Claudio Tamburrino

Apple e l'app che faceva troppo

Dopo anni di permanenza nello store, Airfoil sparisce. Il problema sembra legato a certe nuove funzioni troppo simili a quelle di AirPlay. A casa Cupertino, regole di Cupertino

Roma - Apple ha bloccato l'app Airfoil Speakers Touch di Rogue Amoeba, che trasforma il Melafonino in una sorta di interfono o di servizio per condividere in streaming la propria musica: ovvero permette l'invio di audio in streaming ad altri device (iPhone, Mac, iPod TOuch ma anche PC) presenti in casa.

L'app è presente su App Store da tre anni, ma il problema sembrerebbe essere legato all'ultimo aggiornamento, che avrebbe introdotto funzioni non confacenti - secondo Apple - alle regole del marketplace, in particolare con l'ozpione "Enhanced Audio Receiving".

Lo stesso sviluppatore parla della nuova funzionalità come di una delle possibili cause: introdotta con la terza revisione della sua app, "l'abilità di ricevere audio direttamente da altri dispositivi iOS e da iTunes", la definisce una funzione di streaming audio fortemente voluta e amata dagli utenti. Rogue Amoeba, per il resto, si limita a dire di aver cercato in questi giorni di chiarire con Apple la situazione, ma di non aver compleso ancora l'esatta motivazione della rimozione.
Andando ad analizzare la situazione, il problema potrebbe essere legato al fatto che Apple non fornisce agli sviluppatori API per impiegare i suoi device mobile come ricevitori "AirPlay", la funzione made in Cupertino che permette l'ascolto di musica in streaming attraverso speaker, amplificaori AV e impiati stereo prodotti ad hoc e per cui si parla di nuova spinta con i prossimi iOS 6 e iTunes 11.

Per Apple potrebbe dunque essere un problema sia perché duplica una funzione già attiva, sia perché viola la clausola di licenza che proibisce l'impiego di API non pubbliche: da parte sua, tuttavia, Rogue Amoeba dice di essere arrivata al protocollo necessario a farlo funzionare tramite reverse-engineering ed API rilasciate pubblicamente.

In generale, tuttavia, le mosse e le motivazioni di Apple rimangono quantomeno ambigue (se non oscure): la gestione del suo store è legata alle clausole che parlano di un utilizzo solo di API pubbliche e "in maniera prescritta da Apple" e della definizione della licenza come di "un documento in via di evoluzione, cui potrebbero essere apportate modifiche in conseguenza di nuove app in qualsiasi momento". Tutte condizioni, evidentemente, che semplicemente esplicitano il principio "mio il negozio, mio le regole".

Claudio Tamburrino
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14 Commenti alla Notizia Apple e l'app che faceva troppo
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  • il discorso è molto più banale, airplay è abilitato solo su hardware da iphone 5//ipad4 in su, mentre la app attivava le stesse funzionalità anche su dispositivi più vecchi, tale app dimostrava che apple non abilita tutte le nuove funzionalità ios sui dispositivi che vogliono togliere dal mercato per far credere che siano obsoleti e quindi le persone comprino il nuovo prodotto.

    i discorsi su api non lecite etc non c'entrano nulla...
    non+autenticato
  • ti cambia le carte in tavola quando le fa comodo. Non capisco come faccia ancora la gente a rimanere su quel sistema.
    Funz
    12989
  • Visto quanto si costano gli speaker compatibili AirPlay, mi sembrerebbe strano se Apple non facesse una cosa del genere per difendere le aziende con cui ha rapporti commerciali, cioè quelli che pagano per poter mettere il marchio AirPlay sul proprio prodotto.

    Detto questo, penso ache io che sia una boiata. Non vedo perché dovrei spendere di più quando posso usare lo stesso iPhone per fare uno streaming da iTunes agli speaker.

    A questo problema da sviluppatore ho già pensato. Ma io, già immaginandomi una potenziale reazione di Apple, non avrei usato AirPlay, ma un altro standard, e sviluppato un proxy AirPlay da mettere sul Mac e non distribuito attraverso l'AppStore... ovviamenteSorride
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    Modificato dall' autore il 28 maggio 2012 13.21
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    FDG
    10933
  • - Scritto da: FDG
    > Visto quanto si costano gli speaker compatibili
    > AirPlay, mi sembrerebbe strano se Apple non
    > facesse una cosa del genere per difendere le
    > aziende con cui ha rapporti commerciali,

    Invece i diritti dell'utente vengono regolarmente messi sotto le scarpe avendo avuto cura di pestare precedentemente una merda di cane.
  • dai dai che vogliamo sentire tutti il tuo parere. ahahhha
    non+autenticato
  • ...prima di parlare o peggio di mettersi a
    pontificare.
    Credo, ma sopratutto spero, che Apple prima
    di rimuovere l'App incriminata dal propio
    store abbia fornito motivazioni specifiche
    e quali regole siano state violate dall'autore
    dell'applicazione per arrivare alla rimozione
    della stessa.

    D'altra parte se non gli sta bene può sempre
    svilupparla SOLO per Android o W8. Ficoso
  • - Scritto da: eleirbag
    > ...prima di parlare o peggio di mettersi a
    > pontificare.
    > Credo, ma sopratutto spero, che Apple prima
    > di rimuovere l'App incriminata dal propio
    > store abbia fornito motivazioni specifiche
    > e quali regole siano state violate dall'autore
    > dell'applicazione per arrivare alla rimozione
    > della stessa.
    >
    > D'altra parte se non gli sta bene può sempre
    > svilupparla SOLO per Android o W8. Ficoso

    ecco la motivazine di apple
    non+autenticato
  • - Scritto da: eleirbag
    > ...prima di parlare o peggio di mettersi a
    > pontificare.
    > Credo, ma sopratutto spero, che Apple prima
    > di rimuovere l'App incriminata dal propio
    > store abbia fornito motivazioni specifiche
    > e quali regole siano state violate dall'autore
    > dell'applicazione per arrivare alla rimozione
    > della stessa.
    >
    > D'altra parte se non gli sta bene può sempre
    > svilupparla SOLO per Android o W8. Ficoso

    veramente quando hanno eliminato 2 app fatte da noi hanno solo detto che violavano la licenza con apple, non hanno fornito nessuna spiegazione
    non+autenticato
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