Alfonso Maruccia

Jeff Bezos e i motori spaziali in fondo al mar

Il gran capo di Amazon annuncia il ritrovamento dei colossali motori usati da NASA per spingere la missione Apollo 11 fuori dall'atmosfera terrestre. Ora si fanno progetti per un tentativo di recupero

Roma - Una nuova scoperta sul fondo dell'oceano alimenta il sogno spaziale di Jeff Bezos: il fondatore e CEO di Amazon ha annunciato di aver individuato la posizione esatta dei razzi F-1 usati per spingere la missione Apollo 11 - quella che portò i primi uomini sulla Luna - fuori dall'atmosfera terrestre.

Scaturito da un progetto di "caccia sottomarina" avviato circa un anno fa con professionisti del settore, dice Bezos, il ritrovamento è stato ottenuto grazie a tecnologie sonar di profondità "allo stato dell'arte": i motori F-1 si trovano sul fondo oceanico al largo della Florida, dove hanno "riposato" per gli ultimi 40 anni coperti da oltre 4.000 metri di acqua salata.

Gli "engine" individuati dal team di Bezos sono in assoluto i motori propulsivi più potenti sin qui mai realizzati: collegati al primo stadio del mastodontico razzo Saturn V che portò nello spazio la crew dell'Apollo 11, i 5 motori "spinsero" per 165 secondi facendo percorrere alla missione i primi 67 chilometri del suo viaggio di oltre 380mila chilometri verso il satellite terrestre.
Posto che siano ancora in buone condizioni, Bezos intende recuperare i motori F-1 con l'obiettivo di restaurarli e donarli alle istituzioni museali statunitensi (lo Smithsonian è il primo della lista di possibili candidati) per l'esposizione al pubblico.

Alfonso Maruccia
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