Roberto Pulito

AMD evolve Bulldozer in Trinity

Squadra vincente si ottimizza. Advanced Micro Devices lancia la seconda generazione di APU A-Series: prestazioni migliorate e consumi tagliati

Roma - Advanced Micro Devices sembra aver trovato la proverbiale gallina dalle uova d'oro nella combinazione CPU/GPU nota come Accelerated Processing Units (APU). Grazie a questi processori con grafica integrata l'azienda è riuscita a rosicchiare quote di mercato occupate dalla rivale Intel: la nuova generazione, nome in codice Trinity, punta proprio in questa direzione.

lo schema costruttivo di trinityLe nuove APU A-Series di seconda generazione offrono un rapporto performance-per-watt doppio rispetto alla precedente e un incremento delle prestazioni della CPU che può arrivare al 29 per cento. Il segreto sta nella seconda generazione dei core x86 della linea Bulldozer, rinominato Piledriver, che incorporano anche la terza generazione della tecnologia Turbo Core. In una CPU Trinity trovano spazio 1,3 miliardi di transistor (lo scorso anno Llano arrivava a 1,17), con un aumento di meno del 10 per cento della superficie complessiva del die (246mm2). Il processo produttivo resta a 32 nanometri, quindi 1 salto indietro rispetto ai nuovi Ivy Bridge di Intel (che sono prodotti a 22nm).

I giudizi sull'evoluzione di Bulldozer in Piledriver sono confortanti per AMD: più efficienza elaborativa, minori consumi (grazie ad un approccio costruttivo meno assetato di energia e più attento alla pulizia del segnale), la nuova architettura sembra proprio il risultato di 1 anno di lavoro per sistemare i difetti e le ingenuità delle prime APU Llano. L'idea di fondo resta quella di sfruttare al meglio l'hardware presente evitando eccessive ridondanze (tra elaboratori di interi e in virgola mobile condivisi tra i diversi core), ma l'evoluzione del Turbo Core (che ora riguarda sia la CPU che la GPU) consente di spremere maggiormente i transistor e nel complesso una più oculata gestione degli stadi della CPU consente un miglioramento nel valore IPC (Instructions Per Cycle).
Anche la sezione grafica ha subito dei rimaneggiamenti, e AMD indica col brand Radeon HD 7000 la generica famiglia di appartenenza delle GPU integrate: il supporto alle DirectX 11 è completo, e Sunnyvale si spinge a dichiarare miglioramenti potenziali nell'ordine del 50 per cento rispetto a Llano. Nel complesso, AMD ha adottato un approccio meno estremo di quanto avrebbe potuto per la grafica, tentando di mantenere un buon compromesso tra qualità e quantità, soprattutto nell'ottica di garantire consumi contenuti. Molta attenzione è stata posta anche nel migliorare la collaborazione tra CPU e GPU: lavorando a braccetto i core mettono assieme un totale di 700 gigaflop al servizio delle applicazioni compatibili. Una cifra più che interessante per un processore x86.

Sul piano del controller di memoria, Trinity mantiene inalterato l'approccio doppio a 64bit di Bulldozer: la tensione di esercizio è fissata a 1,25V, con una configurazione di riferimento DDR3-1866 nei processori desktop, DDR3-1600 nei notebook.

Un occhio di riguardo viene riservato all'utilizzo del PC in mobilità. A quanto pare, le nuove A-Series riducono sensibilmente i consumi rispetto alle APU attuali, riuscendo a spingere più in alto l'asticella dell'autonomia dei notebook. La funzione AMD Start Now gestisce invece lo standby massimizzando la reattività del sistema. Ingredienti perfetti per i super-portatili da contrapporre agli Ultrabook Intel.

La prima tornata di APU Trinity sarà capitanata dalla A10-4600M: si tratta del prodotto di punta, quad-core con frequenza base di 2,3GHz in grado di spingersi fino a 3,2, 384 core Radeon nella sezione GPU, 4MB di cache L2 e un consumo di appena 35W (TDP). Seguono ovviamente i modelli A8-4500M e A6-4400M, che abbassano il numero di core Radeon e le frequenze di esercizio, pur mantenendo inalterato il consumo di energia. Ci sono poi anche due modelli Low Voltage, A10-4655M e A6-4455M, che con soli 25 e 17W di TDP potrebbero regalare prestazioni interesanti ai notebook che decidano di incorporarli (al prezzo di qualche MHz in meno della CPU e della GPU).

Nel complesso, i primi giudizi sulla piattaforma Trinity oscillano: lodi vengono riservate all'efficienza energetica e al comparto grafico dell'APU, entrambi in grado di garantire prestazioni pari o superiori alle controparti Intel. Ancora una volta, è la potenza di calcolo della CPU a destare qualche perplessità: in parte il "ritardo" rispetto ai Core i5 e i7 si giustifica con la decisione di consumare meno energia, e sta al singolo acquirente decidere se privilegiare la prestazione assoluta o l'equilibrio e dunque l'autonomia della macchina nella sua scelta. AMD potrebbe insomma dire la sua soprattutto nella fascia più economica del mercato, quella che propone laptop privi di scheda grafica discreta.


Roberto Pulito
Notizie collegate
  • BusinessAMD divorzia da GlobalFoundriesIl chipmaker californiano annuncia la cessione della quota residua di GlobalFoundries ancora di sua proprietà. In tal modo AMD potrà servirsi di più filiere produttive per la realizzazione delle sue APU e GPU
  • TecnologiaAMD frena con le APUIl chipmaker californiano abbassa le stime di vendita della nuova piattaforma Llano, a causa di un problema con la manifattura
  • HardwareAMD sfoggia TrinityIl chipmaker mostra i muscoli delle APU di nuova generazione che finiranno anche nei portatili anti-Ultrabook. Si chiameranno Ultrathin e avranno prezzi attorno ai 500 dollari
2 Commenti alla Notizia AMD evolve Bulldozer in Trinity
Ordina
  • Proprio ieri - poco prima dell'uscita di questa notizia - scrivevo in un commento delle mie scelte in merito ai consumi per un cluster "home made". (vedasi sotto il "quote").

    Ora questa APU performa a 35W con 4 core fisici. Aspettiamo i prezzi, ma credo che alla fine siamo di nuovo attorno a 1300 € e 300W (senza grafica discreta).
    Vantaggi: 20 core fisici, migliore grafica integrata (almeno dai commenti) Sicuramente interessante... credo tuttavia che il mio cluster vivrá sicuramente un paio d'anni performando a dovere (visto che macina sia grafica che numeri).

    <QUOTE>
    "Ad esempio, il mio recente cluster é composto da 5 schede H61-S1155 (ca. 6,1 W) con CPU core i3 2100T (35W) e GT520 (altri 35-40 W sotto carico), 8 GB di memoria per unitá: macchina rendering decente per ca. 500 W (peak!!! - idle 110-115 W!!!) - costo poco meno di 1.500 euro incluso uno switch 8 porte 1 Gb/s (ovvio come chassis bisogna improvvisare - googlate "cluster HELMER" - io un cassetto centrale l'ho usato per lo switch di rete e i vari cavi di alimentazione e rete... ehm, non avevo i 220 euro per la sesta unitá

    Tot core = 10 (20 HT)
    Tot Mem = 40 GB

    Render time: scene 1080p24, 600 frames (25 sec) --> 1 unit: 718 min --> cluster (5 units): 95 min

    Se si deve fare puro rendering video (2D intendo, non da modelli 3D) si puó usare la HD2000 integrata, risparmiando i 250 € delle 5x GT520 (e pure 200W di peak!!!). Invece per fare calcoli "real time" (tipo operazioni di borsa o studi di laboratorio, ...) beh, allora tanto vale investire in processori corei5 3570T (sempre sui 500W di peak ma 20 cores reali e HD2500) e nessuna grafica discreta.

    Volendo risparmiare altri 100-120 € dotando 4 delle schede madri di "soli" 4 GB. E' un cluster "diskless": sul master 1x 60 GB SSD (boot + SO) + 1x 2TB (data). Sugli altri ho creato una Ramdisk da 1 GB (é esagerata, ma non ho ancora ottimizzato i kernel che carico col PXE).

    Sarebbe interessante studiare un sistema AMD based... ma ho voluto contenere i consumi Ah, il crunchtest é fenomenale!!! Solo i 2100T ho dovuto aspettarli un po' :-/" </QUOTE>
    non+autenticato
  • Visto che si parla di TDP, quelle a 65W sembra non siano poi così male anche se la strada da fare è ancora molta: http://www.bitsandchips.it/9-hardware/2264-apu-amd...
    non+autenticato