Mauro Vecchio

USA, la Costituzione non clicca su Mi piace

Le attività di like su Facebook non sono tutelate dal Primo Emendamento, così come stabilito da un giudice a stelle e strisce. Un gruppo di impiegati era stato licenziato per aver supportato il rivale di uno sceriffo locale

Roma - Una sentenza che servirà da esempio nel vasto reame social di Facebook, all'attenzione di tutti gli amanti dell'ormai noto like. Esprimere preferenze sul classico pulsante della piattaforma in blu non è considerato come un'attività tutelata dal Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.

A stabilirlo è stato un giudice distrettuale della Virginia, nel caso che vedeva contrapposti uno sceriffo locale e un gruppo di sei suoi sottoposti. Quest'ultimi erano stati licenziati per ragioni di budget e dunque taglio del personale, una tesi contestata in aula dopo la class action avviata a ridosso del giro di vite.

Stando all'accusa, i dipendenti del dipartimento di polizia sarebbero stati licenziati perché attivi su Facebook, in particolare supportando - appunto col classico Mi piace - un diretto rivale dello sceriffo dopo la sua ricandidatura nel ruolo. Una volta rieletto, lo stesso sceriffo avrebbe tagliato per vendetta i supporter del candidato sconfitto.
Ma il giudice della Virginia ha ora sottolineato come un like non possa essere paragonato ad un commento scritto su carta o postato online. E dunque non tutelabile grazie ai principi garantiti dal Primo Emendamento della Costituzione. Nessuna libertà d'espressione è stata così violata. I licenziamenti non sono avvenuti con la scure della censura.

Mauro Vecchio
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4 Commenti alla Notizia USA, la Costituzione non clicca su Mi piace
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  • non vedo come possa dire che non è una limitazione della libertà di espressione:

    è vero che i dipendenti hanno avuto la libertà di espremere le loro opinioni,
    però il fatto che sono stati licenziati *per via delle loro opinioni* e che il licenziamento viene considerato legittimo rappresenta di per se una *attentato alla libertà di espressione*

    dicesi *censura preventiva* o *autocensura*

    è lo stesso principio per cui in Cina i tg non criticano il governo: sanno che subiranno pesanti rappresaglie.

    questo vuol dire che in Cina c'è libertà di espressione?

    libertà di espressione non vuol dire semplicemente che posso esprimere la mia opinione. Vuol dire piuttosto che posso farlo e non temere rappresaglie dal governo per averlo fatto.

    "grazie" a questa sentenza nessun dipendente, negli USA , potrà criticare il datore di lavoro senza temere d'esser licenziato.

    Gli USA sono in piena fase di "cinesizzazione"
    non+autenticato
  • Non capisco la connessione tra il primo emendamento, il mi piace e i licenziamenti. Il giudice indipendentemente da lfatto che il mi piace sia o no tutelato dal primo emendamento doveva stabilire se il licenziamento era effetivamente avvenuto per cause economiche o per vendetta. Invece ha stabilito che non sono stati licenziati per censura.. e un bel echi se ne frega? Anche i dipendenti sapevano di non essesre stati licenziati per censura, ma per vendetta.. mi pare proprio che il giudice sia un po partito per la tangente.. (come poi capita spesso nella giustizia americana)
    non+autenticato
  • Allora non è tanto diversa dalla giustizia italiana... e poi ci lamentiamo che italia le cose non funzionano.
    non+autenticato
  • mi sembra che il principio che sia passato, perfettamente "legale"per il modo di pensare a stelle e strisce, è che, se non viola la libertà di opinione, il licenziamento per vendetta è cosa buona e giusta