Mauro Vecchio

FBI: pensiamo alla cybersicurezza

Il direttore del Bureau lancia l'allarme: le minacce informatiche potrebbero presto scavalcare il terrorismo internazionale. Il settore privato statunitense dovrebbe prevenire oggi per evitare attacchi su larga scala domani

Roma - "Stiamo perdendo dati e denaro. Perdiamo idee e capacità di innovare. Tutti insieme dobbiamo trovare un modo per fermare questa ferita". Così il direttore del Federal Bureau of Investigation (FBI) Robert Mueller, intervenuto a San Francisco nel corso dell'ultimo ciclo di conferenze RSA.

A sfregiare la sicurezza degli Stati Uniti è la crescita esponenziale delle più svariate minacce informatiche, un pericolo che ad oggi risulterebbe secondo soltanto al terrorismo internazionale. Mueller ha tuttavia incoraggiato l'intero settore privato a stelle e strisce, per fronteggiare al meglio quello che negli anni potrebbe diventare il nemico numero uno.

"Il terrorismo rimane la priorità assoluta per l'FBI - ha precisato Mueller - ma in un futuro non troppo remoto possiamo anticipare che le minacce informatiche rappresenteranno il pericolo più grave per la nostra nazione". Lo stesso director ha sottolineato come il terrorismo non abbia ancora sfruttato Internet per lanciare un attacco su vasta scala.
"E non possiamo sottovalutare questa ipotesi", ha aggiunto Mueller. Attualmente, il Bureau è dotato di una squadra specializzata in cybersicurezza in ciascuno dei suoi centri d'attività. "Purtroppo potremmo scoprire una singola vulnerabilità solo quando il danno più grande è stato fatto. Ci sono soltanto due tipi di aziende: quelle che sono già state attaccate e quelle che potrebbero ancora esserlo".

Mauro Vecchio
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