Mauro Vecchio

CISPA, primi passi al Congresso

La House of Representatives approva una versione estesa del disegno di legge che vorrebbe rastrellare le informazioni personali per la tutela della cybersicurezza. Allarme tra gli attivisti, che vedono vicino il Grande Fratello del web

Roma - "La Casa Bianca crede che il governo abbia intenzione di controllare Internet, ma il governo vuole in realtà introdurre degli standard, il governo vuole assicurarsi che tutto il necessario sia fatto in materia di cybersicurezza". Presso la statunitense House of Representatives il deputato repubblicano John Boehner così si è espresso in favore del famigerato disegno di legge noto come Cyber Intelligence Sharing and Protection Act (CISPA).

248 voti favorevoli, 168 contrari. I congressmen a stelle e strisce hanno dunque approvato il testo che ha fatto tornare in mente il Grande Fratello dello scrittore britannico George Orwell. Una nuova proposta contro la condivisione di certi contenuti illeciti su Internet, con il benestare - ovviamente - dell'industria dell'entertainment con la collaborazione - a sorpresa - di colossi social come Facebook.

Contestato dalla stessa Amministrazione Obama - il Presidente statunitense ha già fatto capire che non ratificherà il disegno legislativo - il testo di CISPA è stato addirittura allargato rispetto alla sua introduzione alla House agli inizi di questo mese. Non c'è infatti la sola cybersicurezza tra i motivi di base per un rastrellamento senza precedenti delle informazioni personali dei netizen al di là dell'Atlantico.
Ma come funziona CISPA? Il nuovo disegno di legge obbligherebbe le varie società operative su Internet - intermediari come Facebook e Google, telco come AT&T - a raccogliere le informazioni personali di milioni di netizen, successivamente condivise con società terze e soprattutto agenzie federali e governative. Potenzialmente combattendo fenomeni come la pirateria con le armi usate per difendere la sicurezza nazionale.

La versione approvata dai congressmen allarga ora ulteriormente il raggio d'azione, comprendendo la prevenzione dei crimini informatici, la tutela dei cittadini da minacce di morte e la tutela dei minori da qualsiasi tipo di abuso a sfondo sessuale. Uno scenario da incubo per gli attivisti per i diritti digitali, che vedrebbero trasformata la Rete in un campo di rastrellamento dei dati personali.

"La tutela della cybersicurezza non deve portare alla caduta della privacy per i cittadini americani - ha spiegato Michelle Richardson del gruppo American Civil Liberties Union (ACLU) - Come abbiamo già osservato ripetutamente in passato, una volta che il governo ottiene il potere di espandere la protezione della sicurezza nazionale, non c'è possibilità di tornare indietro. Incoraggiamo il Senato a far cadere nell'oscurità questo tremendo disegno di legge".

C'è chi ha infatti sottolineato come CISPA possa distruggere completamente i diritti garantiti dal Quarto Emendamento nel vasto ecosistema digitale. Una petizione avviata dall'organizzazione Demand Progress ha già raggiunto decine di migliaia di firme per bloccare l'iter della proposta verso il Senato statunitense.

Diverso il parere del chairman repubblicano della House Intelligence Committee: l'attuale versione di CISPA sarebbe uno strumento fondamentale per evitare che paesi come l'Iran o la Corea del Nord possano sferrare un attacco di dimensioni apocalittiche nei confronti dei network degli States. "Non è certo una legge perfetta - ha spiegato il democratico Dutch Ruppersberger - ma oggi la minaccia è grande".



Mauro Vecchio
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