Claudio Tamburrino

Apple gioca col fisco

Il New York Times mostra nei dettagli le strategie fiscali che permettono a Cupertino di schivare diverse tasse a stelle e strisce

Roma - Apple avrebbe adottato tecniche per evadere quanto dovuto al fisco: in particolare è il New York Times a puntare il dito contro l'azienda con la Mela che, per tenere il suo patrimonio lontano dalle grinfie dell'esattore più severo, risulta avere sede fuori dalla California.

Sembra un caso analogo a quello che vede Google guardata con sospetto dalle autorità fiscali di diversi paesi tra cui Italia, Francia, Regno Unito, Turchia, Stati Uniti e Cina. Il fatto è che Google, Apple e altre aziende come Microsoft (a cui si fanno per lo stesso motivo i conti in tasca) o Amazon, sono soggetti multinazionali con sedi dislocate in diversi paesi che differiscono per normative e regimi fiscali: questo, sostanzialmente, permette loro di aggirare quelli più invadenti per le loro casse grazie a strategie (note come Doppio Irlandese e Panino Olandese), peraltro in buona parte legali, e sistemi estesi di trasferimento di ricavi societari a sussidiarie e aziende di facciata.

Nel caso di Apple, tuttavia, l'ultima accusa la vede spostare sulla carta la sua sede fuori dalla California, ma non dagli Stati Uniti: mentre ci si riferisce normalmente all'azienda come "Cupertino", sarebbe teoricamente più corretto parlare di "Reno". La città del Nevada, infatti, ospita un ufficio più piccolo di Apple ma vede lì dirottati i suoi introiti, in modo tale - suggerisce l'inchiesta del NYT - da evitare l'imposta sul reddito delle società, che in California è pari all'8,84 per cento, mentre in Nevada è uguale a zero.
Inoltre il 70 per cento dei suoi profitti è allocato all'estero (e legato dunque alla produzione straniera e alle vendite internazionali).
Tutte queste mosse, secondo i calcoli di uno studio condotto dall'ex economista del Dipartimento del Tesoro statunitense Martin A. Sullivan, avrebbero permesso ad Apple di risparmiare 2,4 miliardi di dollari di tasse.

Da parte sua, Apple ha risposto all'attenzione che le è stata dedicata parlando di quanto pagato in totale, tra tasse federali e statali (quasi 5 miliardi di dollari), e del valore dei posti di lavoro che crea e che ha contribuito a creare, come i 500mila legati alla cosiddetta "app economy".

Un discorso simile di bilanciamento fra costi e benefici derivanti dal creare posti di lavoro è stato peraltro fatto dalle autorità di San Francisco nell'offrire a Twitter incentivi fiscali per farle mantenere la sua sede in città.

Claudio Tamburrino
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56 Commenti alla Notizia Apple gioca col fisco
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    perche` vanno tutti nella direzione sbagliata?
    non+autenticato
  • La seconda Choice però non è tua, ma di Apple.

    Svegliati.
    non+autenticato
  • son macachi... non ci sono speranze...
    non+autenticato
  • Vi ricordate quando Pavarotti fu costretto a pagare il fisco per aver dichiarato la residenza a Montecarlo quando invece effettivamente viveva in Italia? Ecco, con le multinazionali che eludono (eludono, non evadono) si potrebbe fare la stessa cosa. In Lussemburgo iTunes sàrl ha un piccolo ufficio con una dozzina di impiegati che serve esclusivamente a giustificare il fatturato. Ma è ovvio che 12 impiegati non possono produrre un giro d'affari di miliardi di dollari. Esattamente come Pavarotti non poteva vivere a Montecarlo senza consumare energia elettrica, acqua, senza effettuare telefonate, senza usare la carta di credito (mentre faceva tutte queste cose in Italia)... La sorgente del business di Apple è quindi dislocata altrove. Lo sappiamo tutti dove. Allora deve pagare le tasse in California. Punto. Ci vorrebbe una bella legge internazionale per impedire il trasferimento delle royalties, i patents... in altri paesi come l'Irlanda, solo per pagare meno tasse. Ora, io credo che se l'Europa approvasse delle leggi contro l'elusione delle multinazionali, il gettito fiscale derivante riuscirebbe a coprire l'intero debito pubblico europeo. Altro che crisi. Lo sapevate che nei paradisi fiscali ci sono circa 1000 miliardi di dollari parcheggiati dalle multinazionali americane? Leggete quest'articolo sul Sole24Ore se non ci credete: http://bit.ly/KmVeS0
    non+autenticato
  • Più comodo a dirsi che a farsi. Un fisco uguale in tutti gli Stati Uniti o in tutta Europa non è facile da fare.
    Comunque non credo abbiano piccoli uffici in Lussemburgo, quando sento gli italiani che lavorano per quelle aziende non mi parlano di uffici con 2 tavoli. C'è una sede vera e propria. Bisognerebbe sentire magari Simone Brunozzi che lavora in Lussemburgo per conto di Amazon.
    non+autenticato
  • si ma Pavarotti viveva in lussembergo o no? perché prima di tutto è una PERSONA non un'azienda, e secondo, se lui AVESSE VISSUTO in Lussemburgo non ci sarebbe il problema.

    Probabilmente, aveva la RESIDENZA ma "de facto" viveva in Italia… Una SPA se vuole fare la sua sede EUROPEA in Irlanda perché paga meno tasse… cosa le dici? no sei costretta ad aprire un ufficio in OGNI PAESE in cui sei presente con i tuoi prodotti?
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > si ma Pavarotti viveva in lussembergo o no?
    > perché prima di tutto è una PERSONA non
    > un'azienda, e secondo, se lui AVESSE VISSUTO in
    > Lussemburgo non ci sarebbe il
    > problema.
    >
    > Probabilmente, aveva la RESIDENZA ma "de facto"
    > viveva in Italia… Una SPA se vuole fare la sua
    > sede EUROPEA in Irlanda perché paga meno tasse…
    > cosa le dici? no sei costretta ad aprire un
    > ufficio in OGNI PAESE in cui sei presente con i
    > tuoi
    > prodotti?

    ma anche aprire un ufficio in ogni paese può non essere una soluzione. ES la Tizio ha uffici in ogni paese europeo; Caio vuole comprare il software "pippo" dal costo di 1.000 dalla Tizio italia, questa lo compra a sua volta dalla Tizio irlanda per 999. Guadagno netto 1, e su quello dovrebbe pagare le tasse all'Italia.
  • Ho un'idea. Per esempio si potrebbe tassare l'azienda sulla base degli impiegati presenti in un determinato paese. Per esempio, se Apple ha il 50% dei suoi impiegati in California, deve pagare il 50% di tasse in California. Se ha 12 impiegati in Lussemburgo, pagherà lo 0.0001% di tasse in Lussemburgo. Fico!
    In questo modo, l'unica via per pagare meno tasse sarebbe di trasferire la forza lavoro in paesi come il Lussemburgo. Ma se tutte le multinazionali si spostassero in Lussemburgo, la tassazione di quel paese aumenterebbe, così come stanno aumentando gli stipendi in Cina. È la legge economica della domanda e dell'offerta. Quindi piano piano le imposte di tutti i paesi del mondo si livellerebbero. Allo stesso tempo la produzione e quindi anche la ricchezza si distribuirebbero più uniformemente nel pianeta. Secondo voi può funzionare?
    non+autenticato
  • "Apple avrebbe adottato tecniche per evadere quanto dovuto al fisco" ma stai scherzando? Evadere il fisco è un'azione illegale in qualsiasi paese di questo mondo e non vedo proprio come possa essere questo il caso di Apple dal momento che le tasse le paga regolarmente a tutti i paese dove risiedono le sedi legali della società. E' la legge che prevede che una SPA di quel calirbo possa decidere di dislocare le sue sedi legali in qualsiasi parte del mondo. Quindi, vorrei chiedere all'autore dell'articolo, da dove salta fuori l'evasione fiscale della Apple?
    non+autenticato
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