Mauro Vecchio

UE, adozione digitale per le opere orfane

Una bozza informale potrebbe aprire nuovi scenari nella diffusione delle opere di autore ignoto o scomparso. Musei e biblioteche potranno digitalizzarle e offrirle online senza paura di incappare in astronomiche rivendicazioni legali

Roma - Un primo passo verso la definitiva armonizzazione delle regole sul copyright nei vari paesi membri dell'Unione Europea. Una nuova regolamentazione che alimenterà la diffusione dei prodotti culturali consegnando al grande pubblico in Rete una vasta quantità di "tesori nascosti", dalla fotografia alla letteratura.

I rappresentanti del Parlamento e del Consiglio d'Europa hanno così siglato la bozza di un accordo legislativo informale, che permetterà a musei e biblioteche di digitalizzare e mettere a disposizione le cosiddette opere orfane, quelle non direttamente riconducibili ad uno specifico detentore dei diritti.

Le nuove regole comunitarie potrebbero dunque tutelare le varie istituzioni culturali da eventuali ricorsi legali per violazione del copyright, ovviamente in seguito alla precisa identificazione dei legittimi detentori. In sostanza, una biblioteca sarebbe in grado di offrire al pubblico una determinata opera orfana digitalizzata, in modalità non profit.
Non si tratta infatti della possibile commercializzazione selvaggia delle opere di padre ignoto, semplicemente uno spunto per la diffusione della cultura in Europa. Negli Stati Uniti, la strategia di digitalizzazione di Google Books è stata frenata da un giudice di New York anche per la delicata questione legata ai contenuti orfani. Nel Vecchio Continente, l'accordo preliminare annunciato potrebbe risolvere una volta per tutte la spinosa questione.

Ma che succede se un qualsiasi detentore di diritti spunta dal nulla e rivendica la paternità di un'opera già concessa ad un museo? L'accordo europeo punta alla massima tutela delle istituzioni culturali, che potrebbero pagare una somma minima dato che si tratterebbe di un utilizzo non commerciale delle opere stesse.

Ovviamente i membri di Parlamento e Consiglio hanno previsto anche un sistema basato su rigidi criteri di ricerca degli eventuali padri di un'opera. Massimo sforzo - soprattutto buona fede - nell'identificazione dell'eventuale titolare dei diritti prima della concessione. La bozza passerà ora al vaglio della Commissione Affari Legali e poi del Parlamento tutto.

Mauro Vecchio
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49 Commenti alla Notizia UE, adozione digitale per le opere orfane
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  • Link alla terza pagina di un articolo che tratta di morte degli autori professionisti, articolo del 2006, in cui si parla anche delle opere orfane...

    http://www.theregister.co.uk/2006/12/29/photojourn...
    non+autenticato
  • sono 30 anni che leggiamo in testa a parecchie pubblicazioni "L'Editore ha cercato con ogni mezzo i titolari dei diritti dei racconti qui pubblicati senza riuscire a reperirli; è ovviamente a piena disposizione per l'assolvimento di quanto occorra nei loro confronti" ...

    ... sono edizioni commerciali e non mi sembra una novità.

    Forse però l'editore così rischia, mentre nel modo citato nell'articolo il rischio viene ridotto notevolmente, per le istuzioni culturali.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bilroy Froman

    > Forse però l'editore così rischia, mentre nel
    > modo citato nell'articolo il rischio viene
    > ridotto notevolmente, per le istuzioni
    > culturali.

    Si, anche io la interpreto così. In sostanza, si permette una certa "tutela" al lavoro degli studiosi, delle biblioteche pubbliche ecc. che non rischiano di doversi scontrare con regole troppo pesanti. E' un passettino, molto piccolo per la verità secondo me. Tagliare, tagliare i tempi, 20 anni, ma meglio 10, poi a disposizione di tutti, liberamente
    non+autenticato
  • dal produrre un sistema giusto e sensato. le prime cose che balzano agli occhi ,sono :

    - "permetterà a musei e biblioteche di digitalizzare " e perche mai solo a musei e biblioteche e non ad un tizio qualsiasi? se e' orfana/abbandonata [e lo si dovrebbe poter evincere dalle registrazioni degli estortori^H^H^H^H^ siae e collecting analoghe] vuol dire e' stato valutato dai detentori attuali di valore zero.. se io mi voglio sobbarcare l'onere di ristamparlo, digitalizzarlo o altro , PERCHE NO? --> il perche' lo sappiamo... non sia mai che pestiamo i piedi al (c)

    - "punta alla massima tutela dei detentori -> istituzioni culturali, che potrebbero pagare una somma minima dato che si tratterebbe di un utilizzo non commerciale delle opere stesse".     Cioe dell'oggetto abbandonato, pure un obolo ci sarebbe da pagare... (nel caso uno protestasse). E per tenerlo basso, si punta al "solo le biblioteche". E' un impianto sbagliato e produce corollari sbagliati.

    Giusto sarebbe che le colleting FINALMENTE rendessero disponibili uno straccio di catalogo ben fatto e consultabile liberamente delle opere che proteggono... e se non c'e'/e' passato abbastanza tempo/ SI DEDUCE che i detentori non sono + interessati.. e consequenzialmente diventa libera di oboli. Una roba del genere pur funzionava molti DECENNI fa in usa... catalogo della libreria del congresso + specifiche apposizioni e oboli sull'opera per dire che era copyrighted. Se non rinnovati, scadeva. Un po come i fumetti della Charlton Comics...
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba

    > Giusto sarebbe che le colleting FINALMENTE
    > rendessero disponibili uno straccio di catalogo
    > ben fatto e consultabile liberamente delle opere
    > che proteggono...

    Ma, attualmente, come si fa a sapere se un'opera e protetta da copyright o meno?
    non+autenticato
  • >
    > Ma, attualmente, come si fa a sapere se un'opera
    > e protetta da copyright o
    > meno?
    si paga uno studio legale che faccia accurate ricercheCon la lingua fuori

    Alternativamente, e per il mercato USA, si fa uso della "buona fede" (!) e del sito dell' US Copyright Office che ha un motore di ricerca, e del upenn university usando il Catalog of Copyright Entries e First copyright renewals for periodicals ... insomma una cosa un po alla speraindio.. anche se parecchio accurata
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > >
    > > Ma, attualmente, come si fa a sapere se un'opera
    > > e protetta da copyright o
    > > meno?
    > si paga uno studio legale che faccia accurate
    > ricerche
    >Con la lingua fuori
    >
    Altrimenti si annuncia la disponibilità del libro e si aspetta che il detentore (se esiste) mandi una lettera minatoria
    non+autenticato
  • per tutti i libri che non sono più in ristampa da almeno 10 anni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: prova123

    > per tutti i libri che non sono più in ristampa da
    > almeno 10 anni.

    Con un minimo numero di copie...
    FDG
    10893
  • Ogni ristampa per essere considrata tale dovrebbe rappresentare almeno il 20%/25% della somma di tutte le edizioni precedenti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: prova123
    > per tutti i libri che non sono più in ristampa da
    > almeno 10 anni.

    Dieci anni magari no, ma defunto l'autore il libro passa in public domain...
    non+autenticato
  • Io aggiungerei che i testi annunciati in ristampa da più di due anni debbano essere trascritti a mano da un amanuense. Altrimenti mi immagino interi cataloghi perennemente in ristampa
    non+autenticato
  • E' una bella notizia.
    Ci stiamo finalmente muovendo nell'interesse della collettivita' e non verso quello di quattro vecchi e grassi intermediari parassiti che nulla hanno mai creato in vita loro e che pretendono invece di spolpare le produzioni altrui.

    Deve essere sancito il principio che ogni contenuto e' libero a priori e sia onere del presunto detentore di diritti dimostrare che non lo e'.

    Per tutti i contenuti deve sempre valere la presunzione di liberta'.
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