Alfonso Maruccia

Diablo III, debutto nel caos

Tutto è andato come previsto: all'apertura dei server ai giocatori del nuovo Diablo, l'infrastruttura Blizzard è franata sotto il peso delle richieste di connessione. E in poche ore già si scorgono i primi, invalidanti bug nel software

Diablo III, debutto nel caosRoma - Diablo III è finalmente out, anzi online: alla mezzanotte di ieri Blizzard ha aperto i server per la connessione su Battle.net obbligatoria per tutti, inaugurando ufficialmente la vita virtuale del suo nuovo blockbuster videoludico annunciato.



Dopo 12 anni dalla commercializzazione di Diablo II e un breve periodo di beta, la software house californiana si rivolge ancora una volta agli appassionati di GDR d'azione con un titolo per PC che definire atteso è dire poco: i giocatori di tutto il mondo avranno ancora una volta la possibilità di vestire i panni di un guerriero della Luce contro le forze demoniache che hanno invaso Tristram con cinque classi di personaggio giocabili (monaco, barbaro, stregone, maga, demon hunter), un nuovo sistema di skill potenziato alle rune, un motore grafico 3D proprietario e il solito profluvio di orde mostruose da abbattere a colpi di click sul tasto destro (e/o sinistro) del mouse.
Gli ingredienti per il botto ci sono tutti, nel bene come nel male: in quest'ultimo caso i guai erano già stati ampiamente annunciati negli ultimi mesi/anni sotto forma di DRM always on e obbligo di connettersi ai server Battle.net anche per giocare in modalità single player. Neanche a dirlo, l'apertura dei suddetti server si è rivelata un vero disastro: una schiera senza fine di giocatori ha lamentato l'impossibilità di connettersi a causa dell'oramai famigerato "errore 37" (server sovraccarichi), e chi è riuscito a giocare sin da subito ha lamentato fastidiosi lag, rallentamenti e disconnessioni forzate (in single player).

E le notizie negative per il pluripremiato franchise Blizzard non si fermano ai problemi nella connessione: dopo pochissime ore di gioco già si scoprono i primi bachi annidati nel codice, forieri, neanche a dirlo, di disconnessione forzata e impossibilità a rifare il login in un momento successivo se dotati di particolare oggettistica in-game. Un ex-truffatore attivo su Diablo II mette poi in guardia: il business illegale e l'abuso dei giocatori legittimi continuerà a imperversare anche con Diablo III.

Nell'attesa che "passi la nottata", il debutto in società di Diablo III porta in dote anche qualche nota positiva ancorché marginale per chi non è ancora riuscito a superare il puzzle della schermata di login imbattibile: Blizzard annuncia ufficialmente la "Starter Edition" per chi vuole assaggiare gratis il primo atto e i primi livelli di personaggio del gioco, e imbastisce una soluzione per gli australiani che hanno acquistato il gioco presso il fallimentare retailer GAME.

E Diablo III su console? Forse in futuro, dice Blizzard, ma non oggi: assumere personale per una conversione non implica l'avvio immediato dello sviluppo.

Alfonso Maruccia
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137 Commenti alla Notizia Diablo III, debutto nel caos
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  • diablo III ha deluso, il vero erede di DIABLO si chiama PATH OF EXILE, punto.
    non+autenticato
  • Provate a chiamare il vostro personaggio Fuckhole, o simili: non ve lo lascerà fare, nemmeno per il giocatore singolo. Ha senso non permettere il login a giocatori con nick offensivi, ma che senso ha vietarlo anche per chi gioca in locale?

    (notizia letta su cracked.com)
    non+autenticato
  • Puoi usare online gli stessi personaggi che usi in locale, e le partite locali possono diventare in ogni momento pubbliche.
    non+autenticato
  • Non è che giustifica ste restrizioni, comunque.
    Sgabbio
    26178
  • Mah, mi pare una questione di lana caprina.

    - Scritto da: Sgabbio
    > Non è che giustifica ste restrizioni, comunque.
    non+autenticato
  • se 60 euro per un gioco che non puoi giocare offline in single player è lana capirna....

    Tra l'altro se mettono giù i server, tu non ci puoi più giocare...A bocca aperta
    Sgabbio
    26178
  • Ho dato uno sguardo ai video del gioco...
    mi sembra si sia persa la grande atmosfera che c'era in D2... ora la grafica e' piu' bella, le animazioni fluide... ma c'e' qualcosa che non mi convince...
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Ho dato uno sguardo ai video del gioco...
    > mi sembra si sia persa la grande atmosfera che
    > c'era in D2... ora la grafica e' piu' bella, le
    > animazioni fluide... ma c'e' qualcosa che non mi
    > convince...

    [sbagliato a rispondere]
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    Modificato dall' autore il 17 maggio 2012 09.16
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    krane
    22544
  • Premessa: gioco solo in single player data la scarsità della mia connessione ad internet. Ho provato il multiplayer, ma era più il tempo passato offline o a resettare la connessione che quello a giocare, oltre all'incazzatura delle altre persone che aspettavano, il lag, e le partite interrotte e non ripristinabili (in una partita a Diablo puoi rientrare, in una a Starcraft è più difficile). Dal lato positivo gioco quando e quanto voglio, senza leaver, senza lag e senza aspettare altri giocatori.

    *Starcraft&Brood War: durato pochi anni, grazie all'editor
    *Diablo 2: durato pochi anni (grazie ad un gameplay masochista)
    *Warcraft3 & Frozen Throne: durato MOLTI anni grazie all'editor, alle campagne ufficiali e agli scenari che si trovano online; ancora ci gioco grazie a Dota (che nelle ultime versioni ha anche l'AI per i bot; praticamente è tutto quello che avrei voluto in diablo 2: partita media di 45m anziché decine di ore, personaggio che alla fine si sviluppa in tutti i rami, equipaggiamento a scelta (con l'oro compri quello che vuoi, non devi aspettare che un creep faccia cadere a caso delle rune da mettere in un'arma elité eterea con il giusto numero di incavi, evento dalla probabilità prossima allo zero), bilanciato sia nel PvM che PvP.
    Ci sono ancora centinaia di ore di divertimento da cavarci.
    *Starcraft 2: durato due settimane (una per finire la campagna a livello normale, un'altra a livello difficile e per le missioni alternative). Editor semi inutilizzabile in single player.
    Scroccato al fratello (di mio non l'avrei mai comprato) e Diablo 3 farà probabilmente la stessa fine.
  • - Scritto da: Lopippo
    > *Starcraft 2: durato due settimane (una per
    > finire la campagna a livello normale, un'altra a
    > livello difficile e per le missioni alternative).
    > Editor semi inutilizzabile in single
    > player.
    > Scroccato al fratello (di mio non l'avrei mai
    > comprato) e Diablo 3 farà probabilmente la stessa
    > fine.

    E grazie al fatto che in pratica compri un account per Battlenet, più che una copia del gioco, non puoi neanche rivenderlo.
    non+autenticato
  • Con la diffusione dei portatili capita in troppe occasioni non avere una rete, o per lo meno una rete stabile.
    Ad esempio nelle università non sempre è presente una WI-FI o se c'è capita che ci siano dei firewall a bloccare la connessione verso certi server. Uno studente che viene da lontano e sta tutto il giorno si porta il portatile anche per staccare e giocare. Idem chi prende il treno (anche con una chiavetta non basta ci sono tantissimi posti in cui la connessione cade), idem chi si sposta in aereo o chi al lavoro nelle pause si trova in una rete aziendale bloccata. Ci sono tantissime persone che usano questi tempi per giocare e che si trovano escluse da questi prodotti.
    Una cosa che a me ha dato spesso fastidio negli mmorpg sono i famigerati momenti in cui i server stanno giù per aggiornamenti e manutenzioni... se compro Diablo mi ritroverò anche a casa a dover stare ai comodi loro per giocare in single?
    non+autenticato
  • Esatto.
    Tieni presente che negli States (e non solo) i problemi che hai elencato tu non esistono o quasi e non solo, ma spesso la connessione è gratuita.
    Mentre nel paesiello dove abitiamo noi questi problemi sono all'ordine del giorno e siccome nella mente statunitense di chi ha progettato il gioco noi (Italia) contiamo come il due di picche quando la briscola è fiori, fatti pure due conti.

    Perciò non bisognerebbe prendersela con la Blizzard, ma con l'arretratezza cronica di questo paese delle banane e con la miopia culturale e tecnologica di chi continua a tenerci in questo stato e tieni presente che Diablo III alla fine è un gioco.

    Pensa ad altre applicazioni ben più importanti...
    non+autenticato
  • Anche i miei amici americani si lamentano. Dipende dove vai. Negli USA non è tutto oro...
    In Italia comunque ci sono cose abbastanza vergognose. Talvolta anche solo cambiare operatore è un calvario.
    non+autenticato
  • Non credere. Se mi dici Singapore, posso anche essere d'accordo. Ma la connessione negli USA non è che sia spaziale come banda. Mentre aspetti si scarichi un video, non puoi giocare nel frattempo. C'è banda WIFI frequentemente e diffusamente, ma non è garantita una copertura diffusa nel tempo. Sali nell'autobus e c'è la connessione, ma non è che puoi giocare a Diablo sicuro di non morire per la botta di lag improvvisa.

    Ovviamente non c'è confronto con l'Italia, ma fare confronti con l'Italia non è mai ragionevole. Moltissimi amici americani si lamentano di problemi vari, non necessariamente legati al lato server della connessione (immaginabili nei primi giorni).
    non+autenticato
  • > Mentre nel paesiello dove abitiamo noi questi
    > problemi sono all'ordine del giorno e siccome
    > nella mente statunitense di chi ha progettato il
    > gioco noi (Italia) contiamo come il due di picche
    > quando la briscola è fiori, fatti pure due
    > conti.

    Tutto giusto... ma con che cavolo di carte giochi a briscola tu? Sorride
    non+autenticato
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