Claudio Tamburrino

Google e Oracle, (mezza) sentenza sulle API di Java

Google ha copiato: Oracle ringrazia ma perde in Borsa, Mountain View attende la sentenza finale ma intanto gongola. In sospeso, ancora, la nozione di fair use e la possibilità di registrare con il diritto d'autore le API

Google e Oracle, (mezza) sentenza sulle API di JavaRoma - Entra nel vivo il caso che vede contrapposte Google e Oracle con al centro la presunta violazione della proprietà intellettuale di Java: si è espressa la giuria che doveva cercare di rilevare la violazione da parte di Mountain View della proprietà intellettuale associata al linguaggio di programmazione acquisito da Oracle insieme a Sun Microsystems.

Tutto è iniziato con la denuncia di Oracle nei confronti di Google per la violazione della proprietà intellettuale legata al codice Java impiegato nel test compatibility kit (TCK) Dalvik che permette al sistema operativo Android di far girare applicazioni scritte nel linguaggio di programmazione di Java. Riguarda, insomma, il copyright di intere linee di codice dell'interfaccia Java, quello associato all'utilizzo delle sue API, nonché l'eventuale fair use associato al suo impiego da parte di Mountain View.

La giuria cui è stato sottoposto il caso ha rilevato all'unanimità che Google ha in effetti violato almeno in parte il copyright di Oracle legato alle API Java: una prima decisione emessa, tuttavia, non significa che si inizi a fare chiarezza sulla vicenda.
D'altra parte la stessa giuria segnala altresì che Google sia stata spinta da Oracle e/o Sun a pensare che non avesse bisogno di ottenere una licenza per utilizzare le API in questione.

Inoltre, la giuria non ha raggiunto una decisione unanime per quanto riguarda il concetto di fair use e la sua applicabilità alla modalità con cui Google ha impiegato le API Java. A tal proposito, tuttavia, gli osservatori più esperti di diritto statunitense rilevano che sul punto non ci sia comunque bisogno di un verdetto della giuria: deve essere insomma la corte a decidere in base alle interpretazioni della normativa.

Si tratta per il momento, dunque, di un verdetto parziale che giudica "copiate" solo nove righe del codice delle API e alcune funzioni come rangeCheck, quelle peraltro che Google aveva già ammesso di aver inserito per errore: da queste decisioni deve ora muoversi il giudice Alsup per avviare la fase centrale del processo.

Oracle, le cui azioni hanno perso l'1,72 per cento dopo la notizia, ha accolto in ogni caso con favore il verdetto della giuria in nome dei "9 milioni di sviluppatori e dell'intera community di Java". A suo favore si schiera d'altra parte adesso anche uno dei padri di Java, James Gosling, che sottolinea la colpevolezza di Google.

Anche Mountain View, d'altronde, ha espresso "apprezzamento per lo sforzo della giuria": e anche se le sue azioni sono state premiate in Borsa dopo l'uscita della decisione, ha affermato che la decisione fondamentale è quella relativa alla tutelabilità via copyright delle API di Oracle, questione su cui si devono esprimere il giudice e la Corte, per cui è importante entrare nella parte vera e propria del processo.

Si tratta di una questione di impatto estremamente vasto perché occorre vedere come una proprietà intellettuale che protegge l'espressione di un'idea (il diritto d'autore) possa estendersi fino alla grammatica e al linguaggio stesso (come potrebbero essere considerate le API) di tale espressione. Per questo l'esito del processo può avere conseguenze sull'ecosistema delle API e sull'utilizzo dei linguaggi di programmazione diversi da Java: ben oltre lo scontro Oracle - Google.

Claudio Tamburrino
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51 Commenti alla Notizia Google e Oracle, (mezza) sentenza sulle API di Java
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  • Sono un po' di anni che osservo le illustrazioni, le "vignette" di PI e anche se non ho capito perché sembrano essere in home e poi non seguire l'articolo - ultimamente - sono tornate ad essere simpatiche e strappare sorrisi quasi come quando c'era Luca Schiavoni ... naturalmente gli spiriti sono diversi, ma è bello che ci siano queste vignette e mi pare davvero un peccato non sapere chi se ne occupi.

    Dunque: chi è?
    non+autenticato
  • Gosling (ex-Sun) si lagna dell unfairness di google (Sun non ha nel dna il patent litigation e goog se n'e' approfittata), dell'aver reso incompatibile java (pur abbeverandocisi)...

    Peccato che pero'
    - google ha reso "incompatibile" java PROPRIO tentare di bypassare per le infinite beghe legali (e le mungiture di portafoglio), oltre, immagino alla possibilita' di ottimizzare quel che gli serviva/voleva [e cmq tecnicamente google non ha sviluppato l'OS ma lo ha acquisito -certo in forma grezza-.. era il 2005 credo]
    - Gosling ha lavorato anche per google
    - Sun non era litigiosa quando NON C'ERA motivo... Quando si e' palesato del pericolo (M$ java) e' andata eccome in tribunale

    CMQ a prescindere, e' una roba abbastanza scandalosa questa fame di $$ di Oracle, le cui pretese, se recepite legalmente valide, porterebbero un altra infornata di patetiche cause legali sull'uso delle API...
    Gia' e' sufficiente il patent trolling di M$ verso i manufacturer che installano android..
    non+autenticato
  • non è detto che dalla guerra delle api, oracle esca vittoriosa

    e non è detto che i soliti noti ne traggano beneficio

    immagina che ms cominci a farsi pagare la licenza sulle api windows

    questo comportamenteo può portare giovamenti alle loro tasche nel breve periodo, ma nel lungo periodo porterà ad una migrazione di massa verso linux
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > non è detto che dalla guerra delle api, oracle
    > esca > vittoriosa
    Assolutamente... non volevo sottintendere questo nel post. Io punterei su un 60-65% oracle perde secco, 35-40% vince CON VITTORIA DI PIRRO (risarcimento per [c] infringment piu basso del costo degli avvocati e bocciata la linea API infring]

    >
    > e non è detto che i soliti noti ne traggano
    > beneficio
    ah secondo me roba come questa ha come beneficiari "i soliti noti" ossia gli avvocatiCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • - Scritto da: styx
    > CMQ a prescindere, e' una roba abbastanza
    > scandalosa questa fame di $$ di Oracle, le cui
    > pretese, se recepite legalmente valide,
    > porterebbero un altra infornata di patetiche
    > cause legali sull'uso delle API...
    >
    > Gia' e' sufficiente il patent trolling di M$
    > verso i manufacturer che installano
    > android..
    Oracle non sa più che pesci pigliare.
    - Ha preso schiaffi con LibreOffice.

    - Ha preso schiaffi con Solaris 11, che è considerato un OS la cui spesa non vale la candela, vista la presenza di OpenIndiana, libero e gratuito e basato su Illumos, che sta diventando l'implementazione di riferimento di OpenSolaris. Il taglio di hardware che Oracle ha imposto con Solaris 11 (SPARC I-IV e x86) e i costi di supporto esagerati (1000$/anno per le patch di sicurezza) sono costi esorbitanti che quasi la totalità dei clienti Sun non vuole pagare, rendendo Illumos molto più appetibile, visto che supporta le suddette piattaforme. Coloro che hanno hardware compatibile, provano Solaris 11 e poi installano OpenIndiana, visto che è gratuito. Oracle pensava di poter fare la differenza con il solo ZFS-crypto, ma gli è andata malissimo visto che con lofiadm su OI e GELI su FreeBSD si ottiene la cifratura on-disk anche sulle storage pool v28, annullando così il loro (misero) vantaggio.

    - Ha preso schiaffi con Java. Voleva mangiarci, ma non può farlo in quanto Java è sotto GNU GPL. E alla fine si è dovuta arrendere a OpenJDK.
    L'unico appiglio sono le API, che sono di sua proprietà.

    In ogni caso, Oracle in due anni ha distrutto un'intero ventennio di Sun.
    Darwin
    5126
  • Non ho capito una mazzaSorride ... pero oracle ha ancora il database che si difende bene.
    non+autenticato
  • Google ha copiato 9 linee di codice e dovrà pagare, sembra, fra i 100mila e i 150mila dollari. Un successo su tutta la linea per Oraclw
    non+autenticato
  • suppongo tu sia sarcastico

    oracle era partita da millemila miliardi ed è finita a 100.000 dollari
    non+autenticato
  • In tutta questa faccenda, chi ci ha guadagnato di più mi sa che sono gli avvocatiA bocca aperta
    non+autenticato
  • Credo di si, considerando che con ogni probabilità con quella multa Oracle non ci paga nemmeno l'ufficio legale.

    Se tutte le multe per copyright infranto fossero così, i patent troll e i brevetti dell'acqua calda diventerebbero un ricordo.
    non+autenticato
  • ma infatti, è uno schifo questo sistema

    perchè non fanno come in Australia dove chi avvia una causa legale senza fondamento viene multato?

    in pochi mesi passerebbe la voglia a tutti di fare i patent troll
    non+autenticato
  • Palesemente sarcastico Sorride
    non+autenticato
  • Avete sentito parlare di Xamarin e del suo "mono for mobile" (monotouch for iOS e mono for Android)?

    Ha sviluppato un porting completo di Android (denominato Xobot) che fa ben di più: si appoggia a C# e permette un port rapido delle app da Java a C# (e viceversa). In pratica al posto di Dalvik c'è una VM di C#.

    Ora, sperando di non scatenare i soliti flames, non vi pare che a "mali estremi" potrebbe essere una soluzione?
    non+autenticato
  • Ah! Ecco il link:

    http://www.engadget.com/2012/05/04/Xamarin-XobotOS.../

    Se ne parla anche su xda.
    non+autenticato
  • - Scritto da: crumiro
    > Avete sentito parlare di Xamarin e del suo "mono
    > for mobile" (monotouch for iOS e mono for
    > Android)?
    >
    > Ha sviluppato un porting completo di Android
    > (denominato Xobot) che fa ben di più: si appoggia
    > a C# e permette un port rapido delle app da Java
    > a C# (e viceversa). In pratica al posto di Dalvik
    > c'è una VM di
    > C#.
    >
    > Ora, sperando di non scatenare i soliti flames,
    > non vi pare che a "mali estremi" potrebbe essere
    > una
    > soluzione?

    Ne parlano in molti in rete, mi fa ridere che tempo fa sembrava che Java fosse il futuro dell'open source e Mono un terribile pericoloso rischio per la sua sopravvivenza.

    Detto ciò a me il copyright sulle API sembra una minchiata. Dopo leggerò le fonti originali per epurare le inesattezze sempre presenti in questi articoli.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: crumiro
    > > Avete sentito parlare di Xamarin e del suo
    > "mono
    > > for mobile" (monotouch for iOS e mono for
    > > Android)?
    > >
    > > Ha sviluppato un porting completo di Android
    > > (denominato Xobot) che fa ben di più: si
    > appoggia
    > > a C# e permette un port rapido delle app da
    > Java
    > > a C# (e viceversa). In pratica al posto di
    > Dalvik
    > > c'è una VM di
    > > C#.
    > >
    > > Ora, sperando di non scatenare i soliti
    > flames,
    > > non vi pare che a "mali estremi" potrebbe
    > essere
    > > una
    > > soluzione?
    >
    > Ne parlano in molti in rete, mi fa ridere che
    > tempo fa sembrava che Java fosse il futuro
    > dell'open source e Mono un terribile pericoloso
    > rischio per la sua
    > sopravvivenza.

    Che ti devo dire: C# ha delle garanzie che vanno al di sopra di Microsoft : è un linguaggio certificato, per esempio e poi c'è http://www.osnews.com/story/21784/C_CLI_Under_Comm... che è un contratto in piena regola che estende libertà anche al di là della normale standardizzazione di C#, per esempio su Linq oppure altre tecnologie.

    >
    > Detto ciò a me il copyright sulle API sembra una
    > minchiata. Dopo leggerò le fonti originali per
    > epurare le inesattezze sempre presenti in questi
    > articoli.

    Quoto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: crumiro
    > Avete sentito parlare di Xamarin e del suo "mono
    > for mobile" (monotouch for iOS e mono for
    > Android)?
    >
    > Ha sviluppato un porting completo di Android
    > (denominato Xobot) che fa ben di più: si appoggia
    > a C# e permette un port rapido delle app da Java
    > a C# (e viceversa). In pratica al posto di Dalvik
    > c'è una VM di
    > C#.
    >
    > Ora, sperando di non scatenare i soliti flames,
    > non vi pare che a "mali estremi" potrebbe essere
    > una
    > soluzione?

    Comunque quello che Miguel De Icaza non dice riguardo ai suoi monocosi. E' che la portabilità c'è solo per la parte in backend.
    non+autenticato
  • Non ho capito cosa intendi...
    non+autenticato
  • - Scritto da: crumiro
    > Non ho capito cosa intendi...

    Se fai ad esempio un'applicazione con monotouch per iOS la parte per il front end non la fai con monotouch. Questo vuol dire che il sistema che ti vende Xamarin ti permette la portabilità su diverse piattaforme solo di un 40% 50% del codice.
    non+autenticato
  • Ah ok... questo lo sapevo, però dire un 40,50% del codice mi sembra riduttivo.
    O meglio, credo che dipenda molto dall'applicazione. Certo che usare le stesse classi e struct per i dati e lo stesso "motore" dell'applicazione in molti casi è un bel vantaggio.

    Penso ad esempio ad alcune applicaizoni C# + Mongodb che potrebbero finire sui tablet alla velocità della luceOcchiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: crumiro

    > Penso ad esempio ad alcune applicaizoni C# +
    > Mongodb che potrebbero finire sui tablet alla
    > velocità della luce

    Devi prima fare il porting di MongoDB, che, di suo, non ha proprio un'architettura adatta a dispositivi mobile...Sorride

    Bye.
    Shu
    1232
  • Ciao! Mongo db se ne sta in remoto e si salva, se e quando c'è connessione, tramite webservice.

    Tutto quiOcchiolino
    non+autenticato
  • Grazie che bella scoperta che hai fatto. Se usi la UI del mac che si appoggia a Cocoa, per esempio, é normale che su Windows o Linux non gira. Utilizzando però librerie "cross platform" come le GTK non devi nemmeno ricompilare il codice per eseguirlo su diversi os, vale anche per le DLL. Ci sono poi dei progetti interessanti come Monogame che utilizzano OpenGL per emulare le chiamate di sistema di XNA che consentono di far girare software scritto per Windows o XBox su altre piattaforme cambiando solo i riferimenti di alcune DLL prima di ricompilarlo, con appositi accorgimenti si possono caricare le librerie a runtime e non serve nemmeno ricompilare un eseguibile. Oppure il progetto che su Mac consente di usare un applicazione scritta per WinForm solo cambiando una dll che riproduce le chiamate di sistema della UI di Windows su Cocoa.
    non+autenticato