Cristiano Vaccarella

Italia, cresce il mercato delle app

Uno studio del Politecnico di Milano rileva un incremento dei ricavi del 52 per cento rispetto al 2010. E le previsioni per quest'anno sono ancora pių rosee

Roma - La diffusione dei device di ultima generazione (tablet e smartphone) aumenta anche in Italia. L'Osservatorio Internet, Content & Apps della School Of Management del Politecnico di Milano ha pubblicato un rapporto sul business che gira intorno al consumo di beni di alta tecnologia e relative applicazioni.

Il mercato delle app italiane

I dati raccolti illustrano un quadro molto interessante: nel 2011 i ricavi generati dalla navigazione in Internet tramite dispositivi mobile ha raggiunto circa 800 milioni di euro, il 52 per cento in più rispetto all'anno precedente. E per il 2012 si prevede un aumento dei ricavi totali fino al 40 per cento (circa 1.100 milioni). L'utilizzo delle applicazioni a pagamento ha invece generato 474 milioni, insieme con i 56 del mobile advertising, per un totale di 530 milioni di euro. Quest'ultimo dato fa registrare una netta controtendenza rispetto al passato: fra il 2009 e il 2010 si è assistito a una contrazione del mercato del mobile content & advertising, con un decremento di 9 punti percentuali.

A trainare il settore delle mobile app sono soprattutto i giochi e la musica, che crescono rispettivamente del 44 e il 39 per cento rispetto al 2010. Più staccati, ma ugualmente zoccolo duro, i contenuti video (30 per cento).
Se si considera la suddivisione per numero di app presenti sul proprio smartphone, emerge un dato molto interessante: il 31 per cento degli utenti ne ha installate meno di cinque, il 34 tra 6 e 20 e il 35 oltre 21. Soprattutto gli utenti Apple sembrano essere i più "scaricatori": in media 52 applicazioni contro le 30 degli utenti Android.
L'utilizzatore medio è un uomo (il 60 per cento del totale), tra i 25 e i 44 anni di età (il 62 per cento del campione).

Questi dati sono suffragati anche dal certificato "sorpasso" operato dagli smartphone nei confronti dei comuni cellulari: nei primi mesi del 2012 sono il 56,1 per cento dei telefonini appena acquistati, in uso a quasi 22 milioni di italiani e costituiscono la scelta del 45,4 per cento della popolazione. Il restante 54,6 rimane ancorato ai cellulari tradizionali.

"Questa diffusione capillare di smartphone, tablet e app è frutto degli investimenti che anche in Italia si stanno effettuando per lo sviluppo delle reti cellulari di nuova generazione" sostiene il responsabile dell'Osservatorio ICT del Politecnico di Milano Andrea Rangone, "è la nuova frontiera della Mobile Economy, un nuovo ecosistema di business che prevediamo crescerà alla grande anche nel nostro paese".

Nokia continua a far la parte del leone nella diffusione degli smartphone: quelli basati su Symbian OS sono ancora i più usati in Italia, sebbene negli ultimi mesi abbiano fatto registrare un sensibile calo rispetto allo scorso anno (dal 66 al 47 per cento), dovuto soprattutto all'aumento dei telefonini basati su Google Android (che passa dal 5,5 al 22,5 per cento). Solo la terza piazza per Apple (16 per cento, contro il 13 del 2011). Di molto staccate Microsoft (7,4) e Blackberry (5,2).

Cristiano Vaccarella

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26 Commenti alla Notizia Italia, cresce il mercato delle app
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  • Sto sviluppando un gioco a tempo perso, ho quasi finito e vorrei piazzarlo sul market. Non penso proprio di camparci con lo sviluppo di giochi, ma mi piacerebbe renderlo un gradevolissimo secondo lavoro per arrotondare un po' lo stipendio.

    Il problema è che sono già uno sviluppatore di professione stipendiato, posto che il mio datore di lavoro non credo proprio possa lamentarsi di concorrenza perché quello che sviluppiamo non c'entra nulla con il mobile e con i videogiochi. Ma come fare con gli aspetti fiscali?

    Quando ho fatto qualche lavoretto extra in passato (prestazioni occasionali), nel 730 ho dichiarato tutto e ho pagato quello che c'era da pagare per il reddito extra. Si potrebbe fare figurare gli EVENTUALI piccoli introiti come prestazioni occasionali?

    Grazie mille a chi risponderà!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Goldenaxe
    > Si potrebbe fare
    > figurare gli EVENTUALI piccoli introiti come
    > prestazioni
    > occasionali?
    >

    No, non si può in questo caso perché non è attività occasionale avere un'app disponibile 24 ore su 24 su un negozio online.
    Puoi aprire la partita IVA con gestione INPS separata e non superare i 30'000 euro con la tua attività. Diciamo che ti costa tra i 4000 e 5000 euro l'anno solo per cominciare.
    Inoltre secondo i numeri presentati dalle vendite è difficilissimo con le app guadagnare discretamente. L'80% fa solo pochi dollari.
    Dovresti partire con un'attività extra che ti garantisca delle entrate ed eventualmente affiancare l'attività rischiosa delle App (tanto aggiungere codici attività non ti costa niente). Altrimenti lascia perdere.
    non+autenticato
  • programmatore che vuole campare di app: supponiamo che apra una partita IVA questo significa che deve fatturare almeno il doppio (al programmatore basta avere un computer, tools e casa come ufficio). Quindi se vuole guadagnare 1500 euro netti deve fatturarne 3000. ovvero 36000 euro annui. Quanto prende da un app?
    Forse conviene guadagnare facendo altro ed ogni tanto comprare un gratta e vinci ... se fortuna deve essere ... Sorride
    non+autenticato
  • Infatti, non ho mai sentito di persone divnetate ricche tramite appstore, a parte casi sporadici.
    Sgabbio
    26177
  • Come no?
    Non mi dire che le varie notizie di ragazzini diventati milionari erano tutto marketing???Occhiolino
    non+autenticato
  • Ma sono solo che io ricordo un articolo recente in cui si diceva che non conveniva fare una azienda focalizzata sullo sviluppo mobile perchè, a meno di non essere nello 0.0001% delle applicazioni che fanno il botto, non ce la si fa a stare in piedi?
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    Modificato dall' autore il 12 giugno 2012 19.25
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  • - Scritto da: dexMIlano
    > Ma sono solo che io ricordo un articolo recente
    > in cui si diceva che non conveniva fare una
    > azienda focalizzata sullo sviluppo mobile perchè,
    > a meno di non essere nello 0.0001% delle
    > applicazioni che fanno il botto, non ce la si fa
    > a stare in
    > piedi?

    Ma per non rischiare prima la fai gratuita, se vedi che ha molto successo poi fai la versione a HD a pagamento tenendo conto che solo una piccola parte di chi aveva scaricato la versione gratuita la comprerà
    non+autenticato
  • - Scritto da: unaDuraLezione

    > ...come ***** si deve fare?

    E` uno dei paletti che fermano l'innovazione in Italia (l'incertezza fiscale, gli studi di settore, i costi proibitivi)

    > Il 99% dei commercialisti dice che è obbligatoria
    > la partita IVA e già qui nascono i casini: a meno
    > che non sei bravo e fortunato, guadgnerai molto
    > meno di quanto previsto dagli studi di settore,

    Se lo fai come "secondo lavoro" (cioe` hai il grosso degli introiti da altri lavori) puoi chiedere un'eccezione agli studi di settore.
    Hai la quasi garanzia di un controllo fiscale, ma se è vero (per esempio lavori fulltime ad altro, come dipendente) sei tranquillo.

    > Qualcuno può raccontare le proprie esperienze?

    Non ho mai fatto app per guadagnare direttamente, quindi non ti so dire le probabilità che ci sono di passarla liscia.

    Bye.
    Shu
    1232
  • è obbligatoria la partita IVA?

    cioè anche se la mia applicazione verrà scaricata neanche 1000 volte in un anno?

    poi va beh se uno fa il botto come angry birds, la apre ovvio


    te hai pubblicato (vendere) applicazioni?
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > Il problema è che dovevi aprirla prima e dovevi
    > anche sapere quanto avresti guadagnato (In
    > termini di soglie, non di cifra esatta) per
    > scegliere come
    > aprirla.

    eh immaginavo...
    in pratica è quasi impossibile riuscire a fare le cose a modo



    > In pratica è impossibile lavorare con Android in
    > Italia a meno di non spendere in anticipo un mare
    > di soldi ed essere pronti comunque a ricevere le
    > visite di accertamento a causa degli studi di
    > settore.

    in che senso con android? non dovrebbe essere lo stesso anche con apple?

    o ti riferisci al fatto che mediamente da android si guadagna di meno e quindi è più difficile rientrare nella spesa?

    ho cercato un pò su internet ( http://www.alverde.net/blog/quanto-costa-aprire-e-.../ ) e sembra che aprire una partita iva costi un sacco di soldiPerplesso
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > Il problema è che dovevi aprirla prima e dovevi
    > anche sapere quanto avresti guadagnato (In
    > termini di soglie, non di cifra esatta) per
    > scegliere come
    > aprirla.
    > In pratica è impossibile lavorare con Android in
    > Italia a meno di non spendere in anticipo un mare
    > di soldi ed essere pronti comunque a ricevere le
    > visite di accertamento a causa degli studi di
    > settore.

    Non è così.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: Dottor Stranamore
    >
    > > Non è così.
    >
    > Meglio così.
    > Lieto di essermi sbagliato.
    > Purtroppo diversi commercialisti danno risposte
    > diverse.

    In pratica puoi partire con il minimo possibile e se strada facendo guadagni di più passi al livello successivo. Ma niente ti impedisce di sospendere le vendite o abbassare tantissimo il prezzo quando sei vicino a 30'000 euro.
    Però ti conviene uscire dai minimi solo quando capisci che passerai abbondantemente quella cifra. Perché poi rientrerai negli studi di settore, dovrai tenere una contabilità diversa e pagare più tasse.
    Tieni conto che da quest'anno paghi solo il 5%(niente IRAP, IRPEF) + il 4% di INPS(ma per l'INPS paghi minimo 3200 euro anche se non vendi niente). Questo per 5 anni. Ma se hai meno di 35 anni puoi rimanere nei minimi anche per più anni sino a quando non passi questa età.
    Nei minimi l'IVA non è detraibile. Quando farai la di dichiarazione potrai detrarre dall'imponibile molti dei tuoi costi e poi su quello che rimane pagare il 5% di aliquota.
    Se vendi App con Google o Apple i pagamenti ti arriveranno dal Lussemburgo e dovrai fare un'autofattura.
    Ma mettiamo che tu non vendi tramite appstore, ma hai un negozio tuo, cosa che per Android puoi fare. Allora dovrai fare fattura solo a chi la richiede e indicare IVA 0% (ma solo finché sei nei minimi, quindi se esci dai minimi anche i tuoi prezzi aumentano del 21%). Come contabilità dovrai tenere un registro giornaliero dove indicherai entro 24 ore il totale del venduto il giorno precedente.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > Grazie per le info a sto punto mi fermerebbe solo
    > il fisso da pagare all'INPS che probabilmente è
    > già maggiore di quanto guadagnerei dalle app e
    > non mi servirebbe a nulla per la pensione perché
    > ho sempre avuto contributi da dipendente (a
    > quanto so non si
    > sommano).
    > Per risolvere il costo fisso, dovrei sviluppare
    > in anticipo molte app e buttarle fuori in rapida
    > sequenza appena faccio PIVA, ma scommetto un rene
    > che è illegale pure questo
    >A bocca aperta

    Come ho detto sotto ti conviene partire con delle app gratuite. Cioè se ne fai una e di colpo la scaricano in tanti è un miracolo, ci sono scarse possibilità di avere successo. Devi pensare di farne diverse per un paio di anni sino a trovare quella giusta.
    Oppure fare qualcosa per il PC di gratuito(anche un sito internet) e se ha successo fare l'app per Android e iOS a pagamento.
    non+autenticato
  • Il mercato delle app è un mercato povero, dove solo lo 0,0001% riesce a tirarci qualcosa.

    E' tutta fuffa pompata dai media e dalla stessa apple/google/microsoft... questi si che ci guadagnano!

    A parte il fatto che ancora non ho capito bene cosa si intende con "app".

    Mi viene da pensare a delle APPlicazioni senza la parte finale.. Annoiato
    non+autenticato
  • App è ne più ne meno che un diminutivo di applicazione. è entrato in voga dopo la nascita dell'App store, e per estensione al giorno d'oggi si usa per tutte le applicazioni "click to install" dei vari store/shop
    non+autenticato
  • mobile application
    non+autenticato