Claudio Tamburrino

Android Marketplace gioca a fare iTunes

Mountain View presenta Google Play: uno snodo per giochi, film, musica e libri. Android Marketplace è cambiato, Apple è avvisata

Roma - Con l'adozione della nuova licenza unica per tutti i suoi servizi Google ha rilasciato anche una versione completamente rinnovata sia nel design che nell'organizzazione del negozio di applicazioni per il suo sistema operativo mobile Android e dell'offerta dei suoi contenuti in streaming.



La novità più evidente è data dal fatto che non si parlerà più di Android Marketplace ma di Google Play Store, e anche l'indirizzo market.android.con reindirizzerà al nuovo dominio: un nome più breve che come il precedente segna le differenze rispetto ad App Store, evitando così almeno su questo fronte di entrare in polemica con Apple per questioni di proprietà intellettuale.
Al cambio di nome si accompagna poi quello del logo dello store, i colori di base e il design: non più una sacchetto verde con un androide, ma una sorta di freccia blu-arancio-verde-blu.
Il cambiamento adottato da Google è tuttavia soprattutto sostanziale: anche se in Italia si tratta per il momento ancora di un cambio solo di facciata, negli Stati Uniti ha unificato in un'unica pagina Google Play, contenuti diversi e prima separati, ognuno identificato da un diverso colore: per le applicazioni destinate ai dispositivi mobile Android resta ancora il verde, ma accanto ad esso vi sono poi i film (fascia rossa), la musica (arancione) e i libri (blu).

La colonna vertebrale del nuovo Google Play, insomma, è rappresentata dai contenuti offerti da Mountain View tramite la sua cloud, dallo streaming musicale (prima offerto sotto il nome di Google Music) a quello di film e libri (Google eBookstore): il principio resta quello di dare agli utenti la possibilità di accedere ai propri contenuti ovunque (si sia dotati di una connessione Internet) e senza bisogno di scaricare software particolari. Sempre in quest'ottica deve dunque essere vista anche la recente introduzione della possibilità per gli utenti di scaricare direttamente da Android Market Google Play fino a 4GB di app, senza la necessità di costringere gli sviluppatori terzi a spezzettare i dati necessari mettere a disposizione i contenuti: un'agevolazione particolarmente importante per i giochi più pesanti graficamente.

In quest'ottica Google Play vuole diventare lo snodo principale da cui partire alla ricerca di qualsiasi contenuto, anche se per i dispositivi mobile manterrà diverse app ognuna con il medesimo suffisso: Google Play Store per le applicazioni, Google Play Movies, Google Play Books e Google Play Music.
Per promuovere le diverse nuove forme di app, per la prossima settimana Google metterà a disposizione in offerta ogni giorno un album, un libro, un video in affitto o un'app (negli Stati Uniti a 25 centesimi).

Accanto ai servizi streaming collegati alla cloud, peraltro, Google ha implementato la possibilità della visione degli stessi contenuti offline, possibilità naturalmente limitata alla capacità di memoria del dispositivo che si sta utilizzando.

Anche se in Italia è ancora difficile potersi fare un'idea della portata dell'archivio a disposizione di Google, i numeri danno un'idea della vastità di contenuti accumulata da Moutain View: milioni di volumi digitali (che Google definisce "la più grande selezione al mondo di ebook"), 20mila canzoni, 450mila applicazioni per Android e centinaia di film tra cui nuove uscire e titoli in HD.

Insomma, un armamentario per lanciare una volta per tutte la sfida all'offerta integrata di iTunes.

Claudio Tamburrino
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