Mauro Vecchio

Consiglio d'Europa, consigli per la Rete

Due raccomandazioni per tutelare i diritti dei netizen su motori di ricerca e social network. Trasparenza, libero accesso all'informazione, tutela della privacy. Le tematiche più delicate

Roma - Tutelare al massimo principi fondamentali come il libero accesso all'informazione e il diritto al rispetto della privacy di milioni di netizen nel Vecchio Continente. I membri del Consiglio d'Europa hanno così diramato due diverse raccomandazioni per la protezione dei diritti umani su motori di ricerca e piattaforme di social networking.

Il primo pacchetto di linee guida riguarda tutti quegli operatori web che forniscono agli utenti servizi di ricerca. In particolare, i vari search engine dovrebbero aumentare il livello di trasparenza nel modo in cui viene garantito l'accesso alle informazioni attraverso le cosiddette query.

Quali sono gli effettivi criteri adottati per il ranking dei risultati di ricerca? E ancora, su quali basi un motore di ricerca stabilisce la rimozione di un determinato link? Interrogativi cruciali - almeno secondo il Consiglio d'Europa - per la tutela del libero accesso alle informazioni su Internet.
Ma c'è anche la delicata questione della privacy. La Commissione dei Ministri d'Europa ha inviato tutti gli stati membri a rispettare i diritti degli utenti nella gestione dei dati personali. Con maggiore trasparenza per quanto concerne lo sfruttamento dei cookie, degli indirizzi IP, delle varie cronologie di ricerca.

Nella seconda raccomandazione, il coinvolgimento dei social network. Strasburgo ha invitato gli stati membri a collaborare attivamente con le varie piattaforme di condivisione, per una efficace campagna informativa sui rischi per la privacy. E sempre utilizzando un linguaggio chiaro nelle policy a disposizione degli utenti.

Particolare attenzione dovrà poi essere posta sui minori, per evitare ogni contatto con contenuti e persone pericolose. I social network dovrebbero garantire meccanismi automatici per la segnalazione di materiale inappropriato, tutelando gli iscritti con opzioni chiare ed immediate per la gestione della propria identità virtuale.

Mauro Vecchio
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