Claudio Tamburrino

Google Books, gli editori fanno quadrato

Authors Guild può rappresentare gli autori in una class action. Mountain View si deve preparare ad una nuova causa in difesa della sua opera di digitalizzazione

Roma - Un giudice statunitense ha dato ragione all'associazione degli autori statunitensi Authors Guild, che potrà agire in tribunale in rappresentanza di tutti i suoi membri.

Saltato l'accordo (per decisione di un giudice di New York) che le parti avevano raggiunto per mettere fine alla causa che li vedeva contrapposti per l'opera di digitalizzazione dei libri cartacei da parte di Google, Authors Guild era tornata alla carica ad inizio maggio con una nuova denuncia nei confronti di Google Books.

Da questa nuova causa Mountain View aveva cercato di difendersi contestando la possibilità di Authors Guild di agire in tribunale: in quanto associazione non potrebbe dare il via ad una class action e ad agire avrebbero invece dovuto essere i singoli autori i cui diritti sono in ballo. D'altra parte, rilevava Google, gli interessi di cui bisogna parlare sono troppo diversi tra loro e in generale afferma che "il 58 per cento degli autori in realtà è a favore del suo programma di digitalizzazione di libri".
Ora, tuttavia, il tribunale ha riconosciuto lo status di class action all'azione e ha dato ragione a Authors Guild e ai tre autori, Betty Miles, Joseph Goulden e Jim Bouton, che potranno così rappresentare "tutte quelle persone residenti negli Stati Uniti che hanno interessi rispetto ai diritti d'autore di testi riprodotti dal Library Project di Google".

Claudio Tamburrino
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4 Commenti alla Notizia Google Books, gli editori fanno quadrato
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  • Bei tempi quando ogni nave che entrava nel porto di Alessandria, doveva consegnare i libri che aveva a bordo perché venissero copiati: gli originali venivano archiviati nella Biblioteca e le copie consegnate alle navi che ripartivano.

    Ormai non solo nelle biblioteche archiviamo copie, ma per dare in prestito una copia, queste devono pure pagare il pizzo alla SIAE di turno...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Skywalker

    > Bei tempi quando ogni nave che entrava nel porto
    > di Alessandria, doveva consegnare i libri che
    > aveva a bordo perché venissero copiati: gli
    > originali venivano archiviati nella Biblioteca e
    > le copie consegnate alle navi che
    > ripartivano.
    >
    > Ormai non solo nelle biblioteche archiviamo
    > copie, ma per dare in prestito una copia, queste
    > devono pure pagare il pizzo alla SIAE di
    > turno...

    Dove diavolo sono i tasti "+1" e "Mi piace", quando servono?

    Bye.
    Shu
    1232
  • - Scritto da: Skywalker
    > Bei tempi quando ogni nave che entrava nel porto
    > di Alessandria, doveva consegnare i libri che
    > aveva a bordo perché venissero copiati: gli
    > originali venivano archiviati nella Biblioteca e
    > le copie consegnate alle navi che
    > ripartivano.
    >
    > Ormai non solo nelle biblioteche archiviamo
    > copie, ma per dare in prestito una copia, queste
    > devono pure pagare il pizzo alla SIAE di
    > turno...

    E il solo pensiero che questa ignobile gentaglia esulterebbe alla notizia che una biblioteca vada a fuoco, mi fa venir voglia di andare nei loro uffici a far toccar loro con mano un vero incendio!

    Razza di ignobili parassiti disposti ad impedire la diffusione della cultura pur di salvaguardare i loro schifosi introiti di monopolio.
  • I Romani inventarono gli editori professionali, e Cesare era un rappresentante delle oligarchie "progressiste". Vuoi vedere che l'incendio della biblioteca di Alessandria non è avvenuto casualmente (o, come sostiene poeticamente qualcuno, per indebolire i Greci attraverso la distruzione del loro patrimonio culturale), ma per fare un favore ai grandi editori dell'epoca?
    non+autenticato