Alfonso Maruccia

GPS, maretta tra le Coree

Quella del Sud sostiene di aver subito il tentativo di jamming del segnale GPS da parte del Nord, con l'obiettivo di mettere fuori gioco le linee aeree. Obiettivo apparentemente fallito

Roma - Lo scontro tecnologico che si svolge a cavallo del 38° parallelo non ha mai fine: l'ultimo caso di cyber-warfare tra Seul e Pyongyang coinvolge il network satellitare GPS (controllato dagli statunitensi), con la Corea del Sud che accusa il Nord di tentato sabotaggio delle comunicazioni per creare problemi alle linee aeree da e verso il paese.

La Corea del Nord ha già tentato di mettere in pratica un'azione di jamming del segnale GPS nel passato, e nel caso più recente le autorità del Sud sono state costrette a mettere offline i ricevitori di 252 voli commerciali passando a sistemi di volo e geolocalizzazione alternativi.

Non facendo affidamento esclusivamente sulla rete GPS, il controllo del traffico aereo militare non ha subito alcun contrattempo. Per quanto riguarda i voli civili, invece, il jamming del segnale è stato particolarmente sentito all'aeroporto internazionale di Incheon.
La Commissione per le Comunicazioni sudcoreana dice di "non avere dubbi" sul fatto che l'azione di disturbo sia scaturita dalla Corea del Nord, mentre il Ministero dei Trasporti sostiene che la sicurezza dei voli non è mai stata minacciata, grazie all'impiego di infrastrutture di volo alternative.

Alfonso Maruccia
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