Gabriella Tesoro

Ciao ciao Google, mi hai deluso

Un ormai ex dirigente di BigG accusa: la nuova Google ha messo da parte l'innovazione per diventare una macchina da soldi. E Google+ sarebbe il risultato di questa politica

Roma - Sono parole di delusione e rabbia quelle che James Whittaker, un ex dirigente di Google, ha scritto nel suo blog personale per spiegare perché ha lasciato il suo posto di lavoro a BigG. E pensare che il rapporto tra il colosso della ricerca e Whittaker era iniziato sotto i migliori auspici: quest'ultimo aveva lasciato Microsoft nel 2009 e aveva accettato un posto di alto livello per lo sviluppo software di Google. Dopo tre anni, Whittaker ha raccolto le sue cose e se n'è tornato a Microsoft.

I motivi sono principalmente due. In primo luogo, Google ha perso di vista i suoi obiettivi originali per perseguire la ben più proficua strada dell'advertising. In secondo luogo BigG, per potenziare la sua redditività, si è messa in testa di voler togliere la corona del re dei social network a Facebook.

"Non è stata una decisione facile lasciare Google" ha scritto Whittaker. L'ex dirigente ha rivelato che gli ultimi tre mesi di lavoro sono stati "un vortice di disperazione" nel tentativo di far rinascere quella passione che aveva caratterizzato i primi tempi: "La società a cui ero appassionato era un'azienda di tecnologia che dava ai propri dipendenti il potere di innovare. La Google che ho lasciato invece era una società di advertising che perseguiva questo come unico obiettivo". Non solo. Whittaker attacca e anche forte: Gmail e Chrome sarebbero i risultati di uno spirito inmpreditoriale di bassissimo livello. "I giorni in cui il vecchio Google assumeva persone intelligenti e consentiva loro di inventare il futuro sono finiti".
Whittaker se la prende anche con Google+, al quale egli stesso ha lavorato per la stesura dei codici. "Google è come il ricco ragazzo che, scoperto di non essere stato invitato alla festa, ha fatto una festa tutta sua per rappresaglia. (...) ╚ difficile credere che siamo riusciti a fare meglio di Facebook". Whittaker scrive dello sforzo per l'advertising, diventato per BigG una vera e propria ossessione: "╚ stato come la TV di una volta. Offrendo lo spettacolo migliore si ottiene un maggior numero di spot. Il nuovo Google sembra più interessato agli spot" che al resto. Infine, l'ex dirigente conclude: "Il vecchio Google era un ottimo posto di lavoro. Il nuovo?".

Una domanda complessa lasciata in sospeso, che di certo si saranno posti anche tutti quei dipendenti che nel corso dell'ultimo anno hanno lasciato l'azienda lamentandosi di aver riscontrato gli stessi problemi di Whittaker. Uno di questi, in particolare, se la prendeva con Google+, diventato ormai "il prodotto numero uno".

Per il momento Google, la diretta interessata, non ha rilasciato alcuna dichiarazione a riguardo.

Gabriella Tesoro
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75 Commenti alla Notizia Ciao ciao Google, mi hai deluso
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  • - Scritto da: bertuccia
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    Meanwhile, at $Evil_Corporation_With_a_capital_G's headquarters
    "Stasera polenta e capriolo! YAY!"
    :p
    Funz
    11799
  • Ormai se ne stanno accorgendo tutti che sta pian piano diventando una evil company come le altre.
    non+autenticato
  • si seguono troppi corsi motivazionali ed alla fine si finisce per crederci veramente!
    non+autenticato
  • Se si vuole mantenere un etica slegata dal mercato sarebbe meglio non mettersi sul mercato appunto.

    Se ti quoti in borsa l'unica persona a cui devi rendere conto e' l'azionista e non il cliente e gli azionisti non sempre sono interessati
    ai risvolti etici o filosofici quanto piuttosto alle entrate.
    non+autenticato
  • - Scritto da: trullo
    > Se si vuole mantenere un etica slegata dal
    > mercato sarebbe meglio non mettersi sul mercato
    > appunto.
    >
    > Se ti quoti in borsa l'unica persona a cui devi
    > rendere conto e' l'azionista e non il cliente e
    > gli azionisti non sempre sono interessati
    >
    > ai risvolti etici o filosofici quanto piuttosto
    > alle
    > entrate.

    Sì è vero che se entri in borsa devi far contenti gli azionisti, però quando Google è entrata era già grossa e secondo me anche senza entrare avrebbe fatto lo stesso un percorso simile a quello odierno.
    Anche l'IKEA che è immensa non è quotata in borsa, però alla fine è un'azienda commerciale che ha come fine solo il guadagno.
    non+autenticato
  • va bene ma quando sei in borsa il consiglio di amministrazione lo decidono gli azionisti (o almeno chi ha la maggioranza delle azioni) e a volte vengono fatti piu' pasticci che altro perche' gli azionisti non necessariamente ci capiscono qualcosa del mercato in cui opera l'azienda.

    vedi yahoo diventata l'ombra di se stessa per colpa di guerre tra azionisti
    non+autenticato
  • - Scritto da: trullo
    > va bene ma quando sei in borsa il consiglio di
    > amministrazione lo decidono gli azionisti (o
    > almeno chi ha la maggioranza delle azioni)
    Perché se non sei quotato, chi pensi che decida?
    Gli operai?
    Sempre gli azionisti decidono.
    Forse in Germania decidono qualcosa anche i dipendenti.

    Tra l'altro mi chiedo che problemi abbiate (non tu in particolare, ma te compreso) con le aziende che perseguono il profitto. Vogliamo aziende che perseguono la corruzione? Ogni azienda deve perseguire il profitto per restare a galla forte e competitiva.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pavi
    > - Scritto da: trullo
    > > va bene ma quando sei in borsa il consiglio
    > di
    > > amministrazione lo decidono gli azionisti (o
    > > almeno chi ha la maggioranza delle azioni)
    > Perché se non sei quotato, chi pensi che decida?
    > Gli operai?
    > Sempre gli azionisti decidono.
    > Forse in Germania decidono qualcosa anche i
    > dipendenti.
    >
    > Tra l'altro mi chiedo che problemi abbiate (non
    > tu in particolare, ma te compreso) con le aziende
    > che perseguono il profitto. Vogliamo aziende che
    > perseguono la corruzione? Ogni azienda deve
    > perseguire il profitto per restare a galla forte
    > e
    > competitiva.

    Penso che per molti, in generale, il problema non sia perseguire il profitto che è lecito e sacrosanto.
    Il problema è perseguire il profitto ad ogni costo, scavalcando e fottendosene alla grande di qualsiasi regola etica, morale e di convivenza pacifica.
    Penso che perseguire solo il profitto anche a discapito di milioni di persone non possa essere ben visto da nessuna persona che si vuol definire "umana".
    Se qualunque azienda ha gli occhi puntati solo sulla trimestrale non può aspettarsi di essere ben voluta e farà crescere, negli utenti, ostilità e desiderio di rivalsa che non la aiuteranno certo sul mercato a cui tanto tiene.
    non+autenticato
  • > Il problema è perseguire il profitto ad ogni
    > costo, scavalcando e fottendosene alla grande di
    > qualsiasi regola etica, morale e di convivenza
    > pacifica.
    E chi decide la regola etica da seguire?
    TU? IO?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jazz
    > > Il problema è perseguire il profitto ad ogni
    > > costo, scavalcando e fottendosene alla
    > grande
    > di
    > > qualsiasi regola etica, morale e di
    > convivenza
    > > pacifica.
    > E chi decide la regola etica da seguire?
    > TU? IO?

    volendo sfottere, ci hai colto. OGNUNO DI NOI ha un suo senso etico, un "metro morale" con cui misurare le cose. e pensa un po, quando vado a comprare non guardo solo il prezzo e/o le prestazioni di un bene/servizio maANCHE chi me lo propone e GIUDICO anche su quello. Se un prodotto e' venduto da un certo spetro di marche sulla mia lista nera, NON compro per principio. Si vota in cabina elettorale, ma si vota OGNI giorno col proprio portafoglio quando devi comprare qualcosa. Mi sono gia' spostato su https://www.ixquick.com/ quale motore di ricerca principale e tra un po chiudero' le mie caselle di posta Gmail.
    non+autenticato
  • - Scritto da: iome
    > - Scritto da: Jazz
    > > > Il problema è perseguire il profitto ad
    > ogni
    > > > costo, scavalcando e fottendosene alla
    > > grande
    > > di
    > > > qualsiasi regola etica, morale e di
    > > convivenza
    > > > pacifica.
    > > E chi decide la regola etica da seguire?
    > > TU? IO?
    >
    > volendo sfottere, ci hai colto. OGNUNO DI NOI ha
    > un suo senso etico, un "metro morale" con cui
    > misurare le cose. e pensa un po, quando vado a
    > comprare non guardo solo il prezzo e/o le
    > prestazioni di un bene/servizio maANCHE chi me lo
    > propone e GIUDICO anche su quello. Se un prodotto
    > e' venduto da un certo spetro di marche sulla mia
    > lista nera, NON compro per principio. Si vota in
    > cabina elettorale, ma si vota OGNI giorno col
    > proprio portafoglio quando devi comprare
    > qualcosa. Mi sono gia' spostato su
    > https://www.ixquick.com/ quale motore di ricerca
    > principale e tra un po chiudero' le mie caselle
    > di posta
    > Gmail.

    Un alternativa a GMAIL ? Gratutito con tanto spazio e imap incluso ?
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: trullo
    > Se si vuole mantenere un etica slegata dal
    > mercato sarebbe meglio non mettersi sul mercato
    > appunto.
    >
    > Se ti quoti in borsa l'unica persona a cui devi
    > rendere conto e' l'azionista e non il cliente e
    > gli azionisti non sempre sono interessati

    Idiozia.
    Non serve essere quotati in borsa per dover rendere conto agli azionisti.
    Gli azionisti esistono anche nelle aziende non quotate (vedi facebook fino a poco fa, con forse 1000 azionisti e nessun obbligo di rendere pubblici i conti).

    Quotarsi permette ad aziende piccole di crescere. Guarda in Italia, poche aziende quotate e tutte nane, tranne pochissimi casi (Fiat, Enel, Eni, Mediaset, Telecom e... basta).
    non+autenticato
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