Claudio Tamburrino

Australia, allontanata la Cina di Huawei

L'azienda non può partecipare alla costruzione delle nuove infrastrutture di Rete nazionali: al centro questioni di sicurezza sollevate dagli attacchi informatici di matrice cinese

Roma - L'Australia ha deciso di escludere Huawei dalla gara per poter partecipare ai lavori di costruzione della rete nazionale di connettività ad alta velocità. A preoccupare le autorità australiane è il pericolo incarnato dalla minaccia informatica cinese: per questo l'azienda cinese non potrà dunque presentare la sua offerta relativamente al bando per la costruzione dell'infrastruttura nazionale Internet ad alta velocità.

In particolare, dunque, Huawei pagherebbe la sua proprietà cinese: alla Cina condurrebbero alcuni indizi legati (e fermamente smentiti da Pechino) a diversi attacchi informatici condotti contro paesi e aziende occidentali. Nel dettaglio, poi, secondo un rapporto del Dipartimento della Difesa statunitense, Huawei avrebbe legami con i militari dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese.

Il Primo Ministro australiano Julia Gillard ha dichiarato che si tratta di una scelta "prudenziale" per un progetto cruciale a livello nazionale, che punta a collegare il 93 per cento delle abitazioni e dei posti di lavoro australiani con la fibra ottica.
Huawei ha naturalmente espresso disappunto per la decisione: opera in Australia dal 2004 collaborando con i principali carrier locali, ma ha riferito che "continuerà ad essere aperta e trasparente ed a lavorare per cercare di portare le rassicurazioni necessarie circa la sicurezza della nostra tecnologia".

Nonostante le buone intenzioni dell'azienda cinese, peraltro, anche Symantec ha interrotto la collaborazione che da anni la legava ad essa: la paura è che i legami di Huawei con Pechino possano compromettere anche i suoi affari negli Stati Uniti, dove si parla di un controllo sempre più stretto sui privati che collaborano con il governo. Per questo ora teme che l'alleanza con l'azienda cinese le costi importanti commissioni pubbliche che comportano il passaggio di informazioni riservate.

Claudio Tamburrino
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9 Commenti alla Notizia Australia, allontanata la Cina di Huawei
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  • ..chi glielo dice a Monti?
    http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201203271...

    Considerando invece la recente notizia del record di velocità ottenuto a Pisa, per conto della Ericsson e su aiuto spagnolo, uno si rende conto del perchè l'Italia deve andare chiedere l'elemosina in Cina, invece di partecipare a queste gare con tecnologie avanzatissime nei paesi che ancora hanno da spendere
    non+autenticato
  • Anche se glielo dici non lo capirà. A suo tempo regalammo la Olivetti perchè non era un'azienda strategica ... l'Italia era avanti nel settore computer, ma i politici che abbiamo tecnici e non quando parlano di sviluppo pensano solo alla costruzione di strade e case ... Deluso
    non+autenticato
  • E bravi gli australiani. io farei anche analisi a campione su tutti gli apparati di rete che arrivano dalla cina: router, switch, etc. hai visto mai che si arrivi a trovare °qualche° chip che fa piu' di quello per cui e' stato venduto...
    non+autenticato
  • il problema è che un chip non lo puoi analizzare così facilmente ( non c'è modo di guardarlo fisicamente e capire se c'è qualcosa di occultato )

    i chip spioni in genere sono passivi, per cui non mostrano la loro faccia oscura finchè non vengono contattati da remoto

    ovviamente, essendo dei chip, è fuori discussione pensare di metterli sotto scacco tramite un'analisi via software
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > il problema è che un chip non lo puoi analizzare
    > così facilmente ( non c'è modo di guardarlo
    > fisicamente e capire se c'è qualcosa di occultato
    > )
    >
    > i chip spioni in genere sono passivi, per cui non
    > mostrano la loro faccia oscura finchè non vengono
    > contattati da
    > remoto
    >
    > ovviamente, essendo dei chip, è fuori discussione
    > pensare di metterli sotto scacco tramite
    > un'analisi via software

    FBI ha gia' fatto cose come bloccare 10.000 pc di provenienza cinese destinati a agenzie governative per andare a verificare a campione i microchip.
    krane
    22544
  • - Scritto da: collione
    > il problema è che un chip non lo puoi analizzare
    > così facilmente ( non c'è modo di guardarlo
    > fisicamente e capire se c'è qualcosa di occultato
    > )

    radiografie, microscopio elettronico, etc. Ovvio che si tratta di analisi sofisticate, non le fa certo mai zia Maria.


    > i chip spioni in genere sono passivi, per cui non
    > mostrano la loro faccia oscura finchè non vengono
    > contattati da remoto

    > ovviamente, essendo dei chip, è fuori discussione
    > pensare di metterli sotto scacco tramite
    > un'analisi via software

    esatto, devi vederne la parte hardware, come dicevo sopra.
    non+autenticato
  • - Scritto da: attonito

    >
    > radiografie, microscopio elettronico, etc. Ovvio
    > che si tratta di analisi sofisticate, non le fa
    > certo mai zia
    > Maria.
    >

    considerate le informazioni che si possono ottenere da simili analisi e la complessità dei chip, le probabilità di trovare una backdoor in questo modo sono prossime allo zero

    l'unico modo è quello degli honeypot, cioè mettere il dispositivo in un ambiente fake simile a quello in cui dovrebbe operare e poi collegarlo a dei data logger

    dopo un tot di tempo ( probabilmente mesi ) si può sapere se trasmette/riceve cose strane o meno
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > - Scritto da: attonito
    >
    > >
    > > radiografie, microscopio elettronico, etc.
    > Ovvio
    > > che si tratta di analisi sofisticate, non le
    > fa
    > > certo mai zia
    > > Maria.
    > >
    >
    > considerate le informazioni che si possono
    > ottenere da simili analisi e la complessità dei
    > chip, le probabilità di trovare una backdoor in
    > questo modo sono prossime allo
    > zero
    >
    > l'unico modo è quello degli honeypot, cioè
    > mettere il dispositivo in un ambiente fake simile
    > a quello in cui dovrebbe operare e poi collegarlo
    > a dei data
    > logger
    >
    > dopo un tot di tempo ( probabilmente mesi ) si
    > può sapere se trasmette/riceve cose strane o
    > meno


    a questo punto ci si fa i chip in casa (cioe' nazione per nazione, magari tanto vale farle su fpga) e fanculo ai cinesi.
    non+autenticato
  • Si craccano a livello industriale sistemi radio ... ci vuole solo tempo e gente preparata.
    non+autenticato