Mauro Vecchio

AGCOM: il regolamento entro maggio

Cioè entro la fine del mandato degli attuali membri dell'Autorità. A confermarlo è stato lo stesso presidente Calabrò. Colpo di scena dopo le ultime audizioni in Senato

Roma - "AGCOM va avanti sul regolamento per il diritto d'autore. Visto che 4 commissari su 8 lo chiedono, il regolamento sarà posto all'ordine del giorno del Consiglio e sarà adottato". Così il presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Corrado Calabrò, intervenuto davanti alla commissione bicamerale sulla contraffazione e la pirateria.

Dichiarazioni a sorpresa, dopo l'ultima apparizione dello stesso Calabrò davanti alle Commissioni Cultura e Comunicazione del Senato. Il presidente di AGCOM sembrava infatti voler attendere una norma di legge predisposta dalla Presidenza del Consiglio che legittimerebbe AGCOM all'azione e ne definirebbe competenza e poteri in materia di diritto d'autore.

"L'abbiamo attesa per mesi - ha ora spiegato Calabrò - non perché fossimo insicuri della nostra competenza o del nostro schema di regolamento, ma per rispetto del Parlamento. Dal fronte parlamentare non è però venuto nulla di organico". Il presidente ha dunque assicurato che il tanto chiacchierato schema di regolamento sul diritto d'autore verrà adottato entro la fine del mandato dell'attuale vertice di AGCOM.
In sostanza, entro la prossima metà di maggio. "La strada che stiamo cercando di percorrere non prevede alcuna responsabilità preventiva dei fornitori di servizi, coerentemente con quanto previsto dalla direttiva", ha poi concluso il Presidente.

"Si tratta dell'ennesima grave violazione del rapporto tra Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e Parlamento che ormai compromette definitivamente l'affidabilità e l'indipendenza di tale autorità - si legge in un comunicato diramato da Agorà Digitale - Ora è fondamentale che il Parlamento intervenga".

Mauro Vecchio
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16 Commenti alla Notizia AGCOM: il regolamento entro maggio
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  • Dopo la svista di Telecom, Fastweb, Vodafone e via dicendo nel rendere vulnerabili le reti wifi dei loro router, con chiavi lunghe ed apparentemente complesse, ma di fatto basandosi su algoritmi calcolabili dall'esterno delle reti ssid, mac address e via dicendo, quasi obbligando l'utente ad utilizzare il proprio router, come farebbero a capire chi realmente sta utilizzando quella linea internet?
    Poi ancora si trovano reti wifi senza alcuna protezione, in tal caso andrebbero risolte prima queste cose.
    La pirateria è diventata una cattiva abitudine che riguarda tutti, da chi porta la divisa, lavora in fabbrica, a chi è seduto in consigli comunali.
    Le pubblicità ideate per contrastare questo fenomeno sono state sempre ridicole e surreali.
    L'affitto di un film non può costare 4 euro online, ma 0,99 euro circa.
    Poi chi ha un p2p acceso 24/7 genera un traffico spaventoso rispetto ad un utente che naviga tra youtube, google e via dicendo.
    Dovrebbero prima comparare internet ad un automobile e meditare sulla rete wifi, cosa è, come va protetta e quanto sarebbe protetta.
    Un'altra cosa che potrebbe ostacolare un controllo sul collegamento internet sono i virus.
    Un virus può fare qualsiasi cosa in background, spiare (anche se li chiamano spyware poi) visitare siti e banners, download ed upload di qualsiasi materiale e compromettere l'intera sicurezza del sistema utilizzato fino a provocare danni al sistema operativo e parti di esso, in rari casi anche all'hardware.

    In conclusione ci sono troppe cose contrastanti con l'idea di Agcom.
    Il suo progetto richiede prima un'istruzione globale dell'utenza di internet, le reti wifi per esempio non possono essere lasciate aperte oppure con gravi problemi di vulnerabilità.
    Perderebbero un sacco di tempo dietro falsi allarmi.
    Oscurare siti adesso diciamo che un po' funziona perchè non tutti usano un proxy.
    Ma se lo faranno più frequentemente, il proxy diventerebbe molto più utilizzato fino ad azzerare l'efficacia di tale strategia.
    Secondo me è tardi per dire stop alla pirateria, è come dire agli italiani stop con la pastasciutta non si mangia più.
    Si devono creare alternative allettanti e giustificate.
    I videogiochi in multiplayer per esempio vendono molte copie proprio perchè richiedono l'originalità per accedere al loro network.
    Aspettarsi che oggi, con la crisi in atto, le famiglie che realmente hanno problemi a spendere, si mettano a comprare film e musica originali in massa, a fare la fila come per l'ipad 3, beh scordatevelo è fantascienza.
    La pirateria si è solo intensificata con internet, anzi si è "giustificata" perchè nessuno ha fatto realmente nulla, è stata strumentalizzata per far crescere l'interesse pubblico verso internet, prima dei social network.
    Se si vuole realmente fare qualcosa, va fatto in modo graduale ed intelligente non azzardando ridicole accuse verso la massa.
    Vediamo questi tecnici cosa hanno in mente... sperando che terranno presente la reale situazione ad oggi.
  • - Scritto da: davidepsy
    > Dopo la svista di Telecom, Fastweb, Vodafone e
    > via dicendo nel rendere vulnerabili le reti wifi
    > dei loro router, con chiavi lunghe ed
    > apparentemente complesse, ma di fatto basandosi
    > su algoritmi calcolabili dall'esterno delle reti
    > ssid, mac address e via dicendo, quasi obbligando
    > l'utente ad utilizzare il proprio router, come
    > farebbero a capire chi realmente sta utilizzando
    > quella linea
    > internet?
    > Poi ancora si trovano reti wifi senza alcuna
    > protezione, in tal caso andrebbero risolte prima
    > queste
    > cose.
    > La pirateria è diventata una cattiva abitudine
    > che riguarda tutti, da chi porta la divisa,
    > lavora in fabbrica, a chi è seduto in consigli
    > comunali.
    > Le pubblicità ideate per contrastare questo
    > fenomeno sono state sempre ridicole e
    > surreali.
    > L'affitto di un film non può costare 4 euro
    > online, ma 0,99 euro
    > circa.
    > Poi chi ha un p2p acceso 24/7 genera un traffico
    > spaventoso rispetto ad un utente che naviga tra
    > youtube, google e via
    > dicendo.
    > Dovrebbero prima comparare internet ad un
    > automobile e meditare sulla rete wifi, cosa è,
    > come va protetta e quanto sarebbe
    > protetta.
    > Un'altra cosa che potrebbe ostacolare un
    > controllo sul collegamento internet sono i
    > virus.
    > Un virus può fare qualsiasi cosa in background,
    > spiare (anche se li chiamano spyware poi)
    > visitare siti e banners, download ed upload di
    > qualsiasi materiale e compromettere l'intera
    > sicurezza del sistema utilizzato fino a provocare
    > danni al sistema operativo e parti di esso, in
    > rari casi anche
    > all'hardware.
    >
    > In conclusione ci sono troppe cose contrastanti
    > con l'idea di
    > Agcom.
    > Il suo progetto richiede prima un'istruzione
    > globale dell'utenza di internet, le reti wifi per
    > esempio non possono essere lasciate aperte oppure
    > con gravi problemi di
    > vulnerabilità.
    > Perderebbero un sacco di tempo dietro falsi
    > allarmi.
    > Oscurare siti adesso diciamo che un po' funziona
    > perchè non tutti usano un
    > proxy.
    > Ma se lo faranno più frequentemente, il proxy
    > diventerebbe molto più utilizzato fino ad
    > azzerare l'efficacia di tale
    > strategia.
    > Secondo me è tardi per dire stop alla pirateria,
    > è come dire agli italiani stop con la
    > pastasciutta non si mangia
    > più.
    > Si devono creare alternative allettanti e
    > giustificate.
    > I videogiochi in multiplayer per esempio vendono
    > molte copie proprio perchè richiedono
    > l'originalità per accedere al loro
    > network.
    > Aspettarsi che oggi, con la crisi in atto, le
    > famiglie che realmente hanno problemi a spendere,
    > si mettano a comprare film e musica originali in
    > massa, a fare la fila come per l'ipad 3, beh
    > scordatevelo è
    > fantascienza.
    > La pirateria si è solo intensificata con
    > internet, anzi si è "giustificata" perchè nessuno
    > ha fatto realmente nulla, è stata
    > strumentalizzata per far crescere l'interesse
    > pubblico verso internet, prima dei social
    > network.
    > Se si vuole realmente fare qualcosa, va fatto in
    > modo graduale ed intelligente non azzardando
    > ridicole accuse verso la
    > massa.
    > Vediamo questi tecnici cosa hanno in mente...
    > sperando che terranno presente la reale
    > situazione ad
    > oggi.

    La pirateria si è giusticata, perchè la contro parte si è dimostrata disumana, ignorate e arrogante, pretendendo l'impossibile in un epoca in cui, molte di queste pretese hanno un assurdo, come pochi.
    L'unico modo intelligente per ridurre la pirateria e abbassare la soglia dei potenziali acquirenti, basti guardare nel regno unito quando costano i videogiochi rispetto a noi, per intenderci.
    Sgabbio
    26178
  • Chiedo aiuto alla community per avere una spiegazione della frase "potrà essere chiesto ai provider di non TRASPORTARE contenuti". Come fa Telecom o Wind a capire che tipo di dati passano nelle connessioni dei loro abbonati? Vuol dire che l'Agicom può chiedere di filtrare (di nuovo) le connessioni alle reti p2p? Così è poco chiaro, la frase è lacunosa.
    A livello tecnico informatico, che tipo di enforcement possono attivare?
    Forse si tratta solo di aspettare e vedere che succederà di diverso usando internet come sempre.
  • In I italia per politici e governi tecnici l'unico sviluppo in grado di immaginare è fare strade e case ... Triste
    non+autenticato
  • A tarallucci e vino... come tutte le cose italianeA bocca aperta
    non+autenticato
  • e poi se la filano. In pura salsa italiota.

    Questo paese è condannato.
    non+autenticato
  • Non demoralizzarti. Guarda che prima che arrivi maggio ne possono succedere di cose.

    Nonostante auspichi che venga adottato, ma vorrei anche leggere il testo finale, ho la netta sensazione che succederà un qualche cosa che permetterà a Calabrò di dire: non ci siamo riusciti e non è colpa mia! Come dici tu, in pura salsa italiota.
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