Alfonso Maruccia

Pirati europei alla riforma del copyright

Dalla protesta alla proposta: i parlamentari del Partito Pirata europeo pubblicano un documento programmatico che si propone di riformare radicalmente il diritto d'autore. Che non va abolito ma fortemente limitato

Roma - In attesa che il Parlamento Europeo si pronunci sul destino del discusso trattato anti-contraffazione noto come ACTA, il Partito Pirata si muove in direzione propositiva rilasciando un documento che descrive in dettaglio come il diritto d'autore andrebbe riformato.

Le fondamenta del copyright restano, ma l'edificio andrebbe poderosamente ristrutturato: stilato dal fondatore del Partito Pirata svedese Rickard Falkvinge e dall'europarlamentare Christian Engstrom, The Case for Copyright Reform parte dal banale presupposto per cui la condivisione dei contenuti nell'era di Internet e della connettività ubiqua non va e non può essere contrastata.

Il "piano" legislativo anti-ACTA dei pirati europei mette prevedibilmente al bando qualsivoglia tecnologia DRM per l'inibizione alla copia, e indica chiaramente gli ambiti in cui la condivisione andrebbe legittimata (la copia privata senza scopo di lucro) e laddove andrebbe vietata (copia con lucro).
Tagliati anche gli attuali termini di durata del copyright sulle opere dell'ingegno, che secondo il documento del Partito Pirata dovrebbero passare dagli attuali, "assurdi" 70 anni a 20 anni - con l'obbligo di scegliere se rinnovare la protezione del copyright ogni cinque anni.

L'obiettivo dei pirati europei è insomma quello di ridimensionare in maniera significativa l'attuale controllo orwelliano concesso dalla politica all'industria dei media, e dall'abuso particolaristico di leggi nate per difendere il bene comune usate contro una tecnologia di condivisione (Internet) che Falkvinge definisce come lo strumento più democratico mai esistito.

Alfonso Maruccia
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222 Commenti alla Notizia Pirati europei alla riforma del copyright
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  • A parte che il copyright è sbagliato a priori 20 anni (voglio sperare dalla creazione e non certo dalla morte dell'autore) forse forse per musica e film, ma per il software sono assolutamente troppi. 20 anni fa stavamo con l'Amiga 600. Per carità ottima macchina per l'epoca (come il C64 prima) ma rispetto a oggi assolutamente obsoleta. E sul piano console si stava in piena era 16 bit, con SNES e Megadrive a contendersi il podio.
    Il software per le vecchie macchine va reso PATRIMONIO DELL'UMANITA'.
  • MA... MA... MA... DICOOOOO!!!!
    S-C-H-E-R-Z-I-A-M-O? Arrabbiato
    STIAMO SCHERZANDO VERO? ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiato

    Il vostro subdolo piano per far diventare Windows 95 (TM) open source entro il 2015 ve lo potete pure scordare belli miei! MAI e poi M-A-I! ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiato
    Volete rubare il software della Microsoft Corporation (TM), perché siete invidiosi che Ubuntu non vale niente e fa schifo! Ecco la verità, ecco che spuntano gli scheletri dagli armadi! ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiato
    non+autenticato
  • - Scritto da: Winaro
    > MA... MA... MA... DICOOOOO!!!!
    > S-C-H-E-R-Z-I-A-M-O? Arrabbiato
    > STIAMO SCHERZANDO VERO? ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiato
    >
    > Il vostro subdolo piano per far
    > diventare Windows 95 (TM) open source

    > entro il 2015 ve lo potete pure scordare belli
    > miei! MAI e poi M-A-I! ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiatoArrabbiato
    >Arrabbiato
    > Volete rubare il software della Microsoft
    > Corporation (TM), perché siete invidiosi che
    > Ubuntu non vale niente e fa schifo! Ecco la
    > verità, ecco che spuntano gli scheletri dagli
    > armadi! ArrabbiatoArrabbiato
    >Arrabbiato


    cambia pusher
    non+autenticato
  • >
    > cambia pusher

    Senti na roba, ormai dovresti riuscire a riconoscerli facilmente i trolloni. Non ci cadere come un niubbo. E' da parecchio che girano e son sempre i soliti discorsi...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonymous 2.0
    > >
    > > cambia pusher
    >
    > Senti na roba, ormai dovresti riuscire a
    > riconoscerli facilmente i trolloni. Non ci cadere
    > come un niubbo. E' da parecchio che girano e son
    > sempre i soliti
    > discorsi...

    Quoto. Se devi trollare vattene da un'altra parte, che questo è il MIO thread! OKKEY? ArrabbiatoArrabbiato
    O ti credi che è tutto open source? ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiato
    E poi girano CHI? Di winaro ce nè solo uno e sono io .

    Parola di Winaro!Occhiolino
    non+autenticato
  • Uno degli effetti più perniciosi del copyright è il prolungarsi indefinito dei diritti su un'opera.
    Faccio un esempio musicale, molte registrazioni jazz inizio secolo sono ormai di pubblico dominio.
    L'editore x prende i nastri originali dagli archivi, fa un bel remastering e voilà, altri decenni di copyright. Questo perchè il pubblico non avrà mai accesso a quel materiale.
    Questa è esperienza comune sui libri di scuola, cambi due righe e hai un'edizione nuova da vendere e con altri anni di diritti (anche se è un pò diverso).
    Una nuova traduzione di Shakespeare, probabilmente inutile, Altri anni di diritti!
    Un'altro aspetto interessante riguarda le tecnologie DRM.
    Se un file con drm diventa di pubblico dominio, come posso diffonderlo o darlo a d altri, pur essendo mio diritto? La tecnologia me lo impedisce!
    E se nel frattempo l'originale è indisponibile, perchè di un privato o distrutto?
    Non bisogna dimenticare i server musicali di Yahoo, messi offline anni fa.
    Gli utenti hanno perso milioni di brani, Yahoo! ha affermato che anche i contenuti digitali muoiono.....
    Non solo, milioni di copie legali sono state distrutte, non diventeranno mai di pubblico dominio.
    non+autenticato
  • Testimonio personalmente che in molti paesi post socialisti in asia dove ho viaggiato e vissuto la pirateria e' 100% tollerata se non addirittura legale con tanto di negozi fornitissimi nei maggiori centri commerciali.

    Quindi l'applicazione pratica nel mondo reale dell'ideologia del Pirat Parteit.

    Vediamo quindi le ovvie conclusioni :

    1 - nessuno sviluppa software commerciali e le poche software house fanno solo lavori custom per aziende.

    2 - i musicisti locali hanno come unico introito il suonare dal vivo, nonostante i CD originali costino solo 4-5$ e si trovino pure usati nelle ceste a 1-2$ : la gente preferisce la copia pirata sulle bancarelle per 0.5$ e fanno anche noleggio e abbonamenti !

    3 - la produzione cinematografia e' quasi azzerata, tranne in paesi dove c'e' una enorme massa critica che comunque giustifica la spesa, vedi la Cina ad esempio, soldi che comunque gli autori fanno piu' col film che poi passa in TV o viene tradotto in altre lingue e venduto ad altre aziende che non con i cinema locali o vendita/noleggio dvd.

    4 - qualunque cosa venga prodotta e' comunque in chiave stracommerciale, per il semplice motivo che non c'e' trippa per gatti per chi cerchi di fare un prodotto di nicchia.


    benissimo.
    e' questo che volete ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Detrattore
    > Testimonio personalmente che in molti paesi post
    > socialisti in asia dove ho viaggiato e vissuto la
    > pirateria e' 100% tollerata se non addirittura
    > legale con tanto di negozi fornitissimi nei
    > maggiori centri
    > commerciali.

    Comincio con una domanda: sei per caso "Pepito il breve"? (lo chiedo perchè diceva di aver viaggiato molto in asia, e spesso chiedeva "è questo che volete?")


    >
    > Quindi l'applicazione pratica nel mondo reale
    > dell'ideologia del Pirat
    > Parteit.
    >
    > Vediamo quindi le ovvie conclusioni :
    >
    > 1 - nessuno sviluppa software commerciali e le
    > poche software house fanno solo lavori custom per
    > aziende.

    OTTIMO Il software commerciale è una piaga per l'informatica: promuove il lock-in, e quando una azienda smette di supportare un programma occorre rifare tutto da capo, con conseguente spreco di tempo e di soldi (oltre alla realizzazione frettolosa di prodotti scadenti, incompleti e buggati). Eliminare questo abominio, e utilizzare solo più software libero e open source, sarà vantaggioso per tutti, a lungo termine

    >
    > 2 - i musicisti locali hanno come unico introito
    > il suonare dal vivo, nonostante i CD originali
    > costino solo 4-5$ e si trovino pure usati nelle
    > ceste a 1-2$ : la gente preferisce la copia
    > pirata sulle bancarelle per 0.5$ e fanno anche
    > noleggio e abbonamenti
    > !

    Ottimo: la musica sarà praticamente gratuita, e questo è un bene per tutti.

    >
    > 3 - la produzione cinematografia e' quasi
    > azzerata, tranne in paesi dove c'e' una enorme
    > massa critica che comunque giustifica la spesa,
    > vedi la Cina ad esempio, soldi che comunque gli
    > autori fanno piu' col film che poi passa in TV o
    > viene tradotto in altre lingue e venduto ad altre
    > aziende che non con i cinema locali o
    > vendita/noleggio
    > dvd.

    La vendita/noleggio dvd non mi interessa, perchè da anni non compro dvd, e non ne ho mai noleggiati. Quindi, non è un problema se non esisterà più.


    > 4 - qualunque cosa venga prodotta e' comunque in
    > chiave stracommerciale

    Perchè, con il copyright non lo è? Se fai un film o un brano di musica per venderlo, è sempre in chiave stracommerciale (più copie vendi, più guadagni)

    >, per il semplice motivo
    > che non c'e' trippa per gatti per chi cerchi di
    > fare un prodotto di
    > nicchia.

    E perchè mai con il copyright dovrebbe essere diverso? Se vendi le copie, il prodotto di nicchia guadagna molto meno comunque , per il semplice motivo che vende meno copie.

    >
    >
    > benissimo.
    > e' questo che volete ?

    Sì. Dove devo firmare?
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi

    > > benissimo.
    > > e' questo che volete ?
    >
    > Sì. Dove devo firmare?

    firmo anche io.

    (e metto pure una X per matty)
  • > OTTIMO Il software
    > commerciale è una piaga
    > per l'informatica: promuove il lock-in, e quando
    > una azienda smette di supportare un programma
    > occorre rifare tutto da capo, con conseguente
    > spreco di tempo e di soldi (oltre alla
    > realizzazione frettolosa di prodotti scadenti,
    > incompleti e buggati). Eliminare questo abominio,
    > e utilizzare solo più software libero e open
    > source, sarà vantaggioso per tutti, a lungo
    > termine

    1) un lock-in di fatto l'hai anche con il software open source visto che, a seconda delle porcherie scritte nel sorgente e della qualità della documentazione conviene buttare tutto a mare e riscrivere ex novo che cercare di mantenere e migliorare.

    2) in molti ambiti software open source semplicemente non esiste, come "incentivare" le persone ad investire per la creazione di software per tali ambiti ?
    >
    > Perchè, con il copyright non lo è? Se fai un film
    > o un brano di musica per venderlo, è sempre in
    > chiave stracommerciale (più copie vendi, più
    > guadagni)
    >

    e per venderlo devi invogliare le persone ad acquistarlo, quindi un minimo di qualità media il prodotto commerciale la dovrà avere, a differenza dei prodotti gratuiti "as is".
  • - Scritto da: shevathas
    > > OTTIMO Il software
    > > commerciale è una piaga
    >


    > > per l'informatica: promuove il lock-in, e
    > quando
    > > una azienda smette di supportare un programma
    > > occorre rifare tutto da capo, con conseguente
    > > spreco di tempo e di soldi (oltre alla
    > > realizzazione frettolosa di prodotti
    > scadenti,
    > > incompleti e buggati). Eliminare questo
    > abominio,
    > > e utilizzare solo più software libero e open
    > > source, sarà vantaggioso per tutti, a lungo
    > > termine

    > 1) un lock-in di fatto l'hai anche con il
    > software open source visto che, a seconda delle
    > porcherie scritte nel sorgente e della qualità
    > della documentazione conviene buttare tutto a
    > mare e riscrivere ex novo che cercare di
    > mantenere e migliorare.

    Benissimo, pero' intanto i dati ti rimangono, con il closed no, questa e' una differenza fondamentale.

    > 2) in molti ambiti software open source
    > semplicemente non esiste, come "incentivare" le
    > persone ad investire per la creazione di software
    > per tali ambiti ?

    Come con BSD ?

    > > Perchè, con il copyright non lo è? Se fai un
    > film
    > > o un brano di musica per venderlo, è sempre
    > in
    > > chiave stracommerciale (più copie vendi, più
    > > guadagni)

    > e per venderlo devi invogliare le persone ad
    > acquistarlo, quindi un minimo di qualità media il
    > prodotto commerciale la dovrà avere, a differenza
    > dei prodotti gratuiti "as is".

    Alla fine in entrambi i casi e' selezione naturale quindi.
    krane
    22544
  • > Benissimo, pero' intanto i dati ti rimangono, con
    > il closed no, questa e' una differenza
    > fondamentale.
    >

    falso da almeno 10 anni; oramai i dati sono tutti su DB sql, difficile trovare, al giorno d'oggi, applicazioni su db "personale".

    > > 2) in molti ambiti software open source
    > > semplicemente non esiste, come "incentivare"
    > le
    > > persone ad investire per la creazione di
    > software
    > > per tali ambiti ?
    >
    > Come con BSD ?
    >
    non capisco, potresti essere più chiaro ?

    >
    > Alla fine in entrambi i casi e' selezione
    > naturale
    > quindi.

    si. La differenza è che il prodotto "amatoriale" deve soddisfare in primis chi lo produce. Quello professionale generalemente è fatto pensando più ai potenziali acquirenti. Basta vedere un paio di opere in autopubblicazione per rendersene conto. Il livello medio di quelle in autopubblicazione è generalmente più basso di quelle pubblicate da case editrici.
  • - Scritto da: shevathas
    > > Benissimo, pero' intanto i dati ti
    > > rimangono, con il closed no, questa
    > > e' una differenza fondamentale.

    > falso da almeno 10 anni; oramai i dati sono tutti
    > su DB sql, difficile trovare, al giorno d'oggi,
    > applicazioni su db "personale".

    Quelli che erano su DB, ma il problema dei documenti office l'hai dimenticato ? Ad ogni cambio di relase e' il putiferio.

    > > > 2) in molti ambiti software open
    > > > source semplicemente non esiste, come
    > > > "incentivare" le persone ad investire
    > > > per la creazione di software per tali
    > > > ambiti ?

    > > Come con BSD ?

    > non capisco, potresti essere più chiaro ?

    Ti sei mai chiesto come mai quelli di BSD scrivono codice che le aziende possono prendere e chiudere ? La risposta e' piu' semplice di quanto immagini: sono pagati per farlo da consirzi di aziende a cui interessano i loro prodotti. Se provassero a farselo scrivere singolarmente costerebbe troppo mentre finanziare l'universita' un tot a riga di codice di interesse comune conviene a tutti.


    > > Alla fine in entrambi i casi e' selezione
    > > naturale quindi.

    > si. La differenza è che il prodotto "amatoriale"
    > deve soddisfare in primis chi lo produce. Quello
    > professionale generalemente è fatto pensando più
    > ai potenziali acquirenti. Basta vedere un paio di
    > opere in autopubblicazione per rendersene conto.
    > Il livello medio di quelle in autopubblicazione è
    > generalmente più basso di quelle pubblicate da
    > case editrici.

    Questo e' perche' c'e' gia' un filtro alla base, ma alla fine se nel mazzo conti andche le startup che non startano mai siamo li, credo.
    krane
    22544
  • - Scritto da: shevathas
    > si. La differenza è che il prodotto "amatoriale"
    > deve soddisfare in primis chi lo produce. Quello
    > professionale generalemente è fatto pensando più
    > ai potenziali acquirenti. Basta vedere un paio di
    > opere in autopubblicazione per rendersene conto.
    > Il livello medio di quelle in autopubblicazione è
    > generalmente più basso di quelle pubblicate da
    > case editrici.

    Due tizi, Dave Arneson e Ernest Gary Gygax, decisero di scrivere un libro in autopubblicazione. Internet non c'era e i computer erano impensabili, lo scrissero a macchina e fotocopiarono.

    Un altro tizio, un certo Mark Zuckerberg, decise di creare un sito stupido dove ognuno racconta i cazzi propri e ne parla coi suoi amici, condivide foto e video, eccetera.

    Un altro ancora, un certo Fabio Pinci detto Ceppaflex, decise coi suoi amici di creare una band rock chiamata Prophilax, registrarono le prime demo in un garage su una musicassetta.

    Un ultimo tizio infine fa il commentatore sul forum di un sito chiamato Punto Informatico, scrive musica su commissione facendosi pagare solo una volta per ogni pezzo creato (così come il pizzaiolo si fa pagare una volta per ogni pizza, e se guardi come la fa e te la fai uguale a casa non ti chiede soldi per la mancata vendita), è un fervido pirata che lotta contro l'esistenza del copyright, e sta perdendo tempo a rispondere ad un tuo commento su cui quella chiavica del T1000 calerà la mannaia.
  • > Due tizi, Dave Arneson e Ernest Gary Gygax,
    > decisero di scrivere un libro in
    > autopubblicazione. Internet non c'era e i
    > computer erano impensabili, lo scrissero a
    > macchina e
    > fotocopiarono.
    >
    se frequenti l'ambiente dei giochi di ruolo di sicuro conoscerai almeno uno o due gruppi che insoddisfatti dalle regole decisero di personalizzarsele e pubblicare il loro gdr. Però non sono diventati un caso mondiale come il D&D.

    > Un altro tizio, un certo Mark Zuckerberg, decise
    > di creare un sito stupido dove ognuno racconta i
    > cazzi propri e ne parla coi suoi amici, condivide
    > foto e video,
    > eccetera.
    >

    e quanti millemila siti personali c'erano già al momento su internet così come i siti di incontri e community ?

    Sei caduto nel solito errore che fanno molti quando si parla di qualità media e/o valore medio; son convinti di smontare gli argomenti citando qualche eccezione.

    Quanti GDR autoprodotti sono arrivati alla pubblicazione ed ad interessare gruppi, diciamo non locali, di giocatori ? Volendo essere gentili direi massimo un centinaio(1) rispetto a migliaia di regolamenti per GDR autoprodotti.

    Idem per la musica, il software e molte altre attività. Ci può essere il software scritto dall'hobbista(2) o il sito che arriva ad avere successo ma mediamente la qualità è inferiore rispetto alla qualità media della controparte commerciale.


    (1) escludendo ovviamente i vari derivati, D&D e successivi così come Vampiri e successivi o Rolemaster e ambientazioni contano per uno.

    (2) che poi il software se ha successo diventa professionale e non più gestito dal gruppo degli hobbisti in modo amatoriale; basta vedere ad esempio da dove viene la maggior parte dei contributi per linux per rendersene conto.
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    Modificato dall' autore il 03 maggio 2012 10.18
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  • - Scritto da: shevathas
    > > Due tizi, Dave Arneson e Ernest Gary Gygax,
    > > decisero di scrivere un libro in
    > > autopubblicazione. Internet non c'era e i
    > > computer erano impensabili, lo scrissero a
    > > macchina e fotocopiarono.

    > se frequenti l'ambiente dei giochi di ruolo di
    > sicuro conoscerai almeno uno o due gruppi che
    > insoddisfatti dalle regole decisero di
    > personalizzarsele e pubblicare il loro gdr. Però
    > non sono diventati un caso mondiale come il
    > D&D.

    Quindi il tuo discorso e': mi metto a fare il musicante cosi' almeno se pubblico anche solo una gagata mi arrivano i soldi per i prossimi 70 anni e oltre...
    krane
    22544
  • > Quindi il tuo discorso e': mi metto a fare il
    > musicante cosi' almeno se pubblico anche solo una
    > gagata mi arrivano i soldi per i prossimi 70 anni
    > e
    > oltre...

    se riesci a scrivere un successo planetario che viene continuamente trasmesso dalle radio e acquistato dalla gente.
  • Giusto per fare un esempio degli enormi danni causati dal copyright...

    I fondi sono pubblici, ma i risultati degli studi potrebbero diventare privati
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/18/fondi-s...

    La comunità scientifica si ribella contro lo strapotere delle case editrici
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/comunit...

    ABOLIRE IL COPYRIGHT

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