Alfonso Maruccia

Google lancia messaggi agli infetti di DNSChanger

Mountain View contatterà i proprietari di PC infetti dal malware la cui botnet è stata abbattuta l'anno scorso dall'FBI. I server temporanei verranno presto spenti, lasciando gli utenti in balia di una connessione non funzionante

Roma - La botnet di DNSChanger è stata buttata giù da mesi, ma gli effetti nefasti dei sistemi infetti continuano a farsi sentire ancora oggi. Entra in campo anche Google, con l'obiettivo di contattare i proprietari di PC non ancora ripuliti dal malware dirotta-DNS prima che i server temporanei vengano spenti.

Nell'ambito della cosiddetta operazione "Ghost Click", nel novembre del 2011 l'FBI ottenne l'ingiunzione necessaria a sostituire i server DNS malevoli della botnet con sistemi di redirezione temporanea controllati dalle autorità: in tal modo i PC infetti potevano continuare a usufruire di una internet funzionante.

Ma quell'ingiunzione scade il prossimo 9 luglio, e di lì in poi i PC in cui ancora si annida il malware non potranno più accedere alla rete telematica mondiale: l'ultima stima pubblicata parla di 500mila dispositivi che ancora dipendono dai server temporanei per la corretta fruizione del Web.
Google pianifica di contattare (non solo in inglese) i proprietari dei sistemi infetti lanciando "messaggi" in sovrimpressione dei servizi usati dagli utenti, rendendoli edotti sullo stato delle cose e consigliando procedure da seguire per eliminare il codice malevolo prima che sia troppo tardi.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate