Mauro Vecchio

Islanda, sulla strada del FOSS

Annunciato un progetto di migrazione delle principali istituzioni pubbliche dell'isola. Ma i vari ministeri sono ancora legati ai vecchi contratti. Partirà comunque una fase di testing delle soluzioni free e open source

Roma - Il progetto durerà un anno, per la migrazione delle istituzioni pubbliche islandesi verso i lidi del software free e open source. Tutti i principali ministeri del governo locale, l'amministrazione cittadina di Reykjavik, gli ospedali finanziati a livello pubblico. Le arterie fondamentali della Pubblica Amministrazione verso l'adozione di software a codice aperto.

Ma la migrazione annunciata in Islanda non verrà certo conclusa alla fine dei 12 mesi. Trattasi infatti di una fase di studio, nella quale le singole amministrazioni pubbliche andranno a testare la "maturità delle alternative open source al software proprietario". Per rafforzare la collaborazione tra istituzioni, fornitori di IT e la stessa comunità del codice open.

E infatti un team di specialisti inizierà a mettere alla prova i vari sistemi a caccia di vulnerabilità e talloni d'Achille. I vertici delle varie istituzioni nazionali riceveranno una serie di lettere sulla gestione dei cosiddetti standard aperti. Ad oggi, un totale di 32 istituti scolastici islandesi è definitivamente passato a Linux.
In particolare, il Primo Ministro islandese ha ora sottolineato come, al momento di scegliere sull'adozione del software, le soluzioni libere e proprietarie vadano poste sullo stesso piano. Gli stessi responsabili del progetto hanno già evidenziato i primi ostacoli, dal momento che numerosi ministeri locali sono ancora legati ai contratti di licenza con grandi società IT come Oracle.

Mauro Vecchio
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69 Commenti alla Notizia Islanda, sulla strada del FOSS
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  • Tanto per parlare di costo del closed, pratiche di dumping ecc.

    Una grand multinazionale privata o una pubblica amministrazione paga discretamente care le licenze di alcuni software closed, mettiamo MSOffice 2010.

    I dipendenti hanno un prezzo di "favore" per la versione Home, che ho visto aggirarsi intorno ai $10 per aziende USA, che in Italia/Europa diventano (stranamente) €12,30 in versione download, e circa €25 con DVD spedito a casa.

    Comunque, differenze di prezzo USA/Europa a parte, si può bene notare come la pratica sia studiata per continuare a mantenere una condizione drogata dove utenti/lavoratori che usano questi strumenti, ne abbiano un accesso molto economico anche per l'uso personale, per continuare a preservare il monopolio.

    D'altronde è software, una volta scritto si può copiare all'infinito, e su può "pompare" all'infinito con queste pratiche per impedire la concorrenza.

    Quello che risparmia un utente per l'uso casalingo, lo ripaga il suo paese attraverso le spese della P.A. poiché quell'utente se è anche un dipendente della P.A. saprà e vorrà usare solo quello.
    iRoby
    8804
  • >
    > Quello che risparmia un utente per l'uso
    > casalingo, lo ripaga il suo paese attraverso le
    > spese della P.A. poiché quell'utente se è anche
    > un dipendente della P.A. saprà e vorrà usare solo
    > quello.


    La P.A. dovrebbe rilasciare i loro documenti pubblici in PDF/A o odt, se poi lo hanno generato con MSOffice o libreoffice o staceppaoffice non è affar tuo. O meglio, devono riuscire a farlo in tempi ragionevoli e budget sempre più ridotti, non è detto in un'ottica di TCO il software open sia più conveniente. Non è detto sto dicendo, non che non lo sia mai o sempre.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sempronio
    > >
    > > Quello che risparmia un utente per l'uso
    > > casalingo, lo ripaga il suo paese attraverso
    > le
    > > spese della P.A. poiché quell'utente se è
    > anche
    > > un dipendente della P.A. saprà e vorrà usare
    > solo
    > > quello.
    >
    >
    > La P.A. dovrebbe rilasciare i loro documenti
    > pubblici in PDF/A o odt, se poi lo hanno generato
    > con MSOffice o libreoffice o staceppaoffice non è
    > affar tuo.
    E' un ragionamento un po "peloso" questo. Si IN ASTRATTO puo' essere vero... MA in realta', specie nelle P.A. , ha MOLTO senso CHIEDERSI se e' bene continuare a finanziare un monopolio americano noto per bad pratices, OPPURE invece finanziare altro. E' una questione (anche) politica (non partitica!).. se "finanzi" un prodotto opensource, puoi avere un CNIPA che magari lo personalizza per certe P.A, non spendi in licenze, migliori il mercato (= meno quote al monopolista ; essendo le PA grosse, induci altri piccoli a convertirsi, ecc)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sempronio

    > La P.A. dovrebbe rilasciare i loro documenti
    > pubblici in PDF/A o odt, se poi lo hanno generato

    la cosa difficile è farglielo capireA bocca aperta

    il problema è che ms è molto abili nel creare strategie ad incastro ( es: vendo a te PA office, poi faccio con te una convenzione in modo che i tuoi dipendenti possono avere office ad un prezzo ridicolo, nel frattempo non supporto nessuno dei formati open per ottenere il lock-in )

    i formati open andrebbero imposti per legge, allora si che si comincerebbe a ragionare

    e col tempo le aziende, le PA e gli utenti, capirebbero che il software closed dopotutto non è così indispensabile
    non+autenticato
  • > i formati open andrebbero imposti per legge,
    > allora si che si comincerebbe a
    > ragionare

    Classico pensiero italiano, fare la legge senza fare il formato.

    > e col tempo le aziende, le PA e gli utenti,
    > capirebbero che il software closed dopotutto non
    > è così indispensabile

    Forse alla PA media che sia open o closed frega una mazza, basta che funzioni e non dia problemi.

    Provo a chiedere anche a te, quali formati open hai per la PA?
  • - Scritto da: pippo75

    > Classico pensiero italiano, fare la legge senza
    > fare il
    > formato.
    >

    penso ad odt e molti altri formati aperti già esistenti

    > Forse alla PA media che sia open o closed frega
    > una mazza, basta che funzioni e non dia
    > problemi.
    >

    ce ne siamo accorti ed è per questo che la pressione fiscale sta al 55% e abbiamo servizi scadenti

    > Provo a chiedere anche a te, quali formati open
    > hai per la
    > PA?

    tutti i formati di openoffice ad esempio

    pdf che pure è open, i vari formati multimediali ( vorbis, ogg, ecc... )

    non mi pare che ci sia carenza di formati open o vuoi dire che solo il Dio MS può fare un formato per i testi?
    non+autenticato
  • > penso ad odt e molti altri formati aperti già
    > esistenti


    ti faccio un esempio per farti capire che ODT non è un formato esistente.

    Scatto una foto in JPeg, la metto su PC, se uso 20 programmi diversi, quasi sicuramente con 19 programmi ottengo la stessa foto, magari uno non la raddrizza ( nel caso di foto verticali ).

    Prendiamo ODT, ho provato vari programmi: openoffce, libreoffice, corel, abiword, msoffice, softmaker.
    Praticamente ogni programma lo apriva con una formattazione diversa e non sempre le differenze erano da poco.

    Facciamo finta che ODT funzioni, usiamo solo programmi di scrittura?

    >
    > ce ne siamo accorti ed è per questo che la
    > pressione fiscale sta al 55% e abbiamo servizi
    > scadenti

    Quante volte hai sentito i problemi di una PA, sopratutto per quanto riguarda i costi?
    Poi ne parliamo.

    >
    > tutti i formati di openoffice ad esempio

    Dopotutto la versione X di openoffice apre il file creato dalla stessa versione di openoffice, quindi è open.
    Perchè se cambi versione o programma niente viene garantito.

    > non mi pare che ci sia carenza di formati open o
    > vuoi dire che solo il Dio MS può fare un formato
    > per i testi?

    Ok, facciamo finta che per i testi siamo a posto e per il resto?
    Sono anni che aspetto la risposta, ma deve ancora arrivare.
    Mi dici la struttura dati standard per la gestione degli archivi comunali? Diciamo ad esempi anagrafe?
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 27 marzo 2012 12.49
    -----------------------------------------------------------
  • > Sono anni che aspetto la risposta, ma deve ancora
    > arrivare.
    > Mi dici la struttura dati standard per la
    > gestione degli archivi comunali? Diciamo ad
    > esempi
    > anagrafe?

    Bene. Rispondi a questo: qual' è il formato standard delle PA OGGI?


    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 27 marzo 2012 12.49
    > --------------------------------------------------
  • - Scritto da: HermanHesse Quello TOSTO!
    > > Sono anni che aspetto la risposta, ma deve
    > ancora
    > > arrivare.
    > > Mi dici la struttura dati standard per la
    > > gestione degli archivi comunali? Diciamo ad
    > > esempi
    > > anagrafe?
    >
    > Bene. Rispondi a questo: qual' è il formato
    > standard delle PA
    > OGGI?
    >
    >
    Si tratta di DB SQL implementati principalmente in SQL Server od Oracle.
  • - Scritto da: collione
    > - Scritto da: Sempronio
    >
    > > La P.A. dovrebbe rilasciare i loro documenti
    > > pubblici in PDF/A o odt, se poi lo hanno
    > generato
    >
    > la cosa difficile è farglielo capireA bocca aperta
    >
    > il problema è che ms è molto abili nel creare
    > strategie ad incastro ( es: vendo a te PA office,
    > poi faccio con te una convenzione in modo che i
    > tuoi dipendenti possono avere office ad un prezzo
    > ridicolo, nel frattempo non supporto nessuno dei
    > formati open per ottenere il lock-in
    > )
    >
    > i formati open andrebbero imposti per legge,
    > allora si che si comincerebbe a
    > ragionare
    >
    > e col tempo le aziende, le PA e gli utenti,
    > capirebbero che il software closed dopotutto non
    > è così
    > indispensabile


    Secondo me non è MS che è "cattivona", anzi, i suoi prodotti non sono neppure male a parte il formato proprietario. Il problema è chi decide cosa comprare, a volte non ha molte scelte, a volte invece non discute neppure.
    Voglio dire, è la gente che si fa mettere i piedi in testa, non la MS o chi per lei a fare da padrona. Per questo insisto che i formati dovrebbero essere aperti, sarebbe il primo passo per essere indipendenti dal software. Poi magari arriverebbe pure qualche amministrazione a dare il buon esempio e il gioco è fatto. Ma imporre così com'è adesso la situzione italiana sarebbe un disastro.
    Naturalmente è una mia idea personalissima
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sempronio

    >
    > Secondo me non è MS che è "cattivona"

    dipende

    ms in passato ha violato la legge allegramente e questo non può essere dimenticato

    mi dispiace solo per i mafiosi che non hanno lo stesso trattamento di favore


    > formato proprietario. Il problema è chi decide
    > cosa comprare, a volte non ha molte scelte, a
    > volte invece non discute neppure.
    >

    è vero, ma è il solito circolo vizioso del lock-in

    tu compri ingenuamente un prodotto e poi ti accorgi che ti servono quell'altro prodotto della stessa casa e poi ancora un altro e finisce con l'avere tutta roba dello stesso produttore

    ovviamente ciò crea dipendenza, appiattimento e fa si che il nome di quel dato produttore venga visto come l'unica scelta possibile per qualsiasi esigenza

    > padrona. Per questo insisto che i formati
    > dovrebbero essere aperti, sarebbe il primo passo
    > per essere indipendenti dal software. Poi magari

    certo e sono d'accordo

    nemmeno io dico che la PA dev'essere costretta a comprare roba open

    però costringerli ad usare formati open sarebbe davvero necessario

    inorridisco pensando a quella porcata di rai.tv, basata su silverlight, impossibile da utilizzare su linux e zoppicante su macos
    non+autenticato
  • in fondo hanno realizzato una rivoluzione politica in pochi mesi, emessi ordini di arresto internazionali per i loro banchieri corrotti e preso a calci l'impero americano

    non vedo perchè non dovrebbero riuscire a fare una rivoluzione opensourceOcchiolino
    non+autenticato
  • L'islanda lo ha capito da tempo, il closed source e' ormai in declino.
    Tuttavia da noi e' difficile far cambiare idea alle persone..specie quando moltissimi di loro hanno le mani in pasta in questo commercio lucroso...

    Andrebbe proposta una legge, per bandire definitivamente il closed source da tutte le strutture pubbliche come scuole o universita'. Sarebbe una vera liberazione e un risparmio colossale di soldi pubblici.

    Se proprio si ritenesse necessario usare qualcosa di closed, allora dovra' essere il sommo professore a doversi pagare di tasca propria le licenze da far utilizzare agli studenti...
    non+autenticato
  • L'articolo l'hai letto ?

    rattasi infatti di una fase di studio, nella quale le singole amministrazioni pubbliche andranno a testare la "maturità delle alternative open source al software proprietario".

    Prima di vedere l'OS in ogni dove aspetterei a vedere i risultati dello studio, almeno evitano la figuraccia "Monaco".
  • non è un problema di os, ma di applicativi: una postazione generica non necessita di software proprietario, sarebbe uno spreco. Invece postazioni tecniche devono fare i conti con gli applicativi che servono loro. Le università sarebbero pazze ad utilizzare soluzioni closed perché perderebbero la propria funzione scientifica che non è solo quella di utilizzare soluzioni ma di proporle.. Esempio, qualche sera fa Giacobbo-nolimits ci ha presentato da firenze il team americano del professor non mi ricordo che si accingeva a cercare le prove della presenza di un lavoro di Leonardo, sotto il Vasari. Indipendentemente da tutto il resto, il team usava fedora come sistema operativo.. e si parla di ricercatori ai massimi livelli..
    non+autenticato
  • - Scritto da: stelvio
    > non è un problema di os, ma di applicativi: una
    > postazione generica non necessita di software
    > proprietario, sarebbe uno spreco. Invece
    > postazioni tecniche devono fare i conti con gli
    > applicativi che servono loro. Le università
    > sarebbero pazze ad utilizzare soluzioni closed
    > perché perderebbero la propria funzione
    > scientifica che non è solo quella di utilizzare
    > soluzioni ma di proporle..


    Quindi uno che vuol fare l'architetto non deve guardare il risultato ma usare software open? va bene, basta saperlo


    Esempio, qualche sera
    > fa Giacobbo-nolimits ci ha presentato da firenze
    > il team americano del professor non mi ricordo
    > che si accingeva a cercare le prove della
    > presenza di un lavoro di Leonardo, sotto il
    > Vasari. Indipendentemente da tutto il resto, il
    > team usava fedora come sistema operativo.. e si
    > parla di ricercatori ai massimi
    > livelli..

    Hai detto che non contava l'OS? E comunque, ammesso e non concesso che da Giacobbo ci fossero ricercatori "ai massimi livelli", se ti facessero una lista con altri 100 ricercatori che invece usano software closed allora cosa concluderesti?
    non+autenticato
  • > Quindi uno che vuol fare l'architetto non deve
    > guardare il risultato ma usare software open? va
    > bene, basta
    > saperlo

    se non sei soffisfatto del risultato, hai solo da impegnarti un minimo nello sviluppo di un software che ti ricordo NON HAI PAGATO!
    non c'e' bisogno di essere programmatori, chiunque puo' contribuire allo sviluppo software...

    > Hai detto che non contava l'OS? E comunque,
    > ammesso e non concesso che da Giacobbo ci fossero
    > ricercatori "ai massimi livelli", se ti facessero
    > una lista con altri 100 ricercatori che invece
    > usano software closed allora cosa
    > concluderesti?


    facciamo una controlista anche degli amici con le mani in pasta dei tuoi cari professoroini e poi vediamo se il software con licenza restrittiva SERVE DAVVERO al suo scopo o solo per fare qualche favore al solito amichetto di merenda...

    vietare il closed source ci salverebbe da queste situazioni volgari
    non+autenticato
  • > se non sei soffisfatto del risultato, hai solo da
    > impegnarti un minimo nello sviluppo di un
    > software che ti ricordo NON HAI
    > PAGATO!


    Iniziamo fa far casino pur di aver ragione? usiamo nella tua città il "software che tanto non hai pagato", se poi all'anagrafe ti trovi sposato con tre donne e di ici (IMU) ti arriva 10 volte tanto quanto devi pagare allora potrai sempre andare tu a mettere a posto il software. Bel ragionamento da sfaccendato che fai.


    > non c'e' bisogno di essere programmatori,
    > chiunque puo' contribuire allo sviluppo
    > software...
    >

    si si, un bel software eco solidale

    > > Hai detto che non contava l'OS? E comunque,

    >
    > facciamo una controlista anche degli amici con le
    > mani in pasta dei tuoi cari professoroini e poi
    > vediamo se il software con licenza restrittiva
    > SERVE DAVVERO al suo scopo o solo per fare
    > qualche favore al solito amichetto di
    > merenda...
    >

    con il complottismo si spiega tutto, se vuoi evitare i compagni di merenda dovresti proprio fare l'opposto, evitare di infognarti in gare di appalta per promuovere a tutti i costi l'open. Mi sa che quello che ha interessi sei tu.

    > vietare il closed source ci salverebbe da queste
    > situazioni
    > volgari

    Si si, come no.
    non+autenticato
  • - Scritto da: medif
    >
    > se non sei soffisfatto del risultato, hai solo da
    > impegnarti un minimo nello sviluppo di un
    > software che ti ricordo NON HAI PAGATO!
    > non c'e' bisogno di essere programmatori,
    > chiunque puo' contribuire allo sviluppo
    > software...

    Si, fantastico. Per fare l'architetto mi devo scrivere il programma di cad. Ma allora non ho tempo per fare l'architetto (o qualsiasi altro lavoro che utilizzi il pc), dato che sto programmando/debuggando/ecc.
    non+autenticato
  • > se non sei soffisfatto del risultato, hai solo da
    > impegnarti un minimo nello sviluppo di un
    > software che ti ricordo NON HAI
    > PAGATO!
    > non c'e' bisogno di essere programmatori,
    > chiunque puo' contribuire allo sviluppo
    > software...
    >

    Si e come ? facendo il test del software ? Peccato che per fare test seri, ovvero controllare se l'output del programma è corretto e compatibile con i dati in ingresso minimo serve una conoscenza della materia cui andrà ad operare il software. Non è alla portata di tutti.

    > vietare il closed source ci salverebbe da queste
    > situazioni
    > volgari

    Per niente, mettere mano ad un software specialistico scritto da altri, soprattutto con sorgenti pasticciati e destinato ad elaborazioni in ambiti particolari non è detto che sia semplice e/o immediato, anzi a seconda dei costi per farci mettere mano da persone diverse dagli sviluppatori iniziali conviene cambiare direttamente software, si risparmia.
  • ma leggi o fai finta?

    'Quindi uno che vuol fare l'architetto non deve guardare il risultato ma usare software open? va bene, basta saperlo'

    ho scritto che postazioni tecniche devono fare i conti con il software che serve loro...

    Il fatto è che a livello universitario è più facile avere applicativi personalizzati, e quindi open; l'esempio fedora era per mostrare che non è necessario avere per forza sistemi operativi closed, anzi, in certi ambienti è raro
    non+autenticato
  • - Scritto da: stelvio
    > ma leggi o fai finta?
    >

    leggo quello che scrivi, sei tu che dici che l'università deve proporre software open, ed io ti dico che quando uno si scrive ad architettura o a statistica poco importa che software usa, sarà affar suo, si andrà a vedere se il progetto o la ricerca è venuta bene

    >
    > ho scritto che postazioni tecniche devono fare i
    > conti con il software che serve loro...
    >

    hai parlato anche di università che dovrebbero proporre software, mi riferivo a quella parte

    >
    > Il fatto è che a livello universitario è più
    > facile avere applicativi personalizzati, e quindi
    > open; l'esempio fedora era per mostrare che non è
    > necessario avere per forza sistemi operativi
    > closed, anzi, in certi ambienti è
    > raro

    certo che in certi ambiti è raro, come è raro anche il contrario, io sto dicendo che quel che conta è uno studio con dati certi alla mano, il ricercatore con Fedora non fa testo per quanto possiamo stimarlo.
    non+autenticato
  • > Quindi uno che vuol fare l'architetto non deve
    > guardare il risultato ma usare software open? va
    > bene, basta
    > saperlo

    ne open ne closed, deve solo aprire la mente, anzi spalancarla al mondo reale.

    Poi ti becchi panchine per anziani cosi comode che forse è meglio sedersi per terra.
    Il tutto perchè l'architetto ha visto che era meglio con l'ambiente intorno.
  • "le soluzioni libere e proprietarie vadano poste sullo stesso piano"

    Usando questi termini potrebbe esserci un po' di confusione, sarebbe meglio fare una distinzione tra "open source" e "closed source".
    Non dimentichiamoci i fraintendimenti che sono nati con il termine "free" che potrebbe essere inteso anche come gratuito.

    COMUNQUE:

    Non possono essere sullo stesso piano soprattutto per le istituzioni pubbliche le quali dovrebbero assolutamente poter essere a conoscenza di tutto il codice sorgente al fine di poter garantire le necessarie sicurezza e privacy dei propri utenti.

    Un codice closed (proprietario) NON può in alcun modo fornire queste garanzie.

    Una nazione per le proprie istituzioni dovrebbe categoricamente usare e richiedere applicazioni esclusivamente "open source".

    Non ci sono 'se' o 'ma', è una questione di rilevanza strategica.
    non+autenticato
  • > Non possono essere sullo stesso piano soprattutto
    > per le istituzioni pubbliche le quali dovrebbero
    > assolutamente poter essere a conoscenza di tutto
    > il codice sorgente al fine di poter garantire le
    > necessarie sicurezza e privacy dei propri
    > utenti.
    >


    Invece il resto delle milioni di aziende al mondo se ne fregano della privacy dei propri utenti? Ad esempio le banche?

    Ora ti dico io come funziona: quando si motiva una scelta bisogna avere argomenti, sta cosa del FLOSS negli enti pubblici è arrivata alla frutta ed allora ci si attacca "ma sono enti pubblici", ma che vuol dire? ma lo sai che lo stato id famiglia tuo lo può chiedere chiunque? o una qualsiasi agenzia può fare una visura sulla tua automobile? e secondo te a me cittadino dovrebbe fregarmene qualcosa di avere il mio stato di famiglia di sotto oracle o sotto postgre perchè così la pubblica amministrazione "può vedere il codice"?
    ma stiamo scherzano?

    a me come cittadino mi interessa solo che gli enti risparmino ed evitino sprechi, se questo ciene con il floss bene, se viene con il closed bene, se viene con un misto bene, se viene tornando a fare tutto a mano allora si torna a fare tutto a mano.
    Questo studio dovrebbero fare, non tante fesserie ideologiche.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sempronio
    > > Non possono essere sullo stesso
    > > piano soprattutto per le istituzioni
    > > pubbliche le quali dovrebbero
    > > assolutamente poter essere a
    > > conoscenza di tutto il codice sorgente
    > > al fine di poter garantire le necessarie
    > > sicurezza e privacy dei propri utenti.

    > Invece il resto delle milioni di aziende
    > al mondo se ne fregano della privacy dei
    > propri utenti? Ad esempio le banche?

    Si, banche e assicurazioni se ne fregano della privacy dei propri utenti, ma tengono parecchio alla loro; infatti hanno i sorgenti di tutto quello che c'e' nei loro server.

    > Ora ti dico io come funziona: quando si motiva
    > una scelta bisogna avere argomenti, sta cosa del
    > FLOSS negli enti pubblici è arrivata alla frutta
    > ed allora ci si attacca "ma sono enti pubblici",
    > ma che vuol dire? ma lo sai che lo stato id
    > famiglia tuo lo può chiedere chiunque? o una
    > qualsiasi agenzia può fare una visura sulla tua
    > automobile? e secondo te a me cittadino dovrebbe
    > fregarmene qualcosa di avere il mio stato di
    > famiglia di sotto oracle o sotto postgre perchè
    > così la pubblica amministrazione "può vedere il
    > codice"?

    Si, nella misura in cui una soluzione e' piu' economica dell'altra a parita' di affidabilita'.

    > ma stiamo scherzano?
    > a me come cittadino mi interessa solo che gli
    > enti risparmino ed evitino sprechi, se questo
    > ciene con il floss bene, se viene con il closed
    > bene, se viene con un misto bene, se viene
    > tornando a fare tutto a mano allora si torna a
    > fare tutto a mano.
    > Questo studio dovrebbero fare, non tante fesserie
    > ideologiche.

    Lo studio e' che con il floss si risparmia sul lungo termine.
    krane
    22544
  • > Lo studio e' che con il floss si risparmia sul
    > lungo
    > termine.


    Esatto, come ci insegnano quelli che stanno tornando indietro dopo la sperimentazione. Non tutti ovviamente, però già son pochi quelli che lo fanno, se poi qualcuno cambia anche idea non è che ci sia tutto questo ottimismo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sempronio
    > Questo studio dovrebbero fare, non tante fesserie
    > ideologiche.

    Hai proprio capito tutto te...

    Sono proprio quelle che tu chiami "fesserie ideologiche" che sono da prendere seriamente, anche al di sopra dei problemi di bilancio.

    Ma d'altro canto il mondo è pieno di individui come te sempre pronti a novanta gradi, e vi piace pure.
    non+autenticato
  • > Sono proprio quelle che tu chiami "fesserie
    > ideologiche" che sono da prendere seriamente,
    > anche al di sopra dei problemi di
    > bilancio.

    Ma certo, prendiamole al di sopra del bilancio, al di sopra del risultato ed al di sopra dell'ossessione che il closed ci ruba i dati, poi vediamo come darai da mangiare ai tuoi figli. Ti ricordo che il debito cresce...

    >
    > Ma d'altro canto il mondo è pieno di individui
    > come te sempre pronti a novanta gradi, e vi piace
    > pure.

    Veramente io ho detto l'opposto, non mi schiero se non vedo risultati, quello che si tuffa a pesce perchè qualcuno gli ha detto che così è meglio sei tu. Tu fidati delle parole, io dei risultati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sempronio
    > Ma certo, prendiamole al di sopra del bilancio,
    > al di sopra del risultato ed al di sopra
    > dell'ossessione che il closed ci ruba i dati, poi
    > vediamo come darai da mangiare ai tuoi figli. Ti
    > ricordo che il debito
    > cresce...
    >
    > Veramente io ho detto l'opposto, non mi schiero
    > se non vedo risultati, quello che si tuffa a
    > pesce perchè qualcuno gli ha detto che così è
    > meglio sei tu. Tu fidati delle parole, io dei
    > risultati.

    Non fare il finto tonto, lo sai bene come Microsoft ha imposto il modello "closed source" ai vari governi ed una volta instaurato come si diffonde nella popolazione. E dovresti anche sapere quanto poi sia difficoltoso uscire da tale modello una volta che si è instaurato.

    E come un cancro in metastasi poi sradicarlo diventa quasi impossibile.

    Ci vuole assolutamente un cambiamento di mentalità.

    Si che i costi per un cambiamento radicale potrebbero essere alti, ma quanto paghiamo per mantenere tutto questo sistema? Ti rendi conto di quante paghiamo in licenze?
    Si certo, anche con l'open source ci sarebbero delle spese ma sicuramente minori.

    E per aver ragione non serve che tiri fuori la solita storiella che i miei figli morirebbero di fame, non fai altro che confermare che non hai proprio capito un bel niente.
    non+autenticato
  • >
    > Non fare il finto tonto, lo sai bene come
    > Microsoft ha imposto il modello "closed source"
    > ai vari governi ed una volta instaurato come si
    > diffonde nella popolazione. E dovresti anche
    > sapere quanto poi sia difficoltoso uscire da tale
    > modello una volta che si è
    > instaurato.
    >

    veramente il modello imposto da microsoft è stato software abbastanza facile da utilizzare e abbastanza funzionale per il lavoro.

    > E come un cancro in metastasi poi sradicarlo
    > diventa quasi
    > impossibile.
    >
    > Ci vuole assolutamente un cambiamento di
    > mentalità.
    >
    > Si che i costi per un cambiamento radicale
    > potrebbero essere alti, ma quanto paghiamo per
    > mantenere tutto questo sistema? Ti rendi conto di
    > quante paghiamo in licenze?
    >

    quanto paghiamo ? con licenze gov e considerando una vita utile, per un PC, di 5 anni più o meno 15/20€ annui di licenze per PC

    > Si certo, anche con l'open source ci sarebbero
    > delle spese ma sicuramente
    > minori.
    >

    solo una domanda: i costi di mantenimento del software e di sviluppo di nuove funzionalità chi se li prende in carico ?
  • - Scritto da: shevathas

    > veramente il modello imposto da microsoft è stato
    > software abbastanza facile da utilizzare e
    > abbastanza funzionale per il
    > lavoro.

    si, ma "closed source"


    > quanto paghiamo ? con licenze gov e considerando
    > una vita utile, per un PC, di 5 anni più o meno
    > 15/20€ annui di licenze per
    > PC

    ecco, moltiplica pure per tutti i pc di tutte le nostre amministrazioni...


    > solo una domanda: i costi di mantenimento del
    > software e di sviluppo di nuove funzionalità chi
    > se li prende in carico
    > ?

    Io lavoro in settore statale, in una istituzione bella grossa e di queste cose ne parlo con i tecnici del CED della nostra regione.

    I vantaggi dell'uso di sistemi Open Source sono conosciuti e la questione era stata posta già diversi anni fa quando si è incominciato a creare la extranet che collega tutti i nostri uffici.

    Lo sapete perchè non si è passati a GNU/Linux? Perchè i tecnici a roma sapevano usare solo windows e avevano paura di cambiare.

    Conseguenze:

    i server centrali sono in mano a tecnici microsoft i quali mica lavorano gratis e questi soldi potevano sicuramente essere risparmiati formando tecnici nostri visto che già ci sono e già vengono pagati.

    Le nuove funzionalità vengono sviluppate da nostri tecnici, tanto valeva che fossero formati per un ambiente open.

    Ma il bello è che per la sicurezza della rete a fianco ai server microsoft sono affiancati server GNU/Linux.

    Ma quello che più mi fa pisciare dalle risate è quando dite che la faccenda dei dati che potrebbero essere controllati dall'azienda fornitrice dei servizi è solo uno spauracchio è che proprio non vi rendete conto a quali documenti potrebbero avere accesso.

    A si, ma poverini gli impiegati negli uffici, solo con la suite office riescono a lavorare seriamente perchè con OpenOffice non si riesce proprio ad essere produttivi e redigere tutti quei complicatissimi file di testo e quei quattro fogli di calcolo. E poi lo sappiamo tutti che la formazione ha dei costi insostenibili, copia/incolla, giustificato, grassetto, i bordi, la somma, le insostituibili macro. WOW, inapplicabile!

    ma per cortesia....
    non+autenticato
  • - Scritto da: carlo2002
    > - Scritto da: shevathas
    >
    > > veramente il modello imposto da microsoft è
    > stato
    > > software abbastanza facile da utilizzare e
    > > abbastanza funzionale per il
    > > lavoro.
    >
    > si, ma "closed source"
    >
    open closed è irrilevante, l'importante è che il software funzioni e sia uno strumento di lavoro, e non un problema.

    > ecco, moltiplica pure per tutti i pc di tutte le
    > nostre
    > amministrazioni...
    >

    e confronta con i costi di sviluppo di molte alternative software attualmente non esistenti le cui controparti proprietarie si appoggiano a winoffice.

    >
    > Io lavoro in settore statale, in una istituzione
    > bella grossa e di queste cose ne parlo con i
    > tecnici del CED della nostra
    > regione.
    >
    il mantenimento di un software e il suo sviluppo non è un lavoro che si può demandare ai tecnici CED, il loro lavoro è principalmente occuparsi della gestione del sistema informativo. La programmazione è più roba da programmatori specializzati. E i costi, per lo sviluppo di applicazioni abbastanza complesse, non sono uno scherzo.

    >
    > Lo sapete perchè non si è passati a GNU/Linux?
    > Perchè i tecnici a roma sapevano usare solo
    > windows e avevano paura di
    > cambiare.
    >

    passati a Linux per fare cosa però ?

    > Conseguenze:
    >
    > i server centrali sono in mano a tecnici
    > microsoft i quali mica lavorano gratis e questi
    > soldi potevano sicuramente essere risparmiati
    > formando tecnici nostri visto che già ci sono e
    > già vengono
    > pagati.
    >
    e per questo linux cosa c'entra ?

    > Le nuove funzionalità vengono sviluppate da
    > nostri tecnici, tanto valeva che fossero formati
    > per un ambiente
    > open.
    >
    scusa ma mi sembra strano; i tecnici di cosa si occupano: della gestione del sistema informativo, dello sviluppo di applicativi o di cosa ? mi sembra si stia facendo un gran minestrone.

    > Ma il bello è che per la sicurezza della rete a
    > fianco ai server microsoft sono affiancati server
    > GNU/Linux.
    >
    Cosa normalissima; in tutte le PA che ho visto lato server si usano sia WinServer che Linux.

    > Ma quello che più mi fa pisciare dalle risate è
    > quando dite che la faccenda dei dati che
    > potrebbero essere controllati dall'azienda
    > fornitrice dei servizi è solo uno spauracchio è
    > che proprio non vi rendete conto a quali
    > documenti potrebbero avere
    > accesso.
    >

    certo, infatti arrivano gli omini M$ a rubare i dischi fissi durante la notte.

    > A si, ma poverini gli impiegati negli uffici,
    > solo con la suite office riescono a lavorare
    > seriamente perchè con OpenOffice non si riesce
    > proprio ad essere produttivi e redigere tutti
    > quei complicatissimi file di testo e quei quattro
    > fogli di calcolo. E poi lo sappiamo tutti che la
    > formazione ha dei costi insostenibili,
    > copia/incolla, giustificato, grassetto, i bordi,
    > la somma, le insostituibili macro. WOW,
    > inapplicabile!

    parliamo allora di workflow documentale, parliamo ad esempio di macro per la validazione dei dati sui fogli di calcolo o per l'analisi di dati, parliamo ad esempio di un software utile per creare molto rapidamente maschere e report (facendo da interfaccia magari ad un DB mysql), parliamo di chi non ha mai usato realmente un suite da ufficio in ambito aziendale. Parliamone.
  • > scusa ma mi sembra strano; i tecnici di cosa si
    > occupano: della gestione del sistema informativo,
    > dello sviluppo di applicativi o di cosa ? mi
    > sembra si stia facendo un gran
    > minestrone.

    Ho scritto che ne parlo con quelli del CED, sono ben altri che sviluppano

    > certo, infatti arrivano gli omini M$ a rubare i
    > dischi fissi durante la
    > notte.

    non dire baggianate, esiste la rete e tutti i terminali sono sempre connessi.

    Chiaro che non succede, ma potenzialmente...

    mi arrendo, purtroppo non posso essere più esaustivo, sono in una posizione delicata e non posso spiegare chiaramente



    > parliamo allora di workflow documentale, parliamo
    > ad esempio di macro per la validazione dei dati
    > sui fogli di calcolo o per l'analisi di dati,
    > parliamo ad esempio di un software utile per
    > creare molto rapidamente maschere e report
    > (facendo da interfaccia magari ad un DB mysql),
    > parliamo di chi non ha mai usato realmente un
    > suite da ufficio in ambito aziendale.
    > Parliamone.

    Dico solo che una maschera o un report in tutto quello che si fa in questa amministrazione sono solo un miraggio. L'uso dei database in ufficio è un miraggio.

    Il 99% di quello che serve sono semplici files di testo per cui il massimo della difficoltà possono essere le tabelle e dei semplici fogli di calcolo (niente di complesso)

    se vogliamo parlare di bilancio il tutto non giustifica minimamente la spesa per le licenze per l'intera suite office e windows come OS.

    da qualche anno si stanno dando da fare con delle applicazioni web (niente di complesso) che potrebbero essere tranquillamente sviluppate con un sistema LAMP.



    Se ci fossero delle particolari esigenze irrisolvibili vi darei anche ragione, ma qua ci si impegna proprio per buttare i soldi, quelli che paghiamo tutti noi con le tasse.

    Poi contenti voi...
    non+autenticato
  • cliente: "il mio OS e' linux, hai una versione del TUO prodotto per il MIO sitema operativo?"

    Fornitore: "no, non ce l'ho, devi installare Windows"

    Cliente caporale: "va bene, lo faccio subito"

    Cliente uomo: "o vendi quello che io voglio comprare o ti levi dai coglioni"
    non+autenticato
  • - Scritto da: iome
    > cliente: "il mio OS e' linux, hai una versione
    > del TUO prodotto per il MIO sitema
    > operativo?"
    >
    > Fornitore: "no, non ce l'ho, devi installare
    > Windows"
    >
    > Cliente caporale: "va bene, lo faccio subito"
    >
    > Cliente uomo: "o vendi quello che io voglio
    > comprare o ti levi dai
    > coglioni"

    Fornitore: "Tieni questa copia omaggio di LAMP for Dummies e buona fortuna. Chiamami se cambi idea."

    ~exeunt~
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > - Scritto da: iome
    > > cliente: "il mio OS e' linux, hai una versione
    > > del TUO prodotto per il MIO sitema
    > > operativo?"
    > >
    > > Fornitore: "no, non ce l'ho, devi installare
    > > Windows"
    > >
    > > Cliente caporale: "va bene, lo faccio subito"
    > >
    > > Cliente uomo: "o vendi quello che io voglio
    > > comprare o ti levi dai
    > > coglioni"
    >
    > Fornitore: "Tieni questa copia omaggio di LAMP
    > for Dummies e buona fortuna. Chiamami se cambi
    > idea."
    >
    > ~exeunt~

    cliente: "non serve, ce l'ho gia'. E fai pure a meno di lasciare il tuo numero di telefono."
    non+autenticato