Roma - Apple si fa i conti in tasca e
decide di parlare delle possibilità (e delle intenzioni) di investimento del suo
contante: 100 miliardi di dollari, di cui 34 miliardi detenuti negli Stati Uniti e il resto da sussidiarie estere. Il tutto senza contare i nuovi contanti generati da operazioni aziendali varie.
Gli osservatori
si aspettano la redistribuzione dei dividendi agli azionisti, una cosa che Apple
aveva fatto l'ultima volta nel 1995 e che le permetterebbe di attirare nuovi tipi di investitori. Con dividendi pari a 14,64 dollari ad azione Cupertino potrebbe limitarsi ad attingere ai fondi a stelle e strisce senza intaccare i soldi detenuti all'estero, azione che avrebbe costi non trascurabili legati al movimento internazionale di capitale.
La
conference call imminente del CEO di Apple Tim Cook e del CFO Peter Oppenheimer
è l'occasione per parlare di questa scelta: le
alternative sono un grande acquisto (magari una startup) o la costruzione di nuove infrastrutture. Apple potrebbe anche decidere di tenersi i soldi per qualunque obiettivo futuro, come assicurarsi l'esclusiva per la fornitura di alcuni componenti dei suoi device. (
C.T.)