Claudio Tamburrino

UE, domande sull'Internet delle cose

L'Unione Europea si sta sempre più concretamente preparando a quella che ritiene essere la prossima evoluzione tecnologica: per essere preparata chiede ora ai netizen di rispondere ad una consultazione in materia

Roma - La Commissione Europea sta tirando le fila di un lungo discorso sulla normativa relativa alla "Internet delle Cose": lo fa avviando una consultazione sulle leggi necessarie nel mondo connesso.

"L'Internet di oggi - dice l'istituzione europea - offre l'accesso a contenuti e informazioni attraverso la connessione a pagine Web e altri diversi terminali (mobile, TV). La prossima evoluzione renderà possibile accedere alle informazioni collegate al nostro ambiente circostante, attraverso una generale connettività degli oggetti di tutti i giorni". La domotica, l'evoluzione dei sistemi satellitari per le auto, la tecnologia per l'assistenza sanitaria, nuove funzioni per gli smartphone in grado di interagire con i fattori e le variabili che ci circondano: tutte novità che, diventando sempre più pervasive nella quotidianità delle persone, con informazioni registrate automaticamente e macchine in costante stato di vigilanza, necessitano di essere regolamentate dalla legge.

Il procedimento legislativo affronterà il fenomeno nei suoi aspetti principali, lasciando spazio alle problematiche che questo potrà far emergere: è normale, d'altronde, che una legge arrivi in ritardo rispetto ad una novità, dal momento che rappresenta spesso una risposta della società ad una nuova evidenza rilevata. Tuttavia la Commissione sta lavorando affinché questi tempi siano molto più contenuti, affrontando subito le questioni e i possibili effetti dell'evoluzione tecnologica in particolare sulla "privacy, sulla sicurezza, sull'etica e sulla responsabilità".
Per cercare di reagire nella maniera più spedita e con le maggiori informazioni possibili, la Commissione Europea ha ora pubblicato un questionario attraverso cui intende raccogliere più visioni possibili dell'evoluzione futura e a cui chiede ai netizen di rispondere entro il prossimo 12 luglio.

A mettere il sale sulla coda dei Commissari sembrano poter essere anche gli occhiali mostrati recentemente da Google col progetto Project Glass: ancora un prototipo al di là dal divenire concreto ma che ha acceso dibattiti e messo in luce quanto la tecnologia e la connettività degli oggetti potrà influenzare la vita di tutti i giorni.

Tuttavia il percorso della Commissione parte dal lontano: già nel 2005 un rapporto dell'ONU aveva parlato delle prospettive dell'Internet delle Cose e l'UE si era iniziata ad occupare della situazione dal 2008, approvando già nel 2010 una risoluzione per favorire lo sviluppo di tecnologie legate agli oggetti connessi.

Claudio Tamburrino
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