Claudio Tamburrino

USA, il database dei cellulari rubati

Fortemente voluto dalla polizia per evitare che i cellulari rubati vengano sfruttati per altri crimini, vede la collaborazione di FCC e dei principali carrier

Roma - I principali carrier statunitensi (Verizon, Sprint, AT&T, T-Mobile) hanno avviato una collaborazione con il Governo degli Stati Uniti con l'obiettivo di unirsi contro il furto di cellulari.

In generale si tratta di una misura fortemente voluta dalle forze dell'ordine, che sono sempre più oberate dalle denunce legate al furto di cellulari, che secondo uno studio rappresentano i beni maggiormente sottratti oggi negli Stati Uniti: per questo le autorità si sono rivolte alla Federal Communications Commission (FCC) chiedendo di agire di concerto con i carrier.

Tuttavia il problema non è limitato al furto in sé, ma all'utilizzo che del dispositivo rubato si può fare: così, il furto di un cellulare comporta non solo un suo alto valore di riciclaggio in quanto riutilizzabile con una nuova scheda, ma anche la possibilità di perpetrare altri crimini. Il loro blocco, di conseguenza, diminuirebbe sensibilmente il valore del furto e disinnescherebbe questo meccanismo arrivando fino al punto di ridurre in generale i crimini.
Per questo le telco intendono impegnarsi per costruire nei prossimi sei mesi un database per tracciare i dispositivi di cui si è denunciato lo smarrimento o il furto, individuandoli e bloccandone il traffico dati e voce.

Si tratta di una contromossa che attualmente attuano negli Stati Uniti solo Verizon e Sprint Nextel (entrambi grazie all'impiego di CDMA che permette il blocco del dispositivo senza possibilità di essere riattivato) e non AT&T e T-Mobile che impiegato tecnologia GSM che identifica i dispositivi tramite la SIM, sostituibile permettendo il riutilizzo dei device.

Mentre dunque AT&T e T-Mobile stanno lavorando per trovare soluzioni interne alla loro tecnologia (magari chiedendo un'autorizzazione in più rispetto a quella della scheda per collegarsi alle loro linee), l'adozione di un database con gli identificativi dei dispositivi rubati potrebbe rappresentare un utile strumento per coordinare i vari soggetti protagonisti del settore, in modo tale da stringere il cerchio intorno al riuso dei device rubati.

Claudio Tamburrino
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7 Commenti alla Notizia USA, il database dei cellulari rubati
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  • Io credevo che, in caso ti rubassero il telefono, fosse possibile contattare il provider (o, più probabilmente, il costruttore), comunicare il codice IMEI del telefono (che è riportato sulla scatola originale, o prima di perderlo, con *#06#) e richiederne la disattivazione.
    Il che non richiederebbe nemmeno un database unico, basterebbe che ogni produttore avesse il suo, no?

    Pensavo che fosse già così da molti anni, ma (per fortuna) finora non ne ho mai avuto bisogno, e quindi non so se nel tentare la procedura si incappi in qualche intoppo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ciccio
    > Io credevo che, in caso ti rubassero il telefono,
    > fosse possibile contattare il provider (o, più
    > probabilmente, il costruttore), comunicare il
    > codice IMEI del telefono (che è riportato sulla
    > scatola originale, o prima di perderlo, con
    > *#06#) e richiederne la
    > disattivazione.
    > Il che non richiederebbe nemmeno un database
    > unico, basterebbe che ogni produttore avesse il
    > suo,
    > no?
    >
    No, se il cell rubato era usato con es. tim e il ladro lo riattiva con wind, come fa a seperlo quest'ultima che il telefono è rubato?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ciccio
    > Io credevo che, in caso ti rubassero il telefono,
    > fosse possibile contattare il provider (o, più
    > probabilmente, il costruttore),

    Che c'entra il provider?
    Semmai e' il costruttore.
    Ma il costruttore non puo' fare nulla da remoto senza sapere la sim, e il costruttore non puo' mica sapere le sim di tutto il mondo.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Ciccio
    > > Io credevo che, in caso ti rubassero il
    > telefono,
    > > fosse possibile contattare il provider (o,
    > più
    > > probabilmente, il costruttore),
    >
    > Che c'entra il provider?
    > Semmai e' il costruttore.
    > Ma il costruttore non puo' fare nulla da remoto
    > senza sapere la sim, e il costruttore non puo'
    > mica sapere le sim di tutto il
    > mondo.
    quante cose che non saiA bocca aperta
    non+autenticato
  • almeno qui in Italia esiste già!!
    Siamo troppo avantiCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • Questo blocco sarebbe stato possibile fin dal primo GSM, se non addirittura fin dal primo ETACS. Perché hanno aspettato 20 anni abbondanti?

    Cosa stiamo aspettando in Europa invece? Perché non abbiamo ancora fatto un database unico europeo o mondiale?
    non+autenticato
  • Guardate che qui in Europa, o almeno in Italia, basta comunicare il codice IMEI e il telefono viene bloccato, e lo si fa già da diversi anni. In america invece il 95% dei cellulari è fornito con contratto e l'identificativo unico è solo la SIM quindi basta cambiare quella.
    non+autenticato