Mauro Vecchio

Di webcam, social network e omofobia

Condannato un giovane studente della Rutgers University per aver ripreso di nascosto un bacio omosessuale. Le esternazioni violente su Twitter potrebbero aver contribuito al tragico suicidio del suo compagno di stanza

Roma - Cyberbullismo, omofobia, suicidio. Parole chiave nella tragica vicenda che ha scosso l'opinione pubblica in terra statunitense. Il giovane studente di origini indiane Dharun Ravi è stato dichiarato colpevole nello stato del New Jersey, accusato di aver spiato a mezzo webcam il suo compagno di stanza alla Rutgers University.

Nel settembre 2010, Ravi aveva ripreso di nascosto il collega Tyler Clementi intento a baciare un suo amico. Il video era stato diffuso online, accompagnato da una serie di sgradevoli cinguettii su Twitter. La già delicata situazione era precipitata nel dramma con il suicidio del compagno di stanza dello stesso Ravi.

"Faccio un salto dal ponte George Washington, scusatemi". L'ultimo post su Facebook di Clementi aveva anticipato di pochissimo la tragedia. Nel mirino era subito finito Ravi, accusato di aver provocato la morte del suo coinquilino con atti di cyberbullismo, in particolare per i commenti a sfondo omofobico. Il giudice statunitense ha però negato un legame diretto tra le esternazioni cinguettate di Ravi e il suicidio del giovane Clementi. Lo studente di origini indiane è stato comunque dichiarato colpevole di violazione della privacy e incitamento all'odio, avendo in qualche modo contribuito al fatale gesto di Clementi.
Se condannato, Ravi potrebbe passare in carcere i prossimi 10 anni della sua esistenza. C'è chi ha poi sottolineato come alla galera potrebbe invece essere preferito il ritorno coatto in patria, nonostante il giovane viva negli Stati Uniti dall'infanzia. La vicenda ha fatto tornare in auge vecchie polemiche sugli effetti nefasti dei social network.

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