Claudio Tamburrino

Severino e l'autodisciplina dei blog

Al Festival del Giornalismo la polemica infuria: il Ministro della Giustizia sottolinea la necessità di un'autoregolamentazione. Che ne è della riproposizione del famigerato comma ammazza-blog?

Severino e l'autodisciplina dei blogRoma - Il Ministro della Giustizia Paola Severino è intervenuta nel corso del Festival del Giornalismo di Perugia e ha detto che sono al vaglio "nuove regole sui blog".

Nel corso del dibattito relativo a "Etica e giornalismo", in cui si parlava degli obblighi dei giornalisti e si presentava una ricerca su come i cittadini italiani giudicano i giornalisti, il Ministro ha parlato di quelle che ritiene priorità da affrontare: bisogno di un filtro per le intercettazioni e controllo sui blog.

Nel dettaglio, il "filtro" (che nella parole degli oppositori diventa bavaglio) dovrebbe tenere le intercettazioni fuori dai giornali nel corso delle indagini nel caso di provvedimenti, ordinanze cautelati, sequestri o perquisizioni: una logica che lascia al pubblico ministero o al giudice "il compito di escludere le notizie che non sono rilevanti e attengono esclusivamente alla sfera personale delle persone interessate dal provvedimento, anche in quelle fasi nelle quali il provvedimento stesso viene consegnato alle parti".
A scatenare poi un fervente dibattito online sono state le battute relative ai blog: questi, ha detto il Guardasigilli, "possono fare più danni dei giornali" e per questo accenna ad una regolamentazione per "reprimerne l'abuso".

A tal proposito il Ministro ha detto che "scrivere su un blog non autorizza a scrivere qualunque cosa, soprattutto se si sta trattando di diritti di altri. I blog hanno capacità di diffondere pensiero, ma questo non deve trasformarsi in libertà di arbitrio".

Per questo ha parlato di una nuova regolamentazione in materia: da un lato, essendo difficile "pensare ad un obbligo di rettifica" invoca l'autoregolamentazione dei blogger, dall'altro fa accenno a leggi a livello europeo per evitare che i provider possano trasferirsi in paesi in base alla legge ritenuta più conveniente.

Le parole del Ministro hanno rimbombato perché arrivano in concomitanza con la diffusione della nuova bozza del cosiddetto "comma ammazza-blog" che ricalca il contestato DDL Alfano.

Claudio Tamburrino
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91 Commenti alla Notizia Severino e l'autodisciplina dei blog
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  • Molte volte é più facile cantare nel coro che fuori, su questo canto fuori.

    Sono blogger da anni in 'Free Software in Free World' e so bene di essere responsabile di quanto scrivo (e non serve neppure cambiare la legge per esserlo).
    Non a caso tutti i miei post di anni in rete per coerenza non sono mai stati anonimi.

    Rimando pari pari a quanto scritto a settembre 2011.
    http://blog.holzl.it/?p=373

    Non discuto dell'eventuale testo di legge che non so se e quale sarà, ma semplicementente sull'importanza di argomentare, documentare e, in caso di palesi errori rettificare.
    In pratica essere responsabili di ciò che si dice.

    Il giorno in cui qualcuno in mala fede vi attaccherà con false argomentazioni, se siete per l'anonimato assoluto e l'assoluta libertà di dire senza argomentare forse ci ripenserete ...
  • condivido quanto scrivi.
    Solo una precisazione, l'obbligo di rettifica scatta esclusivamente solo se si cita direttamente una persona attribuendoli fatti e/o azioni da lui ritenute diffamatorie o non rispondenti a verità.
    Questo vuol dire che, se ad esempio, scrivessi un articolo dicendo che la terra è piatta nessuno può impormi di rettificarlo. Idem se criticassi le coreografie dello stadio nella partita di domenica scorsa.
    Le vagonate di raccomandate con richieste di rettifica sono una bufala bella e buona.
  • - Scritto da: shevathas

    > Solo una precisazione, l'obbligo di rettifica
    > scatta esclusivamente solo se si cita
    > direttamente una persona attribuendoli fatti e/o
    > azioni da lui ritenute diffamatorie o non
    > rispondenti a
    > verità.
    > Questo vuol dire che, se ad esempio, scrivessi un
    > articolo dicendo che la terra è piatta nessuno
    > può impormi di rettificarlo.

    Vero. Ma a questo punto ti chiedo: va biasimato chi scrive che la Terra è piatta, oppure chi pretende di fargli cambiare idea?
    Allargando l'esempio: va biasimato il bambino down, che per cause non dipendenti dalla sua volontà impasta la pronuncia delle parole, o chi si incaponisce a correggerla?


    > Idem se criticassi
    > le coreografie dello stadio nella partita di
    > domenica
    > scorsa.

    Anche questo è vero, ma a parte che in uno stadio ci sono caso mai le scenografie, le coreografie si vedono nei teatri e nei luoghi in cui ci sono ballerini professionisti che danzano, questo si chiama diritto di critica . A nessun romanziere, autore televisvo, regista, attore e cantautore piace essere criticato. Finché non si oltrepassa il limite dell'ingiuria, o della notizia palesemente infondata, questi tuttavia non ci possono fare nulla.
    Il diritto alla critica è tutelato dalla costituzione.
  • > Vero. Ma a questo punto ti chiedo: va biasimato
    > chi scrive che la Terra è piatta, oppure chi
    > pretende di fargli cambiare
    > idea?

    ne l'uno e neppure l'altro; fino a quando non si compie reato o si abusa della credibilità popolare per fini truffaldini lo scrivere che la terra è tonda è lecito così come lo scrivere che la terra è piatta (ed è poggiata sulla schiena di quattro elefanti collocati sul carapace di una tartaruga (c) PrattchetOcchiolino )

    > Allargando l'esempio: va biasimato il bambino
    > down, che per cause non dipendenti dalla sua
    > volontà impasta la pronuncia delle parole, o chi
    > si incaponisce a
    > correggerla?
    >
    non capisco.

    > Il diritto alla critica è tutelato dalla
    > costituzione.

    e infatti l'obbligo di rettifica non c'entra niente con il diritto di critica. Sembrano sottigliezze ma se io scrivessi nel mio blog:

    Ho letto l'ultimo romanzo di Tizio, l'ho trovato noioso e banale .

    Tizio, secondo la legge ammazza-blog, al più potrebbe chiedere rettifica sul fatto che lui sia l'autore del romanzo, ma non avrebbe diritto di rettificare le mie opinioni sul suo romanzo.
  • > non capisco.

    A questo punto sono io che non capisco il senso della tua precisazione due commenti fa.
    È del tutto fuori tema rispetto all'obbligo di rettifica, e paoloholzl non ha accennato a questi argomenti.
  • - Scritto da: Penelope2
    > > non capisco.
    >
    > A questo punto sono io che non capisco il senso
    > della tua precisazione due commenti fa.
    >
    > È del tutto fuori tema rispetto all'obbligo
    > di rettifica, e paoloholzl non ha accennato a
    > questi
    > argomenti.

    il fatto è che molti sul web, wikipedia italiana compresa, ritengono erroneamente che l'obbligo di rettifica significhi che chiunque, usando un qualsiasi pretesto, può mandare raccomandate e chiedere di rettificare qualsiasi tipo di articolo. E se non si rettifica scatti in automatico una multa da 12K euro. Ecco il perché della precisazione.
  • - Scritto da: shevathas

    > - Scritto da: Penelope2
    > > > non capisco.
    > >
    > > A questo punto sono io che non capisco il
    > senso
    > > della tua precisazione due commenti fa.
    > >
    > > È del tutto fuori tema rispetto
    > all'obbligo
    > > di rettifica, e paoloholzl non ha accennato a
    > > questi
    > > argomenti.
    >
    > il fatto è che molti sul web, wikipedia italiana
    > compresa, ritengono erroneamente che l'obbligo di
    > rettifica significhi che chiunque, usando un
    > qualsiasi pretesto, può mandare raccomandate e
    > chiedere di rettificare qualsiasi tipo di
    > articolo.

    Ora è chiaro.
    La Wikipedia italiana andava uccisa da piccola, in culla. Nessuno lo ha fatto, e i danni ormai sono incalcolabili.
  • - Scritto da: paoloholzl
    [...]
    > In pratica essere responsabili di ciò che si dice.
    >
    > Il giorno in cui qualcuno in mala fede vi
    > attaccherà con false argomentazioni, se siete per
    > l'anonimato assoluto e l'assoluta libertà di dire
    > senza argomentare forse ci ripenserete
    > ...

    ma se uno ha un blog di OPINIONI ?
    ovvero non afferma mai nulla se non che la propria opinione?

    cosa che per la maggior parte del tempo, ovunque, la gente fa, nella vita reale.
    Impedire questo, in forma web, equivale a togliere il diritto alla parola.

    Nessuno, quando al bar dico che tizio o caio PER ME sono dei ladri, mi chiede i documenti. Né mi chiede conto delle mie fonti. Al massimo lo farà un amico pignolo, ma dopo avermi sbuguardato, la cosa sarà finita qui.

    Pensi che anche il diritto ad esprimere le proprie opinioni non sia libero? persino l'apologia di fascismo (e non dico ORA, ma quando è nato il reato) permetteva di esprimere OPINIONI.
    non+autenticato
  • > ma se uno ha un blog di OPINIONI ?
    > ovvero non afferma mai nulla se non che la
    > propria
    > opinione?

    Infatti il mio lo é un blog di opinioni in cui cito anche fatti.

    Ci sono le opinioni, e ci sono i fatti.
    Il problema é se quello che scrivo (fatti od opinioni) ledono reputazione o generano problemi ad altri.

    Anche se in realtà se esprimo delle opinioni possono esserci anche in questo caso cose lesive dell'immagine.
    La differenza può essere molto sfumata mentre in certi casi é evidente.

    Ti faccio qualche esempio ma potrebbero esserci migliaia di situazioni diverse e i confini essere molto sfumati.
    Se dico che regalo a tutti mille euro e non é vero é giusto che sia chiamato a rettificare (perché altri non si facciano fregare).
    Se dico che per me gli asini volano non lede nessuno e magari nessuno chiederà di argomentare.
    Se dico che dobbiamo fermare il traffico aereo perché gli asini volano é giusto che sia chiamato ad argomentare con dei fatti (può ingenerare falsi allarmi).
    Se dico che sei un pedofilo, é giusto che sia chiamato ad argomentare con dei fatti (anche se dico che 'per me' sei un pedofilo, ovviamente lede ed é giusto che sia chiamato ad argomentare).
    Se dico che a naso guardandoti in faccia ritengo che tu possa essere un pedofilo, forse può anche rimanere una opinione (lede più la mia immagine che la tua).

    > Nessuno, quando al bar dico che tizio o caio PER
    > ME sono dei ladri, mi chiede i documenti. Né mi
    > chiede conto delle mie fonti. Al massimo lo farà
    > un amico pignolo, ma dopo avermi sbuguardato, la
    > cosa sarà finita qui.

    é vero ma se vai in piazza e lo dici con gli altoparlanti a 5000 persone non é la stessa cosa.
    Su Internet sei in una piazza.

    > l'apologia di fascismo (e non dico ORA, ma quando
    > è nato il reato) permetteva di esprimere
    > OPINIONI.

    salvo farti fuori se erano diverse dalle loro ...

    Insomma a mio parere il problema é quello di impostare correttamente i confini tra ciò che lede e ciò che non lede (ciò che é opinione e ciò che non lo é).
    Non trovo giusta la richiesta di non inserire confini.
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    Modificato dall' autore il 02 maggio 2012 15.47
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  • - Scritto da: Teroldego

    > ma se uno ha un blog di OPINIONI ?
    > ovvero non afferma mai nulla se non che la
    > propria
    > opinione?

    In linea di principio non si può sanzionare un'opinione, un'idea, un'ideologia. Ma vedi oltre.


    > Nessuno, quando al bar dico che tizio o caio PER
    > ME sono dei ladri, mi chiede i documenti. Né mi
    > chiede conto delle mie fonti. Al massimo lo farà
    > un amico pignolo, ma dopo avermi sbuguardato, la
    > cosa sarà finita qui.

    Ecco, forse senza saperlo hai toccato un punto della civile convivenza poco noto. Il comportamento che descrivi si chiama proprio diffamazione. Meno grave della diffamazione a mezzo stampa, e raramente perseguito in tribunale, ma comunque illecito. È sufficiente infatti che abbiano ascoltato le tue parole due persone perché il reato si concretizzi. Ed è indispensabile, ovviamente, che la persona di cui parli non sia mai stato condannata per furto (nel qual caso non esiste più una "fama", un onore da difendere), e che la voce arrivi a sua conoscenza.

    > Pensi che anche il diritto ad esprimere le
    > proprie opinioni non sia libero?

    Allora: ci sono ovviamente sfumature che non sto ad approfondire qui, comunque normalmente affermare, o scrivere, che si ha l'impressione che Tizia sia una prostituta, Caio un corruttore di minorenni, oppure Sempronio un figlio illegittimo, integra gli estremi di diffamazione. Perché si tratta dell'attribuzione di fatti e comportamenti determinati, precisi. E non di vaghe qualifiche negative. Dura lex, sed lex .

    Non è invece reato, sempre parlando in linea di massima, avere l'impressione che Tizia sia una strega (intesa come donna molto brutta... ma anche come esercitante la stregoneria, non esistendo più il reatoOcchiolino), o ritenere Caio un frustrato. Malgrado possano costituire, pronunciati in altri contesti, un insulto (e quindi il reato di ingiuria), in questo caso prevale l'aspetto della libera opinione, data la vaghezza degli epiteti: ciò che sembra una strega a me, può apparire come una donna attraente ad altri. Ciò che per me è un uomo di carattere, può essere percepito come frustrato da persone in rapporti diversi con lui (in genere, i suoi sottoposti...).


    > persino
    > l'apologia di fascismo (e non dico ORA, ma quando
    > è nato il reato) permetteva di esprimere
    > OPINIONI.

    Non sono sicuro di avere capito il senso di questa frase. In ogni caso, il reato di apologia del fascismo esiste come norma autonoma dal 1952 (viene chiamato anche legge Scelba), benché fosse già contemplato dal titolo XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione (1948). Una pronuncia della Corte Costituzionale del 1957 ha sancito che "Come risulta dal contesto stesso della legge 1952 [...], l'apologia del fascismo, per assumere carattere di reato, deve consistere non in una difesa elogiativa, ma in una esaltazione tale da potere condurre alla riorganizzazione del partito fascista. Ciò significa che deve essere considerata non già in sé e per sé, ma in rapporto a quella riorganizzazione, che è vietata dalla XII disposizione [della Costituzione della Repubblica italiana]".

    Viste queste limitazioni, non stupisce che la norma abbia avuto una scarsissima applicazione dopo questa pronuncia.
  • Ma invece di combattere la corruzione preferiscono combattere chi la porta a galla

    Tipico delle dittature

    Qualcuno crede di essere sempre in democrazia?
    harvey
    1481
  • Secondo me, la dittatura sarebbe meglio. Almeno c'è una sola persona che mangia, e non centinaia.
  • Si pero' in dittatura non avresti potuto nemmeno scrivere questo post..Deluso
    non+autenticato
  • Reti underground con IP offuscato.
  • Dovrei essere costretto ad usare reti underground con IP offuscato per partecipare ad un forum? No grazie.

    Una democrazia malata si puo' curare. La dittatura no.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marietto
    > Dovrei essere costretto ad usare reti underground
    > con IP offuscato per partecipare ad un forum? No
    > grazie.
    >
    > Una democrazia malata si puo' curare. La
    > dittatura
    > no.

    Una dittatura non la si cura, la si uccide quando arriva il momento giusto.
    Una democrazia malata... finché "tanto si può curare" nessuno si preoccupa di farlo. E quando ci si accorge della gravità della malattia, è troppo tardi, il paziente è già diventato incurabile (tanto per capirci, guarda che livello di invasione dei diritti dei cittadini è stato fatto passare nella nostra democrazia malata con la SCUSA della lotta all'evasione!)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco_Holy87
    > Reti underground con IP offuscato.

    Certo...spero tu stia scherzato, in una dittatura, tutti mangiano liberamente e guai che ti lamenti, altrimenti, misteriosamente diventi pedofilo...
    Sgabbio
    26178
  • Ecco ci mancava solo questa perla..adesso il quadretto italiota é completo
    non+autenticato
  • Infatti. Alcuni dovrebbero vivere in dittatura per poter apprezzare la democrazia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marietto
    > Infatti. Alcuni dovrebbero vivere in dittatura
    > per poter apprezzare la
    > democrazia.

    La democrazia è un'altra cosa. Questi (il sistema politico e quello che gli ruota attorno) combattono contro la libertà di parola e la possibilità di criticare il Potere. Questi vogliono trasformare Internet in una TV.
  • "Controlli su blog e facebook. Filtro alle intercettazioni. Punizioni per giornalisti, editori e aziende nei casi di pubblicità camuffata da informazione. Queste le tre regole fondamentali da applicare all’informazione secondo il ministro della Giustizia. Iraniano."
    Umore maligno
    non+autenticato
  • Bisogna abolire subito tutti gli ordini professionali a partire dall'ordine dei giornalisti e soprattutto questi ultimi non devono avere accesso a nessun tipo di finanziamento pubblico, se vendi guadagni, se non vendi cambi mestiere, regolare no? Tutti possono essere giornalisti, senza bisogno di appartenere ad un ordine professionale, senza bisogno di avere un politico protettore.
    A differenza di ciò che dice il ministro (che invece dovrebbe pensare a rendere la giustizia italiana equa ed uguale per tutti) è prioritario attuare subito una deregolamentazione di tutto ciò che attiene ad internet, obbligando le telcom a dimezzare i prezzi dei contratti internet ed incentivendo i cittidaini all'uso di questa preziosa, inestimabile risorsa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: contribuisc
    > Bisogna abolire subito tutti gli ordini
    > professionali a partire dall'ordine dei
    > giornalisti e soprattutto questi ultimi non
    > devono avere accesso a nessun tipo di
    > finanziamento pubblico, se vendi guadagni, se non
    > vendi cambi mestiere, regolare no? Tutti possono
    > essere giornalisti, senza bisogno di appartenere
    > ad un ordine professionale, senza bisogno di
    > avere un politico
    > protettore.
    > A differenza di ciò che dice il ministro (che
    > invece dovrebbe pensare a rendere la giustizia
    > italiana equa ed uguale per tutti) è prioritario
    > attuare subito una deregolamentazione di tutto
    > ciò che attiene ad internet, obbligando le telcom
    > a dimezzare i prezzi dei contratti internet ed
    > incentivendo i cittidaini all'uso di questa
    > preziosa, inestimabile
    > risorsa.

    QUOTONE!

    Con tanto di caps lock, una volta tanto!A bocca aperta
  • - Scritto da: contribuisc
    > Bisogna abolire subito tutti gli ordini
    > professionali a partire dall'ordine dei
    > giornalisti e soprattutto questi ultimi non
    > devono avere accesso a nessun tipo di
    > finanziamento pubblico, se vendi guadagni, se non
    > vendi cambi mestiere, regolare no? Tutti possono
    > essere giornalisti, senza bisogno di appartenere
    > ad un ordine professionale, senza bisogno di
    > avere un politico
    > protettore.

    Amen.

    > A differenza di ciò che dice il ministro (che
    > invece dovrebbe pensare a rendere la giustizia
    > italiana equa ed uguale per tutti) è prioritario
    > attuare subito una deregolamentazione di tutto
    > ciò che attiene ad internet, obbligando le telcom
    > a dimezzare i prezzi dei contratti internet ed
    > incentivendo i cittidaini all'uso di questa
    > preziosa, inestimabile
    > risorsa.

    E che sarà ancor più preziosa ed inestimabile quando avremo finalmente reti mesh funzionanti (si, le avremo, siatene certi), così potremo finalmente fare a meno anche delle telco, che un po' troppi vedono come i "rubinetti" della rete, i nodi su cui puntare per bloccare, imbavagliare, favorire gli amici e penalizzare i nemici, e via dicendo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Carlos

    > E che sarà ancor più preziosa ed inestimabile
    > quando avremo finalmente reti mesh funzionanti
    > (si, le avremo, siatene certi)

    E' da tanto tempo che ne sento parlare.

    Ancora nulla.

    Forse non sapete di cosa parlate.

    > così potremo
    > finalmente fare a meno anche delle telco, che un
    > po' troppi vedono come i "rubinetti" della rete,
    > i nodi su cui puntare per bloccare, imbavagliare,
    > favorire gli amici e penalizzare i nemici, e via
    > dicendo.

    Internet è un servizio commerciale, non è un culto. Si compra e si vende.

    Come tutto.

    Se anche riusciste a costruire una internet "alternative", basta una legge ad hoc per farla chiudere.

    Qualunque risorsa possiate credere di avere, lo Stato ne ha di più. E ha anche il monopolio sulla violenza.

    Finchè non lo "delocalizzerà" a società private.

    Pensaci.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Get Real
    > - Scritto da: Carlos
    >
    > > E che sarà ancor più preziosa ed inestimabile
    > > quando avremo finalmente reti mesh
    > funzionanti
    > > (si, le avremo, siatene certi)
    >
    > E' da tanto tempo che ne sento parlare.
    >
    > Ancora nulla.
    >
    > Forse non sapete di cosa parlate.
    >
    > > così potremo
    > > finalmente fare a meno anche delle telco,
    > che
    > un
    > > po' troppi vedono come i "rubinetti" della
    > rete,
    > > i nodi su cui puntare per bloccare,
    > imbavagliare,
    > > favorire gli amici e penalizzare i nemici, e
    > via
    > > dicendo.
    >
    > Internet è un servizio commerciale, non è un
    > culto. Si compra e si
    > vende.
    >
    > Come tutto.
    >
    > Se anche riusciste a costruire una internet
    > "alternative", basta una legge ad hoc per farla
    > chiudere.
    >
    > Qualunque risorsa possiate credere di avere, lo
    > Stato ne ha di più. E ha anche il monopolio sulla
    > violenza.
    >
    > Finchè non lo "delocalizzerà" a società private.
    >
    > Pensaci.

    blablablabla Real network ti ha fatto causa per violazione del marchio.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Get Real
    > - Scritto da: Carlos
    >
    > > E che sarà ancor più preziosa ed inestimabile
    > > quando avremo finalmente reti mesh
    > funzionanti
    > > (si, le avremo, siatene certi)
    >
    > E' da tanto tempo che ne sento parlare.
    >
    > Ancora nulla.
    "Nulla" xche tra le TUE orecchie passa il vento.
    Ci fosse materia grigia in mezzo sapresti che esistono reti come Ninux , la Freifunk net e tante altre..
    non+autenticato
  • > Internet è un servizio commerciale, non è un
    > culto. Si compra e si
    > vende.

    Quanta ignoranza... internet è un servizio militare, non commerciale.

    > Se anche riusciste a costruire una internet
    > "alternative", basta una legge ad hoc per farla
    > chiudere.

    Le leggi ad hoc non riescono nemmeno a fermare gli adolescenti con il p2p, figurati se fermano una rete.

    >
    > Qualunque risorsa possiate credere di avere, lo
    > Stato ne ha di più. E ha anche il monopolio sulla
    > violenza.
    >
    > Finchè non lo "delocalizzerà" a società private.

    Quali? Stanno morendo tutte.

    >
    > Pensaci.

    Cosa che tu non sai fare. A chi hai venduto il cervello?
    non+autenticato
  • - Scritto da: contribuisc
    [...] è prioritario
    > attuare subito una deregolamentazione di tutto
    > ciò che attiene ad internet, obbligando le telcom
    > a dimezzare i prezzi dei contratti internet ed
    > incentivendo i cittidaini all'uso di questa
    > preziosa, inestimabile
    > risorsa.


    è preziosa ma vuoi dimezzare
    è inestimabile ma la stimi, tanto da dimezzare.

    facciamo che dimezziamo il tuo stipendio?

    e lo decido, io, "al contrario di quanto dici tu" (come tu faresti con le parole dei ministri, inopinatamente)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bardolino
    > - Scritto da: contribuisc
    > [...] è prioritario
    > > attuare subito una deregolamentazione di tutto
    > > ciò che attiene ad internet, obbligando le
    > telcom
    > > a dimezzare i prezzi dei contratti internet ed
    > > incentivendo i cittidaini all'uso di questa
    > > preziosa, inestimabile risorsa.

    > è preziosa ma vuoi dimezzare
    > è inestimabile ma la stimi, tanto da dimezzare.

    Esatto, e' lo stesso discorso della scuola.
    Dimezzare i costi per chi vi vuole accedere, ma ce la fai ?
    krane
    22544
  • IL WEB SI AUTOREGOLAMENTA DA QUANDO É NATO

    Magari i vari dipendenti mediaset/pdl/pd che la suggeriscono non se ne sono accorti ma é cosí

    Ma forse continuamo a pretendere troppo da dei dinosauri

    I cittadini sono impauriti da corruzione e malaffare non dai blog.. si risparmi quindi le minacce vagamente mafioseggianti e veda di guadagnarsi la montagna di € pubblici che percepisce
    non+autenticato
  • > I cittadini sono impauriti da corruzione e
    > malaffare non dai blog.. si risparmi quindi le
    > minacce vagamente mafioseggianti e veda di
    > guadagnarsi la montagna di € pubblici che
    > percepisce

    esatto.

    Aggiungo che di leggi ce ne sono già abbastanza, di leggi double face altrettanto (leggi che si applicano per i nemici e interpretano per gli amici). La Ministra dovrebbe parlare di togliere le leggi e non di aggiungerne come la legge che ha condannato per "stampa clandestina" alcuni blogger. Anche qui una legge che si interpreta per i nemici.

    La Severino dovrebbe avere presente che un tipo come Grillo sta togliendo dal 5% al 10% ai suoi fan ovvero Pd, pdl, lega, Udc. Quindi stia attenta o si ritrova senza seggiola.
  • - Scritto da: Sandro kensan
    > La Severino dovrebbe avere presente che un tipo
    > come Grillo sta togliendo dal 5% al 10% ai suoi
    > fan ovvero Pd, pdl, lega, Udc. Quindi stia
    > attenta o si ritrova senza
    > seggiola.

    BattutonaA bocca aperta

    In italia c'e' ancora gente che vota i comunisti ....

    Secondo te quanta gente va a votare sapendo cosa vota o con qualche cognizione di causa?

    La democrazia funziona solo se chi vota sa qualcosa di cosa fanno i politici. Infatti in italia non funziona!
    harvey
    1481
  • - Scritto da: Gennarino B
    > IL WEB SI AUTOREGOLAMENTA DA QUANDO É NATO

    In che modo? Io non me ne sono mai accorto.
  • - Scritto da: arin
    > - Scritto da: Gennarino B
    > > IL WEB SI AUTOREGOLAMENTA DA QUANDO É
    > NATO
    >
    > In che modo? Io non me ne sono mai accorto.

    Appunto, questo significa che il web si è autoregolamentato senza che ne io ne te ne i politici facessero nulla.
  • > > > IL WEB SI AUTOREGOLAMENTA DA QUANDO
    > É
    > > NATO
    > >
    > > In che modo? Io non me ne sono mai accorto.
    >
    > Appunto, questo significa che il web si è
    > autoregolamentato senza che ne io ne te ne i
    > politici facessero
    > nulla.

    e il caso armani? e il caso paniz? e il caso vividown? e il caso megaupload? e potrei andare avanti per anni
    non diciamo sciocchezze per favore, per i forum degli anarchici di là ----------->
  • - Scritto da: arin
    > > > > IL WEB SI AUTOREGOLAMENTA DA QUANDO
    > > É
    > > > NATO
    > > >
    > > > In che modo? Io non me ne sono mai
    > accorto.
    > >
    > > Appunto, questo significa che il web si è
    > > autoregolamentato senza che ne io ne te ne i
    > > politici facessero
    > > nulla.
    >
    > e il caso armani? e il caso paniz? e il caso
    > vividown? e il caso megaupload? e potrei andare
    > avanti per anni
    >
    > non diciamo sciocchezze per favore, per i forum
    > degli anarchici di là
    > ----------->

    Quelle son stortature.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: arin

    > e il caso armani? e il caso paniz? e il caso
    > vividown? e il caso megaupload? e potrei andare
    > avanti per anni

    Il caso armani è stata una sciocchezza giudiziaria che ha affidato il dominio al più grosso come si continua adesso.

    il caso paniz non meritava nessun impegno della magistratura, se il tipo invece di dare della guida alpina a paniz la dava a me col cavolo che la magistratura si sarebbe occupata del caso e se anche fosse sarebbe andato tutto in prescrizione o comunque non ci sarebbe state prove sufficienti.

    Il caso vividawn è una cretinata, google non ha nessuna responsabilità come intermediario se l'associazione dei genitori (potenti) voleva prendersela con qualcuno doveva prendersela con i bulli di quella scuola con una bella ramanzina.

    Megaupload non merita il sequestro dei beni e tutto il codazzo di magistrati e poliziotti che si sono occupati del caso, comunque se qualcuno va colpito è il singolo utente che uploada materiale protetto.

    E poi cosa volevi dire?
  • > E poi cosa volevi dire?

    Che hai ragione. Se gli esempi fatti non bastano altri non serviranno a nulla.
    Il web si regolamenta da solo, ovvio, ho frainteso io. Scusate tutti.
  • arrivederci e buona serata
    non+autenticato
  • > - Scritto da: arin
    >
    > > e il caso armani? e il caso paniz? e il caso
    > > vividown? e il caso megaupload? e potrei
    > andare
    > > avanti per anni


    Premesso che l'elenco presenta casi giudiziari molto, molto diversi fra di loro, nessuno dei quali ha particolare attinenza con l'argomento di questo articolo; premesso questo, dicevo, tu (Sandro kensan) che hai risposto hai le idee un po' confuse:

    > Il caso armani è stata una sciocchezza
    > giudiziaria che ha affidato il dominio al più
    > grosso come si continua
    > adesso.

    Il proprietario del timbrificio Armani ha giocato a lungo a Davide che sfida Golia, ovviamente perdendo, perché la vita reale non è un racconto dell'Antico testamento. Va detto che se si fosse consultato con un avvocato preparato, avrebbe saputo immediatamente che non c'era nulla da fare, e avrebbe impiegato le proprie energie per miglior causa: il codice civile italiano era dalla parte di Giorgio Armani, stilista, anche se fosse stato l'ultimo sarto di Lampedusa. Il codice civile italiano è così: prendere, o lasciare (l'Italia).
    In altri Paesi vi sono leggi diverse.


    > il caso paniz non meritava nessun impegno della
    > magistratura, se il tipo invece di dare della
    > guida alpina a paniz la dava a me col cavolo che
    > la magistratura si sarebbe occupata del caso e se
    > anche fosse sarebbe andato tutto in prescrizione
    > o comunque non ci sarebbe state prove
    > sufficienti.

    Per la prescrizione, hai le idee un po' confuse: il processo penale è lento in Italia, ma è lento per tutti. Non credere che per il fatto che Paniz è un parlamentare vada più veloce.
    Non capisco perché il caso Paniz non meriterebbe nessun intervento della magistratura: il signor Maurizio Paniz ha presentato una querela per diffamazione, ha esibito il testo diffamante in procura, il tutto secondo i tempi e i modi stabiliti dalla legge (Paniz è avvocato). Nessuna procura poteva esimersi da un'azione, anche se il proponente querela si fosse chiamato Sandro kensan. Vero, si sono mossi molto male, con quell'assurdo blocco di tutta la piattaforma poi revocato.
    Al di là di questa scivolata su una buccia di banana, la querela per diffamazione e relativa richiesta di risarcimento va avanti. Fino alla prescrizione, come già detto. :-/


    > Il caso vividawn è una cretinata, google non ha
    > nessuna responsabilità come intermediario se
    > l'associazione dei genitori (potenti) voleva
    > prendersela con qualcuno doveva prendersela con i
    > bulli di quella scuola con una bella
    > ramanzina.

    Anche qui, fai parecchia confusione. Innanzitutto si scrive Vivi Down (curiosità: alla fine l'associazione non ha avuto alcuna soddisfazione in giudizio).
    I genitori del ragazzo maltrattato nel video avevano inizialmente sporto querela, ma in seguito l'hanno ritirata. Nella causa quindi c'erano solo i rappresentanti di Google Italia e Vivi Down. E ovviamente il pubblico ministero.
    I bulli di quella scuola non erano più in età da "ramanzina", e infatti sono stati tutti condannati dal tribunale per i minori in una causa a parte. Per quello che hanno fatto nell'aula, sia chiaro, non per aver violato leggi relative a internet.


    > Megaupload non merita il sequestro dei beni

    Su questo, invece, hai ragione. Lo hanno riconosciuto anche le autorità della Nuova Zelanda. :-8
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