Claudio Tamburrino

UE e USA, fari sul cartello degli ebook

Patto atlantico per investigare il mercato digitale dei libri. Bruxelles, intanto, apre alla possibilità di un accordo

Roma - Washington e Bruxelles hanno avviato una collaborazione per affrontare insieme i casi legati al mercato degli ebook.

La Commissione Europea e il Dipartimento di Giustizia (Department of Justice, DoJ) statunitense avevano aperto un'indagine su tale fronte già a dicembre.

Ora, tuttavia, le istituzioni europee si sono dette pronte a raggiungere un accordo con Apple e gli editori coinvolti, ma solo una volta che tutte le questioni saranno state approfondite: per questo la collaborazione con le autorità antitrust statunitensi impegnate sullo stesso fronte può rappresentare un modo per accelerare i tempi.
Al centro delle due indagini, sempre Cupertino, gli editori Hachette Livre, Harper Collins, Simon&Schuster, Penguin e Verlagsgruppe Georg von Holzbrinck (proprietario tra l'altro della tedesca Macmillan) e il cosiddetto modello cosiddetto "di agenzia" che affida il controllo sul prezzo finale agli editori e non ai rivenditori. Uno schema che con l'avvento di iPad sembra aver causato un aumento del prezzo dei libri digitali, e ha creato un attrito con quello proposto da Amazon e dalla sua volontà di vendere anche in perdita i titoli di punta (grazie al modello wholesale che gli dava il controllo sul prezzo) pur di stimolare le vendite del suo Kindle.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
3 Commenti alla Notizia UE e USA, fari sul cartello degli ebook
Ordina
  • È concorrenza sleale.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 14 marzo 2012 08.21
    -----------------------------------------------------------
    ruppolo
    33147
  • Voglio iniziare esprimendoti solidarietà. Il fatto che tu disprezzi a pelle una azienda che vende a meno (facendo risparmiare te) perché ti dispiace se una compagnia americana miliardaria come la Apple potrebbe perdere soldi, è frutto di grave e palese disagio, e mi dispiace. Soprattutto quando hai appena letto una notizia su una palese pratica anticommerciale della Apple e la tua mente è subito andata alla fallacia logica: "chi altro fa pratiche anticommerciali, così parlo di quello e posso evitare di pensare che la Apple abbia fatto cose cattive?" Il tentativo di evitare dissonanze cognitive, per quanto naturale, è tipico delle religioni.

    Per evitare di andare OT sul tuo thread, rispondo al punto, cercando di rimetterlo però in relazione all'articolo. Amazon non vendeva praticamente nulla sottocosto, pratica illegale: non era concorrenza sleale, altrimenti sarebbero in prigione.

    Vendeva erodendo il suo margine di guadagno, non finendo sottocosto sul totale. Se l'editore proponeva un prezzo di copertina di 10$, con il modello wholesome precedente al modello d'agenzia Amazon poteva fare il prezzo che voleva a patto che avesse dato all'editore il 30% di 10$, cioè 3$. Quello che spesso Amazon faceva era vendere a molto meno dei 10$, per guadagnare molto meno dei 7$ in questione. Resitituiva al consumatore parte del valore aggiunto del mercato per guadagnare quote di mercato. Questa è la base dell'economia di mercato, il motivo stesso per cui viene accettata e considerata positiva per la società: fa scendere i prezzi.

    Quando nel 2009 il margine dell'editore passò a 50%, Amazon continuò a vendere per un anno qualche offerta sottocosto, per non superare la soglia psicologica dei 10$ sui libri. Queste erano limitate a una parte dei casi e lo scopo era attirare clienti, cone viene fatto in molti supermercati e come è assolutamente lecito sin tanto che si rispettano dei parametri. Il numero e la quantità di offerte sottocosto permesso è regolato per legge (e se non erro anche negli USA, come in Italia, è necessario avvertire l'equivalente della camera di commercio).

    Ovviamente quello che NON era lecito era da parte delle major fare pagare a Amazon il 50% dello stesso prezzo di copertina sia su ebook sia sui libri cartacei, a fronte di un costo di produzione per loro completamente diverso. Questo è un cartello.

    Moralmente invece, se un oggetto dovrebbe costare 3$, il grossista non vuole venga venduto a meno di 20$ per evitare la concorrenza con un altro bene sostituibile che costa 25$, e il distributore decide di forzare la mano e venderlo a 10$, ho difficoltà a prendere le parti del grossista arrabbiato con il distributore.

    L'irrealistica speranza è che finiscano in galera. La speranza ragionevole è che qualcosa si smuova e smettano di praticare nell'editoria un cartello che porta i prezzi a levitare del 300% rispetto ai prezzi concorrenziali.
    Se Amazon sarà riuscita a forzare la mano e a cancellare le rendite di posizione degli editori, la ringrazierò. Nel mentre, semplicemente non acquisto.
    non+autenticato
  • Cmq i libri stampati sulla carta da culo Amazon li vende anche a 2 o 3 dollari. Ci sara il cartello, ma e anche vero che un determinato autore famoso vende in regime quasi di monopolio (non so se i soldi se li becca l'autore o l'editore), ovviamente se per esempio sono cosi sfigato che voglio leggere il codice da vinci, se costa troppo mica lo posso sostituire con il nome della rosaCon la lingua fuori

    La vera distorsione del mercato secondo me e il fatto che i costi di marginale di produzione sono quasi nulli e le dinamiche sono simili a quelle della speculazione. Una volta che ho la fortuna di trovare una mucca da latte e di comprarla per poco la spremo piu che posso.
    non+autenticato