Gabriele Niola

WebTheatre/ YouTube, il disastro della diretta

di G. Niola - Non sono Internet, o i formati di Internet, a fare la differenza. Quando si usa YouTube come un mezzo di espressione canonico, industriale, il prodotto è inesorabilmente trito

Roma - Quello che è successo ieri sera alle 22 italiane (poi si ritornerà sulla storia degli orari di trasmissione) ha dello storico. Si tratta della prima trasmissione dal vivo di un canale ufficiale di YouTube. Sebbene il Tubo ne abbia già fatti parecchi di Live, musicali e non (la funzione della diretta, inattiva in Italia, è disponibile da tempo negli USA), questa volta si tratta della messa online del primo episodio di una trasmissione giornaliera di uno dei canali ufficiali (e co-finanziati) che un anno fa erano stati promessi da Google. Si tratta di My Damn Channel LIVE, versione in diretta di uno dei siti di produzione di video per la rete più popolari di sempre, una volta affezionato ai propri player proprietari e da poco convertitosi al verbo di YouTube, fino addirittura ad avere uno dei canali ufficiali (per le cui trasmissioni ha comprato un appartamento al centro di New York). YouTube e My Damn Channel hanno insomma ha fatto la televisione, hanno realizzato un programma e l'hanno mandato in diretta per 30 minuti, facendolo sembrare uno sforzo epico.



Il risultato è stato un disastro e ha dimostrato, una volta di più, che il punto non è il mezzo quanto le persone. Non è YouTube a fare la differenza o Internet o i video di durata breve, ma il fatto che a questa forma produttiva abbiano partecipato e stiano partecipando le intelligenze più scaltre e vi si stiano interessando i talenti più fulgidi. Quando invece diventa mezzo d'espressione canonico, sottoposto alle consuete leggi del successo obbligato e della produzione industriale, il risultato non è differente da quanto abbiamo sempre visto.
Per mezz'ora Beth Hoyt ha salutato gli utenti, introdotto diverse brevi puntate da classiche webserie vecchie e nuove di MyDamnChannel e ha parlato un po', in un salottino di banalità degne dei migliori canali della vecchia televisione, con Jon Glaser (comico televisivo che solitamente lavora con Conan O 'Brian, recentemente sfrattato dalla tv e ora online su un proprio canale).
Le webserie presentate oscillavano dal massimo del già visto (il primo episodio della nuova stagione di Wainy Days, di cui avevamo parlato qua) al massimo dell'atteso (You Rock at Photoshop seguito, a 4 anni di distanza, della fortunatissima You Suck at Photoshop, che raccontammo qua), il tutto in ossequio alle più trite regole dello show business televisivo, davanti ad una scenografia da programma di MTV e non vergognandosi delle peggiori bassezze messe in scena per conquistare il pubblico (Beth Hoyt che finge, seriamente, di ricevere un "inatteso" SMS da Jon Glaser dopo l'intervista).

Nemmeno le view (non disponibili al momento) sembrano aver premiato l'iniziativa, almeno a giudicare dall'interazione su Twitter (quasi inesistente). Forse non ha giovato l'orario di messa online. Lo show è partito alle 16, ora di New York, cioè alle 13, ora di Los Angeles, ovvero in un arco tra le 20 e le 22 in Europa (in contemporanea con la partita di Champions League Barcellona - Milan, non il massimo).

Un flop di contenuti e di interazione come raramente se ne erano visti al lancio di una simile iniziativa (a cui, va detto, YouTube non ha molto partecipato in termini di buzz, forse intuendo la possibile debacle). In una forma audiovisiva, quella delle produzioni per la rete, in cui show a metà tra il tradizionale e l'innovativo come Rocketboom dovrebbero fare da punto di riferimento, realizzare una brutta puntata di un qualsiasi show di MTV degli anni '90 ha dell'imperdonabile.

La cosa è tanto più incredibile (e deprimente) se si considera chi sia il Director of Content di My Damn Channel, quel Jesse Cowell che con due webserie straordinarie come Status: Kill e Drawn By Pain sembrava destinato ad essere uno dei primi veri "autori" del mondo dell'audiovisivo in rete.



Gabriele Niola
Il blog di G.N.

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11 Commenti alla Notizia WebTheatre/ YouTube, il disastro della diretta
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  • Mi trovo perfettamente d'accordo con Gabriele, non è il mezzo ma sono i contenuti, a fare la differenza. Del resto non so chi pensasse seriamente che Youtube e i social network in generale fossero qualcosa di più e di diverso da un "mezzo", per l'appunto.

    Anzi, forse è vero addirittura il contrario, ovvero che certi contenuti in TV hanno ancora un minimo di seguito (vedi certi reality) mentre in rete vengono regolarmente bistrattati, in quanto il popolo del web forse è più critico e smaliziato.

    Sì, è vero che sul tubo ci sono video osceni con milioni di visite, con mode scatenate dal nulla e apparentemente ingiustificate, ma alla base c'è sempre stata un'idea diversa dal solito e originale.
  • Per quanto mi riguarda la diretta è morta... mi sto scervellando per pensare all'ultimo programma in diretta che abbia guardato (che non sia un evento sportivo). Film, serie (tv e web)... contenuti che preferisco scaricare e guardare quando voglio io; l'idea stessa di un programma con un conduttore mi fa venire l'orticaria.
  • Mi sembra comunque molto meno imbarazzante del 99% degli show di intrattenimento Mediaset e RAI... ma MOLTO eh... Anonimo
    non+autenticato
  • A me sembra assolutamente la stessa merda. D'altronde la TV commerciale l'abbiamo importata da loro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: dario
    > A me sembra assolutamente la stessa merda.
    > D'altronde la TV commerciale l'abbiamo importata
    > da
    > loro

    Hai ragione in parte. Negli USA ci sono anche canali che fanno programmi di intrattenimento e di divulgazione scientifica fatti bene: Discovery Channel, Turner Classic Movies, National Geographic Channel, tanto per citarne alcuno. In Italia invece?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il post che sto inserendo
    > - Scritto da: dario
    > > A me sembra assolutamente la stessa merda.
    > > D'altronde la TV commerciale l'abbiamo importata
    > > da
    > > loro
    >
    > Hai ragione in parte. Negli USA ci sono anche
    > canali che fanno programmi di intrattenimento e
    > di divulgazione scientifica fatti bene: Discovery
    > Channel, Turner Classic Movies, National
    > Geographic Channel, tanto per citarne alcuno. In
    > Italia
    > invece?

    Discovery Channel fa pietà. Sembra fatto per un pubblico di ritardati, continuano a ripetere in continuazione le stesse cose. Stessa cosa per History Channel, non l'hai citato ma anche quello è da mettersi le mani nei capelli.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: Il post che sto inserendo
    > > - Scritto da: dario
    > > > A me sembra assolutamente la stessa
    > merda.
    > > > D'altronde la TV commerciale l'abbiamo
    > importata
    > > > da
    > > > loro
    > >
    > > Hai ragione in parte. Negli USA ci sono anche
    > > canali che fanno programmi di
    > intrattenimento
    > e
    > > di divulgazione scientifica fatti bene:
    > Discovery
    > > Channel, Turner Classic Movies, National
    > > Geographic Channel, tanto per citarne
    > alcuno.
    > In
    > > Italia
    > > invece?
    >
    > Discovery Channel fa pietà. Sembra fatto per un
    > pubblico di ritardati, continuano a ripetere in
    > continuazione le stesse cose

    Eh? "A ripetere le stesse cose"? Ma dove?

    E scusa se non è al livello di trasmissioni come "Mistero" e "Voyager" eh, scusa... in effetti in Italia sì che fanno le cose bene...
    non+autenticato
  • Ma servizio pubblico e la rete La 7, fanno video in diretta su youtube...
    Sgabbio
    26177
  • Sono eventi specialissimi, non qualcosa a cui può accedere un utente, nemmeno se partner
  • - Scritto da: Gabriele Niola
    > Sono eventi specialissimi, non qualcosa a cui può
    > accedere un utente, nemmeno se
    > partner

    Revision 3 ha fatto delle dirette e sono stati partner per un po' di tempo (ora non so perché youtube successivamente ha cambiato le regole e loro non potevano più usarlo). Eventi speciali o no vuol dire che comunque quella citata nell'articolo non è la prima diretta.

    Io comunque, pur leggendo numerosi siti americani, non ne sapevo niente e così il resto del mondo, quindi è normale che sia stato un flop.
    non+autenticato
  • Come sta scritto nell'articolo non é la prima diretta in assoluto ma la prima tarsmissione regolare che viene messa online in diretta. che è diverso. l'evento può avere ragioni precise per richiedere il live, uno show quotidiano ne ha altre.

    Quanto alla mancata promozione lo scrivo parlando dello scarso entusiasmo di YouTube che pure nella cosa ci ha investito