Alfonso Maruccia

OpenFlow, Google reinventa la (sua) rete

Mountain View rivela di aver adottato e implementato un nuovo protocollo di rete teso a ottimizzare la gestione del traffico e lo sfruttamento reale dell'infrastruttura

Roma - Si chiama OpenFlow ed è un protocollo di comunicazione open source di nuova concezione, ideato con l'obiettivo di ottimizzare lo sfruttamento dell'infrastruttura di rete. Nel corso degli ultimi due anni, Google ha lavorato per implementare la tecnologia sul suo network, con risultati (a suo dire) notevoli.

Il principio alla base di OpenFlow è la separazione del software di controllo del traffico dai router e dagli switch "fisici" attraverso cui passano i pacchetti di dati, una infrastruttura anche nota come "software defined networking" o SDN.

Liberatisi dalla costrizione dei punti di controllo della rete progettati e programmati a scatola chiusa, una rete SDN è in teoria più sicura, affidabile e facile da gestire: "puoi usare tutti gli strumenti informatici per lo sviluppo software e la cosa rende più veloce lo sviluppo di software di maggiore qualità", spiega il Google Fellow Urs Holzle, responsabile del progetto di implementazione SDN di Mountain View chiamato "G-Scale Network".
Per quanto riguarda l'ottimizzazione dello sfruttamento delle risorse di rete, grazie a SDN Google sostiene di poter arrivare ben presto all'utilizzo del 100 per cento dell'infrastruttura contro il 40 per cento che l'industria considera la norma. Valutati i vantaggi di SDN, appare evidente come Google non sia la sola azienda a spingere sull'implementazione di reti telematiche SDN.

Alfonso Maruccia
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