Gabriele Niola

WebTheatre/ Un anno per una webserie

di G. Niola - Presentata allo scorso Giffoni Film Festival, per creare un anno di aspettative. I primi episodi sono online, e vorrebbe differenziarsi dalle ordinarie produzioni per la rete

Roma - Nato, conosciuto e sviluppatosi fino a diventare il più grande festival di cinema per ragazzi, Giffoni l'anno scorso ha deciso di scommettere su una webserie. All'interno di uno dei campus didattici per ragazzi è partito infatti il progetto She Died, webserie diretta e scritta da Luca Apolito e Manlio Castagna (responsabile creativo e vicedirettore artistico del festival), sponsorizzata dall'illustre partecipazione delle vlogstar di Freaks (protagonisti di cammeo grossi ma non sempre ben inseriti nella trama) e pensata per essere mostrata anche in un'unica soluzione, ovvero tutti e dieci gli episodi in fila come fosse un film unico, nell'edizione dell'anno dopo, a luglio 2012. Per il momento però la webserie comincia la sua prima visione online a tronconi di poco più di 10 minuti.

she died


She Died arriva in rete dunque dopo una lunghissima campagna "d'avvicinamento" partita dallo scorso Festival di Giffoni (luglio 2011), una campagna ben costruita e divisa tra stampa più o meno tradizionale e social media, fatta quindi di articoli online e non, hype su Twitter, teaser trailer, notizie, aggiornamenti sulla lavorazione ecc. Tutto all'insegna della promessa di qualità: "Vogliamo rappresentare la qualità. Non vogliamo fare la solita web-serie di grande impatto comico o trash, cerchiamo di fare piuttosto un bel lavoro pensato come un film" è solo una delle molte dichiarazioni sul genere presa da un'intervista su Bonsai tv.
Dietro questa campagna quindi non c'è solo la creazione di una grande aspettativa (che proprio in quanto "grande" rischia facilmente di deludere) ma anche un'implicita valutazione sull'universo delle webserie, almeno per come si configura oggi in Italia, e soprattutto l'idea che la qualità tecnica sia la parte determinante di un prodotto del genere. In realtà, per quel che è dato vedere in Italia, così come all'estero, non è la perfezione tecnica e stilistica a determinare i prodotti più interessanti, che anzi spesso sono realizzati in maniera molto naive ma con idee, spunti e una forza selvaggia che li distanzia dagli omologhi di cinema e tv, molto più pigri da questo punto di vista, dandogli una vitalità e una forza dirompente che nei casi migliori ne costituiscono il vero fascino.
Ora che finalmente è possibile vederla (ad ora siamo al terzo episodio pubblicato), si può dire che She Died è molto lontana dal somigliare ad un film, fortunatamente. ╚ una serie per la rete in tutto e per tutto, ne ha il look e la scansione narrativa, con i suoi picchi e i cliffhanger a fine episodio come è logico che sia.
Scelte di messa in scena (come una fotografia con poca profondità di campo) e saturazione selettiva dei colori, umorismo spesso vivace, altre volte prevedibile e una storia che contamina la realtà di fantastico, sono le caratteristiche che allacciano il prodotto al mondo delle webserie come lo conosciamo, o almeno come da noi le ha canonizzate il successo di Freaks. Al contrario nulla fa intuire una vicinanza all'universo del cinema, soprattutto il comparto recitazione (tranne piccole eccezioni) che come al solito è il più trascurato dalle produzioni per la rete e invece il più curato nel cinema.
Anche la promessa di qualità tecnica è mantenuta ma fino ad un certo punto, nel senso che She Died non si colloca al di sopra degli standard dei prodotti più curati rintracciabili su YouTube o Vimeo.

Alla fine She died, nonostante la lunghezza dei singoli episodi, scorre piacevolmente, non è scritto benissimo sia a livello di dialoghi che di organizazione generale del racconto (mai realmente coinvolgente nonostante l'ampio spargimento di misteri) ma ha un montaggio molto efficace, dotato di grande senso del ritmo e della spazialità. Un prodotto insomma molto carino, premiato (fino ad un certo punto) a livello di visualizzazioni ma non propriamente rivoluzionario né sconvolgente rispetto al resto del panorama delle webserie italiane.
La parte più interessante allora diventa quella produttiva, ovvero il fatto che She died sia stato cofinanziato da un festival del cinema (assieme a Clever) e che la sua produzione sia stata organizzata lungo un anno intero per coincidere con l'edizione successiva, non negandosi il passaggio in prima visione online.
Probabilmente la webserie non farà scuola a livello di realizzazione e svolgimento ma con un po' di fortuna potrebbe diventare un precedente importante grazie alla maniera in cui è nata ed è stata prodotta.

SHE DIED - EPISODIO 1


SHE DIED - EPISODIO 2


SHE DIED - EPISODIO 3


Gabriele Niola
Il blog di G.N.

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