Alfonso Maruccia

MIT, processori come reti telematiche

L'istituto statunitense progetta tecnologie innovative per risolvere il problema della complessità delle comunicazioni nei moderni processori multi-core. I bus dovranno lasciare il posto ai network

Roma - Per risolvere il problema delle comunicazioni tra i core dei moderni processori multi-core, i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology hanno intrapreso la strada dei network di telecomunicazioni e dei pacchetti di dati. Senza un'evoluzione tecnologica sostanziale, a parere dei ricercatori, le CPU non potrebbero progredire oltre.

Il problema, spiegano dal MIT, risiede nell'utilizzo della storica architettura di comunicazione tra core nota come "bus": le comunicazioni tra i core di un processore moderno vengono veicolate attraverso un singolo canale all'interno del chip, e al crescere della complessità del processore con un numero di core maggiore tale canale finisce per intasarsi.

Anche oggi che gli hexa-core sono divenuti un prodotto commerciale per la massa, dicono dal MIT, i core di una CPU comunicano al massimo come se fossero solo in due. E il problema è destinato a peggiorare, spiegano i ricercatori, al punto che arrivati ai processori a dieci core la difficoltà di sincronizzare i lavori computazionali rosicchierà tutti i vantaggi dovuti all'incremento di velocità e di performance teorici.
Stando a Li-Shiuan Peh, la soluzione al problema è rappresentata dall'abbandono della tradizionale interfaccia a bus per una interfaccia più moderna, basata sul funzionamento dei network telematici: in questo nuovo design, le istruzioni e i lavori dei core vengono trattati come "pacchetti di dati" a tutti gli effetti e la comunicazione avviene attraverso la scelta automatica di un percorso tra i diversi core. Il principale ostacolo all'evoluzione tecnologica del bus delle CPU, sostiene il professore del MIT, è che al momento nessuno ha idea di come trasformare le sue idee in tecnologia concreta.

Alfonso Maruccia
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6 Commenti alla Notizia MIT, processori come reti telematiche
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  • La differenza tra rete e bus è un concetto astratto finché non si descrive come è fatto il tutto: un rete può essere fatta con un unico filo e vari computer parlare tra loro a pacchetti dividendosi il tempo su quel filo oppure una rete può essere di tanti fili (un a stella o matrice) ma questa si può rendere "virtuale" appunto dividendosi il tempo su uno stesso filo.
    Quindi un bus fa lo stesso che fa una rete solo che i link fisici sono sostituiti da link logici.
    La differenza sta nel protocollo: le reti quando sono intasate a volte droppano i pacchetti e il protocollo TCP/IP ad esempio fa da tampone e li ritrasferisce mentre l'UDP li lascia. Farlo con lo scambio info tra processi in varie cpu vorrebbe dire introdurre un protocollo del genere forse.
    non+autenticato
  • il problema non è avere belle idea, queste a volte le hanno anche gli imbecilli, ma realizzarle!!
    non+autenticato
  • "Il principale ostacolo all'evoluzione tecnologica del bus delle CPU, sostiene il professore del MIT, è che al momento nessuno ha idea di come trasformare le sue idee in tecnologia concreta."

    Hahahahaha!! Ho riso per mezz'ora! E pensare che credevo che questa roba fosse una cosa seria... prima di leggere le ultime righe!

    Già che ci sono, ne approfitto per lanciare una mia proposta: potremmo far comunicare i vari core via wireless.... peccato che non ho idea di come fare!A bocca apertaA bocca apertaA bocca aperta
    non+autenticato
  • L'idea non mi sembra così male né così utopica (le limitazioni del BUS sono un dato di fatto, come le reti di computer da cui prende esempio), ora che l'idea c'è bisogna solo implementarla e dato che prende spunto da una realtà (le reti di computer) il concetto e il meccanismo di sottofondo ci sono già. Non vedo cosa ci sia da ridere.
    non+autenticato
  • L'articolo non è chiaro. Esistono da anni processori basati sul molti core che comunicano come reti di computer. L'ultimo in ordine di tempo è il http://en.wikipedia.org/wiki/TILEPro64 ma non è l'unico. Immagino che l'articolo non sia stato tradotto correttamente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Altro
    > L'ultimo in ordine di
    > tempo è il http://en.wikipedia.org/wiki/TILEPro64
    > ma non è l'unico.
    Impressionante...

    Ma ciò non toglie che l'idea di base dell'articolo ha senso: Tilera non vende certo i suoi microproc per il mercato consumer e se Intel e/o AMD dovranno adottare una qualche soluzione per aumentare l'efficienza delle comunicazioni "interne" sui nostri sistemi desktop, dovrà essere funzionale, a buon mercato e non richiedere un aumento (sensibile) dell'area del die. Quindi il problema si pone, eccome. E - ovviamente - chi dovesse lanciare per primo la sua soluzione potrebbe fare dollari a vagonate.

    Edit: ho letto gli articoli in lingua originale. In effetti l'aspetto di fondo è quello di rimuovere il bus come concetto: il bus infatti mette in comunicazione coppie di core, già quando ne hai otto o dieci comincia a diventare follia! L'idea di un "filo unico" lungo tutto il perimetro del processore e di un "router" in ogni core ha lo stesso vantaggio di un progetto (internet) che da 30 anni mostra di essere funzionale.
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    Modificato dall' autore il 12 aprile 2012 17.22
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