Mauro Vecchio

Germania, RapidShare distruggerà i collegamenti pirata?

La decisione del giudice di Amburgo: la piattaforma di file hosting non dovrà filtrare i contenuti caricati dagli utenti. Ma monitorare i link in entrata provenienti da siti terzi. Ci sarà un ricorso

Roma - In principio, la testata online TorrentFreak raccontava la decisione di una corte regionale di Amburgo, che avrebbe obbligato la piattaforma di file hosting RapidShare a monitorare costantemente le attività di caricamento dei file da parte dei suoi utenti. In altre parole, al cyberlocker sarebbe stato imposto un meccanismo di filtraggio dei contenuti per prevenire le violazioni del copyright.

La vicenda appariva confusa, dal momento che nessuno aveva ancora diramato il testo del verdetto. È stata ora la stessa redazione di TorrentFreak a spiegare meglio la decisione del giudice tedesco, a partire da un documento ufficiale che non risulta attualmente consultabile a livello pubblico. La corte di Amburgo avrebbe in primis dichiarato legale il business digitale condotto da RapidShare.

Profonda soddisfazione da parte del CEO Alexandra Zwingli, che ha sottolineato come il giudice locale abbia seguito in pieno la linea della difesa. Ad aprire il fuoco legale erano stati i vertici della collecting society tedesca GEMA, supportata dagli editori locali De Gruyter e Campus. Il cyberlocker avrebbe permesso il caricamento illecito di materiale in violazione del diritto d'autore.
Ma, almeno stando al testo visionato dalle parti in causa, RapidShare non ha raccolto una piena vittoria in aula. Sebbene non obbligata a filtrare i contenuti degli utenti, la piattaforma dovrebbe invece monitorare costantemente i siti terzi che linkano il materiale illecito presente sul sito. I responsabili del cyberlocker dovrebbero così rendere inaccessibili questi specifici file.

"È esattamente quello che facciamo da anni - ha continuato Zwingli - Se il nostro team antiabusi identifica un link per il download di un contenuto caricato illegalmente sui server di RapidShare, il file in questione viene immediatamente bloccato". Non è però chiaro come faranno i responsabili del sito ad identificare e giudicare tutti i link in entrata ospitati sui siti terzi.

E se il CEO Zwingli ha mostrato una certa sicurezza sulla fattibilità della cosa, i legali del cyberlocker hanno annunciato il ricorso presso la Corte Suprema in terra tedesca. "Lo facciamo di comune accordo perché è nostro interesse mantenere un servizio pulito". In sostanza, RapidShare non vorrebbe essere obbligata a controllare i siti terzi, un'imposizione considerata "dubbia da un punto di vista legale".

Mauro Vecchio
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25 Commenti alla Notizia Germania, RapidShare distruggerà i collegamenti pirata?
Ordina
  • incompetenti portano avanti persone loro pari ... prevedo decenni di scarico selvaggio ... Rotola dal ridere
    la cosa positiva è che adesso i bimbominkia che cercano qualcosa non la trovano più e c'è più banda disponibile.. Sorride
    non+autenticato
  • chissa perchè i siti furbi usano anonimizzatori come anonym.to per linkare i contenuti...
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Come spesso accade, e questo in tutto il
    mondo, chi sentenzia non è competente per
    farlo oppure è del tutto ignorante nella
    materia che viene dibattuta.
    Evidentemente siamo difronte al ennesimo
    caso del genere.
  • No, Google non c'entra proprio una mazza.
    Qui si parla di sito ove il link RS è postato.
    Non facciamo confusione.

    Ad ogni modo, è una caxxata.

    A me basterebbe che RS avesse una procedura e tempi certi per la gestione delle segnalazioni, utilizzabile non solo per violazioni (C).

    L'imposizione di verifiche preventive assolutamente no, ma (esempio) se il contenuto che segnalo presente nel server A01 fosse memorizzato anche nel server A02, RS dovrebbe rimuoverlo da entrambi. Se non lo facesse vorrebbe dire prendere per il ciulo! Un po' come per il caso MU.
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > i tempi sono dettati dal DMCA, non da RS.
    >

    Rapidsahare non è americana, quindi il DMCA non c'entra.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: Dottor Stranamore
    > > - Scritto da: unaDuraLezione
    > > > i tempi sono dettati dal DMCA, non da
    > RS.
    > > >
    > >
    > > Rapidsahare non è americana, quindi il DMCA
    > non
    > > c'entra.
    >
    > Sì, certo.
    > Vallo a dire al tizio tedesco con sede hong kong
    > e residenza in nuova
    > zelanda.
    > ROTFL.


    Il tizio non ha sede a hong kong, al massimo l'azienda ha la sede e lui ha la residenza in Nuova Zelanda. La sai quale è la differenza? Che la Nuova Zelanda aveva accordi per l'estradizione diversi dai paesi a quali si appoggia Rapidshare. Fesso lui a non essersi informato.
    Quindi sì il DMCA non c'entra.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: Dottor Stranamore

    > Rapidsahare non è americana, quindi il DMCA non
    > c'entra.

    ma visto che è rapidshare .com ...

    http://punto-informatico.it/3470255/PI/News/usa-do...

    http://punto-informatico.it/3397763/PI/News/uk-dol...
    non+autenticato
  • - Scritto da: i puntini sulle i
    > - Scritto da: Dottor Stranamore
    >
    > > Rapidsahare non è americana, quindi il DMCA
    > non
    > > c'entra.
    >
    > ma visto che è rapidshare .com
    >

    > ...
    >
    > http://punto-informatico.it/3470255/PI/News/usa-do
    >

    Un motivo in più per chiudere Internet visto che è in mano degli americani. Comunque meglio cambiare dominio che andare in galera.

    > http://punto-informatico.it/3397763/PI/News/uk-dol

    Lo conoscevo già e comunque come ho detto sopra dipende dai trattati che un paese ha con gli Stati Uniti. Nel caso di Rapidshare ci avevano già provato ed è andata buca.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: i puntini sulle i
    > > - Scritto da: Dottor Stranamore
    > >
    > > > Rapidsahare non è americana, quindi il
    > DMCA
    > > non
    > > > c'entra.
    > >
    > > ma visto che è rapidshare .com
    > >

    > > ...
    > >
    > >
    > http://punto-informatico.it/3470255/PI/News/usa-do
    > >
    >
    > Un motivo in più per chiudere Internet visto che
    > è in mano degli americani.

    A qualcuno farebbe molto comodo che venisse chiusa. Ma Internet rimane operativa. Il "qualcuno" si rassegni.

    > Comunque meglio
    > cambiare dominio che andare in
    > galera.
    >

    Appunto: visto l'andazzo si cambia dominio. Tanto difficile?

    > >
    > http://punto-informatico.it/3397763/PI/News/uk-dol
    >
    > Lo conoscevo già e comunque come ho detto sopra
    > dipende dai trattati che un paese ha con gli
    > Stati Uniti.

    evidenzio questo passo:
    "Ma le autorità statunitensi hanno ribadito quanto già affermato in passato: tutti i domini .com, .org o .net sono sequestrabili perché soggetti alle leggi federali di Washington."
    da:
    http://punto-informatico.it/3470255/PI/News/usa-do...

    > Nel caso di Rapidshare ci avevano
    > già provato ed è andata
    > buca.

    Rapidshare dev'essersi comunque presa una bella strizza, visto che subito dopo il caso megaupload ha limitato drasticamente la velocità di download degli utenti free a 30 kB/s e continua a mantenerla tale, a differenza di altri "colleghi" tipo fileserve che nelle immediate settimane successive impedivano addirittura lo sharing ma ora, passata la bufera, sono già tornati a regime.
    non+autenticato