Gabriella Tesoro

Tecnocontrollo, realtà aziendale

Secondo una ricerca, entro il 2015 il 60 per cento delle imprese si doterà di sistemi di monitoraggio per monitorare i dipendenti sui social media

Roma - Il 60 per cento delle aziende prevede di usare la tecnologia per sorvegliare e monitorare i propri dipendenti sui siti di social networking entro il 2015. È quanto è emerso da un rapporto effettuato dalla società di ricerca Gartner. Il monitoraggio servirebbe a evitare che i lavoratori violino la sicurezza o rechino danni all'immagine dell'azienda.

Al momento, moltissime aziende utilizzano i social media per il brand management o il marketing, ma appena il 10 per cento sorveglia i propri dipendenti su Facebook, YouTube, LinkedIn o Twitter. In compenso, stanno nascendo molte realtà imprenditoriali specializzate nel monitoraggio e nell'analisi dei contenuti dei siti di social networking.

La diffusione di questa nuova abitudine potrebbe creare però delle perplessità. Se è pur vero che sorvegliare il comportamento dei dipendenti sui social media rappresenta un deterrente per comportamenti inappropriati o illeciti, è anche vero che crea problemi etici e giuridici. La sorveglianza, infatti, potrebbe non solo essere interpretata come una violazione della privacy ma, accedendo ai dati personali del dipendente, il datore di lavoro potrebbe mettere in atto azioni discriminatorie per quanto riguarda aspetti quali la religione o la sessualità.
"Le società dovrebbero prendersi il tempo necessario per studiare le leggi sulla privacy - ha commentato Lisa Vaas, della società di sicurezza Sophos - Queste leggi continuano a evolversi. Questa pratica potrebbe sembrare un nostro diritto oggi, ma essere vista come un invasivo Grande Fratello domani".

Gabriella Tesoro
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16 Commenti alla Notizia Tecnocontrollo, realtà aziendale
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  • Entro il 2015 gli utenti "con nome reale" dei social network dimezzeranno e partiranno una quantità spropositata di cause XD
    non+autenticato
  • La sorveglianza, infatti, potrebbe non solo essere interpretata come una violazione della privacy ma, accedendo ai dati personali del dipendente, il datore di lavoro potrebbe mettere in atto azioni discriminatorie per quanto riguarda aspetti quali la religione o la sessualità.

    Non vedo dove sia la violazione della privacy nel caso il datore di lavoro acceda a documenti resi pubblici dal dipendente. La soluzione non è una nuova infornata di leggi fra il ridicolo ed il demenziale ma al più educare la gente a controllare i dati che pubblica e dove li pubblica.
  • Concordo!

    Eppoi se si vuole evitare questi controlli basta crearsi un account diverso e sei apposto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: shevathas
    > Non vedo dove sia la violazione della privacy nel
    > caso il datore di lavoro acceda a documenti
    > resi pubblici dal dipendente.

    non è pubblico se tizio scrive su faccialibro con tizia in una discussione PRIVATA, dove devi essere minimo amico di tizio/tizia per poterla leggere,
    per non parlare delle chattine, app varie fornite da quei sistemi
    non+autenticato
  • Quoto!

    Quale privacy viene violata se vado a leggere tutto ciò che una persona scrive sui vari social?? Significa che tutti violiamo la privacy di tutti...

    Piuttosto, parlerei di eventuale violazioni dei dirittti dei lavoratori nel caso in cui il datore di lavoro adotti quegli strumenti vietati dallo Statuto dei lavoratori
    non+autenticato
  • >
    > Piuttosto, parlerei di eventuale violazioni dei
    > dirittti dei lavoratori nel caso in cui il datore
    > di lavoro adotti quegli strumenti vietati dallo
    > Statuto dei
    > lavoratori

    la questione è alquanto delicata, ma non credo sia questo il caso. Certo se ti aggiorni faccialibro continuamente e in orario da ufficio significa che te la stai cercando. Anche perché, imho, in questo caso non è il datore di lavoro a controllarti ma tu che sputtani che non stai a lavorare.
  • - Scritto da: shevathas
    > >
    > > Piuttosto, parlerei di eventuale violazioni
    > dei
    > > dirittti dei lavoratori nel caso in cui il
    > datore
    > > di lavoro adotti quegli strumenti vietati
    > dallo
    > > Statuto dei
    > > lavoratori
    >
    > la questione è alquanto delicata, ma non credo
    > sia questo il caso. Certo se ti aggiorni
    > faccialibro continuamente e in orario da ufficio
    > significa che te la stai cercando. Anche perché,
    > imho, in questo caso non è il datore di lavoro a
    > controllarti ma tu che sputtani che non stai a
    > lavorare.

    Una cosa giusta sarebbe bloccare i socialnetwork durante l'orario di lavoro e non invadere la privacy delle persone. Fuori dal lavoro possono dire quello che vogliono, ma per un imprenditore vedere i propri dipendenti farsi gli affari propri a spese dell'azienda non è giusto. In fondo si viene pagati per lavorare, non per controllare facebbok.
  • >
    > Una cosa giusta sarebbe bloccare i socialnetwork
    > durante l'orario di lavoro e non invadere la
    > privacy delle persone.

    la privacy non la invadi se controlli le informazioni pubbliche che condividi con il resto del mondo, visto che l'azienda fa parte del resto del mondo.
    Difficilmente le aziende tenteranno di "craccare" gli account per accedere ad informazioni private, a meno che non ci siano fortissimi sospetti di spionaggio industriale o concorrenza sleale, il gioco non vale la candela.
    E poi troppi condividono informazioni senza alcuna protezione; non serve fare il piccolo hacker quando spesso basta digitare su google qualcosa come:

    nome_cognome_dipendente nome_azienda site:facebook.com
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 18 giugno 2012 11.50
    -----------------------------------------------------------
  • Quello che è pubblico è pubblico, non ci piove. Ma se per caso vengono intercettate le comunicazioni allora non va bene (tanto come se mi aprissero la posta). Poi sta alla gente informarsi un minimo per filtrare la fuoriuscita di dati da facebook.
  • - Scritto da: Metal_neo
    > Una cosa giusta sarebbe bloccare i socialnetwork
    > durante l'orario di lavoro e non invadere la
    > privacy delle persone.
    E come faresti se lo fanno dal LORO cellofono?
    non+autenticato
  • Dal loro telefono sono liberi di navigare, però rimane il fatto che se vengono visti a messaggiare sul lavoro (che siano sms o facebook) dopo non possono lamentarsi più di tanto.
  • - Scritto da: Metal_neo
    > Dal loro telefono sono liberi di navigare, però
    > rimane il fatto che se vengono visti a
    > messaggiare sul lavoro (che siano sms o facebook)
    > dopo non possono lamentarsi più di
    > tanto.

    Peggio. Metti che su faccialibro, sezione pubblica, compaia:

    h 11.00 Tizio ha fatto 12345 punti a farmville
    h 11.05 Tizio ha comprato 2 mucche
    h 11.09 Tizio ha comprato 1 pollo
    h 11.12 Tizio ha piantato le patate
    ...
    h 13.30 Tizio ha coltivato con successo le rape


    nel caso arrivasse una contestazione disciplinare sarebbe difficile da contestare, molto difficile.