Roma - A scatenare la
battaglia legale erano stati i vertici di Facebook con il Procuratore Generale dello stato di Washington Rob McKenna. Nel mirino, l'azienda del Delaware Adscend Media, accusata di aver avviato
un vasto meccanismo di scam a danno di almeno 300mila utenti della piattaforma di Mark Zuckerberg.
Gli avvocati di Adscend Media hanno ora trovato
un accordo con McKenna e il
general counsel di Facebook Ted Ullyot, versando un totale di
100mila dollari per le spese legali sostenute dalla procura di stato. La società statunitense ha poi reso noto che verranno interrotte tutte le attività di
clickjacking o, nel caso del social network,
likejacking.
L'azienda del Delaware aveva infatti
predisposto una serie di pagine fraudolente che promettevano ai netizen la visione di contenuti incredibili. L'ignaro utente social veniva dunque
costretto a fare il classico Mi piace, prima di riempire un modulo con alcune informazioni personali. Il contenuto anticipato si rivelava alla fine inesistente.
Una violazione del CAN-SPAM Act statunitense, con le pagine fraudolente che venivano puntualmente
spammate a raffica nelle liste personali di contatto degli iscritti al social network. Una tattica che - sempre secondo le autorità di Washington - avrebbe
fruttato la cifra di 20 milioni di dollari all'anno.
Mauro Vecchio