Alfonso Maruccia

Oakley, realtÓ aumentata per sportivi

Non solo Project Glass. Il wearable computing farÓ tendenza nei prossimi anni, dicono gli analisti. E intanto Google incassa brevetti per i suoi occhiali

Roma - Project Glass di Google? Stiamo lavorando a qualcosa del genere già dal 1997, dice il CEO di Oakley Colin Baden: il noto marchio di ottiche per lo sport (acquisito da Luxottica nel 2007 per 2,1 miliardi di dollari) sostiene di essere impegnato a battere Mountain View sul tempo con i suoi occhiali da realtà aumentata.

Oakley già commercializza prodotti che uniscono tecnologie hi-tech alle ottiche per l'uso in contesti sportivi (Thump per l'ascolto di MP3, Rokr con connettività Bluetooth), ma da qui a raggiungere i risultati mostrati dal famigerato video di Google di tempo ce ne vuole ancora parecchio.

Nondimeno gli occhiali aumentati sono in sviluppo, e naturalmente Oakley destinerà il prodotto - se e quando comparirà sul mercato - prima al suo mercato di riferimento cioè lo sport e gli atleti. Tecnologia aumentata a parte, il vantaggio principale su Google è l'expertise della società nella realizzazione di occhiali che le persone sono disposte a indossare per il gusto di farlo.
Dopotutto il "wearable computing" sarà un fenomeno importante nei prossimi anni, dicono gli analisti di Forrester Research, e il mercato vedrà più o meno la stessa "guerra di piattaforme" che si combatte oggi nel mondo mobile con Apple, Google, Microsoft, Facebook e Amazon impegnate a darsi battaglia per conquistare il favore e (soprattutto) i quattrini degli utenti.

Qualche che sia il futuro dei gadget hi-tech indossabili, Google si porta avanti e incassa tre brevetti tre inerenti i suoi occhialini di realtà aumentata: ci sono gli "occhiali multi-uso con interfaccia umana integrata" intravisti nel video di presentazione di Project Glass, e poi c'è anche un brevetto che descrive un "display cellulare" che si integra con un paio di occhiali preesistente.

Alfonso Maruccia
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