Economia della scarsità o dell'abbondanza

di Marco Calamari - Il 22 settembre l'Europarlamento voterà su una direttiva sul diritto d'autore. In un documento spedito ai rappresentanti italiani dal Progetto Winston Smith il punto su quello che c'è in gioco

L'affollamento di proposte di legge sulla protezione della proprietà intellettuale e di scontri tra i proprietari di contenuti ed i paladini del peer-to-peer ha dato a tutti grandi possibilità di discussione e di schieramento.

Il cartello dei detentori di diritti di sfruttamento commerciale di opere musicali e cinematografiche, Disney e Sony in testa, e delle loro lobby, RIAA e più modestamente SIAE, ha fatto il proprio mestiere, alternando stracciamento di vesti a potenti azioni di lobby, che hanno prodotto leggi ed iniziative così potenzialmente liberticide da essere superate solo da iniziative mostruose post 11/9 quali il Patriot act o la TIA.

L'industria informatica, Microsoft e consorzio TCPA in testa, sta facendo del proprio meglio per realizzare in maniera adeguata il digitale del futuro, incorporando in profondità nei sistemi operativi e nelle applicazioni sistemi di protezione della proprietà intellettuale (DRM - Digital Rights Management) che hanno lo scopo dichiarato di proteggere i diritti degli autori contro i pirati informatici, e l'effetto certo di sottrarre il controllo del pc ai legittimi proprietari e di trasformare clienti ed utenti in nemici e prigionieri.
Le organizzazioni dei consumatori (poco) e quelle per la difesa dei diritti civili si stanno muovendo per contrastare in qualche modo le azioni di lobbying volte all'emanazione di leggi sempre più paradossali per la difesa delle varie forme di proprietà intellettuale.
Il loro fine ultimo dovrebbe probabilmente essere quello di non contrastare particolari proposte di legge, ma fare lobbying per convincere i rappresentanti politici ed i legislatori che la difesa dei diritti dei loro elettori sarebbe, a lungo termine, la posizione per loro più redditizia (oltre che moralmente più difendibile).

Il dibattito si è acceso e spezzato su più piani specializzati, e spesso scarsamente comunicanti tra loro. I media si comportano nella solita maniera, alternando denunce contro hacker, pirati informatici e copiatori ad annunci di blitz e sequestri, senza nessuna intenzione di scalfire la superficie del problema. Gli informatici ed i crittografi analizzano le problematiche di funzionamento dei DRM ed i loro effetti collaterali, ed affiancano spesso i movimenti per la difesa dei diritti civili e del software libero, per lo più ignorati dagli utilizzatori e dai cittadini.

Pur vivendo normalmente in mezzo a tutte queste voci, mi sono trovato avvolto da un momento di silenzio, non so se dovuto alle ferie od al passaggio dell'occhio di un ciclone; quasi per caso ho scritto qualche considerazione che, partendo da questi temi, arriva in posti apparentemente molto distanti ma in realtà vicinissimi. Forse un wormhole non quantistico ma concettuale?
93 Commenti alla Notizia Economia della scarsità o dell'abbondanza
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  • ciao, mercoledi avrò l'esame di istituzioni e non capisco alcune cose e ho bisogno di aiuto!!Considerando gli effetti sul mercato del lavoro in un grafico (sull'asse delle y il salario e sull'asse delle x il numero di lavoratori) perchè una tecnologia che aumenta la produttività del lavoro causa un aumento della richiesta di lavoro?e perchè una diminuzione dei prezzi causa una diminuzione della richiesta di lavoro?grazie a chiunque mi risponda....ricky
    non+autenticato
  • Consiglio a tutti di vedere un film:

    Un giorno di ordinaria follia

    Il protagonista Douglas impazzisce perchè licenziato ingiustamente e decide di ribellarsi ai meccanismi perversi della società occidentale.Facendo valere solo i suoi diritti,anche se con metodi "poco ortodossi", viene braccato dalle forze dell'ordine.... egli difende la sua nazione da eventuali attacchi esterni... ma finita la guerra fredda a che serve? Nota che un dentista percepisce con un lavoro "meno utile" più di lui.... licenziato....

    Leggendo le varie discussioni ho notato alcuni atteggiamenti come dire superomistici e a mio modo di vedere, sottolineo, incorretti....

    Ricordo quando i miei amici appena iscritti a chimica o a scienze biologiche erano convinti che si potesse imitare, direi clonare, visto l'inflazione del termine, la Coca Cola... o come alcuni ingegneri con certe convinzioni...

    Ho visto formule, link a documenti economici ed economistici e concetti semplicistici....

    Esprimo la mia idea....
    I concetti cardine sono due: diritti d'autore e brevetti, il primo e costi marginale (o economia) il secondo....

    I costi marginali sono decrescenti o possono esserlo?
    Sì e no...
    Costi marginale tendenti a 0 esistono solo in teoria (quante formule ho visto sprecate..)... con il maggiore sfruttamento per aumentare la produzione i rendimenti scendono per il maggiore sfruttamento dei fattori produttivi e i costi aumentano (il moto perpetuo magari esistesse)... Però il problema non è questo infatti... il problema è sempre relazionato alla DOMANDA...
    Tornando ai vostri esempi... è indubbio che siamo in ambito di costi primi decrescenti (cioè quelli specifici alla produzione) fare un mp3 e farne 2 o 100 non fa aumentare di tanto i costi totali e unitari, perchè? Non perchè i costi marginali siano INFINITAMENTE decrescenti ma perchè per soddisfare la domanda di mp3 i costi sono marginalmente decrescenti...
    Produrre 5 mld (1 mp3 per abitante del pianeta terra) di mp3 è facile e siamo nell'ambito di una curva di di marginal costs decrescenti.... produrne 5 mld di miliardi invece, con la tecnologia attuale porterebbe a costi marginali crescenti...
    Spero di essere stato chiaro...

    Ho letto di monopolio naturale... molti hanno dimenticato il termine monopolio.... molti hanno dimenticato che in caso di non monopolio non naturale, quindi di concorrenzizzazione del mercato a discapito del monopolio naturale porta a delle disutilità per la società.... molti pastrocchi ho letto...

    Tornando alla DOMANDA (quello che la gente vuole!) ricordo voi ragazzi che è la domanda la regina del mercato, il vostro approccio figlio di certe ideologie e di cattiva informazione si sposta sempre sulle aziende, cioè sull'OFFERTA, niente di più sbagliato... nessuno entra in casa vostra e vi obbliga a comprare... Le aziende perchè fanno ricerca di mercato?
    Le aziende cercano di persuadere, di spostare bisogni da altre aziende in concorrenza, di spostare la spesa da altri beni... ma è la DOMANDA che decide, siete voi, siamo noi...
    Le aziende cercano di percepire, di capire....
    Certo a volte sfruttano la disinformazione o la maggiore informazione che possiedono ma credetemi nella maggiorparte dei settori, in piccola parte...

    Ho letto un approccio agli argomenti molto da "Economia Politica" quindi macroscopico, cioè di chi vede l'azienda dal di fuori ed inclusa in tutto l'ambiente che la circonda...
    Le aziende, tranne pochissime se in forti oligopoli, seppure, non fanno calcoli di costi marginali, di ricavi marginali... hanno un approccio aziendalistico... sanno che il consumatore Rossi, la domanda, è disposta a spendere tot per un cd musicale, come lucrarci di più?
    Questo fanno detto in modo semplice e semplicistico (non posso scrivere un papiroSorride )... abbattendo costi da un lato e aumentandone dall'altro per essere VISIBILI nel mercato...

    A volte poi le aziende si burocratizzano per settori inutili, ecco che prima produrre cd dava tanto ora non più, per via della concorrenza illegale, però nel frattempo hanno assunto dipendenti hanno costi sui quali non possono tornare indietro... e abbassare i costi farebbe diminuire ulteriormente i loro profitti... cioè in pratica gente in mezzo alla strada....

    Domanda, è più giusto che guadagni più Del Piero, Madonna o che guadagni più Levi Montalcini?
    Se Del Piero guadagna così tanto è perchè intorno al mondo calcio o musica c'è una così forte DOMANDA che l'OFFERTA aumenta e aumentano gli stipendi di....
    Siamo noi.... un giorno di ordinaria follia...

    Ora tuttavia il libero mercato è il sistema migliore per allocare risorse... sono i nostri bisogni che possono essere malati...

    Ritiene giusti diritti d'autore e brevetti?
    Sì senza essi non ci sarebbe ricerca...
    Certo alcuni sono esagerati sia nell'aspetto economico che in quello di durata temporale ma come fare a dire questo diritto d'autore o brevetto deve durare 5 anni e quello 20?

    Dietro i brevetti, quelli veri ci sono anni di ricerca e investimenti da capogiro, è giusto che chi o cosa ha investito e arrichito il sapere umano ne trovi giovamento... del resto queste sono aziende dove c'è gente che lavora e ha diritto ad essere remunerata...

    E ricordo che la ricerca è possibile sono in Oligopolio con grandi investimenti e che molti confondono il concetto di "libera competizione" con quello di "mercato di concorrenza perfetta"... la differenza c'è.

    Prof. ordinario di Economia Politica








    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Consiglio a tutti di vedere un film:
    >
    > Un giorno di ordinaria follia
    >

    Aspetti che lo scarico da WinMX .......
    Sorride

    > Il protagonista Douglas impazzisce perchè
    > licenziato ingiustamente e decide di
    > ribellarsi ai meccanismi perversi della
    > società occidentale.Facendo valere solo i
    > suoi diritti,anche se con metodi "poco
    > ortodossi", viene braccato dalle forze
    > dell'ordine.... egli difende la sua nazione
    > da eventuali attacchi esterni... ma finita
    > la guerra fredda a che serve? Nota che un
    > dentista percepisce con un lavoro "meno
    > utile" più di lui.... licenziato....
    >

    Mi spiace non guardo certi film.
    Non do i miei soldi a chi mi criminalizza.
    E poi, alla fine, non sono mai un granche'.
    L'ultimo film valido che ho visto e' stato The Wall Sorride
    Mi scusi, non mi dia un brutto voto, e' che sono povero Sorride

    > Leggendo le varie discussioni ho notato
    > alcuni atteggiamenti come dire superomistici
    > e a mio modo di vedere, sottolineo,
    > incorretti....
    >

    siamo qui per imparare .....

    > Ricordo quando i miei amici appena iscritti
    > a chimica o a scienze biologiche erano
    > convinti che si potesse imitare, direi
    > clonare, visto l'inflazione del termine, la
    > Coca Cola... o come alcuni ingegneri con
    > certe convinzioni...
    >

    Wow, certo che avevano una 'mission' davvero nobile !!!!
    Adesso cosa fanno ? Lavorano alla Pepsi ? Sorride

    [CUT]

    > Produrre 5 mld (1 mp3 per abitante del
    > pianeta terra) di mp3 è facile e siamo
    > nell'ambito di una curva di di marginal
    > costs decrescenti.... produrne 5 mld di
    > miliardi invece, con la tecnologia attuale
    > porterebbe a costi marginali crescenti...
    > Spero di essere stato chiaro...
    >

    non si preoccupi,
    credo di essere io ad essere un po' tonto Sorride

    [CUT]

    > Le aziende cercano di persuadere, di
    > spostare bisogni da altre aziende in
    > concorrenza, di spostare la spesa da altri
    > beni... ma è la DOMANDA che decide, siete
    > voi, siamo noi...
    >
    > Le aziende cercano di percepire, di
    > capire....
    > Certo a volte sfruttano la disinformazione o
    > la maggiore informazione che possiedono ma
    > credetemi nella maggiorparte dei settori, in
    > piccola parte...
    >
    > Ho letto un approccio agli argomenti molto
    > da "Economia Politica" quindi macroscopico,
    > cioè di chi vede l'azienda dal di fuori ed
    > inclusa in tutto l'ambiente che la
    > circonda...
    > Le aziende, tranne pochissime se in forti
    > oligopoli, seppure, non fanno calcoli di
    > costi marginali, di ricavi marginali...
    > hanno un approccio aziendalistico... sanno
    > che il consumatore Rossi, la domanda, è
    > disposta a spendere tot per un cd musicale,
    > come lucrarci di più?

    Beh, per esempio facendosi pagare 2000$ da una ragazzina 12enni perche' condivideva dei brani.
    O dicendo che linux e' sotto brevetto e che tutti devono pagare per usarlo.
    Di modi ce ne sono ancora e altri ne escogiteranno (si chiama terrorismo)
    Ma di queste aziende.e di questi metodi, lasci che glielo dica, ne faremmo tutti volentieri a meno.

    > Questo fanno detto in modo semplice e
    > semplicistico (non posso scrivere un papirwo
    > Sorride )... abbattendo costi da un lato e
    > aumentandone dall'altro per essere VISIBILI
    > nel mercato...
    >
    > A volte poi le aziende si burocratizzano per
    > settori inutili, ecco che prima produrre cd
    > dava tanto ora non più, per via della
    > concorrenza illegale, però nel frattempo
    > hanno assunto dipendenti hanno costi sui
    > quali non possono tornare indietro... e
    > abbassare i costi farebbe diminuire
    > ulteriormente i loro profitti... cioè in
    > pratica gente in mezzo alla strada....
    >
    > Domanda, è più giusto che guadagni più Del
    > Piero, Madonna o che guadagni più Levi
    > Montalcini?

    E' piu' meritorio lavorare per la sopravvivenza o per il divertimento ?

    > Se Del Piero guadagna così tanto è perchè
    > intorno al mondo calcio o musica c'è una
    > così forte DOMANDA che l'OFFERTA aumenta e
    > aumentano gli stipendi di....
    > Siamo noi.... un giorno di ordinaria
    > follia...
    >
    > Ora tuttavia il libero mercato è il sistema
    > migliore per allocare risorse... sono i
    > nostri bisogni che possono essere malati...
    >

    bisogni malati ? cosa intende ?
    Io non ho bisogni malati (almeno credo Sorride )

    > Ritiene giusti diritti d'autore e brevetti?
    > Sì senza essi non ci sarebbe ricerca...

    No, se servono solo ad accaparrarsi funzionalita', privando il mondo che ne sta fuori per annni e anni a venire.
    Un esempio su tutti, i medicinali salvavita che non vengono concessi al terzo mondo perche' non possono pagare il brevetto.

    Ecco, anche di tali scoperte, scienziati e ricerche, ne farei volentieri a meno.

    Si ricordi che se c'e' una esigenza REALE, questa verra' soddifsfatta comunque, forse un poco piu' tardi, ma verra' scoperta comunque. Anche senza brevetti e avvocati.

    > Certo alcuni sono esagerati sia nell'aspetto
    > economico che in quello di durata temporale
    > ma come fare a dire questo diritto d'autore
    > o brevetto deve durare 5 anni e quello 20?
    >

    Qui secondo me rientrano in gioco Maradona e la Levi Montalcini.
    Bisogna distinguere le invenzioni in funzione della loro utilita'

    Secondo me, le 'invenzioni' che piu' sono necessarie alla SOPRAVVIENZA (medicine, salute, ecc. ), sono quelle che NON devono del tutto sottostare ai brevetti (anche a costo che sia lo stato stesso che compra il brevetto per tutti i cittadini).

    Poi chi sono le invenzioni relative all' ORDINE SOCIALE (casa, macchina, ecc..).
    Queste, secondo me, dovrebbero essere regolamentate a parte, non e' possibile che nel 2003 non ci sia la tecnologia sufficiente per offrire case, macchine, cibo, per tutti.
    Se i cellulari hanno drasticamente ridotto il loro costo nel giro di 3 anni, perche' non si innesta questo circolo virtuoso anche sulle case e sulle macchine e su altri beni non fondamentali, ma necessari ?

    Alla fine ci sono le invenzioni legate al DIVERTIMENTO (mp3, divx, ecc. ecc.). In questo caso deve essere il mercato a decidere, in totale liberta'

    > Dietro i brevetti, quelli veri ci sono anni
    > di ricerca e investimenti da capogiro, è
    > giusto che chi o cosa ha investito e
    > arrichito il sapere umano ne trovi
    > giovamento...

    Pero' cosi' facendo sta privando il mondo non pagante della funzionalita'.

    > del resto queste sono aziende
    > dove c'è gente che lavora e ha diritto ad
    > essere remunerata...
    >

    La gente che muore ha molto piu' diritto ad essere curata.

    > E ricordo che la ricerca è possibile sono in
    > Oligopolio con grandi investimenti e che
    > molti confondono il concetto di "libera
    > competizione" con quello di "mercato di
    > concorrenza perfetta"... la differenza c'è.
    >

    E' per questo che la ricerca in Italia non esiste ?
    E' perche' ci sono monopoli ovunque ?
    Le piace tutto questo ?

    > Prof. ordinario
    non+autenticato
  • In pratica tu "uomo qualunque" vorresti ritornare in un'epoca preindustriale?
    Con diritti odierni per tutti... ma non stesso sviluppo?
    Se si vendono più Gazzetta dello Sport è colpa del politico di turno?
    La ricerca costa, i brevetti fanno rientrare questi costi e creano utili per ulteriori ricerche...
    Preferisco un modo dove ci si possa curare piuttosto che un mondo, utopisticamente più equo ma dove tutti muiono...
    Ricorda le aziende hanno bisogno di consumatori, anche quelle farmaceutiche.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > In pratica tu "uomo qualunque" vorresti
    > ritornare in un'epoca preindustriale?

    Al contrario, vorrei andare verso un' epoca 'post-industriale'.
    Qualcuno ha usato la definizione 'post-fordista'.

    > Con diritti odierni per tutti... ma non
    > stesso sviluppo?

    Il concetto di 'sviluppo' non sempre ha avuto una accezione positiva. Per esempio, nonostante lo 'sviluppo', la qualita' della vita' e' scesa, almeno a livello sociale, almeno nelle citta'.

    > Se si vendono più Gazzetta dello Sport è
    > colpa del politico di turno?

    Scusa, questa non la ho capita.

    > La ricerca costa, i brevetti fanno rientrare
    > questi costi e creano utili per ulteriori
    > ricerche...

    I costi vengono ricaricati, con interessi, sul consumatore finale, come sempre. Non trasformare una operazione di Puro Business in una Opera Pia.

    Se il consumatore non puo' pagare il tuo brevetto, non avra' alcun beneficio dalla tua scoperta, ma anzi ne viene danneggiato per il fatto che QUELLA scoperta non potra' essere 'liberata' dal brevetto prima di TOT anni (dove TOT e' un numero molto alto). Questo a casa mia si chiama Accaparramento, non Ricerca.

    Quelli che possono / vogliono pagare il tuo brevetto sono pochissimi. Ovviamente se parliamo di divertimento e' un discorso, mentre se parliamo di sopravvivenza il discorso cambia, ma di questo ne abbiamo gia' parlato.

    > Preferisco un modo dove ci si possa curare
    > piuttosto che un mondo, utopisticamente più
    > equo ma dove tutti muiono...

    Dal mio punto di vista, che mi sembra essere piu' ampio del tuo, dovremmo sacrificarci tutti per te ???????

    > Ricorda le aziende hanno bisogno di
    > consumatori, anche quelle farmaceutiche.

    Sicuro, e tu ricorda che i consumatori di molte di QUESTE aziende famacutiche ne farebbero volentieri a meno.

    Saluti

    Un uomo qualunque
    Think Tank
    Jago
    Anonimo

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > In pratica tu "uomo qualunque" vorresti
    > > ritornare in un'epoca preindustriale?
    >
    > Al contrario, vorrei andare verso un' epoca
    > 'post-industriale'.
    > Qualcuno ha usato la definizione
    > 'post-fordista'.

    Ford voleva dare un auto a tutti gli americani... ci riuscì il fordismo è il solito dispregiativo degli .ismi

    > > Con diritti odierni per tutti... ma non
    > > stesso sviluppo?
    >
    > Il concetto di 'sviluppo' non sempre ha
    > avuto una accezione positiva. Per esempio,
    > nonostante lo 'sviluppo', la qualita' della
    > vita' e' scesa, almeno a livello sociale,
    > almeno nelle citta'.

    Qui mi trovi d'accordo, ma se mi sbaglio "grazie" a questo sistema non c'è più vaiolo, malaria...
    Il problema semmai è un altro siamo in troppi e nonostante la qualità di vita sociale forse peggiora, nonostante io e tu possiamo dire e fare cose che un tempo non si potevano, la popolazione aumenta



    > > Se si vendono più Gazzetta dello Sport è
    > > colpa del politico di turno?
    >
    > Scusa, questa non la ho capita.

    E' semplice se nessuno legge giornali se non sportivi ti fa capire che i nostri bisogni sono malati non chi li offre... tutti possiamo comprare il giornale che vogliamo...


    > > La ricerca costa, i brevetti fanno
    > rientrare
    > > questi costi e creano utili per ulteriori
    > > ricerche...
    >
    > I costi vengono ricaricati, con interessi,
    > sul consumatore finale, come sempre. Non
    > trasformare una operazione di Puro Business
    > in una Opera Pia.

    Certo ma quel business egoistico di pochi, cosa che non sempre è cmq vera, crea benessere per altri


    > Se il consumatore non puo' pagare il tuo
    > brevetto, non avra' alcun beneficio dalla
    > tua scoperta, ma anzi ne viene danneggiato
    > per il fatto che QUELLA scoperta non potra'
    > essere 'liberata' dal brevetto prima di TOT
    > anni (dove TOT e' un numero molto alto).
    > Questo a casa mia si chiama Accaparramento,
    > non Ricerca.

    Se scopro il vaccino per l'epatite Z perchè l'azienda Brevettodevipagarlod dopo aver investito 100 mln di dollari non le rientrano i 100 mln più il profitto come potrà pagare in futuro i suoi dipendenti? Come potra scoprire il vaccino per l'AIDS?
    E le ricerche invane? Ma con costi?



    > Quelli che possono / vogliono pagare il tuo
    > brevetto sono pochissimi. Ovviamente se
    > parliamo di divertimento e' un discorso,
    > mentre se parliamo di sopravvivenza il
    > discorso cambia, ma di questo ne abbiamo
    > gia' parlato.
    >
    > > Preferisco un modo dove ci si possa curare
    > > piuttosto che un mondo, utopisticamente
    > più
    > > equo ma dove tutti muiono...
    >
    > Dal mio punto di vista, che mi sembra essere
    > piu' ampio del tuo, dovremmo sacrificarci
    > tutti per te ???????

    Per me? E mica sono un riccazzo io, sono un morto di fame... meglio tutti morti o qualcuno che puo curarsi?
    Meglio una medicina che magari con collette o sovvenzioni statali (in questo sono d'accordo con te) puo sussistere e far curare che nessuna...


    > > Ricorda le aziende hanno bisogno di
    > > consumatori, anche quelle farmaceutiche.
    >
    > Sicuro, e tu ricorda che i consumatori di
    > molte di QUESTE aziende famacutiche ne
    > farebbero volentieri a meno.

    ??? ne farebbero a meno?
    Se non vendono non guadagnano... se potessero vendere a meno pur speculando lo farebbero... stanne certo...


    > Saluti
    >
    > Un uomo qualunque
    > Think Tank
    > Jago
    > Anonimo


    Un morto di fameSorride
    non+autenticato


  • > > > Con diritti odierni per tutti... ma non
    > > > stesso sviluppo?
    > >
    > > Il concetto di 'sviluppo' non sempre ha
    > > avuto una accezione positiva. Per esempio,
    > > nonostante lo 'sviluppo', la qualita'
    > della
    > > vita' e' scesa, almeno a livello sociale,
    > > almeno nelle citta'.
    >
    > Qui mi trovi d'accordo, ma se mi sbaglio
    > "grazie" a questo sistema non c'è più
    > vaiolo, malaria...
    > Il problema semmai è un altro siamo in
    > troppi e nonostante la qualità di vita
    > sociale forse peggiora, nonostante io e tu
    > possiamo dire e fare cose che un tempo non
    > si potevano, la popolazione aumenta
    >
    >

    Quando sento quancuno dire che il problema e' che "siamo in troppi", non posso fare a meno di pensare ad una persona egoista, magari involontariamente.
    Se fossi veramente il "morto di fame" come ti firmi non diresti una cosa del genere.
    Nessun "morto di fame" ha mai detto che siamo in troppi.

    >
    > > > Se si vendono più Gazzetta dello Sport
    > è
    > > > colpa del politico di turno?
    > >
    > > Scusa, questa non la ho capita.
    >
    > E' semplice se nessuno legge giornali se non
    > sportivi ti fa capire che i nostri bisogni
    > sono malati non chi li offre... tutti
    > possiamo comprare il giornale che
    > vogliamo...
    >

    Qui non sono per niente d'accordo ma non me la sento di calcare la mano.
    La situazione dell' informazione, caro mio, se non te ne fossi accorto, e' tragica.
    Non funziona.
    E' troppo vulnerabile ad attacchi politici e di ingegneria sociale.
    Non scaricare sull "uomo qualunque" la situazione di sfascio totale in cui versano i media italiani e l'informazione.

    Tu dici che tutti possiamo comprare il giornale che vogliamo ... io ti rispondo che non c'e' un giornale che mi interessi piu'. Lo stesso e' accaduto con Internet.
    Questo e' il modo di far sentire libere le persone, senza che lo siano veramente.

    Domanda: "Volete voi milioni di siti internet ? Volete voi scegliere, tra tanti giornali, quali comprare ? Volete voi tante emittenti televisive ? Volete voi votare ? "

    Risposta (flebile e incerta, dal fondo): "si"

    Conclusione: "Benissimo, cosi' sia: che tutti i siti internet siano controllati !! che i gliornali siano tutti politicizzati !! che le stazioni tv siano monopolizzate perche' comunque troppo potenti !! e via al bipolarismo"

    Questa NON e' liberta'. O meglio non siamo piu' liberi degli iraqeni liberati ....... Sorride

    >
    > > > La ricerca costa, i brevetti fanno
    > > rientrare
    > > > questi costi e creano utili per
    > ulteriori
    > > > ricerche...
    > >
    > > I costi vengono ricaricati, con interessi,
    > > sul consumatore finale, come sempre. Non
    > > trasformare una operazione di Puro
    > Business
    > > in una Opera Pia.
    >
    > Certo ma quel business egoistico di pochi,
    > cosa che non sempre è cmq vera, crea
    > benessere per altri
    >

    Quel benessere non e' per me, per scelta e per necessita'. Quindi la mia posizione non si sposta di una virgola.

    Se dici queste cose, scusa, o sei masochista, o sei uno di quei pochi.

    E poi non credere che l'umanita' non sarebbe giunta comunque algli stessi risultati, con metodi e risultati sicuramente maggiormente apprezzabili.

    Ma la storia dell' Open Source non ti ha ancora insegnato nulla ?

    Se aspettavamo che Bill Gates ci fornisse un sistema operativo funzionante, campa cavallo e scuci i soldoni.

    Invece c'e' una altrenativa che, guarda un po'. funziona meglio ed e' anche gratis.
    IMPOSSIBILE !! Dirai tu, Keynes non lo aveva previsto !!!!
    Vero, aggiornati.

    >
    > > Se il consumatore non puo' pagare il tuo
    > > brevetto, non avra' alcun beneficio dalla
    > > tua scoperta, ma anzi ne viene danneggiato
    > > per il fatto che QUELLA scoperta non
    > potra'
    > > essere 'liberata' dal brevetto prima di
    > TOT
    > > anni (dove TOT e' un numero molto alto).
    > > Questo a casa mia si chiama
    > Accaparramento,
    > > non Ricerca.
    >
    > Se scopro il vaccino per l'epatite Z perchè
    > l'azienda Brevettodevipagarlod dopo aver
    > investito 100 mln di dollari non le
    > rientrano i 100 mln più il profitto come
    > potrà pagare in futuro i suoi dipendenti?

    Scusa, non e' un problema mio.
    Io mi metto nei panni di chi il tuo brevetto non lo puo' pagare.
    Smantelli la stuttura, e faccia altro.
    Crede di far bene, invece vuole solo fare soldi alle spalle dei bisognosi.

    > Come potra scoprire il vaccino per l'AIDS?
    > E le ricerche invane? Ma con costi?
    >
    >

    Credo che l' AIDS sia sempre esistito, ma questa e' dietrologia.
    Chi scopre, lo puo' fare per soldi (aziende farmaceutiche), ma anche per necessita' (vedi pennicillina, vedi Open Souce). Mi sembra scontato che non mi trovo dalla parte delle aziende farmaceutiche.

    Ti sparo una notizia che ho avuto, ma e' da verificare: da una recente indagine interna dell' Unione XXXXXXXXX e' risultato che ci sono piu' bypass cardiaci installati in Lombardia che in tutta la Francia. Quindi o i Lombardi hanno seri problemi di cuore, o quei dottori.......
    dopo 2 settimane e' scoppiato lo scandalo alle molinette di torino.

    Questa invece non e' un trollata: non riesco quasi mai a comprare l'aspirina non di marca perche' mi dicono che non c'e' e i farmacisti mi guardano malissimo.

    >
    > > Quelli che possono / vogliono pagare il
    > tuo
    > > brevetto sono pochissimi. Ovviamente se
    > > parliamo di divertimento e' un discorso,
    > > mentre se parliamo di sopravvivenza il
    > > discorso cambia, ma di questo ne abbiamo
    > > gia' parlato.
    > >
    > > > Preferisco un modo dove ci si possa
    > curare
    > > > piuttosto che un mondo, utopisticamente
    > > più
    > > > equo ma dove tutti muiono...
    > >

    Io non riesco a concepire un essere che soffre.
    Anche se fosse solo uno.
    Tu, evidentemente, si.
    Forse perche' quello che muore sono io e quello che si cura sei tu ?

    > > Dal mio punto di vista, che mi sembra
    > essere
    > > piu' ampio del tuo, dovremmo sacrificarci
    > > tutti per te ???????
    >
    > Per me? E mica sono un riccazzo io, sono un
    > morto di fame... meglio tutti morti o
    > qualcuno che puo curarsi?

    Meglio tutti vivi, dai retta.

    > Meglio una medicina che magari con collette
    > o sovvenzioni statali (in questo sono
    > d'accordo con te) puo sussistere e far
    > curare che nessuna...
    >
    >    
    > > > Ricorda le aziende hanno bisogno di
    > > > consumatori, anche quelle
    > farmaceutiche.
    > >
    > > Sicuro, e tu ricorda che i consumatori di
    > > molte di QUESTE aziende famacutiche ne
    > > farebbero volentieri a meno.
    >
    > ??? ne farebbero a meno?
    > Se non vendono non guadagnano...

    succede anche a me Sorride

    > se
    > potessero vendere a meno pur speculando lo
    > farebbero... stanne certo...

    sono certo che non e' cosi'.
    L' autore del post originario era un professore ordinario di economia politica, spero che non sia tu, e se sei tu, ho capito
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    >
    >
    > Certo ma quel business egoistico di pochi, cosa
    > che non sempre è cmq vera, crea benessere per
    > altri
    >
    Adam Smith ha fatto una affermazione nel 1776. Siamo nel 2010. Il mondo è parecchio cambiato da allora ed anche la ricerca economica e sociale. Ed abbiamo persino la dimostrazione matematica che con il "business egoistico", se non in casi molto particolari, non si arriva all'ottimo per tutti e spesso nemmeno al meglio per gli stessi partecipanti (se non hai già capito di cosa parlo ti do due indizi:"Equilibrio di Nash" e "Ottimo di Pareto").




    >
    > > Se il consumatore non puo' pagare il tuo
    > > brevetto, non avra' alcun beneficio dalla
    > > tua scoperta, ma anzi ne viene danneggiato
    > > per il fatto che QUELLA scoperta non potra'
    > > essere 'liberata' dal brevetto prima di TOT
    > > anni (dove TOT e' un numero molto alto).
    > > Questo a casa mia si chiama Accaparramento,
    > > non Ricerca.
    >
    > Se scopro il vaccino per l'epatite Z perchè
    > l'azienda Brevettodevipagarlod dopo aver
    > investito 100 mln di dollari non le rientrano i
    > 100 mln più il profitto come potrà pagare in
    > futuro i suoi dipendenti? Come potra scoprire il
    > vaccino per l'AIDS?
    >
    > E le ricerche invane? Ma con costi?
    >
    La prima ipotesi che supponi senza esplicitarla è che nessun altro sarebbe in grado di arrivare allo stesso risultato. Invece la storia recente è piena di "corsa" alla scoperta e di "invenzioni" sviluppate indipendentemente a distanza di mesi.

    La seconda è che nessun altro sarebbe in grado di arrivare allo stesso risultato senza gli stessi investimenti: invece la storia recente insegna che molte "scoperte" sarebbero arrivate a costi molto inferiori se solo si aspetta la maturazione dell'ambiente tecnologico in cui è nata.

    Se non lo scopri tu, lo scoprirà qualcun altro. La quasi totalità delle "scoperte" occidentali hanno avuto uno "scopritore" asiatico, prima o dopo. Ma se io do a te il "brevetto", come minimo stai impedendo ad un altro di scoprire la stessa cosa. E se dai a qualcuno il Copyright su un opera, stai impedendo a qualcun altro di scriverla. Soprattutto se parliamo di "pezzi" di opere ("Derivative Works").

    Sai vero come è finita la diatriba tra Michael Jackson e Al Bano Carrisi sul refrain di "Will you be there"/"I Cigni di Balaka"? Che quel refrain esisteva già in una canzone tradizionale indiana! Ambedue sono andati avanti per anni dicendo di aver "creato" quel refrain, ed alla fine gli avvocati di Jackson hanno scoperto che qualcun altro lo aveva "creato" ben prima di loro. E con questa "scoperta" Michael Jackson non ha sborsato un cent ad Albano, che altrimenti l'avrebbe avuta vinta, essendo la sua canzone precedente.

    La domanda vera è: quanti refrain, soggetti a copyright, sono in realtà in qualche canzone popolare in qualche altra parte del mondo?

    Ora, se la durata della "limitazione dei diritti" collettivi è breve, se ne può anche discutere (una volta negli USA si parlava di 15 anni dalla pubblicazione ed i brevetti duravano 10 anni), ma se un brevetto dura più della sua obsolescenza tecnologica o se una "Limitazione del Diritto Naturale di Copiare" dura più di una generazione, allora smette di essere un "metodo per remunerare la ricerca/l'autore" e diventa una forma di protezionismo. E allora i danni che fanno sono sicuramente superiori ai benefici che recano.
    non+autenticato
  • 1) "economia della scarsità" e di "economia dell'abbondanza" non stanno ad indicare due opzioni che ha "chi controlla i mezzi di produzione"

    2) chi controlla i mezzi di produzione non sono gli economisti, politici e legislatori, ma le aziende che operano nel mercato.

    3) quando queste vendono prodotti digitali, utilizzano modelli con i costi marginali propri del prodotto che vendono.

    4) il costo marginale del prodotto digitale non e' zero, ma molto vicino a zero.

    In conclusione, mi pare che si sia banalizzato e storpiato qualche concetto di economia per fare un discorso qualunquista e sempliciotto. In realta', al di fuori di questo forum, ci sono diverse discussioni e libri sull'argomento dei prodotti digitali, costi, prezzi, copyright, ecc. ma non a caso scaturisono da Universita' prestigiose (Berkeley, Stanford, MIT, UTexas) ed hanno un livello di approfondimento e congnizione dell'argomento tale da rendere estremamente interessante il dibattito.

    Qui invece ci si accontenta di un dibattito superficiale, tra ignoranti, e basato su presupposti sballati. Che potrebbe avere l'unico merito di stimolare gli utenti ad approfondire (dopo averli corretti dagli storpiamenti) alcuni concetti sollevati e le discussioni che ne derivano, che sono senz'altro molto interessanti.

    Cordialmente,

    Matteo
    non+autenticato
  • ... ovvero come si puo' scrivere a sproposito quando si leggono le cose al di fuori del contesto, specialmente se non si da nessun contributo all'argomento e si desidera solo fare critica distruttiva.

    Considerato che l'articolo aveva una premessa della stessa lunghezza, mi sembra impossibile che lo si possa fraintendere fino a questo livello, ma comunque ti rispondo puntualmente.

    Un articolo di divulgazione, e di "filosofia" deve essere chiaro, e questo, avendo prodotto una settantina di commenti omogenei, lo e' stato senz'altro, e generale; definirlo "generico" da una misura di quanto sia stato letto fuori dal contesto.

    Definire l'autore ignorante e pressappochista fornisce poi una misura del rispetto che l'autore del commento sta utilizzando.

    - Scritto da: Anonimo
    > 1) "economia della scarsità" e di "economia
    > dell'abbondanza" non stanno ad indicare due
    > opzioni che ha "chi controlla i mezzi di
    > produzione"

    Mah, forse dovresti spiegarlo alla Monsanto od alla Disney, che loro non hanno la possibilita' di decidere come vendere i loro prodotti. Io non ho grossi dubbi in merito.

    > 2) chi controlla i mezzi di produzione non
    > sono gli economisti, politici e legislatori,
    > ma le aziende che operano nel mercato.

    Ho riletto attentamente l'articolo; fallo anche tu perche' mi pare ne abbia bisogno.

    > 3) quando queste vendono prodotti digitali,
    > utilizzano modelli con i costi marginali
    > propri del prodotto che vendono.

    Il fallimento di tutte le iniziative di vendita di e-book, per citare solo un esempio, ammesso recentemente da una delle massime aziende del settore, sta dimostrare, molto piu' di quello che c'e' probabilmente scritto nei documenti che di cui tu segnali l'esistenza (senza fornire nessun link o citazione), che almeno nel caso degli e-book questo e' provatamente falso.

    In quale campo ti risulta che la tua affermazione sia dimostrata vera (non "su quale testo di economia") ?

    > 4) il costo marginale del prodotto digitale
    > non e' zero, ma molto vicino a zero.

    No, se si integrano i costi di riproduzione (rete, cpu, usura dei dischi, elettricita' ....) si inseriscono in un modello matematico elementi infinitesimi di ordine superiore; allora dovrebbe inserirsi anche il costo del cibo necessario a fornire le calorie spese per premere il tasto invio.

    Il costo marginale di produzione di un e-book, come   specificato nella definizione che precede l'affermazione, e' zero.

    > In conclusione, mi pare che si sia
    > banalizzato e storpiato qualche concetto di
    > economia per fare un discorso qualunquista e
    > sempliciotto. In realta', al di fuori di
    > questo forum, ci sono diverse discussioni e
    > libri sull'argomento dei prodotti digitali,
    > costi, prezzi, copyright, ecc. ma non a caso
    > scaturisono da Universita' prestigiose
    > (Berkeley, Stanford, MIT, UTexas) ed hanno
    > un livello di approfondimento e congnizione
    > dell'argomento tale da rendere estremamente
    > interessante il dibattito.
    >
    > Qui invece ci si accontenta di un dibattito
    > superficiale, tra ignoranti, e basato su
    > presupposti sballati. Che potrebbe avere
    > l'unico merito di stimolare gli utenti ad
    > approfondire (dopo averli corretti dagli
    > storpiamenti) alcuni concetti sollevati e le
    > discussioni che ne derivano, che sono
    > senz'altro molto interessanti.

    Queste considerazioni confermano il fatto che hai frainteso completamente il contesto ed il significato, ed hai anche letto distrattamente.
    Volendo esprimere un commento, quest'ultima cosa e' un delitto capitale. A maggior ragione visto che ti ispiri a Berkeley, Stanford, MIT, ed UTexas.

    Spero che i tuoi peer review, se ne fai, siano preceduti da letture molto piu' attente.

    Saluti.   Marco Calamari
    non+autenticato

  • > > 1) "economia della scarsità" e di
    > "economia
    > > dell'abbondanza" non stanno ad indicare
    > due
    > > opzioni che ha "chi controlla i mezzi di
    > > produzione"
    >
    > Mah, forse dovresti spiegarlo alla Monsanto
    > od alla Disney, che loro non hanno la
    > possibilita' di decidere come vendere i loro
    > prodotti. Io non ho grossi dubbi in merito.

    certamente hanno la possibilita' di decidere come vendere i loro prodotti (come spiegato nel passaggio successivo dell'articolo - anche se non si tratta di due metodi, ma dello stesso metodo; e non di due opzioni, ma di una "gradazione" continua di opzioni sulla scala della quantita' di output - una sola delle quali fornisce l'ottimizzazione dei profitti), ma questa facolta' non e' indicata dagli economisti come scelta tra "economia dell'abbondanza" e "della scarsita'"


    >
    > > 2) chi controlla i mezzi di produzione non
    > > sono gli economisti, politici e
    > legislatori,
    > > ma le aziende che operano nel mercato.
    >
    > Ho riletto attentamente l'articolo; fallo
    > anche tu perche' mi pare ne abbia bisogno.

    Beh, il riferimento non e' diretto, ma implicito da questi due passaggi riferiti allo stesso metodo-modello di scelta:

    1) "i due metodi con cui chi controlla i mezzi di produzione"
    2) "gli economisti, e con loro i politici ed i legislatori (...) continuano ad impiegare modelli economici"


    >
    > > 3) quando queste vendono prodotti
    > digitali,
    > > utilizzano modelli con i costi marginali
    > > propri del prodotto che vendono.
    >
    > Il fallimento di tutte le iniziative di
    > vendita di e-book, per citare solo un
    > esempio, ammesso recentemente da una delle
    > massime aziende del settore, sta
    > dimostrare, molto piu' di quello che c'e'
    > probabilmente scritto nei documenti che di
    > cui tu segnali l'esistenza (senza fornire
    > nessun link o citazione), che almeno nel
    > caso degli e-book questo e' provatamente
    > falso.

    Non sono a conoscenza delle iniziative di vendita di e-book, ma sarei curioso di conoscere quell'imprenditore che vende ebooks senza sapere qual'e' il costo marginale del suo ebook. In generale comunque il fallimento da solo non prova niente. Serve anche un caso di successo, ed una analisi comparativa dei due casi che faccia emergere che la differenza tra i due l'ha fatta l'utilizzazione di modelli con costi marginali diversi (se questa e' la tesi...).

    >
    > In quale campo ti risulta che la tua
    > affermazione sia dimostrata vera (non "su
    > quale testo di economia") ?

    microsoft, per citare un animale difficile da non notare


    >
    > > 4) il costo marginale del prodotto
    > digitale
    > > non e' zero, ma molto vicino a zero.
    >
    > No, se si integrano i costi di riproduzione
    > (rete, cpu, usura dei dischi, elettricita'
    > ....) si inseriscono in un modello
    > matematico elementi infinitesimi di ordine
    > superiore; allora dovrebbe inserirsi anche
    > il costo del cibo necessario a fornire le
    > calorie spese per premere il tasto invio.
    >
    > Il costo marginale di produzione di un
    > e-book, come   specificato nella definizione
    > che precede l'affermazione, e' zero.

    e' tendente allo zero, zero ai fini pratici di qualsiasi argomentazione, ma non esattamente zero. Per curiosita' poi, il costo del cibo necessario per l'energia per premere il tasto invio non viene computata, ma l'opportunity cost dell'impiego alternativo di quella energia si.

    L'articolo da quanto ho capito era quindi un filosofeggiare generale, e qualsiasi riferimento a "costi marginali" "profitto" "economia" ed "economisti" non sono da ritenersi accurate argomentazioni a supporto di una tesi ma solamente come parole chiavi per colorare e tentare di avvalorare un discorso qualunquista fino al punto di culminare (e riassumersi) trionfalmente nella domanda iper-qualunquista: "Da che parte stai, da quella della fame o da quella dell'abbondanza ?"

    Matteo

    per chi fosse interessato alla legislazione sugli mp3:
    http://cyber.law.harvard.edu/mp3/
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > L'articolo da quanto ho capito era quindi un
    > filosofeggiare generale, e qualsiasi
    > riferimento a "costi marginali" "profitto"
    > "economia" ed "economisti" non sono da
    > ritenersi accurate argomentazioni a supporto
    > di una tesi ma solamente come parole chiavi
    > per colorare e tentare di avvalorare un
    > discorso qualunquista fino al punto di
    > culminare (e riassumersi) trionfalmente
    > nella domanda iper-qualunquista: "Da che
    > parte stai, da quella della fame o da quella
    > dell'abbondanza ?"

    L'articolo si propone di fare una sintesi di questioni molto dibattute nei dettagli ma poco a livello macroscopico; quello che succede quando si parla del WTO e non dell'effetto globale dei sussidi agli agricoltori.

    Fatti ed opinioni sono ben distinti; e definire un articolo di questo tipo "qualunquista" e' proprio di coloro che non vedono la foresta perche' ci sono tutti quegli alberi in mezzo ...

    "Quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito"

    Marco Calamari
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    [cut]
    >
    > 4) il costo marginale del prodotto digitale
    > non e' zero, ma molto vicino a zero.
    >

    Ci siete cascati tutti in questa trollata ?
    E' chiaro che non e' proprio zero, ma essendone molto vicino, e' come se lo fosse. Quando l' autore dice 'esattamente zero' sta andando a pesca....e i pesci abboccano !!

    > In conclusione, mi pare che si sia
    > banalizzato e storpiato qualche concetto di
    > economia per fare un discorso qualunquista e
    > sempliciotto. In realta', al di fuori di
    > questo forum, ci sono diverse discussioni e
    > libri sull'argomento dei prodotti digitali,
    > costi, prezzi, copyright, ecc. ma non a caso
    > scaturisono da Universita' prestigiose
    > (Berkeley, Stanford, MIT, UTexas) ed hanno
    > un livello di approfondimento e congnizione
    > dell'argomento tale da rendere estremamente
    > interessante il dibattito.
    >
    > Qui invece ci si accontenta di un dibattito
    > superficiale, tra ignoranti, e basato su
    > presupposti sballati.

    Scusi prof., non la avevo riconosciuta. Sorride

    Penso che su PI non se ne possa piu' di sentire parlare di queste problematiche di costi, prezzi, copyright, ecc. che ogni giorno, sempre di piu;. appestano il mondo informatico come un'orda di cavallette impazzite (vedi SCO), e che con il mondo informatico non hanno (o non dovrebbero avere) nulla a che fare.

    Le minacce di questi signori colpiscono noi, in quanto utenti di computer, comunicatori paritetici e utilizzatori, e creatori, di Software Libero.

    Ecco perche', nella nostra ignoranza, si tenta di capirci qualcosa.

    Se scende un attimo dalla cattedra(le), forse capira' meglio quello che voglio dire .....


    > Che potrebbe avere
    > l'unico merito di stimolare gli utenti ad
    > approfondire (dopo averli corretti dagli
    > storpiamenti) alcuni concetti sollevati e le
    > discussioni che ne derivano, che sono
    > senz'altro molto interessanti.
    >

    bene, e se ci vuole fare una tesi, si ricordi i diritti d'autore Sorride

    > Cordialmente,
    >
    > Matteo
    non+autenticato
  • Il pressappochismo con il quale si affrontano questioni di rilievo vitale per la nostra economia è causa del disinteresse e della disinformazione del popolo italiano, che su questa scia si avvia cieco e tacito al più nefaldo asservimento delle multinazionali americane. Svegliatevi, il tempo per la salvezza è agli sgoccioli.                                                                


    Stedis
    non+autenticato

  • Se una azienda ha una guadagno di 1000, e un costo marginale di 1, allora e' come se fosse 0 (zero).

    E' solo teoria dire che e' diverso da zero: il problema di lor signori e' che anche io, che ricco non sono, posso affrontare quell' 1 di spesa, non ho bisogno di una azienda che pretenda di farlo per me, e per tutti, a costi, peraltro, assurdi.

    I costi di connettivita' e di hardware e' risibile per una grossa azienda, e per questo NON dobbiamo ringraziare i tornacontisti di casa nostra.

    Sapete sicuramente che il costo di elaborazione e connettivita' e' sempre piu' basso, e che la potenza di calcolo e le velocita' di collegamento sempre maggiori. Come anche la capacita' di produrre cibo e' sempre maggiore, e i costi di produzione sempre minori. Pero' un mp3 e' sempre piu' o meno lungo 5 MB.
    A fronte di questo pero', succede un fenomeno strano, inverso a quello che qualunque essere che possa definirsi umano possa concepire: i costi di fruizione AUMENTANO, il costo del cibo AUMENTA, e questo puo' essere applicato a tutti i campi della produzione classica, dalla benzina alla casa.

    Il discorso della casa poi, e' il massimo del minimo. Vivo in una citta' che e' seconda solo a Tokyo e New York come prezzi al metroquadro (come servizi pero' somiglia a Malindi), e' c'e' ancora qualche tornacontista che dice che ci sono troppe case, che preferisce che i prezzi salgano invece di scendere, ecc. ecc...

    Dite che che gli OGM sono inutili e che c'e' sovrapproduzione di cibo ? Benissimo, ma insieme dovete anche dirmi, giustificandolo, perche' mezzo mondo muore di fame mentre l' altro mezzo mondo distrugge interi raccolti per 'sostenere il mercato' (ma quale mercato ? qui costa tutto il triplo .... 'sostengono il mercato' e affossano le persone....).

    Pensate davvero che gli OGM siano nati originariamente per far fare soldi al suo inventore o detentore di brevetto ? O pensate che siano nati dal fatto che, per un motivo o per l'altro, c'e' gente che muore di fame ?

    Pensate davvero che l'ingegneria genetica sia nata originariamente per brevettare il DNA di razze 'pure' o per fare distruggere le arance in sovrappiu' ? O pensate che sia nata per curare malattie gravi, per ridare speranza a chi non ne ha piu'?

    Pensate davvero che Internet sia nata per scaricare pornazzi e scaricare loghi e suonerie (o, ina altri casi, per fare scaricare pornazzi o per vendere loghi e suonerie) ? Non pensate che possa essere DAVVERO utile a chi ha DAVVERO bisogno (disabili, paesi in via di sviluppo, ecc.)

    Pensate davvero che il P2P sia nato solo per far dispetto alla Major (ma Major de che ?) e non per una volonta' di reciproca condivisione di conoscenze, o meglio. per far arrivare la conoscenza in queli luoghi dove NON esistono megastore, e non arriveranno mai perche' al lor signori non conviene ? Queste intere trance di popolazione cosa devono fare, anche solo per lavorare e per tenersi aggiornate, se non guardare Canale 5 ?

    Mi sembra evidente che tutto questo nasca per PAURA del futuro, ma soprattutto della coscienza non SAPERE VIVERE IL FUTURO (in parole povere, paura di perdere la solita 'poltrona' .....)

    Per concludere, penso che, soprattutto dopo l'11 settembre 2001, questo mondo si sia popolato di SQUALI che hanno solo trovato il momento di debolezza giusto per uscire allo scoperto, pronti a lucrare su tutto e tutti, indiscriminitamente, accaparrandosi anche di mezzi non propri (vedi SCO) ma soprattutto, e questo lo reputo gravissimo, STRAVOLGENDO L'ORIGINE DELLE COSE E DEI FATTI.

    Come il bell'articolo di Marco Calamari termina con una domanda retorica, voglio terminare anche io con una domanda ancora piu' retorica (se possibile):

    Io sono dalla parte giusta, e tu ?

    Ciao
    Jago


  • >
    > Io sono dalla parte giusta, e tu ?
    >
    > Ciao
    > Jago


    Jago, tu non stai da nessuna parte giusta. Proprio oggi sono saltate le discussioni a Cancun perche' l'Europa (cioe' la parte dove stai te) non ha voluto abbattere il protezionismo agricolo che danneggia i produttori del terzo mondo a vantaggio degli agricoltori europei. Quindi, per quanto immagino che non ne approvi le politiche, stai dalla parte sbagliata.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > >
    > > Io sono dalla parte giusta, e tu ?
    > >
    > > Ciao
    > > Jago
    >
    >
    > Jago, tu non stai da nessuna parte giusta.
    > Proprio oggi sono saltate le discussioni a
    > Cancun perche' l'Europa (cioe' la parte dove
    > stai te) non ha voluto abbattere il
    > protezionismo agricolo che danneggia i
    > produttori del terzo mondo a vantaggio degli
    > agricoltori europei.

    Io sono completamente contrario al protezionismo agricolo.
    Sono contrario alle sovvenzioni statali, o a qualcunque forma di assistenzialismo, agli agricoltori perche', come dici tu, danneggia gli
    agricoltori di quei paesi che quelle sovvenzioni non le hanno.

    Ma lo hai letto il mio intervento ?


    > Quindi, per quanto
    > immagino che non ne approvi le politiche,

    non le approvo infatti

    > stai dalla parte sbagliata.

    se lo dici tu .... a me sembra che abbiamo la stessa opinione.

    Ciao
    non+autenticato

  • >
    > se lo dici tu .... a me sembra che abbiamo
    > la stessa opinione.
    >

    abbiamo la stessa opinione, ma in quanto europei stiamo dalla parte sbagliata: quella degli ex-colonialisti e dei presenti sfruttatori del terzo mondo e rovina dell'equilibrio del pianeta
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > >
    > > se lo dici tu .... a me sembra che abbiamo
    > > la stessa opinione.
    > >
    >
    > abbiamo la stessa opinione, ma in quanto
    > europei stiamo dalla parte sbagliata: quella
    > degli ex-colonialisti e dei presenti
    > sfruttatori del terzo mondo e rovina
    > dell'equilibrio del pianeta

    Siamo individui pensanti, io non penso di stare dalla parte sbagliata perche' c'e' berlusconi che governa il mio paese, perche' l'ue pratica politiche agricole che non condivido, o perche' abbiamo una storia piena di brutture.
    Se tu per primo non aiuti te stesso, non lo fara' nessun altro.
    Ciao

    non+autenticato
  • Ho il sospetto che alla base del nostro darci da fare vi sia la spinta alla riproduzione, e allora mi chiedo in quale misura una deprecabile sforbiciata potrebbe ridimensionare l'interesse alla vita.
    Ho anche potuto osservare come lo stimolo all'inseminazione trovi sfogo, fuori dall'abbraccio amoroso, principalmente nella creativita', oltre che in tutte le attivita' socialmente utili.
    Potete immaginare un futuro in cui i vostri figli saranno criminalizzati qualora osassero produrre un pensiero indipendente?, e potete immaginare quali ripercussioni avra' la castrazione intellettuale sulla libido?
    E' possibile tollerare che gli enormi interessi di un'infima parte mettano in forse la sopravvivenza della specie?
    A me l'enormita' della cosa pare sia seconda solo al mutamento climatico, evento inarrestabile, verissimo, ma, a maggior ragione, immaginare di contenere l'inventiva e la spontanea genialita' proprio quando si profila una catastrofe mi lascia sgomento.
    E poi potrebbe una stupida legge contenere l'istinto primario? Quale nuova rivoluzione (e quanto sanguinaria) competera' alle future generazioni quando prevedibilmente vorranno riappropriarsi del diritto di esistere?
    non+autenticato
  • dove la compri?
    Quanti film vedi?

    Se non ci sono acquirenti......
    non+autenticato
  • La politica del fascismo, checchè se ne dica è stata keynesiana prima che Keynes stesso la definisse nei particolari...
    L'intervento dello stato chiuso nella nazione sua stessa ha prodotto risultati che altre parti del mondo hanno ottenuto dopo e l'Italia ha risentito minimamente della grande depressione del '29....
    Questo non c'entra con il sistema democratico o non del fascismo ma tuttavia essendo la storia scritta da chi vince ovvio che il totale risanamento italiano sia industriale, agricolo legislativo fosse denigrato... quando a tutt'oggi si usano strutture ad ogni livello di derivazione fascistica se non completamente fascistiche....

    Tornando alla ricerca è "normale" che le multinazionali speculano sui loro prodotti...

    La grande domanda è:

    Avere un sistema che ti permette di scoprire o inventare utilità per l'umanità ma che le distribuisce in maniera tornacontistica o avere un sistema che suddivide a tutti (sempre che avvenga) ma che non scopre niente?

    Le multinazionali estere, dove per estero non significa solamente states, investono sulle università bei quattrini che poi rivogliono indietro come profitti questo in Italia e non solo è visto come qualcosa di sporco in quella che è la pulità Università, piena di raccomandati, perchè il privato non puo mai avere fini welfaristici.....

    Poi ci sono i prosciutti davanti agli occhi con i vari Berlusconi attaccati giustamente o ingiustamente... SME, Telekom Serbia, De Benedetti e compagnia con la stupidità di chi crede che l'unico sporco sia Berlusca....

    Certo puo essere peggio sapere che la cura c'è e non poterla comprare forse....

    Ma tutti vogliono un tornaconto da quello che fanno anche il signor Rossi quando investe i suoi quattrini in banca figuriamoci la casa farmaceutica che è creatrice di ricchezza in primis....

    Questo non vuol dire che non ci debbano essere correttivi...

    Quando sento per esempio parlare a favore degli ogm per risolvere la fame nel mondo mi vien da ridere considerando la sovraproduzione che c'è....
    non+autenticato
  • Beh si, ma l'impatto psicologico che deriva dall'impotenza forse e' importante. La resa dell'intelletto potrebbe risentire della costrizione. Potersi esprimere solo nell'ambito di un determinato ambiente a mio parere assomiglia al produrre sperma dietro il paravento in un qualunque laboratorio di analisi, piuttosto mortificante oltre che poco divertente. Riguardo la produttivita' fuori dagli schemi credo che l'esempio di Linux debba far riflettere e non vedo perche' non sia ipotizzabile un valido contributo in altri campi, considerando anche che molta ricerca si puo' fare usando dei simulatori e grazie ad internet il calcolo distribuito offrirebbe potenza adeguata.
    non+autenticato
  • Beh si, ma l'impatto psicologico che deriva dall'impotenza forse e' importante. La resa dell'intelletto potrebbe risentire della costrizione. Potersi esprimere solo nell'ambito di un determinato ambiente a mio parere assomiglia al produrre sperma dietro il paravento in un qualunque laboratorio di analisi, piuttosto mortificante oltre che poco divertente. Riguardo la produttivita' fuori dagli schemi credo che l'esempio di Linux debba far riflettere e non vedo perche' non sia ipotizzabile un valido contributo in altri campi, considerando anche che molta ricerca si puo' fare usando dei simulatori e grazie ad internet il calcolo distribuito offrirebbe potenza adeguata.
    non+autenticato
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