Alfonso Maruccia

L'anteprima pirata non fa male alla musica

Un nuovo studio evidenzia l'effetto benefico della circolazione di album in pre-release. L'incremento nelle vendite marginale, ma c'. Quel che sicuramente non c' l'effetto negativo

Roma - Forse il P2P non salverà la musica, ma di certo aiuta a vendere qualche album in più: lo sostiene uno studio realizzato presso la North Carolina State University, che si fa forte del suo peso statistico preciso e dettagliato e spazza via le tradizionali geremiadi delle major del disco su quanto sia pericolosa e dannosa la circolazione dei contenuti musicali prima della loro distribuzione sul mercato.

Le etichette discografiche hanno da tempo stabilito come prioritario il contrasto alla distribuzione di musica in pre-release sulle reti di P2P, ma i dati raccolti da Robert Hammond della NCSU vanno nella direzione contraria: le release in anticipo rispetto all'uscita sul mercato non influenzano negativamente le vendite, anzi aiutano a incrementarle - anche se solo marginalmente.

Hammond ha tratto le proprie conclusioni lavorando su statistiche di download raccolte tra il maggio del 2010 e il gennaio del 2011, su quello che viene definito il più grande tracker BitTorrent privato per appassionati di musica: in totale sono state analizzate le correlazioni tra download-vendite di 1.095 album di 1.075 artisti diversi.
Lo studio rivela come l'incremento di vendite ci sia solo nel caso di artisti già baciati da chiara fama e comunque in ogni caso il P2P non ha portato a nessun segno evidente di vendite danneggiate.

A rafforzare la validità della tesi di Hammond arriva il commento a latere dell'ex-CEO di Warner Music: se la musica è di valore, l'anteprima non può che aiutare.

Alfonso Maruccia
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