatesville per riabbracciare i figli e la moglie incinta di due gemelli.
Le autorità di Washington non sembrano aver
gradito la libertà provvisoria offerta al corpulento Dotcom. Il
founder di Megaupload avrebbe ancora a disposizione
due conti bancari nelle Filippine e nelle Isole Vergini, per un totale di 2mila dollari. Denaro che potrebbe essere sfruttato in vari modi per lasciare la Nuova Zelanda e darsi alla macchia.
È così che il governo a stelle e strisce ha motivato la sua
richiesta di far tornare Kim Dotcom dietro le sbarre. Richiesta respinta dal giudice Tim Brewer, che ha sottolineato come le condizioni della moglie del
founder - appunto in attesa di due gemelli - non permettano improvvisi colpi di testa.
D'altronde, Dotcom - a
colloquio telefonico con la testata specializzata
TorrentFreak - non ha mostrato particolari preoccupazioni per l'esito del grande processo contro il suo mega-impero. Un "processo politico", ha spiegato il
founder, che
non potrà provare l'effettiva illegalità delle attività del celebre cyberlocker. "Vinceremo", ha concluso Dotcom.
Mauro Vecchio