Mauro Vecchio

Cina, microblogging e censura a punti

Il popolare Sina Weibo introduce un meccanismo di sottrazione dei crediti guadagnati all'apertura dei singoli account. SarÓ vietato postare commenti che incitano alla rivolta o al dissenso. Pena l'eliminazione del profilo

Roma - Attività di incitamento alla protesta popolare, diffusione di culti e superstizioni contrarie all'onore di una nazione, diffusione online di notizie in esclusiva o semplici indiscrezioni. Si contano a decine le condivisioni digitali non autorizzate dal governo di Pechino, limitazioni alla libertà d'espressione per tutti gli utenti delle gigantesche piattaforme di microblogging.

Più volte descritto come il Twitter cinese, il popolare Sina Weibo aveva già chiesto ai suoi iscritti di fornire la propria identità per continuare ad esprimersi online. La piattaforma asiatica ha ora introdotto un curioso meccanismo punitivo che per certi versi ricorda il sistema dei punti sulle patenti di guida italiane. Ma i milioni di internauti cinesi non verranno multati per infrazioni del codice della strada.

In base alle condizioni d'uso accettate, i 300 milioni di utenti di Sina Weibo partono da un totale di 80 punti all'apertura di un singolo account. In caso di violazioni delle condizioni d'uso, i gestori del sito possono sottrarre questi punti, fino ad arrivare ai casi più estremi in cui da 80 si passi a 0. In quel caso, l'account aperto dall'utente viene automaticamente eliminato.
Ma gli utenti di Sina Weibo potrebbero anche guadagnare punti in base a determinate attività social. Ad esempio, 10 punti in più per l'inclusione di un numero telefonico o per il numero di serie della propria carta d'identità. Al contrario, le nuove regole introdotte dal sito - con effetto dall'inizio di questa settimana - prevedono la sottrazione di punti per la pubblicazione di commenti o post sgraditi alle autorità asiatiche.

Evidentemente, una forma bizzarra di censura, dopo che lo stesso governo di Pechino aveva effettuato un giro di vite contro la diffusione di indiscrezioni giornalistiche pericolose per la stabilità e la sicurezza nazionale. Chiunque attacchi verbalmente un soggetto terzo - dunque anche un esponente di governo - perderà dei punti su Sina Weibo, così come chi diffonderà i principi della rivolta popolare.

La stessa piattaforma di microblogging ha ora pubblicato un annuncio di lavoro per la ricerca di soggetti disposti a monitorare costantemente le attività di pubblicazione dei vari account. Mentre il dipartimento di polizia di Shanghai sembra ormai pronto a lanciare un'unità speciale per la sorveglianza continua dei vari siti Internet. L'artista e dissidente Ai Weiwei ha da poco pronosticato il crollo imminente della grande muraglia digitale.

Mauro Vecchio
Notizie collegate
  • AttualitàGiornalismo, la Cina prosciugherà le fonti onlineI giornalisti dovranno citare fonti dirette negli articoli, per evitare fughe selvagge di indiscrezioni. Se in rete non si possono soffocare gli anonimi, si possono controllare coloro che gli danno voce
  • AttualitàCina, censura o rivoluzione?I grandi protagonisti del web asiatico pronti a combattere i contenuti dannosi per il popolo. Accordi in corso con il governo di Pechino. Mentre il leader di Wikipedia Jimbo Wales prevede una nuova primavera in salsa cantonese
2 Commenti alla Notizia Cina, microblogging e censura a punti
Ordina