Claudio Tamburrino

Open Data, primi dati salutari

Online sul sito del Ministero della Salute la nuova area dedicata ai dati. Da sfruttare e rielaborare

Roma - Il Ministero della Salute ha inaugurato una nuova sezione del suo portale dedicata agli Open Data.

In questa nuova area è possibile trovare numeri e informazioni relativi alle ASL e alla loro popolazione, alle farmacie e parafarmacie, ai depositi e ai grossisti di medicinali, nonché l'elenco dei dispositivi medici, la classifica dei 50 medicinali senza obbligo di prescrizione o da banco più venduti e i numeri legati ai prodotti fitosanitari (al momento una delle sezioni più visitate).

Tali dati sono rilasciati con la licenza libera ad hoc Italian Open Data License (IODL) e "in un formato aperto, standardizzato e leggibile da un'applicazione informatica per facilitare la loro consultazione": questo affinché gli utenti siano incentivati ad utilizzarli in modo creativo, e per rielaborazioni da divulgare sotto licenze libere che non ne impediscano la diffusione e il riutilizzo. (C.T.)
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27 Commenti alla Notizia Open Data, primi dati salutari
Ordina
  • Complimentoni. Se mi capitasse una cosa del genere per qualche cleinte troverei gente che mi dorme sul pianerottolo aspettando che risolva.
    Qui... niente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: crumiro
    > Complimentoni. Se mi capitasse una cosa del
    > genere per qualche cleinte troverei gente che mi
    > dorme sul pianerottolo aspettando che
    > risolva.
    > Qui... niente.

    sarà l'abitudine?
    non+autenticato
  • - Scritto da: crumiro
    > Complimentoni. Se mi capitasse una cosa del
    > genere per qualche cleinte troverei gente che mi
    > dorme sul pianerottolo aspettando che
    > risolva.
    > Qui... niente.

    a me funziona, nel senso che ho appena scaricato un bel po' di dati senza alcun problema
    non+autenticato
  • - Scritto da: lic enza
    > a me funziona, nel senso che ho appena scaricato
    > un bel po' di dati senza alcun problema

    come non detto... mi sa che i file sono corrotti...
    non+autenticato
  • io non so come li hanno fatti i test e il collaudo... c'erano tutti i link di integrazione tra i due portali (quello Java e quello su Azure) sbagliati.
    Il problema è che neanche se ne sono accorti da soli... l'ho dovuto segnalare io attraverso l'assistenza con 2 mail o_O
    non+autenticato
  • Cliccando sui link dei dati più scaricati...

    Error Message:
    JSPG0036E: Failed to find resource /dettaglioDataset.jsp
    Root Cause:
    java.io.FileNotFoundException: JSPG0036E: Failed to find resource /dettaglioDataset.jsp
        at com.ibm.ws.jsp.webcontainerext.AbstractJ
    SPExtensionProcessor.findWrapper(AbstractJSPExtensionProcessor.java:318)
        at com.ibm.ws.jsp.webcontainerext.AbstractJ
    SPExtensionProcessor.handleRequest(AbstractJSPExtensionProcessor.java:283)
        at com.ibm.ws.webcontainer.webapp.WebApp.handleRequest(WebApp.java:3548)
        at com.ibm.ws.webcontainer.webapp.WebGroup.handleRequest(WebGroup.java:269)
        at com.ibm.ws.webcontainer.WebContainer.handleRequest(WebContainer.java:818)
        at com.ibm.ws.wswebcontainer.WebContainer.handleRequest(WebContainer.java:1478)
        at com.ibm.ws.webcontainer.channel.WCChannelLink.ready(WCChannelLink.java:125)
        at com.ibm.ws.http.channel.inbound.impl.
    HttpInboundLink.handleDiscrimination(HttpInboundLink.java:458)
        at com.ibm.ws.http.channel.inbound.impl.
    HttpInboundLink.handleNewInformation(HttpInboundLink.java:387)
        at com.ibm.ws.http.channel.inbound.impl.
    HttpICLReadCallback.complete(HttpICLReadCallback.java:102)
        at com.ibm.ws.tcp.channel.impl.AioRead
    CompletionListener.futureCompleted(AioReadCompletionListener.java:165)
        at com.ibm.io.async.AbstractAsyncFuture.
    invokeCallback(AbstractAsyncFuture.java:217)
        at com.ibm.io.async.AsyncChannelFuture.
    fireCompletionActions(AsyncChannelFuture.java:161)
        at com.ibm.io.async.AsyncFuture.completed(AsyncFuture.java:136)
        at com.ibm.io.async.ResultHandler.complete(ResultHandler.java:196)
        at com.ibm.io.async.ResultHandler.runEventProcessingLoop(ResultHandler.java:751)
        at com.ibm.io.async.ResultHandler$2.run(ResultHandler.java:881)
        at com.ibm.ws.util.ThreadPool$Worker.run(ThreadPool.java:1497)
    non+autenticato
  • Anzi non solo cliccando sui dati più scaricati, ma ovunque !
    Eh ma poi stiamo a cavillare sulla sigla della licenza... Rotola dal ridere

    Siamo proprio in Italia non c'è niente da fare...
    non+autenticato
  • - Scritto da: . . .
    > Eh ma poi stiamo a cavillare sulla sigla della
    > licenza... Rotola dal ridere
    >
    > Siamo proprio in Italia non c'è niente da fare...

    hai proprio ragione: siamo in itaia dove taaanta gente che è indifferente alle licenze, ai formati, ai termini d'uso ecc. (come dimostri di essere anche tu) viene quotidianamente fo***a proprio grazie ai cavilli delle licenze e tutto il resto... salvo poi protestare e bla bla bla...
    non+autenticato
  • Non è indifferenza.
    E' dare priorità e un pesi alle cose a secondo della loro importanza.

    In questo specifico caso si disquisisce di licenze e amenità varie quando si ha un sito istituzionale (che dovrebbe contribuire a dare un'immagine a questo paese) pieno di bug e neanche gestiti in modo corretto.

    Però la sigla della licenza è importante.

    Ah già dimentico sempre che questo non è un form di informatici... Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: . . .
    > Non è indifferenza.
    > E' dare priorità e un pesi alle cose a secondo
    > della loro importanza.

    giusto: e siccome parliamo di dati resi disponibili con una licenza, la cosa importante è, prima di tutto, la licenza

    > In questo specifico caso si disquisisce di
    > licenze e amenità varie quando si ha un sito
    > istituzionale (che dovrebbe contribuire a dare
    > un'immagine a questo paese) pieno di bug e
    > neanche gestiti in modo corretto.

    no. in questo specifico caso si parla di dati, non di bug...

    forse non ci hai fatto caso ma l'articolo ha per titolo/sottotitolo:
    "Open Data, primi dati salutari. Online sul sito del Ministero della Salute la nuova area dedicata ai dati. Da sfruttare e rielaborare"

    di questo si parla

    > Però la sigla della licenza è importante.

    trattandosi di dati e del loro utilizzo, la licenza è più che importante: è fondamentale

    > Ah già dimentico sempre che questo non è un form
    > di informatici...

    ti sbagli... il "problema" forse è proprio questo: i paraocchi informatici...
    non+autenticato
  • - Scritto da: lic enza
    > - Scritto da: . . .
    > > Non è indifferenza.
    > > E' dare priorità e un pesi alle cose a
    > secondo
    > > della loro importanza.
    >
    > giusto: e siccome parliamo di dati resi
    > disponibili con una licenza, la cosa importante
    > è, prima di tutto, la
    > licenza
    >

    Ma siccome non sono disponibili...

    > > In questo specifico caso si disquisisce di
    > > licenze e amenità varie quando si ha un sito
    > > istituzionale (che dovrebbe contribuire a
    > dare
    > > un'immagine a questo paese) pieno di bug e
    > > neanche gestiti in modo corretto.
    >
    > no. in questo specifico caso si parla di dati,
    > non di
    > bug...
    >

    Non parlerei di bug se non fossero cosi macroscopici.

    > forse non ci hai fatto caso ma l'articolo ha per
    > titolo/sottotitolo:
    > "Open Data, primi dati salutari.
    > Online sul sito del Ministero della Salute la
    > nuova area dedicata ai dati. Da sfruttare e
    > rielaborare"

    >
    >
    > di questo si parla
    >
    > > Però la sigla della licenza è importante.
    >

    Ma i dati non sono disponibili online o almeno non lo sono ora.

    > trattandosi di dati e del loro utilizzo, la
    > licenza è più che importante: è
    > fondamentale
    >

    E' importante. Non fondamentale.
    Fondamentale è avere i dati a disposizione e poterne usufruire.

    > > Ah già dimentico sempre che questo non è un
    > form
    > > di informatici...
    >
    > ti sbagli... il "problema" forse è proprio
    > questo: i paraocchi
    > informatici...

    Se fossi in te non sarei cosi sicuro di chi abbia i paraocchi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: . . .
    > > giusto: e siccome parliamo di dati resi
    > > disponibili con una licenza, la cosa importante
    > > è, prima di tutto, la
    > > licenza
    >
    > Ma siccome non sono disponibili...

    lo sono eccome... ne ho appena scaricato un bel po', seza alcun problema

    > > trattandosi di dati e del loro utilizzo, la
    > > licenza è più che importante: è
    > > fondamentale
    >
    > E' importante. Non fondamentale.
    > Fondamentale è avere i dati a disposizione e
    > poterne usufruire.

    poterne usufruire = dipende tutto dalla licenza
    non+autenticato
  • - Scritto da: lic enza
    > - Scritto da: . . .
    > > > giusto: e siccome parliamo di dati resi
    > > > disponibili con una licenza, la cosa
    > importante
    > > > è, prima di tutto, la
    > > > licenza
    > >
    > > Ma siccome non sono disponibili...
    >
    > lo sono eccome... ne ho appena scaricato un bel
    > po', seza alcun
    > problema
    >

    Hai provato a cliccare sulle voce dei tag a destra ad esempio ?

    > > > trattandosi di dati e del loro
    > utilizzo,
    > la
    > > > licenza è più che importante: è
    > > > fondamentale
    > >
    > > E' importante. Non fondamentale.
    > > Fondamentale è avere i dati a disposizione e
    > > poterne usufruire.
    >
    > poterne usufruire = dipende tutto dalla licenza

    Poterne usufruire dipende anche dal servizio.
    Avere la licenza giusta o comunque che permetta di usufruire liberamente delle informazioni e avere un servizio funzionante in parte o non funzionante del tutto, serve ben a poco.

    Comunque si disquisiva amabilmente sulla sigla non certo sul contenuto che è, mi sembra di aver capito, identico a quello internazionale.
    Ergo si parlava di fuffa.

    Mentre io ho segnalato dei bug non gestiti (cosa a casa mia gravissima mentre a casa tua molto probabilmente no) che oltre a rendere ridicolizzare il tutto, non fa giustizia ai contenuti e al servizio e scusa se è poco rispetto al discutere della sigletta di turno.
    non+autenticato
  • per inciso...
    l'acronomo per la Italian Open Data License NON è IOLD, come indicato nell'articolo, ma IODL...
    non+autenticato
  • Licenza IODL... ovvero: come perdere tempo a reinventare l'acqua calda rischiando anche di farla raffreddare...

    Trattandosi di "una licenza per tutto il mondo" compatibile se non praticamente equivalente alla CC BY-SA:

    - ha senso che sia scritta in italiano? l'idea era forse di renderla di difficile e dubbia applicazione al resto del mondo?

    - che senso hanno i riferimenti a particolari norme di legge italiane (che peraltro vengono modificate pure molto spesso)?

    - che senso ha la competenza del foro di Roma per le controversie (oltre che a farci ridere dietro come già si fa abbondantemente in tutto il mondo)?

    - non si faceva prima e sicuramente MEGLIO a usare una licenza internazionale equivalente già esistente e "testata" (tipo la CC BY-SA stessa)?

    bohhhhhhhh
    non+autenticato
  • ma infatti nell'appendice della licenza stessa è scritto che è compatibile con la CC-BY-SA o la ODbL.

    http://www.formez.it/iodl/

    al che la domanda sorge spontanea: se è legalmente equivalente, perchè crearla?!

    Comunque i dati saranno anche in formati aperti, ma usano Windows Azure come piattaforma e Bing per le mappe.. chissà.. forse non hanno mai sentito parlare di Linux e OpenStreetMaps.
    non+autenticato
  • Scusa ma che cambia se si trovano su Windows Azure o su un server linux?
    L'importante è il formato in cui sono reperibili i dati, poi l'applicazione te la sviluppi come vuoi.

    Non ho fatto dei test, ma la pagina di dettagli tecnici cita sia OData che JSON come formati di output... formati utilizzabili dalla maggior parte dei linguaggi programmazione usando query REST.

    Poi se vogliamo far storie giusto perchè usa Azure che è Microsoft allora è un'altra storia...

    Ciauuu
    non+autenticato
  • - Scritto da: giorgio
    > Scusa ma che cambia se si trovano su Windows
    > Azure o su un server linux?

    cambia che una PA ha speso un bel po' di soldi in inutili licenza

    > Poi se vogliamo far storie giusto perchè usa
    > Azure che è Microsoft allora è un'altra storia...

    sì esatto: vogliamo fare storie proprio per questo!

    le licenze windows server costano un botto...
    ma hai idea di quanto spende la PA in italia, ogni anno, per pagare licenze a M$, Oracl€, Autode$k e compagnia bella? ci fai una finanziaria...

    e poi che non ci sono soldi, che c'è la crisi ecc. ecc.
    non+autenticato
  • - Scritto da: lic enza
    > - Scritto da: giorgio
    > > Scusa ma che cambia se si trovano su Windows
    > > Azure o su un server linux?
    >
    > cambia che una PA ha speso un bel po' di soldi in
    > inutili
    > licenza
    >
    > > Poi se vogliamo far storie giusto perchè usa
    > > Azure che è Microsoft allora è un'altra
    > storia...
    >
    > sì esatto: vogliamo fare storie proprio per
    > questo!
    >
    > le licenze windows server costano un botto...
    > ma hai idea di quanto spende la PA in italia,
    > ogni anno, per pagare licenze a M$, Oracl€,
    > Autode$k e compagnia bella? ci fai una
    > finanziaria...
    >
    > e poi che non ci sono soldi, che c'è la crisi
    > ecc.
    > ecc.

    il tuo discorso può avere senso, se alle parole si aggiungono i dati.
    Quanto è il costo sostenuto dalle PA in inutili licenze?
    Quanto costa la migrazione verso open source e la manutenzione dello stesso? Perchè, si sa, open source non vuol dire gratis. E nel caso di PA vuol dire anche appoggiarsi a società che gestiscano il tutto.
    Senza dati si parla del nulla.
    non+autenticato
  • > il tuo discorso può avere senso, se alle parole
    > si aggiungono i
    > dati.
    > Senza dati si parla del nulla.

    giusto, comunque i dati ci sono anche se non ho voglia (io) di usare google.

    inoltre c'e' un discorso di accessibilita, standard, sicurezza, riusabilita, obsolescenza programmata con relativi costi di smaltimento, lockin su alcuni software e finanziamento di realtà italiane e non di corporation estere, la quale dovrebbe portare verso i software con licenze libere/aperte.

    PS: ovviamente il csv e' stato fatto stile xls ovvero non rispettando gli standard
    non+autenticato
  • - Scritto da: trollol
    > > il tuo discorso può avere senso, se alle
    > parole
    > > si aggiungono i
    > > dati.
    > > Senza dati si parla del nulla.
    >
    > giusto, comunque i dati ci sono anche se non ho
    > voglia (io) di usare
    > google.
    >
    > inoltre c'e' un discorso di accessibilita,
    > standard, sicurezza, riusabilita, obsolescenza
    > programmata con relativi costi di smaltimento,
    > lockin su alcuni software e finanziamento di
    > realtà italiane e non di corporation estere, la
    > quale dovrebbe portare verso i software con
    > licenze
    > libere/aperte.
    >
    > PS: ovviamente il csv e' stato fatto stile xls
    > ovvero non rispettando gli
    > standard

    concordo, più o meno. Più più che meno. Ma già avere open data è un inizio (non ho ancora letto nè licenza open data nè visto il sito).
    Un problema è che realtà indipendenti italiane in grado di sostenere il lavoro a cui accenni non credo ce ne siano. Sarebbe opportuno creare i presupposti perchè nascano. O ce ne sono e io non le conosco? Nel caso ditemi.
    Altro punto è che il tuo discorso non ha tanto valenza dal punto di vista economico. A parte il punto di vista economico (secondo me non c'è convenienza) l'open sarebbe la scelta probabilmente migliore. Closed software e open data potrebbe essere un buon conmpromesso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mcmcmcmcmc
    > - Scritto da: lic enza
    > > - Scritto da: giorgio
    > > > Scusa ma che cambia se si trovano
    > > > su Windows Azure o su un server
    > > > linux?

    > > cambia che una PA ha speso un bel po'
    > > di soldi in inutili licenza

    > > > Poi se vogliamo far storie giusto
    > > > perchè usa Azure che è Microsoft
    > > > allora è un'altra storia...

    > > sì esatto: vogliamo fare storie
    > > proprio per questo!

    > > le licenze windows server costano
    > > un botto...

    > > ma hai idea di quanto spende la PA in
    > > italia, ogni anno, per pagare licenze
    > > a M$, Oracl€, Autode$k e compagnia
    > > bella? ci fai una finanziaria...

    > > e poi che non ci sono soldi, che c'è la
    > > crisi ecc. ecc.

    > il tuo discorso può avere senso, se alle
    > parole si aggiungono i dati.
    > Quanto è il costo sostenuto dalle PA in
    > inutili licenze ?

    Leggiamo qua e la':
    http://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/14...
    Commessa annuale del valore di 12,6 milioni di euro per 40mila pacchetti Office e 5mila software assurance destinati ai pc degli enti pubblici


    > Quanto costa la migrazione verso open source e la
    > manutenzione dello stesso ?

    I costi del personale di manutenzione non cambiano granche.

    > Perchè, si sa, open
    > source non vuol dire gratis. E nel caso di PA
    > vuol dire anche appoggiarsi a società che
    > gestiscano il tutto.

    O utilizzare le universita', in USA le universita' hanno creato BSD qua non riusciamo a creare interfacce per la pa ?

    > Senza dati si parla del nulla.

    Esatto.
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: mcmcmcmcmc
    > > - Scritto da: lic enza
    > > > - Scritto da: giorgio
    > > > > Scusa ma che cambia se si trovano
    > > > > su Windows Azure o su un server
    > > > > linux?
    >
    > > > cambia che una PA ha speso un bel po'
    > > > di soldi in inutili licenza
    >
    > > > > Poi se vogliamo far storie giusto
    > > > > perchè usa Azure che è Microsoft
    > > > > allora è un'altra storia...
    >
    > > > sì esatto: vogliamo fare storie
    > > > proprio per questo!
    >
    > > > le licenze windows server costano
    > > > un botto...
    >
    > > > ma hai idea di quanto spende la PA in
    > > > italia, ogni anno, per pagare licenze
    > > > a M$, Oracl€, Autode$k e compagnia
    > > > bella? ci fai una finanziaria...
    >
    > > > e poi che non ci sono soldi, che c'è la
    > > > crisi ecc. ecc.
    >
    > > il tuo discorso può avere senso, se alle
    > > parole si aggiungono i dati.
    > > Quanto è il costo sostenuto dalle PA in
    > > inutili licenze ?
    >
    > Leggiamo qua e la':
    > http://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/14
    > Commessa annuale del valore di 12,6 milioni di
    > euro per 40mila pacchetti Office e 5mila software
    > assurance destinati ai pc degli enti
    > pubblici
    >
    >
    > > Quanto costa la migrazione verso open source
    > e
    > la
    > > manutenzione dello stesso ?
    >
    > I costi del personale di manutenzione non
    > cambiano
    > granche.
    >
    > > Perchè, si sa, open
    > > source non vuol dire gratis. E nel caso di PA
    > > vuol dire anche appoggiarsi a società che
    > > gestiscano il tutto.
    >
    > O utilizzare le universita', in USA le
    > universita' hanno creato BSD qua non riusciamo a
    > creare interfacce per la pa
    > ?
    >
    > > Senza dati si parla del nulla.
    >
    > Esatto.

    se parliamo di office, basta buttare tutto (closed office, intendo). Se parliamo di altro no. Ci sono realtà, anche europee, in cui il passaggio all'open software è fallito, mi pare di ricordare. Tornando ai costi, non conosco la realtà della pubblica amministrazione. Nel privato chi adotta open non lo fa di certo per i costi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mcmcmcmcmc
    > - Scritto da: krane
    > > - Scritto da: mcmcmcmcmc
    > > > - Scritto da: lic enza
    > > > > - Scritto da: giorgio
    > > > > > Scusa ma che cambia se si
    > trovano
    >
    > > > > > su Windows Azure o su un
    > server
    >
    > > > > > linux?
    > >
    > > > > cambia che una PA ha speso un bel
    > po'
    >
    > > > > di soldi in inutili licenza
    > >
    > > > > > Poi se vogliamo far storie
    > giusto
    > > > > > perchè usa Azure che è
    > Microsoft
    >
    > > > > > allora è un'altra storia...
    > >
    > > > > sì esatto: vogliamo fare storie
    > > > > proprio per questo!
    > >
    > > > > le licenze windows server costano
    > > > > un botto...
    > >
    > > > > ma hai idea di quanto spende la PA
    > in
    > > > > italia, ogni anno, per pagare
    > licenze
    > > > > a M$, Oracl€, Autode$k e compagnia
    > > > > bella? ci fai una finanziaria...
    > >
    > > > > e poi che non ci sono soldi, che
    > c'è
    > la
    > > > > crisi ecc. ecc.
    > >
    > > > il tuo discorso può avere senso, se
    > alle
    >
    > > > parole si aggiungono i dati.
    > > > Quanto è il costo sostenuto dalle PA in
    > > > inutili licenze ?
    > >
    > > Leggiamo qua e la':
    > >
    > http://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/14
    > > Commessa annuale del valore di 12,6 milioni
    > di
    > > euro per 40mila pacchetti Office e 5mila
    > software
    > > assurance destinati ai pc degli enti
    > > pubblici
    > >
    > >
    > > > Quanto costa la migrazione verso open
    > source
    > > e
    > > la
    > > > manutenzione dello stesso ?
    > >
    > > I costi del personale di manutenzione non
    > > cambiano
    > > granche.
    > >
    > > > Perchè, si sa, open
    > > > source non vuol dire gratis. E nel caso
    > di
    > PA
    > > > vuol dire anche appoggiarsi a società
    > che
    > > > gestiscano il tutto.
    > >
    > > O utilizzare le universita', in USA le
    > > universita' hanno creato BSD qua non
    > riusciamo
    > a
    > > creare interfacce per la pa
    > > ?
    > >
    > > > Senza dati si parla del nulla.
    > >
    > > Esatto.
    >
    > se parliamo di office, basta buttare tutto
    > (closed office, intendo). Se parliamo di altro
    > no. Ci sono realtà, anche europee, in cui il
    > passaggio all'open software è fallito, mi pare di
    > ricordare. Tornando ai costi, non conosco la
    > realtà della pubblica amministrazione. Nel
    > privato chi adotta open non lo fa di certo per i
    > costi.

    Ao', guarda che sei tu che hai chiesto i costi...
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: mcmcmcmcmc
    > > - Scritto da: krane
    > > > - Scritto da: mcmcmcmcmc
    > > > > - Scritto da: lic enza
    > > > > > - Scritto da: giorgio
    > > > > > > Scusa ma che cambia se si
    > > trovano
    > >
    > > > > > > su Windows Azure o su un
    > > server
    > >
    > > > > > > linux?
    > > >
    > > > > > cambia che una PA ha speso un
    > bel
    > > po'
    > >
    > > > > > di soldi in inutili licenza
    > > >
    > > > > > > Poi se vogliamo far
    > storie
    > > giusto
    > > > > > > perchè usa Azure che è
    > > Microsoft
    > >
    > > > > > > allora è un'altra
    > storia...
    > > >
    > > > > > sì esatto: vogliamo fare
    > storie
    >
    > > > > > proprio per questo!
    > > >
    > > > > > le licenze windows server
    > costano
    > > > > > un botto...
    > > >
    > > > > > ma hai idea di quanto spende
    > la
    > PA
    > > in
    > > > > > italia, ogni anno, per pagare
    > > licenze
    > > > > > a M$, Oracl€, Autode$k e
    > compagnia
    > > > > > bella? ci fai una
    > finanziaria...
    > > >
    > > > > > e poi che non ci sono soldi,
    > che
    > > c'è
    > > la
    > > > > > crisi ecc. ecc.
    > > >
    > > > > il tuo discorso può avere senso, se
    > > alle
    > >
    > > > > parole si aggiungono i dati.
    > > > > Quanto è il costo sostenuto dalle
    > PA
    > in
    > > > > inutili licenze ?
    > > >
    > > > Leggiamo qua e la':
    > > >
    > >
    > http://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/14
    > > > Commessa annuale del valore di 12,6
    > milioni
    > > di
    > > > euro per 40mila pacchetti Office e 5mila
    > > software
    > > > assurance destinati ai pc degli enti
    > > > pubblici
    > > >
    > > >
    > > > > Quanto costa la migrazione verso
    > open
    > > source
    > > > e
    > > > la
    > > > > manutenzione dello stesso ?
    > > >
    > > > I costi del personale di manutenzione
    > non
    > > > cambiano
    > > > granche.
    > > >
    > > > > Perchè, si sa, open
    > > > > source non vuol dire gratis. E nel
    > caso
    > > di
    > > PA
    > > > > vuol dire anche appoggiarsi a
    > società
    > > che
    > > > > gestiscano il tutto.
    > > >
    > > > O utilizzare le universita', in USA le
    > > > universita' hanno creato BSD qua non
    > > riusciamo
    > > a
    > > > creare interfacce per la pa
    > > > ?
    > > >
    > > > > Senza dati si parla del nulla.
    > > >
    > > > Esatto.
    > >
    > > se parliamo di office, basta buttare tutto
    > > (closed office, intendo). Se parliamo di
    > altro
    > > no. Ci sono realtà, anche europee, in cui il
    > > passaggio all'open software è fallito, mi
    > pare
    > di
    > > ricordare. Tornando ai costi, non conosco la
    > > realtà della pubblica amministrazione. Nel
    > > privato chi adotta open non lo fa di certo
    > per
    > i
    > > costi.
    >
    > Ao', guarda che sei tu che hai chiesto i costi...

    nella valutazione dell'abbandono del closed per l'open per motivi di costi, che altro si deve chiedere? Quanto costa il closed? Quanto costa l'open? E si valuta. Io non credo ci siano grandi risparmi. Ci sarebbero senz'altro altri vantaggi nel medio lungo periodo.
    non+autenticato